lunedì 30 luglio 2007

Lo dice il Saggio !!!

"Per quanto sia grande il mondo e diverse siano le genti, a tutti piacciono il sale e l'argento.

Chi vive vicino al fiume conosce la natura dei pesci; chi dimora fra le colline sa riconoscere il cinguettio dei diversi tipi di uccelli

Anche una lepre morde quando è bloccata in un angolo

Tra uomini della stessa religione c'è amore reciproco, tra uomini della stessa professione c'è gelosia reciproca

Con soldi sei un dragone; senza soldi, un verme

Chi non è stato truffato almeno una volta non può diventare un mercante

Il topo conosce le abitudini degli altri topi

Se fai affari con un funzionario di Stato finirai in miseria, se li fai con un mercante diventerai ricco, se li fai con dei preti buddisti ti chiederanno un'offerta

Non c'è altezza che non abbia al di sopra di sé qualcosa di più alto

Ogni contrario ha un suo contrario

Un uomo deciso vive con la propria determinazione, un uomo indeciso dipende dalla propria forza fisica

Il vero dio di un popolo è l'unione dei suoi scopi

L'ambizione dell'uomo è come il serpente che, visto un elefante, se lo vorrebbe ingoiare: qualunque meta raggiunga non riesce mai a essere soddisfatta

E' più facile deviare il corso di un fiume o spianare una montagna che cambiare l'animo di un uomo

Ci sono soltanto due uomini perfetti: uno è morto e l'altro non è mai nato

I sordi amano impicciarsi degli affari altrui, i muti adorano sparlare del loro prossimo

Nel corso della sua vita l'uomo non conosce il proprio spirito; dopo morto, dimentica il proprio corpo

Chi conosce se stesso conosce anche gli altri

Il momento per salvare un uomo, nonché verificarne la virtù, è nelle difficoltà

Dopo cinque generazioni la fama del giusto e l'infamia dell'ingiusto vengono entrambe dimenticate

Un uomo trascina il risciò; un altro viene trasportato.. . eppure la loro natura è la stessa

E molto più facile saper fare una cosa piuttosto che farla

Il cuore dell'uomo è come un cavallo che corre in discesa: è facile spronarlo, ma molto difficile farlo fermare

Meno si è intelligenti e più si è felici

Lo Stato è come un secchio, il popolo come l'acqua: la natura di quest'ultima è di prendere la forma del secchio

Anche il più stupido degli uomini diventa improvvisamente pronto di spirito allorché si trova nella possibilità eli criticare gli altri. anche il più saggio perde lucidità quando si tratta di criticare se stesso

Nella bocca della serpe e nel pungiglione della vespa non troverai veleno altrettanto micidiale di quello che può celarsi nel cuore dell'uomo

L'unità di un popolo sa trasformare l'argilla in oro

Un nano in mezzo ad altri nani ha una statura dignitosa

Per quanto possano essere profondi gli abissi in cui nuotano, i pesci possono pur sempre essere pescati e per quanto alti volino nei cieli, gli uccelli possono pur sempre essere colpiti. Ma quello che si cela nel profondo dell'animo umano è inafferrabile"

L'altra CINA .. vista dai Cinesi!!

W il CIRCO





























































































sabato 28 luglio 2007

Questioni di .... Metrò e di Civiltà...

(Pubblicato su Affari Italiani il 25 Luglio 2007)
Uno dei parametri sui quali si può “pesare” il livello di efficenza di una città e compararla con un altra, può sicuramente essere il livello raggiunto dal proprio sistema metropolitano.

Bene Milano e Shanghai, “gemellate negli affari e negli scambi culturali, sono agli antipodi, non solo geografici, per quanto riguarda il sistema di metrò.

Shanghai, in questi giorni di calura tropicale, con livelli di umidità spesso superiore a quelli riscontrabili a Milano, con la differenza che ciò è normale per tutta l’estate, le vetture del metrò sono luoghi temperati, quasi freddi, nei quali si viaggia in totale benessere, a tutte le ore del giorno.

A questo va aggiunto che si possono usare i cellulari e ciò rende ancora più piacevole prendere questi mezzi che arrivano con una precisione scandita al minuto secondo, sui grandi schermi presenti in tutte le stazioni.

Tutto questo, alla modica cifra di 40 cents di Euro medi!!

