martedì 28 ottobre 2008

Per evitare “l’Innovazione di Importazione”:

Una frase chiave sembra mettere tutti d’accordo quando si parla del Made in Italy :“bisogna innovare”.

Ma forse sulla parola, innovazione, ci sono ambiguità che la parola stessa contiene.

La mia riflessione sul tema è quotidiana ma in particolare si è materializzata in questo post, leggendo un post del Blog del Direttore del Cefriel Fuggetta, sul tema.

Con acutezza, veniva segnalato che tanti dicono, molti suggeriscono, ma pochi alla fine fanno e io aggiungerei SBAGLIANO.

Infatti le più grandi innovazioni spesso non sono frutto di ricerche pianificate e andate a buon fine, ma sono frutto di errori, spesso grossolani, spesso anche incredibili.

Si va da un formaggio andato a male diventato negli anni un prodotto DOC, per finire con gli SMS “inventati per sbaglio” dagli operatori telefonici. Se qualcuno si ricorda i Business Plan degli operatori di allora, la voce “SMS” non esisteva, in quanto ritenuto SOLO un sistema di backup della rete.

Alla fine di quale “innovazione” si parla??

Di innovazioni ce ne sono tante e di diversi tipi, ma vivendo in diretta l’attuale momento della Cina si nota che tutte hanno in comune un punto fondamentale: cercare di innovare anche a costo di sbagliare.

Sulle Tv Cinesi questo aspetto è tanto chiaro, lo sbagliare, che viene illustrato ogni giorno quando vengono proposti i casi di successo di imprenditori cinesi.

Infatti ogni presentazione non parte dal fondo (il successo), ma parte nell’illustrare le difficoltà, gli insuccessi che l’imprenditore ha avuto.

Il fallimento, spesso anche ripetuto, gli stati d’animo dei momenti dove, ammettono candidamente, pensavano di non farcela a risolvere la questione. La componente di rischio economico, umano e delle pressioni sulle persone attorno.

E questo approccio nel presentare i successi imprenditoriali, i cinesi lo mettono sia nel parlare di high tech che nella innovazione della “coltivazione” dei pesci o del turismo locale.

Insomma per innovare, occorre VOLER innovare. Averne un reale bisogno.

Ma per innovare occorre essere pronti a sbagliare, anche molte volte. A fallire.

Per innovare, occorre avere capitali per sostenere l’innovazione nella sua fase di sviluppo. Ma il sistema finanziario è attualmente strutturato per finanziare chi ha un “track record” vincente. Ma chi sta innovando, difficilmente lo possiede o può possederlo anche per una fatto fondamentale: l’innovazione vincente è unica, irriproducibile.

Quindi anche se hai avuto successo, per il prossimo devi ripartire da capo, senza alcuna memoria dei tuoi successi precedenti, forte solo della tua allenata capacità ad affrontare gli errori e le difficoltà che si incontreranno e dovranno risolvere.

Quindi non esiste nessuno consulente perfetto per innovare, visto che se non è coinvolto esso stesso nel processo, difficilmente riuscirà realmente ad essere innovativo e come diceva Fuggetta, solo chi ha fatto “FORSE” potrà raccontare una storia credibile!.

Detto questo, il livello di innovazione italiano è talmente basso che in certi settori è scomparso, basti pensare all’elettronica, il grande cruccio del mio mentore il Prof. Degli Antoni..

L’impressione è che abbiamo paura di Innovare.

Ma come mai? Semplice. Per paura di sbagliare si sono utilizzati negli anni modelli e tecnologie che già avevano dato un qualche risultato in termini economici.

Questo negli anni, ha atrofizzato la capacità di innovare realmente, visto che le tecnologie e le esperienze erano spesso americane, favorendo l'apparentemente più semplice “Innovazione di Importazione” alla ben più ardua “Proposta di innovazione”.

Quindi uno degli obbiettivi che ci proponiamo con il China Media Lab qua in China, è quello di finalmente provare ad innovare, tutti assieme, osare veramente, unendo gli sforzi delle diverse competenze, per cercare di realizzare, affiancare le imprese e il Made in Italy, in un mercato interno in potente crescita, come quello cinese ma dal quale poi è possibile agire anche a livello internazionale, magari assieme agli stessi cinesi.

Quindi non aspettiamo che le innovazioni ci vengano vendute al prezzo “di saldo”, continuando così ad alimentare la nostra perdurante “pigrizia innovativa”.

L’Italia e noi italiani, possiamo giocare un ruolo di rilievo in Cina e dalla Cina nel mondo, solo se ci ricordiamo come i vari Fermi, Volta, Meucci e Leonardo lavoravano e …. sbagliavano!

Google


Il Ritorno del Dragone d’oro!

Premessa: "Il significato cinese di Cina è “paese di mezzo” appunto, Zhong Guo -中国."

Mentre il mondo occidentale piange e si dispera cercando di tamponare le “falle” del proprio sistema finanziario, sperando così di non affondare, nello stesso momento, in Cina si definiscono le nuove rotte per continuare a crescere, magari meno, ma continuare a crescere.

Un interessante paradosso di questi tempi.

Per capirci, da queste parti sono preoccupati per un rallentamento della crescita economica, passata dal 10% al 9%, quando noi faremmo salti mortali dalla gioia se riuscissimo a crescere anche solo dello 0,1%!

Comunque sia, dopo quanto sta accadendo in tutto il mondo e i rovinosi effetti causati soprattutto dal crollo del mercato immobiliare USA, i cinesi sono corsi subito ai ripari per arginare eventuali “contaminazioni”.

Mercato cresciuto nell’ultimo decennio in maniera esponenziale, negli ultimi periodi il mercato immobiliare cinese aveva iniziato a manifestare comunque pericolosi rallentamenti.

Da qui l’intervento di queste ore del governo cinese, con una serie di misure che entreranno in vigore dal 1° Novembre e che intendono favorire la stabilità del mercato della casa in Cina, che dopo il commercio estero, rappresenta il maggiore driver della crescita economica del paese.

In particolare le nuove misure introdotte interessano l’imposta di bollo sulla proprietà, passata dal 3-5 percento all’1% per le case più piccole di 90 metri quadri e il minimo da versare per l’acquisto della prima casa, che indipendentemente dalla dimensioni, scenderà al 20% dall’attuale 30%.

Quest’ultima misura autorizza quindi le banche a fornire prestiti garantiti fino all’80% sul valore dell’immobile da comprare.

Ma non solo, nel decreto governativo è stata rimossa anche l’imposta di bollo che era del 0,05% e la tassa sul valore aggiunto dei terreni, limando ulteriormente gli svantaggi fiscali per i proprietari di casa.

