domenica 10 aprile 2016

Grazie Gianni!

Caro Gianni,
inaspettata, la notizia della tua scomparsa mi è arrivata a Shanghai come una saetta da un sms di un caro amico comune.
Mi ha annichilito.

Paradossalmente arrivata al termine della visione di un film come "Last Knights" che in qualche maniera ha contribuito ad amplificare il dolore delle immagini del film delle cose vissute assieme: prima come studente, poi come Glamm, fino all'essersi ritrovati del 2003 e l'inizio di quella cavalcata concordata assieme che mi ha portato qua in Cina, a fare le cose che pensavamo potessero cambiare il mondo ed aiutare a migliorare l'Italia. 

Più dolorosa perchè dopo la tua ultima telefonata nella quale ti dissi che avevo bisogno di un pò di tempo dopo la morte di mio padre per finire quanto iniziato, tu mi dissi "appena sei pronto chiamami, mi raccomando, ci conto!"

Ora che ero pronto a sorprenderti, pronto a tornare in Italia per condividere quanto fatto, tu te ne sei andato così. Difficile da accettare.

Quanto fatto ora non avrà più lo stesso gusto e mi mancheranno terribilmente quel rincontrarsi del tuo, nostro ritrovarsi così speciale: i fiumi di parole del condividere, analizzare, immaginare, il decidere, sempre come se non si fosse mai andati via. 

Ma soprattutto mi mancheranno i tuoi occhi contenti, entusiasti di quegli incontri, occhi entusiastici e che facevano trasparire l'orgoglio di quello che stavamo cercando di fare.

Qualcosa che solo in un'altra persona ho potuto vedere: mio padre.

Flash di immagini e sensazioni a partire dalle nostre frequentazione quotidiane iniziate con una frase che allora mi sorprese non poco "butta via tutti i biglietti da visita"!

Un apparente annullamento della mia personalità e professionalità che solo dopo compresi era il tuo primo passo per sgombrarmi la mente e così lavorare su nuovi contenuti ed obbiettivi senza alcuna mia reticenza.

Una apertura mentale che tu alimentasti con un confronto franco, profondo a tutto campo, politica, tecnologia, filosofia, innovazione, tue esperienze, problemi del mondo, possibili soluzioni, dialoghi che inizialmente mi vedevano quale ascoltatore estasiato e poi giorno dopo giorno, si trasformavano in botte e risposte, fino al piacere profondo di riuscirti a sorprendere.

Brainstormings sotto forma di "duelli mentali", una palestra incredibile con cui giorno dopo giorno mi hai forgiato e di cui ti sono grato. 

Non mi scorderò mai quando ad un certo punto di questo percorso e al termine di uno di questi brainstormings mi chiesi "dammi del tu", visto che per il profondo rispetto che avevo per te, nonostante tutto insistevo ad usare sempre il lei.

A cui seguì l'onore di diventare il tuo braccio destro su alcune iniziative, l'orgoglio del  tuo rispetto e del sentirsi chiedere pareri sui temi più disparati, da te gigante su tutto e io allievo di cotanto genio e il mio mito di quando ero semplice studente.

Così come mi rimase impressa la tua soddisfazione di allora nell'appendere nel corridoio del dipartimento nella bacheca il mio regalo di fine anno di allora: una cornice con scritto al suo interno "thinking outside the box".

Soddisfazione perché era una immagine da me firmata e quindi la ritenevi degna di essere proposta a tutti quale esempio da seguire. Un gesto simbolico importante che mi colpì.

Dopo questa prima fase di preparazione, iniziare "senza biglietto da visita" a fare le cose pensate assieme quale parte di una strategia complessiva condivisa di valori, obbiettivi e frutto degli scambi, dei dibattiti e delle analisi quotidiane. 

Ma non senza avere predisposto un nostro metodo personalissimo nella gestione dei conflitti e delle cooperazioni che non mi ha più abbandonato e che applico in tutto quello che faccio: la condivisione degli egoismi.

Infatti dai vari brainstormings si arrivò alla sintesi che chiedere alle controparti quali fossero non le vere intenzioni ma i veri desideri non negoziabili (gli egoismi appunto), rappresentasse un modo per semplificare le relazioni e ridurre la possibilità di errori futuri nelle cooperazioni (e i conflitti).

Un approccio geniale by GDA che ogni volta che utilizzo, gli interlocutori ne risultano estasiati siano essi Italiani, Cinesi o Americani, governativi o multinazionali e confermo, funziona!

Tante le cose che avevamo deciso si potessero fare assieme ma come primo passo optammo nel dare vita al DITE (Digital Interactive Television Experiences) per farlo diventare canale con il quale provare a contaminare le imprese e aiutarle ad innovarsi attraverso l'uso del digitale per crescere. 

Stiamo parlando del 2005 e di Open Innovation se ne parlerà seriamente solo 10 anni dopo!

Come DITE attivammo assieme a UNIMI il primo master sulla televisione digitale interattiva, così da inserire nel percorso formativo tradizionale quelle competenze trasversali necessarie per eccellere in questo settore allora agli albori, oggi l'asset delle aziende più innovative che usano il video interattivo per amplificare l'engagement sui propri clienti sui canali social.