Ora i cinesi stanno costruendo a Shanghai qualcosa come oltre 100 nuove stazioni, sui nuovi 500 Km di metro che saranno finiti entro l’inizio dell’Expo 2010, ma nel frattempo stanno già rimodernando le “vecchie” stazioni e sostituendo “vecchi” convogli con quelli nuovi. La qualità, se già non ce ne fosse bisogno, sta crescendo notevolmente di giorno in giorno.

Quindi sarà sempre più piacevole e semplice muoversi per una città che conta circa 20 milioni di abitanti, nonostante le inevitabili resse negli orari di punta, ma che mai raggiunge microclimi simili raggiungibili a Milano, città di poco più 3 Milioni di abitanti e considerata da tutti la capitale mondiale del vivere bene e della qualità della vita.

venerdì 27 luglio 2007

Vaticano: Le ragioni della CINA


(From China Daily) 2007-07-26 06:49


The Vatican must sever "diplomatic relations" with Taiwan and stop interfering in China's internal affairs if it wants to normalize ties with Beijing, a leading Chinese Catholic leader said yesterday.

The Vatican is the only government in Europe to recognize Taiwan and wants Beijing to grant the Pope supreme authority to appoint bishops on the mainland.

China sees the Vatican's stance as interference in the country's internal affairs, Liu Bainian, vice-president of the Chinese Catholic Patriotic Association (CCPA), said.

His remarks were in response to a report in the Italian daily, La Repubblica, on Tuesday that quoted him as saying he "strongly hopes to be able to see the Pope one day in Beijing to celebrate Mass for us Chinese".
The report has been widely cited by international news agencies, but Liu said it had ignored the preconditions he had set.

"What I meant was I hoped the Pope could visit China and celebrate Mass but only after normalization of diplomatic ties," Liu told China Daily.
"If the two issues can be resolved properly, the two sides will have favorable conditions to improve ties."

Liu's remarks came on the sidelines of a Catholic assembly in Beijing yesterday that was held to celebrate the 50th anniversary of CCPA.

The Chinese Catholic society has vowed to adhere to independent selection and ordination of bishops and management of its churches.

Liu Bainian"Without independence, the Chinese Catholic society would not have been reborn," he said.
The Chinese Catholic society is independent from the Vatican only in politics and economic policies. But in religious belief, Chinese Catholicism is the same as Catholicism elsewhere in the world, he said.

China today has about 5 million Catholics compared to 2.7 million in 1958, according to official figures.
More than 200 Catholic representatives, heads of other religions and government officials attended yesterday's meeting.

Ji Jianhong, chairman of the Three-Self Patriotic Movement Committee of the Protestant Churches of China, said: "Patriotism and religious belief are consistent in the Bible. Independence in religious operation has been a part of national sovereignty and the core of patriotism and religious belief."

mercoledì 25 luglio 2007

Il SORPASSO .... delle banche CINESI!!!

E' la prima banca al mondo in termini di capitalizzazione in borsa superando, dopo Bank of America anche Citigroup....
Una nota: Non ha sportelli all'estero!!

"Voci dall'Italia" ....Pannella:"Una decisione di regime!!"

Dal Corriere del 24 Luglio 2007

«In contrasto con il regolamento e lo spirito della Costituente» !!!

Il Pd esclude Pannella: non può correre
L'Ufficio di presidenza sul leader radicale: «Progetto politico diverso». La replica: «Decisione di regime, io non moll

ROMA - Marco Pannella non può correre per la segreteria del Partito democratico. È questa, a quanto si apprende, la conclusione a cui è giunto l'Ufficio di presidenza del Pd, che si è riunito questa mattina negli uffici di Piazza Santi apostoli. I sei componenti l'organismo (Maurizio Migliavacca, Antonello Soro, Mario Barbi, Vittoria Franco, Patrizia Toia e Lella Massari) hanno preso atto dell'intenzione di Pannella, ma hanno concluso che la candidatura del leader radicale risulta palesemente in contrasto con il regolamento (Leggi)

Articolo "Questa democrazia in Cina? NO GRAZIE"

"Voci dall'Italia" ....DI PIETRO: FORLEO FINIRA' SOTTO INCHIESTA…

(Adnkronos) - ''Mi aspetto che quanto prima la Forleo finisca sotto inchiesta come sono finiti i magistrati di Milano che hanno indagato su Abu Omar e tutti coloro che cercano di alzare il tiro e di fare in modo che la legge sia uguale per tutti, per il ladro di biciclette e per il parlamentare politico che non rispetta le regole. Purtroppo questo e' il nostro paese: un paese in cui la casta si chiude''. Lo ha dichiarato il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro nel corso di un'intervista rilasciata al TgLA7.