A queste misure si sono però aggiunti anche consistenti investimenti (1 trilione di Yuan) per sostenere la costruzioni di case a prezzi più accessibili, in grado quindi di favorire l’accesso alla prima casa anche alle fasce meno abbienti del paese.

La ragione di questo agire è evidente: 2 /3 della popolazione cinese si trova in questo periodo a dover effettuare il proprio “salto di qualità”, favorito dalla continua crescita economica del paese e la casa è il bene fondamentale a cui ogni famiglia cinese aspira.

La leva delle ricchezza dei cinesi sta proprio in questo bene primario e un mercato stabile in grado di favorire un concreto consolidamento per tutte le famiglie cinesi è, in questa fase, strategico per la Cina proiettata nel proprio futuro di potenza economica.

Le manovre di questi giorni sono comunque senza precedenti, di portata simile a quelle introdotte dall’ex primo ministro Zhou Rongji e che diede il via politica della privatizzazione delle case e la riduzione delle imposte per la edilizia abitativa.

Nel contempo, a Shanghai è stata elevata ad un quinto la quota di ipoteca massimale a carico del fondo per gli alloggi, fondo nel quale, impiegati e datori di lavoro, mensilmente versano denaro in cambio di tassi di interesse più bassi.

Questa mossa di Shanghai, intende contribuire l’accesso garantito a prestiti più grandi di quelli attuali.

Se nelle città la leva della casa è quella che ha creato le basi dell’attuale classe media cinese, ora tutto ciò si potrà ripetere anche nelle campagne, alla luce della nuova “riforma nelle campagne” che consentirà anche ai contadini di divenire proprietari dei propri appezzamenti e cedere l’uso dei terreni.

Questo aspetto produrrà un doppio beneficio: da una parte consentirà ai contadini di ottenere un profitto dalla compravendita di suddetti diritti, con il quale potersi trasferire nelle Città, dall’altra i terreni potranno venire acquistati da imprese per essere lavorate su larga scale, così da aumentarne l’attuale produttività.

Ma non solo, di contorno sono stati abbassati i tassi di interesse sui prestiti, in modo da favorire le imprese in un momento difficile come questo e nel contempo sono cresciute le detrazioni fiscali per gli esportatori su 3486 prodotti, per ridurre gli impatti della crisi commerciale nei paesi occidentali.

L’impressione finale che se ne trae è che, mentre i paesi occidentali stanno facendo i conti con il proprio “artificioso” sovradimensionato economico, la Cina abbia invece ampi margini di manovra non solo per continuare a crescere, ma per consolidare la propria attuale crescita, potendo fare da traino e salvagente alle “scoppiate” economie “ occidentali.

E’ la storia che ritorna, di quando 150 anni fa la Cina era la prima potenza economica al mondo.

domenica 26 ottobre 2008

Berlusconi “visto” dalla Cina

Berlusconi è arrivato a Beijing per partecipare ai lavori del 7° ASEM che deve gettare le basi di una cooperazione Est – Ovest, in vista del prossimo vertice del 15 Novembre a Washington D.C.

Ma come lo vedono Berlusconi i Cinesi che lo ospitano in questi giorni?

Per cercare di capirlo, oltre la formalità e le dichiarazioni ufficiali di circostanza dei leaders cinesi, occorre cercare tra le pieghe del Web.

E senza troppi problemi si trova uno spazio news su SINA, il maggior internet provider cinese, intitolata evocativamente “Italy Premier”, con la sintesi del punto di vista “Made in China” su Berlusconi.

Il giudizio è positivo o negativo?

Beh, siamo sicuri che lo stesso Berlusconi sarà sufficientemente sportivo ed apprezzerà lo humour con il quale è stata descritta la sua vita imprenditoriale, sportiva e politica.

Andiamo però con ordine.

Dopo una sintetica, quanto esaustiva biografia, che mette in evidenza le diverse fasi della sua vita, questa termina con un sintetico, quanto pungente, giudizio sul personaggio: “da avanspettacolo”.

Le battute e l’approccio informale che da sempre caratterizza Berlusconi nelle sue dichiarazioni ed apparizioni ufficiali, sembra non piacere un gran che da queste parti, finendo per essere definite pericolose “sparate”, in grado di creare troppo spesso incidenti diplomatici.

Come dire: “il mondo è già complesso di suo, pesiamo con maggiore attenzione alle parole che usiamo!”.

Per sottolineare ciò, riprese dalle principali agenzie di stampa, vengono quindi sciorinate le principali affermazioni di Berlusconi di questi anni che, corredate da fotografie e relativi sotto titoli esilaranti, finiscono per far credere di essersi imbattuti nella presentazione di un Film comico di prossima uscita, piuttosto che negli scritti e i discorsi di un uomo di stato.

Una accanto all’altra, ecco allora alcune delle famose querelle, quale quella del “paventato corteggiamento del primo ministro finlandese”, l’affermazione che “la civiltà occidentale è più avanzata di quella islamica” o che “in Italia dovrebbero venire liberalizzati i bordelli”.

Ma ai cinesi non è sfuggita nemmeno quella di quando, con trasportata enfasi, Berlusconi ha affermato che “Putin è un eroico sopravvissuto della Battaglia di Stalingrado” oltre ad aver avuto un gran numero di famigliari morti nella battaglia.

Peccato, fa notare l’agenzia cinese, “che Putin sia nato nel 1952, dieci anni dopo la suddetta battaglia e che i suoi genitori fossero tutt’altro che morti in questa eroica battaglia”.

Sembrano lasciare senza parole invece le affermazioni riprese dal Guardian relative a Mussolini “non ha ucciso nessuno” o il recente più goliardico “solo Napoleone ha fatto più di me, ma almeno io sono sicuramente più alto!”

Provando a cercare in maniera più approfondita sulla rete cinese altre note su Berlusconi, si scopre che i commenti sono sostanzialmente simili e tutti negativi, tendendo sempre ad esaltare il “grottesco” delle sue affermazioni.

Ma perché tutto ciò?

La spiegazione è semplice: i Cinesi non si sono ancora scordati delle offensive parole di un paio d’anni fa “in Cina i bambini sono stati cotti per essere usati come fertilizzanti”.

Da allora, stanno ancora aspettando da Berlusconi le “scuse ufficiali”, per parole che hanno profondamente offeso la nazione nel profondo.

E gli effetti di questo, non propriamente entusiastico punto di vista su Berlusconi, non si sono tardate a manifestare anche all’ASEM di questi giorni.