Come sai il DITE fu poi la causa del mio arrivo in Cina. Il tutto accadde quella sera che ricordandoti del regalo di fine anno appeso in bacheca mi dissi "Alberto qua c'è poco da fare, le resistenze sono troppe. Per cambiare bisogna ribaltare il tavolo".

E guardandomi dritto negli occhi mi dissi: "Dove si può andare dove le nostre competenze servono veramente e contemporaneamente poter condizionare l'Italia dall'esterno?"

Quel "nostre" mi colpì e segnò il passaggio ad un nuovo livello d'azione in comune, di un "ripensare il futuro" assieme. Anche perchè tu ti stavi accingendo ad andare in pensione e questo mi parve il tuo modo per girare pagina, proiettandoti al futuro.

Iniziammo quindi a pensare ai paesi, luoghi senza limitazioni ma la scintilla arrivò quando ad un certo punto mi hai mostrato l'album di tue foto di quando firmasti l'ultimo accordo Telecom tra Italia e Cina prima della chiusura del 1989.

L'entusiasmo che vedevo nei tuoi occhi per quel tuo gesto e quella firma, contribuì a farmi proporre che la Cina potesse essere il luogo giusto dove andare per cambiare le cose, una continuità a quell'atto da te realizzato. 

Quindi decisi di andare in "avanscoperta" in un viaggio in quella che poi diventò la mia seconda patria, dove mi sono sposato e dove continuerò a vivere a lungo.

Naggia a te Gianni! Era il 2006.

Mi ricordo l'entusiasmo delle nostre teleconference su Skype dove ti aggiornavo di quanto accadeva, di cosa vedevo, tutte cose che aggiungevano spunti e curiosità ai nostri brainstormings quotidiani e dove tu continuavi a consigliarmi, valutare assieme, provare a definire nuove azioni.

Fino al giorno che mi dissi "è giunto il momento che tu inizi a scrivere, non un saggio, un racconto ma le analisi delle tue esperienze live".

Fu così che scoprì un lato di me che non conoscevo e che tu invece avevi visto: la mia passione nello scrivere.

Grazie all'appoggio dell'altrettanto entusiasta Angelo (Perrino), iniziò così il percorso su Affari Italiani, fatto di analisi delle cose italiane con gli occhi cinesi, un modo traversale che portò a circa 300 articoli e parecchie prime pagine. Articoli tutti regolarmente commentati assieme o frutto dei nostri brainstormings quotidiani.

Vivido il ricordo delle acrobazie delle nostre discussioni, così come il piacere intenso quando si arrivava ad una sintesi che consentisse, con le parole. di trasferire azioni concrete e missioni, come il motto "rottamare la povertà" che è nato in questo contesto dall'analisi congiunta del fenomeno cinese e la ricerca di un obbiettivo condivisibile a livello globale.

Ti piacque così tanto che in seguito diventò un tuo cavallo di battaglia e nostra mission in QIAO LAB.

Una cavalcata che finì per coinvolgere anche mia moglie Wei Hong e che in uno dei nostri rari rientri in Italia, ti presentai mangiando assieme nel ristorante cinese vicino a casa tua e che tu inondasti di domande, curiosità, mentre lei tornò stregata e tua fans sfegatata.

Fu proprio in questo ristorante cinese che abbiamo fatto l'ultima cosa assieme di persona ed anche è l'ultimo mio ricordo di te Gianni.

L'ultima sequenza del nostro film, ben diversa da quella da noi auspicata per il prossimo maggio, perché eravamo pronti a presentarti di persona, in un viaggio a sorpresa, il frutto di un lavoro stealth di quasi 3 anni che riassume quasi tutti gli obbiettivi e le intuizioni condivise nella nostra cooperazione.

Ora però ti devo lasciare andare, ma era giusto farti sapere tutto questo prima del tuo ultimo viaggio.

Sarebbe stato troppo non poterlo fare inchiodato qua a Shanghai.

Ti voglio bene.

E ancora Grazie per tutto quello che hai fatto!

Alberto

sabato 6 febbraio 2016




Auguri di Buon Anno Cinese della Scimmia a tutti voi!!!


venerdì 5 giugno 2015

Biscottini internazionali... senza barriere!

Premessa: la UE si sta domandando (con tanto di commissione ad hoc) del perchè l'e-Ecommerce non decolla e gli acquisti di fatto non escono dai confini nazionali (Italiani in Italia, Francesi in Francia etc..)

Beh, l'implementazione della "cookie law" spiega molte cose:
- una legge, 28 applicazioni diverse
- una motivazione giusta (tutela della privacy) con 28 applicazioni machiavelliche e pre-internettiane

Infatti i saggi interpellati dalla UE sembra si siano dimenticati di dire ai decisori Europei che a realizzare il "controllo della privacy" non sono i "biscottini cattivi" ma bensì i Browsers che ne consentono l'utilizzo.