"Vogliamo vedere il Papa a Pechino"

Estratti dell'intervista di Federico Rampini - Repubblica a Liu Bainian, 74 anni, la massima autorità dell´Associazione patriottica dei cattolici.

"...È il più potente esponente dell´altra Chiesa, quella obbediente al governo e protagonista dello "scisma cinese" dopo la rivoluzione comunista. Liu è considerato il nemico numero uno del Vaticano. È odiato dai cattolici cinesi che vivono nell´ombra rischiando il carcere o la "rieducazione". Ma oggi è anche un uomo-cerniera da cui passano le speranze di riallacciare i rapporti tra il Vaticano e Pechino, interrotti dal 1951."

"...Liu non ha il rango di vescovo, è un cattolico che non ha mai ricevuto l´ordinazione. E tuttavia come capo dell´Associazione patriottica è un´autorità superiore a tutti i vescovi della Chiesa ufficiale, è una sorta di presidente laico della conferenza episcopale. Consiglia il governo di Pechino sulla politica verso i fedeli e verso il Vaticano."

"... Dopo l´espulsione dei missionari stranieri nel 1951 cominciai a vedere le cose in una luce diversa. Il Vaticano aveva benedetto le potenze coloniali, non aveva obiettato quando i tedeschi occuparono Qingdao, poi diede il benvenuto ai giapponesi e infine agli americani. Solo quando vinse l´armata partigiana cinese, la Chiesa ci disse che dovevamo odiarli». Per Liu quella pagina di storia rimane fondamentale per capire quel che è accaduto dopo."

"«Quello che forse non è chiaro a tutti gli italiani, è che noi seguiamo esattamente la stessa religione della Chiesa di Roma, siamo indipendenti solo dal punto di vista politico e per il reperimento delle nostre risorse economiche. Quando la stampa occidentale ricorda che nel 1951 la Cina ha rotto le relazioni col Vaticano, dimentica di aggiungere questo aspetto essenziale: noi abbiamo sempre continuato a dire che riconosciamo l´autorità unica del papa in materia di religione. Non c´è l´ombra di una controversia teologica, non abbiamo nulla in comune con i protestanti»."

"...La Santa Sede è l´unica rappresentante di Gesù in terra e come cattolici dobbiamo seguirla. Ciò che noi dobbiamo affermare è la nostra indipendenza politica ed economica, altrimenti resteremo una chiesa coloniale»."

"... Durante la Rivoluzione culturale, dal 1966 al 1976, anche la Chiesa filo-governativa finì vittima di persecuzioni di massa, come tutte le fedi religiose. «Per il cattolicesimo - dice Liu - fu un disastro, e del resto lo fu per lo stesso partito comunista perché molti suoi membri furono bersagliati dalle violenze. Io venni mandato a lavorare in fabbrica, poi in un campo di rieducazione forzata. Ma avevamo la fede, eravamo convinti che i credenti avrebbero un giorno ritrovato la serenità in Cina». Con la morte di Mao e l´avvento di Deng Xiaoping, ha inizio l´era delle liberalizzazioni, compresa una graduale tolleranza verso i culti religiosi."

"...«Nel 1949 i cattolici cinesi erano due milioni e mezzo, oggi sono cinque. Nel 1979 la Cina aveva 1.100 preti, la stragrande maggioranza vecchi e malati, oggi ne ha 1.800 e la loro età media è 30 anni. La Rivoluzione culturale aveva distrutto 3.600 chiese, le abbiamo tutte restaurate. In passato i preti non potevano viaggiare all´estero, oggi li mandiamo regolarmente a studiare negli Stati Uniti, in Francia, in Belgio, in Corea del Sud. Abbiamo aperto seminari dove invitiamo come insegnanti sacerdoti italiani, spagnoli, irlandesi. Quando qualche nostro sacerdote ha avuto la tentazione di sposarsi, lo abbiamo espulso: come vede non ci siamo mai discostati dalla linea della Santa Sede. Però applichiamo il detto di Gesù: date a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio."

"... «C´è una grossa differenza positiva - dice - tra la lettera che il papa ci ha inviato il 30 giugno e le posizioni precedenti. È scomparsa ogni opposizione al socialismo. Non veniamo più accusati di scisma. È la prima volta che dal papa i cinesi sentono che è possibile essere cattolici ed amare il proprio paese»."