E’ apparso infatti evidente sulle Tv Cinesi come la presenza di Berlusconi fosse considerata quasi di secondo piano, da comprimario di seconda, terza fila, tanto che le immagini sono state ridotte al “minimo sindacale”, senza alcuna enfasi e sempre in coda agli altri leaders presenti.

Ben diverso trattamento ha invece ricevuto la Cancelliera Merkel, tanto che l’ASEM è stato l’atto che ha sancito la fine di qualsiasi crisi nei rapporti tra i due paesi, sottolineato con enfasi dal Presidente Hu Jintao con le parole “l’incontro della Cancelliera Merkel con il Dalai Lama è una questione ormai superata”.

Tornando a Berlusconi, sembra essere comunque una questione a parte, totalmente disgiunta dall’Italia, visto che nei commenti cinesi ci si guarda bene nell’estendere agli italiani comportamenti, affermazioni e modi di pensare, che appaiono un’esclusività del “personaggio” Berlusconi, più che del Primo Ministro Italiano.

Comunque una cosa è certa: piaccia o meno, nessun altro leader politico internazionale ha avuto tanto spazio come Berlusconi, ma temo ciò non sarà d’aiuto per supportare ulteriori velleità internazionali, quali il ventilato sogno all’ONU come apparso in queste ore su Affari o per contribuire concretamente per una sempre maggiore credibilità del sistema paese agli occhi dei leaders cinesi, in un futuro denso di incognite come quello che ci attende nei prossimi anni.

Parafrasando il famoso film di fantascienza “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, il messaggio cinese per Berlusconi sembra essere quello che la diplomazia, quella con la D maiuscola, in grado di aiutare i popoli ad una pacifica convivenza tra loro, sia fatta di “armonici” suoni condivisi, piuttosto che da “stridenti” continue provocazioni.

sabato 25 ottobre 2008

ASEM: Full text of statement of the Seventh Asia-Europe Meeting on the Int'l Financial Situation

I lavori dell'ASEM procedono, ecco il link al documento congiunto sulla crisi finanziaria.

Sulla questione, appuntamento a Washington D.C. il prossimo 15 Novembre.

giovedì 23 ottobre 2008

Berlusconi finalmente a Beijing!

Visita delicata e tutt’altro che di circostanza per Berlusconi, arrivato oggi a Beijing per partecipare ai lavori dell’ASEM (Asia – Europa Meeting) il 24 e 25 Ottobre.

Assenti gli Stati Uniti, paese da cui è iniziata l’attuale crisi finanziaria mondiale, 27 leaders europei. Cina, Giappone, India e altri 13 paesi asiatici, stanno discutendo su come cercare di farne fronte.

La parola d’ordine sembra essere una sola: Cooperazione.

Che si sia in una fase molto delicata degli stessi equilibri mondiali, appare evidente dal fatto che la crisi finanziaria, di una gravità senza precedenti, rischia anche di aggravare e complicare ulteriormente la soluzione dell’altra priorità mondiale che mette a repentaglio l’intera umanità: il Cambiamento climatico.

La sensazione che infatti si trae è che, di fronte al malato Usa che rischia di contagiare tutti, la priorità dei paesi asiatici, sia ora solo quella di evitare che la pandemia finanziaria possa diffondersi oltre in tutto il pianeta.
Ma non solo, nella costruzione del futuro mondiale, i paesi asiatici sembrano volere dire la propria e pretendono ora di essere co-protagonisti nella necessaria ridefinizione delle nuove regole per i mercati finanziari.

A prescindere quindi dalle frasi di circostanza che precedono i prossimi lavori dell’ASEM di Beijing, questa appare essere la vera ed unica questione centrale che sta realmente a cuore di tutti i paesi asiatici presenti a questo meeting di Beijing.

Il richiamo ad una “pragmatica collaborazione per assicurare il ritorno all’ordine sui mercati internazionali” fatto ai paesi EU da parte dal Vice Premier Cinese Xi Jiaping alla cerimonia di apertura dell’11° Asia – Europa Business Forum che anticipa l’ASEM, appare quanto mai significativo e un chiaro distinguo tra cause e causatori.

Nessuna delega in bianco sarà quindi data in futuro ai paesi occidentali che dai paesi asiatici sono considerati, direttamente o indirettamente, tutti “corresponsabili” di quanto sta succedendo a livello mondiale.

La situazione causata dal caos finanziario di questi tempi è talmente grave che ha finito per provocare la modifica dell’agenda dei lavori dell’ASEM che doveva essere totalmente concentrata su “cambiamento climatico e sviluppo sostenibile”.

Un netto ribaltamento dell’atteggiamento Europeo di questi giorni, la sintesi del diverso approccio sulle cose tra Ovest ed Est, la fotografia degli attuali equilibri (squilibri) mondiali e dei potenziali contrasti futuri tra paesi sviluppati e in via di sviluppo.

In una battuta è come se gli asiatici, oltre a sentirsi ingiustamente addittati quali inquinatori del mondo, con le fabbriche frutto della selvaggia delocalizzazione dei paesi sviluppati che ha creato rilevanti vantaggi finanziari ad occidente, ora sentano di rischiare gli sforzi e i sacrifici fatti fino ad ora, dall’irresponsabile approccio sociale e finanziario, attuato dai paesi sviluppati negli ultimi decenni.

Detto ciò, appare quindi evidente come Berlusconi, lo stesso che ha posto in queste ore un “freno” all’atteggiamento Europeo di risolvere prima la questione ambientale e poi “incrociare le dita” su quella finanziaria, troverà a Beijing una buona sponda proprio nei paesi asiatici e la Cina in primis, per poter continuare in Europa, nella propria pragmatica azione in risposta alle emergenze mondiali di questi giorni.


martedì 14 ottobre 2008

Lucky - Unlucky alla Cinese!

In Cina molte tradizioni affondano nella notte dei tempi.

Una di queste riguarda i numeri.

Così come nella nostra cabala i numeri possono “predire” il futuro o fornire una chiave di lettura per i nostri sogni, tanto da guidare intere schiere di scommettitori del lotto nostrano, per i cinesi i numeri possiedono da secoli precisi significati e poteri.

Prima di tutto partiamo dai “portatori di fortuna” come il 6, 8 e 9.

Sono loro i “protagonisti” nella scelta quotidiana del numero di Cellulare, della targa dell’auto o del piano migliore per la propria casa in un condominio.

Ma c’è fortuna e fortuna: il 6 potrà aiutarvi a rendere più agevole e gradevole la vostra vita, ma se vorrete una “fortuna sfacciata” meglio avere l’8, il “Jolly” in grado di portarvi ricchezza e benessere materiale.