Capito questo, la soluzione facile facile era alla loro portata:

10-15 aziende al mondo che già hanno le funzioni implementate a cui bastava dire "ehi, potete rendere tutto ciò che già avete più diretto e chiaro a favore di tutti, così che se non voglio essere tracciato con un click, voilà, sono sicuro che non mi seguono?"

10-15 aziende che avrebbero uniformato, semplificato, normalizzato, standardizzato qualcosa per i futuri decenni...

10-15 aziende facilmenti monitorabili (ed eventualmente perseguibili...)

Invece no, si è scelta la strada più difficile, creando l'attuale stato di ansia, tensione, paura, minacciando di sanzionare chiunque voglia avere il diritto di pubblicizzare le proprie idee, vendere i propri prodotti sui canali digitali, creare valore con il digitale e con la propria capacità di creare prodotti digitali a qualunque età...

Nonchè creare un selva di incredibili "accetto", "got it" o altro in 24 lingue.... che caratterizzerà i netsurfing dei prossimi decenni... (sindrome carpale permettendo) che sempre il legislatore sembra non comprendere, si riproporrà ogni volta che si faranno le inevitabili "pulizie periodiche" ....

Cosa ben diversa allo scenario attraverso i Browser dove creata una regola, come oggi accade per le password, proxy, exceptions .... non devi fare più nulla, forever...

L'impatto di quanto deliberato va poi ben oltre i confini: andate infatti a spiegare ai cinesi, indiani, brasiliani.... che il digitale e l'ecommerce sono il motore dell'Europa del futuro, quando gli direte che sono tutti fuori legge secondo la normativa europea delle 28 versioni simili ma diverse esistenti, delle 28 burocrazie, paese per paese con cui dovranno fare i conti.

Evidentemente non è stato compreso come la Cina veda l'Europa come una entità, una valuta, una economia, un mercato.
Basti pensare ai famosi anti-dumping, tassazioni, procedure etc... Qualcosa di unico, comune, unitario.

Che senso ha quindi che nel 2015 una normativa sul digitale importante come questa, necessiti di 28 registrazioni diverse per consentire di agire su chiave Europea e obblighi un Italiano ad adeguarsi alla normativa Francese, Tedesca, Olandese etc.... o un Cinese, Indiano debbano registrarsi a 28 enti, agenzie nazionali?

Ecco quindi la risposta alla domanda iniziale: la burocrazia del campanile che fa da zavorra per la libera circolazione delle merci, dei prodotti ed allo sviluppo della Sharing Economy Digitale che sa realizzare volani incredibili in tutto il mondo .... tranne che in Europa.

Bel colpo Europa, complimenti, tornare indietro di 20 anni quando si poteva andare avanti di 10!!

E non lamentatevi se poi se il resto del mondo guarderà altrove e l'Ecommerce continuerà a rimanere una questione ... locale.

sabato 16 maggio 2015

e ora a tutto 50G!!



"Nel mezzo del cammin di nostra vita" (cit), 50 candeline sono state spente oggi!

50 buone ragioni per fermarsi un attimo, far scorrere le foto dei ricordi del film che è stato, rivivere le emozioni, inspirarle a pieni polmoni per non dimenticarsele e trarre l'ispirazione per il sequel che verrà

50 buone regioni per ringraziare uno ad uno i vari compagni di viaggio, così come chi mi continuerà ad accompagnare (e sopportare) nei prossimi 50 ;)

50 buone ragioni per ricordare chi non c'è più ma che continuerà ad accompagnarmi anche nel futuro che verrà

50 buone ragioni per auspicare nuovi stimolanti ed inaspettati incontri

50 buone ragioni per farsene una ragione, guardare al futuro ricco delle esperienze e degli erroi fatti, per fare ancora meglio.

50 buone ragioni per decidere le priorità vere su cui concentrarsi

50 buone motivazioni per rialzare le vele e ora andare a 50G verso nuove ed inesplorate mete.
 

lunedì 6 aprile 2015

Saluti di Buona Pasqua e Buona Festa dei Morti (con funerale annesso!!)


Prima di tutto un ringraziamento gli amici che hanno inviato i graditi auguri di Buona Pasqua, che ricambio di cuore.
Incredibilmente però qua a Shanghai, per il gioco delle fasi lunari, sul calendario cinese quest'anno la Pasqua coincide con la Festa dei Morti (Qingming festival).

Tra l'altro in famiglia abbiamo avuto un lutto nei giorni scorsi (madre di mia moglie) e il funerale si è atteso di celebrarlo proprio ieri (il giorno di Pasqua!) perché è tradizione che ciò accada durante la festa dei morti.

Quindi al tradizionale giro del cimitero visita parenti e riti propiziatori di "contatto" con i defunti, tipici di questa data, si è aggiunta anche la tumulazione vera e propria.

Il bello della vita!

Un'esperienza che ancora una volta spiega come tutto sia relativo: nello stesso istante c'è una parte che festeggia la resurrezione e nello stesso luogo, nello stesso momento, una parte festeggia la morte (con tanto di pranzo, parte integrante nel rito della festa dei morti cinese, essendo questa di per sé una festa).