"... «La Repubblica popolare non può accettare che la religione sia usata per interferire negli affari interni. Pechino non accetterà che si ripeta quel che la Chiesa fece in Polonia» (cioè l´appoggio al sindacato Solidarnosc che accelerò la fine del comunismo, ndr). Sulla nomina dei vescovi - se spetti a Pechino, o a Roma, o se sia possibile trovare una formula di co-decisione - Liu si dice convinto che «il problema si può risolvere, si risolverà, e spero anche presto»."

"... «Sono stato due volte nella Città Santa, la prima nel 1991, la seconda nel 1994 ed ebbi la grazia di poter vedere Giovanni Paolo II, rimasi commosso e ammirato."

"... Ma quando mi alzavo la mattina presto per andare a messa restavo sgomento: le parrocchie romane erano semivuote. Ricordo che entrai in una chiesa dove c´erano sette fedeli, in un´altra quattro, in una ero il solo ad assistere alla Santa Messa. Mi veniva da piangere, di tristezza e di umiliazione. L´Italia è la patria del cattolicesimo ma è in Cina che le chiese sono piene»."

Testo integrale su Korazym

martedì 24 luglio 2007

Pit Stop ... in bicicletta

(Pubblicato su Affari Italiani il 23 Luglio 2007)

Ieri, ad un telegiornale cinese, un filmato mostrava la nuova maglia gialla del “Tour”: l’italiano Gabriele Missaglia.

Ma qualcosa però non quadrava, dato che al momento della premiazione, dietro il Missaglia in festa sul podio, erano comparse scritte cinesi, assolutamente poco da “Tour de France”.

Il buon Missaglia era infatti, si diventato maglia gialla ma non al Tour de France (peccato), bensì al “Tour de Qinghai Lake” in Cina.

Ad ingannare, le interessanti analogie sia dei colori delle maglie che nel nome stesso: “Tour de”.
In piccolo, una sorta di copia sportiva del glorioso Tour, guarda caso, corso negli stessi giorni. Questi Cinesi!!

Scorrendo comunque la lista dei primi 10 alteti di questo Tour cinese, salta subito però all’occhio un’altra anomalia: nessun cinese!

Ma non siamo nel paese del “popolo delle biciclette”?

Nonostante questa indiscussa supremazia mondiale, sul lato sportivo ciò non appare avere alcun riscontro, tanto che non esiste, ad oggi, alcun Yao Ming su due ruote.

Nelle competizioni interne, come il suddetto “Tour de Qinghai Lake”, i cinesi sembrano solo spettatori di queste evoluzioni sulle “macchine a due ruote”, esattamente come se stessero assistendo alle performaces della Ferrari.

La cosa appare strana, visto che i cinesi sostanzialmente “nascono”, si innamorano, lavorano, studiano, vanno in “camporella” e si muovono in bicicletta.

Ancora oggi, nella modernissima Shanghai, vedi le coppie muoversi sulle loro due ruote: una immagine molto tenera, dove lui pedala e lei, sul portabagagli, in qualsiasi condizione di tempo è spesso “armata” di ombrellino per proteggersi dal sole.

Nonostante questa diffusa famigliarità con le due ruote, quasi per contrappasso, non esiste un campione sportivo degno di nota e un movimento sportivo così diffuso come ci si aspetterebbe, come accaduto invece per gli altri sport, dove i cinesi stanno primeggiando ormai in tutte le specialità.

La ragione primaria è che la bicicletta da corsa, da queste parti è ancora troppo costosa, fuori dalla portata del cinese medio che invece preferisce comprare biciclette “mulo”, meno portate ad andare veloci ma predisposte a portare uno o più persone, oltre che magari, all’occorrenza, anche “qualche” bagaglio.

Interessante notare che attorno alle biciclette e adesso alle biciclette elettriche, è comunque nata tutta una economia di strada. Hai qualche problema? Una gomma è a terra? Un freno non funziona a dovere o hai uno strano cigolio? Nessun problema, basta fare “Pit stop” ad uno degli angoli di strada, dove potrai trovare il tuo meccanico, pronto a riparare il tuo guasto, a prezzi incredibilmente bassi.

Nulla di organizzato, tutto su base spontenea e quello che più stupisce, 24 ore su 24.

Attorno ai meccanici di strada si è andato aggiungendo anche un secondo gruppo di neo- “professionisti”, quelli del fast-food cinese, dei barbecue o dei popcorn. Così se la riparazione dovesse andare per le lunghe, puoi sempre mangiare nell’attesa.

Stesso discorso per i venditori di Dvd e libri. Un pò di cultura non guasta!