Non a caso le Olimpiadi in Cina erano all’insegna dell’8 (8/8/2008 alle 8 di sera), proprio per auspicare a tutti i partecipanti e alla Cina stessa, fortuna e ricchezza.

Diverso invece è il discorso per il 9, una sorta di “angelo” che vi aiuterà nelle vostre amicizie e per avere un matrimonio fortunato.

Se però il singolo numero ha proprietà “benefiche”, le diverse combinazioni tra loro possono diventare esplosive.

Per esempio il 168 può aiutarvi a raggiungere la vostra prosperità.

Accade così che in Cina molti dei prefissi telefonici dei servizi aziendali (come l’800 in Italia) iniziano proprio con il 168, quale “simbolo di partnership fortunata” con l’azienda chiamata e quindi possibile protagonista nella creazione della vostra prosperità futura.

Stesso discorso per quanto riguarda il 289 nel sud della Cina ed Hong Kong, il numero della “fortunata porta d’accesso”.

I cinesi per accaparrarsi le migliori combinazioni fortunate non lesinano sul “portafoglio” e il “campione” in questo speciale classifica della fortuna è il 666 nella targa dell’auto.

Stesso discorso quando si devono scegliere i numeri telefonici, tanto che una Sim telefonica può avere un prezzo diverso a seconda del numero a cui è associata.

Detto ciò, attenzione però a dire ad un cinese che il vostro numero fortunato è il 4. La cosa lo lascerà di sasso, visto che nella cultura cinese il 4 è associato alla morte, così come per quasi tutte le combinazione di numeri che lo contengono.

Ma se dopo il 4 ci sarà un 8, allora quasi per magia, tutto cambia, tanto che il 48 è simbolo di prosperità e di vita, grazie alla “forza” positiva del Jolly fortunato (8).

Addentrandoci nel profondo del mondo numerico cinese, va sottolineato come il 5 è associato all’io, dato che la pronuncia è la stessa usata per l’io cinese, mentre il 7 è interpretato come insieme.

Vediamo quindi qualche esempio pratico di questo vero e proprio codice numerico:
58 - “io sono fortunato”.
518 - “sarò fortunato”,
5189 - equivale a “Io sarò fortunato per lungo tempo”.
5918: “la mia prosperità arriverà presto”.
Per finire, 516289 nel vostro numero telefonico, sarà invece il segno di una “strada e vita lunga e prosperosa”.

Usate con “moderazione” il nostro innocente “14”, numero che scatenerebbe una inaspettata reazione, visto che per un cinese equivale ad augurargli di essere “vicino alla morte”.

Addirittura in alcuni condomini, vengono “aboliti” il piano numero 4 e 14, tanto è radicata questa credenza!

Ma sempre nel gioco delle sinergie tra negativo e positivo che caratterizza l’approccio tradizionale cinese, la combinazione 1314 acquisisce una connotazione positiva e fortunata che se associato al 520 diventa simbolo di amore eterno.

Quindi 520 1314 in Cina è un numero romantico, ricercatissimo dalle giovani generazioni per il proprio mobile.

Dato che la fortuna o sfortuna non è associata ad un singolo numero ma spesso al suo suono, qualunque sequenza di numeri, potenzialmente può possedere poteri positivi o negativi per un cinese, attraendo la loro attenzione o diffidenza.

Un esempio negli affari. Da noi nessuno avrebbe alcun problema ad usare, in una negoziazione commerciale, un prezzo quale 250€.

Ma quella che rappresenta per noi “solo” una cifra tonda, per il cinese sarà interpretata come una vera e propria offesa personale, perché senza rendervi conto gli avete dato dell’imbecille, del pazzo, del “cervello non a posto”.

Meglio quindi, prima di inviare o fare qualunque offerta economica, chiedere ad un cinese amico, se questa non possa creare “problemi” e poter realmente continuare serenamente la trattativa in corso e non invece finire per inimicarvi il vostro partner.

88888 a tutti!

sabato 11 ottobre 2008

Pene pesantissime per chi viola la legge alimentare...

In tutto il mondo si parla molto di cibi adulterati dalla Cina.

Bene, una nuova legge cinese nell'ambito alimentare, prescrive pesantissime pene per tutti i possibili addetti della filiera, produttore, distributore e rivenditore finale per qualsiasi sua violazione.
- to be continued -

giovedì 9 ottobre 2008

Metafora Italiana in un antico proverbio CINESE:

Questa è la storia di 4 persone chiamate OGNUNO, QUALCUNO, CIASCUNO E NESSUNO.

C’era un lavoro importante da fare e OGNUNO era sicuro che QUALCUNO l’avrebbe fatto.CIASCUNO avrebbe potuto farlo ma NESSUNO lo fece.QUALCUNO si arrabbiò perché era un lavoro di OGNUNO.OGNUNO pensò che CIASCUNO poteva farlo, ma NESSUNO capì che OGNUNO non l’avrebbe fatto.

Finì che OGNUNO incolpò QUALCUNO perché NESSUNO fece ciò che CIASCUNO avrebbe potuto fare.

Articolo "Questa democrazia in Cina? NO GRAZIE"

mercoledì 1 ottobre 2008

Mercati,Fiducia Sfiduciata!


I mercati finanziari, commerciali e tutte le relazioni d’affari si basano sulla certezza e “trasparenza” delle regole applicate.

Ma la vera ed unica protagonista che ha consentito ai diversi mercati di crescere in questi decenni di capitalismo, è la fiducia.

E’ stata la leva per cui si è finito per barattare tutto con tutto e qualsiasi cosa: semplici pezzi di carta, le intenzioni future, le prospettive future, le speranze future.

La “brochure della fiducia” ha così condiviso a livello planetario, l’idea che il mondo potesse essere proiettato verso una irresistibile continua “crescita”: dei PIL dei paesi, dei consumi interni, del mercato immobiliare, dei mercati finanziari, della ricchezza delle persone che si sono così trovate i portafoglio pieni di “fiducia”.

Ma in questa catena di Sant’Antonio, basata tutta sulla “fiducia”, alla fine si è arrivati a dover fare i conti con una realtà ben diversa: il payback (il saldo) .

In quel preciso momento, il valore del barattato, monetizzato, prestato, rateizzato, si è come “volatilizzato”, non essendo mai realmente esistito, sparito come la nebbia all’arrivo della prima brezza.

Tutto ciò ha scoperchiato e mostrato come aziende, banche, finanziari, imprenditori, realmente finanziassero la propria crescita, vendendo solo vuota “fiducia”, travestita d’affari e finanza: la “Crazy Economy”.