L'occasione anche per un viaggio nel passato di tante storie legate a persone strettamente connesse a chi mi è più caro, ma che nello stesso tempo ti porta a rivere storie di un passato così diverso.

Una sorta di universo parallelo in terra, che ti obbliga, per le azioni e riti a cui assisti e che inevitabilmente ti coinvolgono, a dover riflettere non una volta ma bensì molte volte sui tuoi valori: essere cattolico, essere laico, essere agnostico, essere ateo.... ?

Impossibile far finta che tutto ciò non lasci un segno.

Perché non puoi fare a meno di confrontarti con la tua identità interiore quando attizzi il fuoco con cui "invii" denaro al padre di tua moglie che sulla tomba, tra i tanti caratteri cinesi, ha stampato a chiare lettere anche il tuo nome quale "adorato marito della figlia".

Così come non puoi riflettere sul perché tutti coloro che ti circondano, così ardentemente abbiano fatto tanti chilometri ed ora fanno cose per te inspiegabili, come sparare petardi nel cimitero, manco fosse il primo dell'anno ed altri atti che i tuoi occhi interiori faticano a comprendere.

Per rendere l'idea, è un pò come se per tre giorni all'anno nei nostri camposanti, per noi simboli di pace, silenzio, meditazione, serenità, all'improvviso arrivassero tutti i parenti dei defunti e questi iniziassero una festa di fronte alle tombe con tanto di mangiate e bevute, accensione di fuochi con i quali "inviare" i generi di conforto per la vita extra terrena del caro di turno (prodotti alimentari, soldi etc.), il tutto corredato da fuochi artificiali quale festeggiamento.

Tutti questi atti legati ad una tradizione millenaria di oltre 2.500 anni (ben prima di qualunque Cristiano praticante).

Una esperienza a dir poco propedeutica per la visione serale del bel film Interstellar, un viaggio profondo dentro l'imponderabile, fatto di segni dal passato e di futuri paralleli, il sacro graal per la scienza, la speranza comune che unisce chiunque di noi ieri stesse festeggiando la Pasqua o la festa dei morti secondo la tradizione cinese ma anche chi non sentisse il coinvolgimento per entrambe le festività. 

Un valore universale.

Per cui dopo tutto ciò, non posso che inviarvi un Buon Futuro a tutti voi!

giovedì 19 febbraio 2015

sabato 3 gennaio 2015

sabato 27 dicembre 2014

Da Bergamo e-Commerce a costo zero per il Made in Italy in Cina (e mercati internazionali)

L'Hub cinese in Italia del Gruppo Qiao Lab lancia 1Dute International (1dute.com), il primo e-Commerce Cross-Border cinese che con la formula "e-Commerce Zero Cost" consente alle aziende Made in Italy di vendere in Cina in maniera più facile e sicura potendolo fare direttamente dall'Hub Cinese di Bergamo.

"Una formula che consente di abbattere tutte le barriere e così di poter vendere direttamente sul mercato cinese e-Commerce di oltre 300 Milioni di utenti, con una azione 'a misura d'azienda' ", dichiara Alberto Fattori Managing Director della Qiao Lab, la società cinese con base a Shanghai proprietaria dell'e-Commerce 1Dute International.

"Il consumatore cinese sempre più acquista Cross-Border (dall'estero in e-Commerce), questo per poter accedere alle migliori offerte e prodotti, ed essere certo della loro provenienza ed origine", dichiara Yuan Wei Hong Managing Partner della Qiao Lab.

"Attraverso il nostro Hub Italiano siamo in grado di selezionare e qualificare i migliori prodotti da inserire sul nostro e-Commerce, così come in cooperazione con le aziende, attivare le opportune strategie distributive O2O (Online - Offline) in modo da annullare la distanza Cina - Italia a favore del consumatore affamato di Made in Italy di qualità e nel contempo, massimizzare l'azione delle aziende in Cina".

Grazie a piattaforme di e-Commerce come Amazon ed eBay, fino ad ora molti degli acquisti fatti dal consumatore cinese sono relativi a prodotti americani.

"Con 1Dute International e l'uso combinato del nostro Hub Italiano", continua Yuan Wei Hong Managing Partner della Qiao Lab, "intendiamo consentire ora al Made in Italy di avere una corsia preferenziale e certificata verso i consumatori cinesi, consentendo alle aziende Italiane di poter contemporaneamente disporre anche di una infrastruttura logistica - distributiva completa e scalabile sulle diverse necessità aziendali".

1Dute International è infatti la piattaforma e-Commerce Cross-Border della Yiduqiao (Qiao Lab Group) società cinese basata nella Shanghai Pilot New Free Trade Zone con licenze cinesi per poter svolgere attività di E-Commerce, Import/Export, Retail / Wholesales, Cross-Border e O2O ( Off-line to On-line) e dispone di proprie piattaforme distributive B2B e di e-Commerce (B2C) in Cina e Cross-Border.