Insomma, ad un angolo qualunque, di una strada cinese, ci sono vere e proprie aree di servizio, all-inclusive, spazi di strada, dove, 24 ore su 24, la gente può incontrarsi, mettere a punto la propria amata bicicletta, mangiare e discutere.

Ma tornando all’assenza di un campione su due ruote, una seconda ragione è che, nonostante l’uso quotidiano, le capacità motorie e di controllo del mezzo da parte dei cinesi, lasciano molto a desiderare, tanto che spesso risultano incredibilmente goffi ed impacciati.

Esperienza quotidiana è quella con le biciclette elettriche, dove una volta lanciato il mezzo, di fronte a qualsiasi imprevisto, compreso il semplice semaforo rosso, vedi negli occhi del guidatore di turno, la chiara espressione: adesso come freno?

Ma la scarsa cultura della guida, sia essa a 2 o 4 ruote, la si rirova anche in auto, dove i cinesi guidano con continui movimenti a zig zag senza un apparente senso, stile riscaldamento pre-gara delle gomme in Formula 1, senza oltretutto mai guardare se qualcuno arriva lateralmente.

Conseguenza di ciò, sono le continue ripetute correzioni di rotta, che dalle nostre parti farebbero partire i peggiori improperi, attribuendo all’autista, la “patente” di incapace.

Da queste parti invece, dove chi ha la patente è visto ancora come un pilota d’aereo, queste evoluzioni sono subite con apparente distacco, considerandole, per contro, una dimostrazione della abilità dell’autista!.

Ma questi neo “piloti” hanno tutti scarsa tecnica di base. Un esempio? Non usano mai il freno motore e la scalata di marcia. Da queste parti la doppietta della mitica, ora rilanciata 500, non sanno proprio cosa sia.

Quindi, in caso di ostacolo o in prossimità di un incrocio, mettono in folle e frenano con il freno pedale, comportamento che qualsiasi scuola guida italiana definisce pericoloso, soprattutto in caso di pioggia o di gelo.

Insomma i cinesi per quanto la Cina corra sul piano economico, sulle 2 o 4 ruote ancora respirano l’aria della pre-modernizzazione. Le biciclette da corsa o le auto, sono ancora un sogno per pochi, “destrieri” di difficile controllo e di cui bisogna avere timore.

Sicuramente prima o poi arriverà lo Yao Ming su due o 4 ruote, nel frattempo, la bicicletta rimarrà comunque il mezzo privilegiato anche nel futuro cinese e la ragione di sostentamento per migliaia di persone, sulle strade di tutta la Cina.
Per le Immagini e filmati sul “Popolo delle Bici” e le “lezioni di traffico” cinese :




http://yibuyibu.blogspot.com/

Studenti Cinesi in Italia ... aumentano

Anche se lentamente, è crescente l'interesse dei cinesi per l'Italia come sintetizzato nel comunicato stampa nel contesto della firma della convenzione tra Università Statale di Milano e Fondazione Italia-Cina (Leggi Comunicato)
http://yibuyibu.blogspot.com/

domenica 22 luglio 2007

venerdì 20 luglio 2007

Questa democrazia in Cina? No grazie!!

Leggo con attenzione i rapporti rilasciati in questi giorni relativi all’Iraq dove, testuale,“la condizione di vita dei bambini, durante il periodo di Saddam, erano migliori”.

Analizzo ancora meglio e vedo che le promesse di “democrazia e di libertà”, fatte dai paesi occidentali agli iracheni all’inizio del conflitto, non trovano alcun reale riscontro quotidiano. Un esempio?

Si diceva che con l’arrivo della nuova democrazia, tutte le donne avrebbero potuto andare a scuola.

Bene, prima molte donne potevano andare a scuola, sicuramente non tutte, ma ora NESSUNA ci può più andare, per paura dei rapimenti, nuova prolifica industria in Iraq, oramai teatro di una guerra civile senza fine, non avendo più nessun stabile ordine sociale.

Leggo i resoconti della situazione politica italiana. La confusione regna sovrana, nessuno può più prendere nessuna decisione, tutto è bloccato, ingessato. Intanto la povertà si sta pericolosamente diffondendo nel paese, dove i pochi ricchi sono sempre più ricchi e i poveri stanno crescendo di numero quotidianamente.

Ma cosa ancora peggiore è che si sta diffondendo un senso di impotenza, visto che al governo li abbiamo provati proprio tutti, i nostri “presunti leaders”, con risultati che sembrano indicare non esserci reali credibili alternative per il futuro.