La leva della fiducia, che per molti economisti ed operatori finanziari si è trasformata in vera e propria fede, ha portato quasi tutti a confondere la realtà con un sogno, allontanandosi così definitivamente dal vecchio modo di creare valore, attraverso il baratto di beni primari con altrettanti beni primari.

La finanza ha così finito per condizionare l’economia, trasformando il debito, figlio della fiducia, in uno strumento finanziario fondamentale che ha permesso di acquisire beni basati essi stessi sulla fiducia, in un circolo vizioso che ora si scopre senza fine.

Comunque sia, la trasformazione del ruolo strategico della fiducia nelle economia è databile al 1974, il momento dello scollegamento tra valore del dollaro con quello dell’oro ed argento.

Recentemente poi la rete e la “Moneta elettronica”, dalla fine del ’90 ha dato alla “fiducia” l’infrastruttura necessaria per globalizzarsi e trasformarsi in moneta vera.

Ma ora l’economia si è accorta che di sola ”fiducia” non si mangia e quindi ha chiesto in cambio il controvalore reale, necessario per sostenere questa fase congiunturale.

Il problema è che la fiducia non ha alcun “concambio reale”, per cui ora occorre iniettare alla fonte valuta vera, per cercare di pagare il “castello di fiducia” che ora si scopre con orrore, non ha più alcun valore, essendo ora sfiduciata.

Gli USA stanno cercando di iniettare 700 Miliardi a copertura dell’eccessiva fiducia venduta fino ad ora, così come le banche mondiali continuano ad iniettare miliardi ogni giorno sui mercati finanziari.

Ma il vero problema è che ora si scopre che nessuno sappia realmente quanta “fiducia” sia stata usata nello sviluppo di molte economie occidentali.

E questo è il vero dramma, la consapevolezza di scoprire che tutta questa “economia” sia solo un “disegno finanziario”, una illusione a cui tutti hanno creduto ciecamente, abbagliati come erano da tanta circolante fiducia.

Lo stesso Bush, l’uomo più potente della terra, ha capito solo ora quanta sfiducia lo circonda, dopo aver contribuito a vendere al mondo intero vagonate di “fiducia” per un futuro migliore per tutti.

That’s reality!

Franco Bernabè Broadband Vision...

Di seguito quanto affermato da Franco Bernabè Amministratore Delegato di Telecom Italia alla Commissione Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati...
A questo va aggiunto "....si tratta da un lato di assicurare un adeguato ritorno economico sugli ingenti investimenti necessari per lo sviluppo delle NGN e, dall'altro, i preservare un ambiente competitivo, in quanto lo sviluppo delle nuove tecnologie di rete non deve certo comportare limitazioni o, addirittura, la fine della concorrenza, come talora paventato".
"..... sarebbe a questo punto auspicabile e coerente con quanto sin qui messo in campo un ulteriore intervento, da parte del Governo e del Parlamento, che collochi la realizzazione della nuove reti ultrabroadband e lo sviluppo delle nuove generazioni i servizi nell'ambito delle linee strategiche del Piano industria 2015 per lo sviluppo del sistema produttivo italiano del futuro".

"...è necessario definire un 'New deal' che coinvolga tutti i soggetti interessati finalizzato alla definizione di un piano di interventi pubblici e un quadro di regole europee e nazionali che garantiscano, da un lato, adeguati incentivi agli investimenti privati e, dall'altro, la crescita di una competizione sostenbile", ha detto l'a.d. di Telecom Italia."
____________________________________________________
La posizione di Bernabè è condivisibile SOLO se a parlare non fosse l'Amministratore Delegato di Telecom che ovviamente deve gestire gli interessi dei propri azionisti (Privati), tutelare i debiti pregressi (sciagurata privatizzazione e successive M&A sul leverage).
Occorre veramente un NEW DEAL DELLA FIBRA!
(precedenti:

martedì 30 settembre 2008

Video Passeggiata Cinese nello spazio

Chinese Astronaut First Spacewalk 中国航天员翟志刚首次太空行走

sabato 27 settembre 2008

Cina nello spazio: Buona la “prima”!


E come sperato è andato tutto bene.

In diretta nazionale la Cina ha tirato un sospiro di sollievo quando, dopo 15 minuti “nello spazio aperto” Zhai Zhigang, è rientrato indenne nella navicella.

Le incognite non erano poche per questo “gesto” tecnico che ha visto coinvolti gli scienziati cinesi affinché si recuperasse il gap che la Cina aveva con Americani e Russi.

Dalla navicella, alla tuta usata per la passeggiata nello spazio, tutto rigorosamente cinese, ora anche il paese del dragone è in grado di “volare” oltre i confini dello spazio, avendo portato la bandiera cinese a sventolare nello spazio.

Gli indiani saranno i prossimi, in questa nuova corsa verso lo spazio e di conquista di nuove frontiere nell’ignoto, una corsa sia sul piano tecnologico ma sicuramente motivata da ben altre ragioni.

Non è infatti un mistero che, a partire dai programmi spaziali americani, si sta cercando di trovare spazi di sviluppo umano anche su altri pianeti, con l’obbiettivo anche di trovare nuove materie prime da “importare” sulla terra.

La competizione nello spazio ha qualche similitudine con quella che a breve ci sarà per la “conquista dei poli” che si stanno liberando dai ghiacci, a causa dell’effetto serra.

Quindi la corsa contro il tempo che ha portato i cinesi a recuperare in tempi brevissimi sugli altri paesi occidentali che va sottolineato, avevano rifiutato l’adesione della Cina al progetto della stazione spaziale internazionale, ha un duplice significato.

Da una parte, verificare lo stato “dell’attrezzatura” e dall’altro rilanciare la Cina sul piano di “possibili” cooperazioni nella conquista comune di nuove frontiere e territori per l’intera umanità.

Le difficoltà che l’eventuale sfruttamento delle risorse della Luna o di altri pianeti, necessiteranno infatti di accordi e cooperazioni tra tutti i paesi.

Occorre evitare conflitti di Fantascienza memoria o Guerre fredde spaziali, così come la caccia ai “carichi preziosi”, stile pirati spaziali, come quelli che in Somalia in questi giorni hanno fatto intercettare un carico di 30 carri armati russi di “passaggio” nell’oceano.

Altrimenti la frase “scudo spaziale”, potrebbe dover essere presa in termini letterali!

Video CV Resumes di Sarah Palin: Aspirante Vice President USA!