"Con l'attivazione della piattaforma cinese di e-Commerce Cross-Border a Bergamo", sottolinea Carlo Ferretti, Managing Partner della Qiao Lab Italia,"possiamo ora rispondere in maniera adeguata alle crescenti richieste del consumatore cinese e con l'approssimarsi del nuovo anno cinese (19 Febbraio 2015), poter proporre nuove offerte e prodotti pensati espressamente per loro, il tutto anche in chiave Expo, un'ottima occasione non solo per vendere prodotti ma anche per far visitare le aziende che proponiamo sul nostro e-Commerce, in una operazione di fidelizzazione che può dare interessanti riscontri nel medio - lungo periodo alle aziende del Made in Italy da noi coinvolte".



Le aziende che intendono essere presenti su 1DUTE International "Zero Cost" possono farlo scrivendo al seguente indirizzo: info@1dute.com

Telefoni:
CINA: +86.21.51688753 ext 288
ITALIA (Numero Italiano (Voip) connesso ai ns. uffici di Shanghai): +39.02.303123673

giovedì 16 ottobre 2014

L'Hub cinese in Italia cresce e la tua azienda è subito in Cina!

(By Taste of Italy - Qiao Lab Shanghai)

Bergamo, 9 Ottobre 2014 - Nell'ambito delle attività di sviluppo dell'Hub cinese con base a Bergamo (Link), ora le aziende italiane possono interagire con le sue funzioni e strutture attraverso il pannello all'indirizzo http://bedesk.biz e beneficiare dei seguenti vantaggi operativi:

  • hanno accesso diretto alla nuova Free Trade Zone di Shanghai (FTZ) e così possono beneficiare dei vantaggi vigenti in materia fiscale, extradonganale e di gestione semplificata della procedura doganale, per i propri prodotti, con completo supporto logistico.
  • possono gestire la commercializzazione / distribuzione multi-distributore / multi-canale dei propri prodotti con supporto diretto in Cina (B2B e B2C)
  • possono utilizzare i diversi canali e-Commerce Cinesi (Tmall, JD etc..) in maniera combinata tra loro, direttamente come azienda cinese e non come azienda straniera, ottimizzando i costi di gestione di startup ed operativi.
  • possono gestire l'importazione e l’esportazione dei prodotti da e per la Cina direttamente senza bisogno di terze parti / intermediari, con notevole vantaggio economico.
  • possono usufruire di una serie di utili servizi quali: gestione del magazzino, partecipazione a fiere, eventi ed esposizioni, traduzione, registrazione marchi e brevetti, assistenza di professionisti, tailored virtual office, ricerca di partners/finanziatori
  • possono creare proprie reti di negozi / insegne direttamente, senza la necessità di attivare alcuna società in Cina ed evitando i problemi burocratici di startup e gestione day by day
  • possono gestire la comunicazione, la promozione, l'adverstising sia tradizionali che digitali ( Web, Social, e-commerce) dei propri prodotti / marchi direttamente in Cina come azienda cinese, avendo vantaggi sia in termini di gestione dei costi e potendo integrare tali azioni direttamente all'azione distributiva e commerciale paese
  • possono usufruire del programma Alliance per la distribuzione sui canali e nei corners Taste of Italy (Link Alliance)
  • possono essere inserite sul eprocurement Taste of Italy (Link Taste of Italy)
Grazie al BE-HUB Cina-Italia di Bergamo, l'azienda italiana attiva un canale diretto con la Cina che le consente di abbattere drasticamente i costi e nel contempo, massimizzare i propri vantaggi operativi!

Per maggiori informazioni (Link Taste of Italy)
o scrivere alla email
Taste ot Italy è divisione della società cinese Qiao Lab Group con sede a Shanghai (http://qiaolab.com/ita)

lunedì 9 settembre 2013

Firmato accordo con secondo gruppo agroalimentare cinese per la distribuzione di prodotti Made in Italy in Cina

Dall'accordo in esclusiva tra le società cinesi Taste of Italy (Qiao Lab Group) e la Shanghai Haibo Group, società governativa logistico / distributiva del gruppo Bright Food, il secondo gruppo agroalimentare cinese, nasce Taste of Italy Alliance Buying Team.

Taste of Italy Alliance Buying Team è nella sostanza una piattaforma di acquisto (Buying platform) basata in Cina, un team misto tra le due società che ha come missione quella di selezionare le migliori eccellenze del Made in Italy agroalimentare per poterle distribuite sia sulla rete dei negozi del gruppo Bright (oltre 3.300 punti vendita) che nei supermercati ed e-commerce partner del progetto.

Le aziende italiane selezionate potranno così, da un lato disporre di un sistema logistico / distributivo dedicato di alto profilo su cui contare direttamente in Cina e contemporaneamente, accedere al programma di screening e promozione Alliance che in sinergia con i diversi punti vendita, possa supportarne i brand e i prodotti sul mercato e favorirne così la vendita.

Tre le fasi che caratterizzano il programma Taste of Italy Alliance Buying Team:

1) pre-selezione (accreditamento):
sulla base delle indicazioni e richieste emerse negli incontri programmatici con i canali distributivi e vendita partner del progetto, vengono selezionate le aziende che rispondono ai requisiti ritenuti vincolanti per poter essere inseriti nel catalogo Alliance.