Leggo della più grande democrazia al mondo, l’India e del sistema delle “caste”, un sistema “chiuso” che dà a pochi il diritto di esercitare il potere reale ed accedere alla ricchezza, lasciando ai tanti altri, il proprio diritto di voto, quello si, ma nel contempo di vivere le proprie vite spesso in condizioni miserabili, al limite della semplice sussistenza.

Leggo della Russia, con la caduta del muro, grazie alla svolta democratica, adesso ognuno è abbandonato a sè stesso e dove i poteri forti e l’economia sono in mano ad un numero limitato di persone e cartelli ad essi associati.

Leggo sul paese che intende esportare la democrazia in tutto il mondo, il paladino dei diritti civili, ma anche di come la pena di morte in quel paese sia diffusa e praticata in molti stati e dove le oramai famose “sezioni della morte”, sono diventate film cult a livello mondiale (es. Miglio verde).

Leggo tutto questo e mi chiedo: ma è proprio necessario che la Cina del futuro sia tutto questo, solo perchè piace a noi occidentali che lo sia?

Siamo proprio sicuri che la nostra “ricetta” non stia dimostrando tutti i suoi limiti e contraddizioni e forse il rinnovamento che stiamo cercando passa invece proprio dalla Cina?

Per esempio in Italia, Usa, Francia, Germania, Usa sono frequenti casi di ingerenza tra politica ed affari.

Bene, forse proprio dalla Cina dovremmo imparare come il potere politico e quello economico siano due realtà parallele ma realmente indipendenti. Il potere politico detta le regole generali, crea le condizioni ambientali e poi lascia l’economia libera di svilupparsi all’interno di questo eco-sistema.

Se qualcosa non funziona, annualmente a marzo, il mese politico cinese, vengono cambiate le regole ritenute sbagliate e si riparte senza esitazioni. Con questo approccio, la Cina sta viaggiano anche quest’anno, ad una crescita del PIL attorno a 11%!!

Ma c’è di più. Se un funzionario pubblico viene implicato in qualche vicenda economica o riceve il benchè minimo regalo o si possa procurare qualunque tipo di vantaggio per sè o persone a sè vicine, in questo caso non ci sono dubbi, oltre alle IMMEDIATE dimissioni dalla vita pubblica, successivamente rischia una condanna severissima che può arrivare fino alla pena di morte.

Da queste parti il “conflitto di interessi” non è una questione di opinione, ma una regola che va imposta senza dubbi ed esitazioni..

E su questo tema non ci sono sconti, sia che tu sia primo ministro o un piccolo funzionario di una dei sperduti villaggi cinesi. Agli occhi dei cinesi i “servitori” dello stato sono tutti uguali!

Per quanto riguarda la leadership politica, i cinesi hanno poi definito semplici regole di staffetta ai vertici, su base decennale, diciamo con uno schema del tutto simile a quello che ha portato alla recente staffetta nella democraticissima Inghilterra, guarda caso proprio allo scoccare del decennale!!

Ai cinesi è stato promesso, dal partito-stato, un concreto benessere economico e prosperità negli anni futuri. Tutto l’agire politico è quindi concentrato SOLO attorno a questa dichiarazione di intenti che di fatto vede tutti i cinesi d’accordo.

In Cina non esistono inoltre “caste” o altre barriere sociali, elimante nel periodo della rivoluzione maoista. Questo consente il proliferare reale di sempre più frequenti casi di successo dell’imprenditoria cinese, casi ampiamenti illustrati dagli “stupefatti” media occidentali, che con un banalismo che ha dell’incredibile, ancora si stupiscono che “un poveraccio”, possa essere diventato milionario, solo perchè ha avuto una buona idea e tanta abnegazione nel suo futuro.

Da queste parti contano i risultati economici reali e quanta gente viene sfamata, non quanti voti possano portare al candidato del momento. Se ti muovi con questo spirito potrai avere il tuo successo, da qualunque “villaggio” o condizione economica tu possa arrivare. Questa è la Cina di tutti i giorni!

Insomma forse prima di fare i “maestrini” delle democrazia in ogni dove e chiedere alla Cina che introduca al più presto un sistema rappresentativo come il nostro, dovremmo cercare di uscire dalla nostra “Sindrome di Stoccolma” che ci impedisce oggi di vedere e capire come stia (non) funzionando realmente il nostro sistema.