Sarah Palin potrebbe essere la prossima Vice Presidente USA.
Ormai sulla rete i video CV Resumes sono il futuro per cercare una occupazione.
Ecco quello della aspirante "Vice President" della campagna elettorale "più pazza" del mondo"

E a seguire il "programma" ... molto speciale (benedizione contro la stregoneria):

venerdì 26 settembre 2008

Space Cowboy Cinese: ma il mondo occidentale non se ne accorge!

Negli ultimi decenni siamo abituati ad assistere, spesso in diretta, alle partenze e i ritorni delle diversi missioni dello Shuttle. Abbiamo vissuto con angoscia prima l’esplosione del Challenger e poi il disintegrarsi del Columbia. Abbiamo imparato a conoscere i contenuti, le missioni che in questi anni si sono susseguite, figlie delle pionieristiche missioni Apollo e Gemini degli anni ‘60 e ‘70

Se poi sulla navetta è presente un non americano, lo spazio per questi eventi televisivi e giornalistici si allarga.

Bene, in questi giorni i cinesi hanno lanciato tre loro astronauti che sabato, prima nella storia non americana, faranno la prima passeggiata nello spazio e su tutti i giornali italiani nulla.

O meglio si finisce per parlarne solo per cercare di mettere in ridicolo il tutto, prendendo per buono un errore di pubblicazione sul sito web della Agenzia Nuova Cina, quasi fosse la prova di qualcosa di “falso” in tutta questa missione.

Poi ci si lamenta che ad occidente tutti pensano certe cose sulla Cina!.

La Cina non è SOLO quello che molti giornali occidentali passano quotidianamente, ma sembra che ciò faccia comodo ai “soloni” che pensano che tra noi e loro debba esistere un “muro invalicabile” e che basti “far finta di nulla” o prendere le cose con strumentale distacco o peggio con scandalizzato allarmismo, per mantenere la presunta centralità occidentale nei settori d’eccellenza.

La notizia di una missione come questa, tutta al cinese, non può che non fare notizia, viste le migliaia di tecnologie necessarie per consentire anche la semplice passeggiata nello spazio.

Un salto in avanti della tecnologia che dimostra che se, da una parte la Cina ancora lotta con il proprio passato e priorità quotidiane fondamentali da combattere e vincere, dall’altra è fortemente proiettata al futuro, positiva, costruttiva.

Una solo apparente contraddizione, di un paese che convive nella stessa generazione con il proprio passato, presente e futuro.

Molto importante è quindi questa missione, dato che tutti sappiamo quanto siano importanti le ricadute delle tecnologie spaziali e militari sulla quotidianità di tutti noi.

Non c’è infatti tecnologia d’uso quotidiano che non sia stata prima un’innovazione spaziale o militare. Lo è stato in Occidente ed in particolare negli USA e ora lo è anche in Cina che ha così decisamente virato dall’essere solo la “fabbrica del mondo”.

Comunque sia, sabato alle 16.30 (ore 10.30 ora italiana), l’astronauta cinese Zhai Zhigang, in diretta televisiva nazionale, farà la prima passeggiata spaziale di un astronauta di un paese in via di sviluppo.

Qualcosa di più di una semplice passeggiata alla Armstrong “un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanità”, qualcosa che dimostra come il mondo sia ben più largo della miope visione che anche le ultime analisi macroeconomiche sulla crisi finanziaria di questi giorni continuano a fotografare, dove sembrano esistere solo USA, Europa ed Italia.

La Cina oggi, l’India a seguire stanno cambiando, o meglio hanno già cambiato gli equilibri del mondo conosciuto. Non facciamo finta di non accorgerci, come dei vecchi ed annoiati egoisti.

Cerchiamo di dimostrare maggiore “sportività” e convinta partecipazione in un momento importante come questo per l’intera umanità, anche perché una semplice passeggiata spaziale e l’accresciuta competenza tecnologia può aiutare anche ad incrementare il livello di controlli sulla qualità della vita sulla terra a miliardi di persone, noi compresi.

Appuntamento quindi a sabato mattina alle 10.30 ora italiana.

giovedì 25 settembre 2008

CAI - Nuova Alitalia ….Ora si fa sul serio!

Era ora, dopo che la politica ha cercato di “remare” a sé la questione, adesso, toccato con mano il baratro, la bussola d’Italia sulla questione, sembra indirizzata solo verso una direzione: l’accordo.

Sperando che nel futuro non si assista ancora a questi “poco edificanti” balletti d’interesse, le ragioni che ora renderanno possibile l’accordo sono semplificabili in: “merda nera”!.

Finito il giro di valzer degli interessi di parte, che stavano solo sfasciando tutto, ora si è passati alla definizione di un piano strategico vero, concreto, visto che i protagonisti, hanno capito che qualunque vincitore della diatriba, sarebbe stato ricordato come un “distruttore”.

In questi giorni tra i diversi contendenti è volato di tutto e i “troppi galli nel pollaio” se le sono date di santa ragione, non riuscendo a vedere che solo l’avversario (politico), perdendo così di vista la vera questione da risolvere.

La prova del cambio d’umore, sono le “convinte” manifestazioni d’interesse delle compagnie aeree straniere, fino ad ora rimaste alla finestra, che non volevano certo trovarsi “incastrate” nelle beghe del condominio Italia, che hanno assistito, compiaciuti, al processo autodistruttivo in corso.

Speravano e tifavano per il fallimento di Alitalia per “accaparrarsi” pezzi pregiati di loro interesse a prezzi di liquidazione.

Ma adesso il vento sembra essere cambiato.

Ora c’è da star certi che faranno di tutto pur di accaparrarsi un posto sulla Nuova Alitalia, anche perché la Nuova Alitalia può giocare un ruolo determinante nel quadrante meridionale della Europa allargata, cerniera tra Nord e Sud, area fondamentale anche per gli altri paesi dell’Unione.

La sensazione è però che Lufthansa sia quella più “allineata” agli interessi italiani e propensa ad avere un Hub forte in Malpensa, creando le premesse di un accordo a due che può spiazzare tutti gli altri operatori, visto il ruolo crescente dell’Est della Europa allargata.

Un asse Germania – Italia sarebbe poi sicuramente un ottimo viatico per sostenere anche uno sviluppo economico futuro per entrambi i paesi, i veri “piloni” dell’Europa attuale e futura: “industria e creatività”.

Ora si tratta solo di aspettare la “fumata bianca”, quella che confermerà che la quadratura del cerchio è stata fatta.

Per il momento: Forza ALITALIA!

mercoledì 24 settembre 2008

Ristoranti Cinesi: non esageriamo!