2) test mercato (market screening):
le aziende che avranno superato la pre-selezione, saranno coinvolte in un primo test di mercato da effettuarsi in una selezione di punti vendita, così da poter verificare la risposta dei consumatori cinesi, raccogliere le indicazioni utili e valutare i punti di forza e/o gli eventuali interventi necessari sul prodotto / packaging.

3) distribuzione
Successivamente al test di mercato e sulla base delle valutazioni e richieste raccolte dai diversi canali e punti vendita, verrà concordata con il singolo produttore la strategia distributiva in termini di quantità che sarà acquistata da Taste of Italy Alliance Buying Team, le modalità operativa utilizzate, le condizioni finanziarie, pagamenti e tutti i dettagli logistici e contrattuali connessi.

Parecchie poi le novità in merito alle azioni sul mercato cinese che saranno sviluppate potendo fare leva sulle competenze, le infrastrutture logistiche e tecnologiche di cui dispongono i due partner cinesi, in un approccio combinato multicanale che possa favorire un sempre maggiore contatto tra i prodotti Made in Italy e il consumatore cinese, sia nei negozi reali che negli ambienti digitali, e-commerce e social.

Fondamentale sarà anche la sinergia tra le aziende italiane e l'Alliance Buying team, per così poter cooperare assieme nel trasferire il valore dei prodotti e delle aziende selezionate, sia nella fase commerciale che in quella promozionale e poter lavorare congiuntamente sulla definizione e preparazione dei packaging ed etichette più adatti al mercato, in una "costruzione prodotto" che è uno degli elementi caratterizzanti il progetto Taste of Italy Alliance.

Un gioco di squadra per aiutare concretamente le aziende del Made in Italy a competere direttamente sul mercato cinese, supportate e sostenute da partner cinesi affidabili e di alto livello, tagliando tutti i costi di infrastruttura e gestione operativa, in una azione di creazione e riconoscibilità del brand / prodotto da parte del mercato per così favorirne la crescita della domanda e quindi la vendita.

Le aziende interessate ad aderire al progetto Taste of Italy Alliance Buying Team possono farlo scrivendo al seguente indirizzo email: alliance@tasteitaly.biz.

Maggiori informazioni sul programma Taste of Italy Alliance si possono trovare all'indirizzo: http://tasteitaly.biz/alliance

giovedì 16 maggio 2013

Come i tablets vengono utilizzati in Asia?



Da una ricerca IDG era emerso di recente come in Africa solo il 55% degli utenti possedesse un Tablet, comparato con una media mondiale del 71%.

Ma il vero dato interessante era il livello reale di utilizzo dove emergeva come ben l'80% degli utenti africani ne facesse un uso quotidiano, un livello decisamente superiore al 61% registrato a livello glabale. E come si comportano gli utenti asiatici?.

Di seguito la ricerca IDG che cerca di mettere a fuoco la dinamica del pianeta Asia.

sabato 5 gennaio 2013

E se China Mobile "spegne" Tencent? (Telco vs. OTT)

qq_mobile

Grande tensione in queste ore tra China Mobile e Tencent che viene accusata dall'operatore mobile cinese di non ripagare adeguatamente il traffico che utilizza con il proprio QQ, o meglio, di ottenere solo briciole dal leader dei social cinese, considerando che secondo l'operatore mobile, ben il 40% del ricavo generato da QQ sarebbe legato proprio al traffico generato.

Situazione che potrebbe diventare esplosiva se le due parti non trovano un accordo rapidamente, visto che China Mobile ritiene non produttiva e più sostenibile una situazione come quella attuale, dove l'operatore telco riceve solo 5 Yuan (0,61 €) ogni 20 MB di traffico.

Le proposte sul tavolo sono da "far tremare i polsi" per quanto riguarda Tencent: o il leader del mercato social (con quasi un miliardo di account attivati) "riduce" il proprio traffico generato sull'operatore mobile o l'operatore intenderà rivedere le quote di revenue share sul fatturato che Tencent sta generando utilizzando le linee di China Mobile.

Quale "stimolo" ad un accordo, l'operatore mobile ha fatto sapere che in assenza di alcun accordo, Tencent rischia lo spegnimento da parte di China Mobile, cosa che equivarrebbe ad una catastrofe inimmaginabile.

A questo punto frenetiche le trattative per arrivare ad evitare lo spegnimento di QQ ma anche la consapevolezza che quanto verrà deciso per Tencent, inevitabilmente sarà l'esempio e la traccia per simili trattative con gli altri operatori OTT cinesi.

E a livello globale, un punto a favore di chi anche in Europa si auspica una rivisitazioni nei rapporti tra operatori telco e OTT sulla gestione dei guadagni futuri. Situazione ancora tutta in divenire e c'è da star certi, con prevedibili ripercussioni a livello globale.

mercoledì 12 dicembre 2012

Google chiude Shopping Search in Cina!


Google ammaina un'altra bandiera sul territorio cinese: Shopping Search. La notizia è stata data sul blog di Google dallo stesso VP prodotto Sameer Samat (qui la traduzione)

Dopo lo shutdown del progetto Music Search, "affondato" dalla concorrenza dell'analogo servizio di Baidu (e gli accordi con le majors internazionali firmati con il concorrente cinese), ora è Alibaba la "causa" di quest'ultimo ritiro strategico.