Solo dopo una SERIA autoanalisi e l’essere riusciti veramente a trovare, ma a casa nostra, credibili soluzioni per una civile convivenza democratica, potremo pensare di esportare qualcosa, ritenendolo auspicabile anche per il futuro del miliardo e 300 milioni di cinesi che ricordatevi bene, come ben espresso recentemente dal primo ministro Wen Jiabao, non possono perdere tempo dietro alcuna ricetta generica o bilancino politico, dovendo fare i conti con la soppravivenza economica quotidiana, quella vera.

Una prova? Andate sul sito del Governo http://english.gov.cn/ e poi confrontatelo con quello del nostro governo http://www.governo.it/ .

Commenti, suggerimenti o proposte? http://yibuyibu.blogspot.com/
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giovedì 19 luglio 2007

Qualita' (certificata) delle esportazioni cinesi

Recentemente sui media internazionali si e' scatenata una massiccia azione di informazione relativamente alla bassa qualita' dei prodotti importati dalla Cina.

I Cinesi ritengono sia una campagna irresponsabile da parte dei media scatenare questa fobia per i prodotti cinesi che al 99%, testuale, rispettano i parametri internazionali di qualita’ e contrattaccano come descritto su china daily oggi...
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1 Luglio 1997:Nasce la “Montecarlo”CINESE

(Pubblicato su Affari Italiani il 2 Luglio 2007)


Nel suo sviluppo, la Cina continua ad aggiungere alla proprie tradizionali ricorrenze, sempre nuove date “storiche”, nuovi momenti fondamentali nella continua frenetica evoluzione.

Una data, nella storia della Cina, rimarrà scolpita negli anni a venire: 1 Luglio 1997.

Quel giorno Hong Kong è tornata sotto la sovranità della Repubblica Popolare Cinese.

Al di là delle tappe che hanno reso possibile tutto ciò e delle grandi celebrazione che ormai da più di due settimane i Cinesi stanno sviluppando tutti i giorni, il ritorno di Hong Kong alla Cina, sicuramente è stato un potente accelerante alla modernizzazione di tutto il paese.

Infatti la Cina da sola, probabilmente non avrebbe avuto la forza di svilupparsi come ha fatto se non avesse potuto accedere al Know-how che indubbiamente ha potuto ereditare da Hong Kong, i cui cittadini, più di qualsiasi altro in tutta la Cina, erano in stretto contatto con l’occidente, su un piano di alta finanza e di commercio internazionale.

C’è da dire che gli inglesi, di cui Hong Kong era colonia dal 1842,dopo la prima guerra dell’oppio, prima di restituirla ai cinesi, hanno realizzato una frenetica attività di ammodernamento, spesso di opere faraoniche, una su tutte, il nuovo aeroporto, progetti che hanno fatto la fortuna di molte compagnie inglesi operanti nell’area.

E’ indubbio che i cinesi di Hong Kong avessero all’epoca una marcia in più dei propri connazionali e fatti nell’arte (filmografia, musica …), finanza e commercio alcuni dei “campioni” cinesi provengono non a caso da Hong Kong.

Ma per i Cinesi Hong Kong è stato anche il modo di mostrare al mondo, il nuovo stile ed approccio cinese. Infatti è noto come, al momento del passaggio, spaventati dall’idea dell’annullamento stesso di questo “paradiso” del Capitalismo, chi ha potuto se ne è andato.
I Cinesi hanno però sorpreso tutti e non solo non l’hanno “cancellata”, ma l’hanno copiata, esportando in tutto il paese il modello di Hong Kong, in particolare a Shenzhen e Shanghai, città che devono a ciò la propria vorticosa crescita dell’ultimo decennio.

Hong Kong con i cinesi ha quindi potuto continuare a svilupparsi, diventando la porta di ingresso verso la madre patria.
Da qui le celebrazioni che i cinesi stanno facendo da giorni e i programmi dedicati su tutti i canali cinesi che spiegano cosa sia Hong Kong. E’ una sorta di momento di Riconciliazione Nazionale, nel senso che tutti i messaggi dei programmi e degli spot, intendono dimostrare che tra Hong Kong e Cina ci sia stato un “gioco di squadra”, in quello che poteva essere un evento traumatico.

Sulle Tv Cinesi è trasmesso da tempo un lungo spot nel quale, parafrasando la metafora olimpica, si vede che la Cina “aiuta” gli abitanti di Hong Kong, disorientati, confusi, arrabbiati a ritrovare il “sorriso”, proprio attraverso questa loro nuova condizione, questa nuova “amicizia”, questo nuovo orgoglio nazionale condiviso.
Sul piano psicologico, il filmato centra in pieno quanto accaduto dopo il passaggio alla Cina ma ora per Hong Kong il futuro ruolo è tutto da valutare, anche perché proprio Shanghai sta prendendo, passo dopo passo, le stesse funzioni che Hong Kong aveva in esclusiva.