A seguito dello scalpore che il caso del latte alla melamina, giustamente si sono attivati rigidi controlli anche in Italia per scongiurare qualsiasi problema connesso.

Ma attenzione a fare “di tutta un’erba un fascio” attivando, per l’ennesima volta, uno strumentale approccio anti cinese.

Appaiono infatti del tutto fuori luogo, annunci quali quello sul Corriere della Sera, che riprendendo una intervista al presidente di Slow Food, titola “Non andare a mangiare nei ristoranti cinesi!”.

Dato che tutti i ristoranti sul territorio italiano, anche quelli cinesi, sottostanno ai controlli dei NAS, se esistono dubbi è giusto vigilare e controllare, ma poi cerchiamo di non strumentalizzare le situazioni, dando inutili giudizi “sommari”.

La ragione è semplice: il solo prezzo, elemento che il presidente di Slow Food indica come decisivo in termini negativi, non può essere invece in nessun caso termine di giudizio, in quanto ho avuto modo di mangiare in maniera eccelsa in ristoranti a “basso costo” cinesi, stile le nostre trattorie di una volta.

Dare il senso che il prezzo sia sinonimo sempre e solo di qualità è quanto di più fuori luogo, visto che in questi giorni si parla di “prezzi gonfiati”, tradotto “ingiustificati”, di quasi tutti i cibi che arrivano sulle nostre tavole.

Non solo: la cucina cinese tradizionale, quella vera della gente comune, è fatta di piatti molto semplici e non come credono tanti “turisti”, da stravaganti (e costose) leccornie che come per il tartufo da noi, sono solo per una minoranza o in occasioni particolari.

Il basso costo che quindi si può riscontrare nei molti ristoranti cinesi in Italia, non è sinonimo assolutamente di scarsa qualità ma dato che questi ristoranti sono “dimensionati” per gli altri cinesi presenti in Italia, rispecchiano il livello di prezzo che gli stessi hanno in madre patria.

State pur certi che i ristoranti cinesi, con prezzi per così dire “occidentali”, non saranno frequentati dai cinesi stessi, nemmeno quando di passaggio come turisti in Italia, essendo ritenuti decisamente fuori target e solo “attrazioni turistiche” per gli italiani, alla ricerca di qualcosa di esotico e fuori dalla routine della dieta mediterranea.

E’ come per noi che una volta arrivati a Shanghai confrontando il prezzo di una pizza o un piatto di pasta finiamo per ritenerla “esagerata”, visto che arriva a costare 10 volte di più della materia prima stessa, oltretutto importata!!

Va poi sottolineato come i ristoranti cinesi siano duramente in competizione con la nostra economia della ristorazione, dato che sempre più italiani in difficoltà ad arrivare a fine mese, vanno proprio nei ristoranti cinesi, esattamente come una volta, si andava nelle trattorie di una volta, a costi popolari.

Quindi ho potuto constatare come questi ristoranti siano diventati un luogo dove molte famiglie Italiane possono ancora mangiare fuori casa, dopo che i ristoranti Italiani sono diventati “off limits” per i costi esorbitanti di quasi tutti i piatti, pizza compresa.

Non dimentichiamoci poi come di recente, a ruoli capovolti, il mondo intero dichiarò la nostra mozzarella prodotta a Napoli, “pericolosissima” per la salute.

In quei giorni che provenisse da una zona realmente inquinata o meno poco importava. La mozzarella Italiana era considerata pericolosa.

I media cinesi hanno quindi iniziato una campagna di comunicazione e rassicurazione, nella quale hanno precisato come la Cina non importasse tale prodotto, sottolineando come la mozzarella sulle pizze delle principali catene di pizzerie americane in Cina arrivasse dalla Nuova Zelanda!

Fatto un bel sospiro di sollievo, ora il cinese medio si guarda bene di comprare mozzarella italiana, visto che il nome stesso, “mozzarella” è diventato sinonimo di “pericoloso”!

Quindi ben venga vigilare e reprimere i comportamenti potenzialmente lesivi alla salute pubblica e fare controlli approfonditi in tutti i ristoranti, ma cerchiamo di non incutere stupide o peggio strumentali idee che poi rischiano di trasformarsi in barriere culturali o peggio pregiudizi e boomerang difficili poi da superare.

martedì 23 settembre 2008

Crac Lehman Brothers: 40.000 investitori a rischio

Leggo oggi sul Corriere che anche in Italia esiste il concreto rischio per 40.000 investitori:

«...A preoccupare non è solo l'esposizione diretta di banche e assicurazioni italiane che hanno acquistato azioni e obbligazioni del colosso americano - spiega l'associazione dei consumatori -, ma è soprattutto il numero dei clienti che hanno nei portafogli bond, prodotti strutturati e polizze index linked legati alla banca americana. Quarantamila cittadini che rischiano di veder bruciati oltre 1 miliardo di euro investiti...».

Ben diverso scenario dalle precedenti valutazioni di molti banchieri sul "basso (quasi nullo) impatto di questo Crac anche in Italia"....

E l'onda lunga ancora non è finita .... "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio!"
Ma non solo:
"LEHMAN: DAGLI UFFICI EUROPEI SPARITI 8 MILIARDI PRIMA DEL CRAC…
Hugo Dixon per “La Stampa”
Che cosa è successo agli 8 miliardi di dollari di Lehman Europe? I banchieri europei del broker sono indignati per il trasferimento di 8 miliardi alla casa madre effettuato pochi giorni prima del crac.
Sono inoltre seccati dal fatto che i grandi capi di New York, tutt'altro che estranei alla gestione della banca prima del fallimento, stiano ricevendo generosi bonus come incentivo per passare a Barclays.
L'impatto di questo trasferimento di liquidità è stato pesante per la società europea, che lunedì scorso non ha potuto aprire i battenti perché completamente a secco di denaro liquido. Le sue prospettive di sopravvivenza non sarebbero cambiate di molto, ma alcuni clienti potrebbero subire una perdita finanziaria.
In più, i dipendenti rischiano di non ricevere un trattamento pensionistico decente se l'interessamento di Nomura non dovesse concretizzarsi.
Le domande chiave sono due: chi ha operato il trasferimento, e perché?
Una prima linea di indagine cercherà presumibilmente di appurare se la casa madre abbia saccheggiato la consociata europea perché stava esaurendo completamente i fondi. Secondo fonti ben informate, una grande banca americana avrebbe congelato un deposito di Lehman per 13 miliardi di dollari in titoli e contanti a metà settimana, poco prima del crac. Le stesse fonti sostengono che giovedì sera, alla vigilia del fallimento, la stessa grande banca avrebbe richiesto altri 5 miliardi di dollari entro il giorno successivo, presumibilmente come una sorta di margin call, e che li avrebbe puntualmente ricevuti.
I banchieri europei sono inoltre infuriati per i bonus che i vertici più anziani del quartier generale Usa stanno ricevendo come incentivo per entrare in Barclays.
È naturale che Barclays desideri mantenere alcuni membri chiave del management, ma è difficile accettare che le stesse persone che fino al giorno del crac sono state responsabili della gestione dell'istituto debbano ora godere di ulteriori benefici. se le notizie fossero vere, si aprirebbe un nuovo capitolo nero in questa crisi."
Alla faccia dell'etica negli affari!!!