Con il suo eTao ha messo nell'angolo il servizio di Google, che invece di rilanciare ha preferito ritirarsi in buon ordine.

Un destino strano quello di Google in Cina, che da un lato su Internet sta venendo letteralmente "buttato a mare" dalla concorrenza cinese ( Baidu, Alibaba) ma nel contempo vede l'inarrestabile crescita del suo predominio sugli smartphones, dove Android rappresenta oltre il 90% della quota di mercato cinese.

Attenzione ad attribuire questo ennesimo insuccesso a questioni legate o meno ai problemi con il governo cinese dei mesi scorsi. Come del resto sta accadendo anche a Yahoo che in Cina ha un rapporto tanto stretto da essere socio di Alibaba, nonostante la posizione di indubbio vantaggio di cui disponeva, anch'essa in Cina sta passando da un insuccesso all'altro.

Le ragioni sono quindi tutte da ricercare nella capacità cinese di creare in patria giganti di prima grandezza, con poi sono in grado di competere con i colossi americani, ad armi pari se non superiori.

Qualcosa di simile a quanto che per esempio accade in Russia e Brasile alla stessa Facebook che lì non riesce a replicare i successi, cosa che conferma come l'ecosistema di Internet sia in continuo movimento e non è detto che i campioni di oggi lo saranno anche nel prossimo futuro.

lunedì 10 dicembre 2012

Apple (senza licenza) in Cina usa le mappe di AutoNavi


Matrimonio d'interesse tra Apple e la società cinese AutoNavi per consentire ad Apple di poter fornire un adeguato servizio di mappe anche in Cina, visto che allo stato attuale non dispone di alcuna licenza governativa per utilizzare il proprio sistema di mappe sui propri smartphones.

Una strana intesa, considerando le strategie che hanno caratterizzato da sempre Apple e il fatto che AutoNavi può essere considerata a tutti gli effetti un concorrente della stessa Apple sul segmento della geolocalizzazione assistita.

Tra l'altro AutoNavi lavora attivamente anche con Samsung, "avversaria commerciale" della stessa Apple, oltre ad aver sviluppato i propri servizi per IOS, Android, Linux e Windows.

Le ragioni di tale anomalia sono da ricercarsi in un numero: 300 Milioni. Sono gli smartphones previsti in Cina nei prossimi anni. Un mercato che sta correndo alla velocità della luce ma che rischia di "sfuggire" ad Apple, considerando che già oggi oltre il 90% degli apparati in uso utilizza Android (Google).

Per cui per non correre anche il rischio di dover far utilizzare ai propri utenti le mappe di Google e dopo le ormai leggendarie problematiche che hanno reso tristemente noto il proprio sistema di mappe, ecco a sorpresa l'accordo con AutoNavi.

Un accordo "riparatore" o una pezza per cercare di correre ai ripari, visto che a parte le suddette licenze cinesi, Apple sta confermando di avere seri problemi nello sviluppo di una propria tecnologia di mappe ed di una credibile offerta in uno dei core del Mobile Internet presente e futuro.

martedì 4 settembre 2012

Groupon apre a Singapore il primo "Concept Store" off-line


Prove di "diversificazione" da parte di Groupon che a Singapore tenta la via del "concept store", una nuova formula con la quale intende verificare un diverso approccio e dove il cliente Groupon possa "provare il prodotto".

Inaugurato in pompa magna nei giorni scorsi e il primo a livello mondiale, sembra essere una risposta alle crescenti perplessità sul modello di business originale e alle problematiche connesse nel rapporto utente-groupon. Una situazione "esplosiva", dove si sta evidenziando un crescente malessere e disaffezione, anche a causa di una gestione non sempre del tutto "trasparente" ed adeguata da parte di Groupon sui diversi mercati.

Troppe volte gli utenti si sono infatti lamentati di non ricevere risposte adeguate ai loro quesiti, problematiche e necessità.

Bene a Singapore, in quello che a tutti gli effetti è un Service center di Groupon, si assiste ad un cambio epocale, dove l'utente viene invece supportato direttamente dagli addetti di Groupon addirittura nella selezione delle migliori opportunità, nel ritiro e riscatto dei prodotti e in qualsiasi problematica connessa.

Una esperienza quella di Singapore, che se si rivelasse positiva, verrebbe poi estesa anche su altri mercati e che potrebbe aiutare Groupon nel suo sviluppo futuro anche se ovviamente, introdurrebbe nuovi dubbi sulla sua sostenibilità, alla luce dei recenti pesanti tagli di personale effettuati su alcuni mercati, sotto la crescente pressione della concorrenza locale.

Ai cinesi piacciono le Free Apps


Il mondo delle Apps iOS appare è in continua crescita, ma analizzando la tendenza sul mercato cinese, le prospettiva di redditività sembrano essere molto diverse da quelle auspicate da molti analisti. Le free apps rappresentano infatti un must in continua crescita.