Di sicuro ha già ottenuto di diventare una sorta di Montecarlo per la Cina, con l’aggiunta, tutta cinese, del parco dei divertimenti di Disney. Ma cosa accadrà nel 2047, quando in ottemperanza dell’accordo Sino-inglese firmato il 19 Dicembre 1984, terminerà l’attuale “alta” autonomia di cui beneficia oggi?

L’accordo sottoscritto è molto interessante e stabilisce il principio di “un paese e due sistemi”.

Infatti la Cina su Hong Kong ha la responsabilità territoriale e quella degli affari esteri, mentre Hong Kong mantiene il proprio sistema legale, la forza di polizia, la propria moneta, una autonomia politica e di immigrazione e la propria presenza internazionale.

Non si fa fatica ad immaginare che quanto accaduto con Hong Kong potrebbe essere quindi, con buona approssimazione, quello che i Cinesi si augurano per Taiwan. L’esperienza decennale di Hong Kong è un chiaro messaggio lanciato anche per tranquillizzare i propri connazionali che potrebbe essere proprio così anche per loro

Una curiosità; il dipinto “dell’istantanea” della firma degli accordi sino-inglesi, dove si vedono assieme la Margaret Thatcher e Deng Xiaoping a Beijing, verrà venduta all’asta da Sotheby da una base d’asta di 6,8 Milioni di HK$. La prova che è stato un momento storico di indubbio valore economico.

mercoledì 18 luglio 2007

L'Università Italiana che si muove .... verso la Cina

Oggi su Affari Italiani:

Media digitali/ Milano, due master per diventare operatore della web tv, della tv digitale e dell'editoria 2.0

Rete mobile a 300 Mb/sec .. la rete del futuro è Giapponese...

NTT DoCoMo, il più grande operatore mobile giapponese, ha annunciato di essere entrata in fase di test per rilasciare entro il 2009, una rete mobile a 300 Mb/sec, 100 volte della attuale più veloce rete cellulare.

La situazione giapponese è indicativa anche per il mercato mobile mondiale, dove l'oramai saturo mercato voce, necessita di ripensare i business model degli operatori, tutti ora concentrati sul taglio delle tariffe, in una continua competizione al ribasso.

La NTT DoCoMo ha deciso di cambiare rotta e di competere per il futuro, concentrandosi sui servizi dati che necessitano di più larga banda. La notizia è interessante anche per un altro aspetto connesso.

Il mercato giapponese è per certi versi molto simile a quello cinese, il più grande mercato mobile al mondo, con quasi 400 milioni di cellulare già attivi.
Questa novità in casa NTT DoCoMo, risulterà molto probabilmente la strada che la stessa China Telecom intraprenderà nel futuro, saltando molte delle fasi degli sviluppi intermedi, avvenuti sul mercato mobile nel resto del mondo in questi anni.

Una ragione fondamentale che come sul mercato giapponese, anche il cinese è già caratterizzato per l'uso massiccio di video e audio.

Ma in Cina esiste un ulteriore aspetto legato al mobile, per quanto riguarda il business. Il cellulare rappresenta a tutti gli effetti un vero e proprio ufficio per molti dei cellulari attualmente in commercio, che quindi necessiterà di servizi web 2.0.

Un mercato enorme, che dal 2009 potrà diventare reale e su una banda che come quella annunciata da NTT DoCoMo saranno superati gli attuali colli di bottiglia delle più avanzate tecnologie 3G e consentire al mobile di competere / integrarsi in maniera più profonda con la internet tradizionale sui servizi professionali, oggi tipicamente audio e voce.

Libertà religiosa e Politica Cristiana (2)


Che la proposta fatta recentemente (leggi), di "una Chiesa ma di due sistemi", possa realmente essere l'unica strada percorribile per una concreta conciliazione tra Vaticano e Governo Cinese, lo si può ritrovare nelle modalità della recente nomina del nuovo vescovo di Beijing, come riassunte dal quotidiano korazym (leggi) e dalla Reuters (leggi)

Occhio al cartello (3)







martedì 17 luglio 2007

lunedì 16 luglio 2007

Occhio al cartello!!!

















.... e tu ne hai qualcuno da inviare e da pubblicare?