Ad aiutare questa tendenza, è il crescente successo del jailbreaking che divenuto legale negli USA nel 2010, in Cina rappresenta un strumento formidabile che sta contribuendo alla creazione di un corposo mercato di free apps.

Evidenti gli effetti: in Cina il download di una iOS app genera solo 3 centesimi di dollaro, un decimo di quanto accade negli USA (0,28 USD). La sensazione è che questa guerra tra Apple e gli hackers sulla libertà di download, a partire da quanto sta accadendo in Cina ed Asia, sicuramente contribuirà ad una profonda riflessione in merito agli investimenti sui progetti futuri in App iOS, così come a rendere meno cool le aziende apps-centriche.

lunedì 3 settembre 2012

Apple paga 60 Mln di dollari per marchio iPad in Cina ma ora cosa farà per il marchio iTV?


Apple ha accettato di pagare 60 milioni di dollari alla società cinese Proview, per porre fine alla disputa sul marchio iPad sul mercato cinese iniziata due anni fa.

Con questo accordo che rappresenta solo il 0,45 per cento delle entrate di Apple in Cina per l'anno fiscale 2011, ora per Apple potrà tornare il sereno sulla distribuzione in uno dei mercati più competitivi.

Come tutte le dispute, se da un lato Apple può ora gioire, il suo contendente Proview sembra invece che dovrà portare i libri in tribunale, visti gli oltre 400 Mln. di debiti esistenti che si auspicava di coprire proprio attraverso la richiesta di danni fatta ad Apple che oscillava guarda caso tra 400 Mln e i 3 miliardi di dollari.

Un caso da manuale che dimostra come il mercato cinese necessiti di particolare attenzione da parte delle aziende, anche e soprattutto per quanto riguarda la registrazione del proprio marchio e così evitare costose e problematiche azioni a tutela.

Ma tornando ad Apple, ora sembra profilarsi all'orizzonte una seconda "grana" forse peggiore : infatti il marchio iTV è di proprietà della ben più tonica Haier, gigante cinese degli elettrodomestici.

Cosa succederà se alla fine Apple dovesse decidere di utilizzare questo marchio per commercializzare sui mercati internazionali il suo nuovo gioiello per la televisione del futuro? Questo potrebbe essere già definito uno scontro tra titani, anche considerando la crescente presenza internazionale su cui sta lavorando la Haier e che potrebbe portare la disfida addirittura negli USA.

domenica 29 luglio 2012

Olimpiadi: Ye Ye Ye .. 16 anni d'oro con record del mondo nei 400 misti


Nel vederla entrare durante la presentazione delle finaliste della finale dei 400 misti appariva la più impacciata, timida, piccola se comparata alle statuarie avversarie presenti che infatti al pronti e via, l'hanno subito distanziata nella faticosa frazione a farfalla.

Ma Ye Shiwen non si è persa d'animo e di stile in stile ha continuato a non mollare il gruppo, anche quando tutto sembrava andare per il verso giusto per l'americana Elizabeth Beisel che dall'inizio stava davanti a tutte. 

Poi ecco arrivare la frazione a stile libero, quella che i commentatori cinesi hanno sottolineato essere il suo stile migliore.

Alla faccia dello stile migliore: Ye ha come messo il turbo, facendo apparire impacciate e piccole le sue avversarie. 

Prima ha raggiunto la Beisel, poi con incredibile scioltezza l'ha superata come se niente fosse, finendo per annichilire il cronometro, visto che alla fine non solo ha vinto la medaglia d'oro ma anche stracciato il precedente record mondiale. Tutto questo a soli 16 anni!

Successo incredibile a cui fa seguito la medaglia di bronzo della Li Xuanxu, che ora potrà raccontare con orgoglio di esserci stata, il giorno che la piccola e timida Ye si trasformò in un vittorioso e bellissimo cigno.

Olimpiadi: Sun Yang primo "nuotatore d'oro" nella storia cinese


Alla fine i record, anche quelli negativi, sono fatti per essere battuti e chi riesce a farlo diventa un eroe: Sun Yang è l'eroe, la piscina di Londra 2012 il luogo dove ciò è accaduto.

Per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, un cinese ha infatti vinto una medaglia d'oro nel nuoto.

Vincendo i 400 metri stile libero, Sun Yan è già entrato nella leggenda, quella fatta dai primi di sempre e di chi ha aperto la strada a chi poi è seguito.

Per quanto non sia uno sconosciuto, essendo il recordmen dei 1500 metri stile libero, Sun è riuscito in quello che a Beijing 2008 tutti speravano ma nessuno è stato capace di realizzare: vincere una medaglia d'oro nuotando.

Vittoria ancora più pesante, vicinissma al record mondiale ma soprattutto davanti al favorito avversario, il Sud Coreano Park, in una avvincente sfida all'ultima bracciata tutta Asiatica.

Una impresa che sicuramente contribuirà non poco ad un prevedibile incremento dei nuotatori cinesi che cercheranno di emulare Sun e contribuire così nella scalata alla vetta olimpica da parte della Cina anche nella vasca lunga, dopo il dominio oramai consolidato ed incontrastato in quello dei tuffi.