Latte, recente “invenzione” in Cina

La storia del latte in Cina, è cosa recente e per certi versi d’altri tempi.

Tradizionalmente la cucina cinese non utilizza latte.

Scordatevi ad esempio la colazione a latte e biscotti, stile “mulino bianco”. Per i cinesi la colazione è a tutti gli effetti un pasto come gli altri, dove tipicamente si può mangiare qualsiasi cosa, normalmente salata.

L’uso del latte nella dieta cinese è una “invenzione recente”, una conseguenza dell’apertura e “contaminazione” con le abitudini occidentali e quale spirito emulativo degli stili di vita americani ed europei.

Il cinese medio preferisce infatti bere il latte di soia.

Sono i bambini che devono ricorrere al latte in polvere, nella prima fase della loro vita.

Il governo, da tempo sta comunque incentivando l’uso di latte, quale parte integrante della dieta dei cinesi, tanto che il premier Wen Jiabao ha affermato di avere un sogno “dare a tutti i cinesi, in particolare ai bambini, sufficiente latte tutti i giorni”.

I dati UN confermano una crescita nel consumo di latte in Cina, passato da 26 Kilocalorie del 2002 alle 43 del 2005.

Bene prezioso e razionato fino al 1980, di norma quel poco che si riusciva a procurarsi, era utilizzato solo per i bambini, dopo aver ricevuto l’apposito ticket per ottenerne una razione e le lunghe code per ritirarlo.

Anche ora, nonostante il cresciuto benessere economico, questa esperienza è rimasta però profondamente radicata nelle famiglie cinesi, tanto che il latte è ancora regalato dai parenti in visita, proprio come prezioso dono per i figli della casa.

Quale effetto connesso alla dieta senza latte dei decenni passati, la maggioranza della popolazione adulta cinese soffre di carenza di lattasi, l’enzima necessario per assimilare il lattosio. Molto diffusa è quindi l’intolleranza al lattosio in gran parte della popolazione.

Anche una pizza e la sua “tradizionale” mozzarella o un po’ di grana sulla pasta, possono risultare decisamente indigesti!.

Non parliamo poi dei formaggi. I cinesi non hanno nella loro tradizione alcun formaggio o derivato del latte. Importati dai paesi occidentali, i cinesi della classe media, hanno scoperto solo di recente il formaggio, ma nonostante la curiosità, continuano a non gradirne l’odore!.

Detto questo, si può quindi comprendere lo “sdegno” di questi giorni in Cina alla scoperta dell’esistenza di latte adulterato sul mercato, fatto che ha colpito dalle fondamenta e nel profondo, tutte le famiglie visto che colpisce la loro cosa più preziosa: il figlio unico!.

Una cosa che proprio non sopporta il cinese medio, è poter danneggiare in qualche modo, il futuro dei propri figli.

Quindi i genitori ora stanno cercando di andare a fondo di una questione, ancora più inaccettabile, vista l’intenzionale adulterazione, che ora ha scatenato una vera e propria caccia al “colpevole”, tipica della cultura cinese, che non accetta le scuse e deve trovare e punire rapidamente i colpevoli.

Il caso di questi giorni ha oltretutto un precedente su cui riflettere, quello che portò il 10 luglio 2007, ad eseguire la condanna a morte di Zheng Xiaoyu, l’ex capo dell’agenzia governativa per i controlli igienico-sanitari, proprio per la morte di 13 neonati che avevano usato latte in polvere tossico.

La corruzione, vero spettro sempre aleggiante sulla crescita cinese, torna protagonista anche in questa vicenda, visto che troppe volte queste sofisticazioni sono possibili perché a livello locale, si riescono ad eludere i controlli, attraverso la corruzione dei funzionari addetti alla vigilanza, come nel caso di Zheng Xiaoyu

Il problema è grave, anche perché ora getta un’ombra sull’intera rete dei controlli alimentari in Cina e sulla reale qualità di molte delle forniture internazionali a molti paesi amici, asiatici ed africani.

Che poi nella lista delle aziende coinvolte ci siano anche alcuni degli sponsor Olimpici, non può che doppiamente preoccupare.

E così nascono associazioni quali la “Sanlu Victims Union” che intende supportare le famiglie colpite dagli effetti causati dall’uso del latte adulterato, per chiedere, attraverso una causa in comune, la compensazione economica da parte del governo centrale.

Ancora una volta, il popolo chiede l’intervento del governo centrale, non come affermato da alcuni giornalisti occidentali, per attaccarlo, ma per avere “protezione”.

Come reazione, il governo centrale ha annullato subito, attraverso una circolare ministeriale, tutte le precedenti disposizioni in materia di ispezioni e controlli, in particolare per quanto riguarda l’esenzione al controllo per alcuni prodotti alimentari.

Attraverso controlli sistematici si cerca ora di circoscrivere il perimetro del pericolo, dopo che oltre al latte in polvere della Sunlu anche il 10% delle produzioni delle Mengniu e Yili e 6 partite su 93 della Bright di Shanghai sono risultate contaminate e oltre 13.000 bambini sono ricoverati in ospedale.

In gioco c’è la salute dei suoi “piccoli” cittadini, la fiducia delle famiglie e soprattutto ancora una volta, l’immagine di credibilità dell’intero paese.

domenica 21 settembre 2008

Blogsfera Italiana: il “vecchio” che avanza

Sono tornato recentemente in Italia dopo circa 2 anni e mezzo di Cina. Cosa più lontana dalla quotidianità italiana non potevo fare.

Appena tornato, sono stato però assalito da una strana sensazione: tutto uguale!.

Tutte le stesse problematiche politiche (e politici), stessi o peggiorati problemi sociali, stesse facce in tutti i diversi posti e poltrone, tutti che si lamentano di questo o quello, tutto incredibilmente “frizzato”.

Ma quello che mi ha più lasciato di stucco è stata l’Immobilità della “rete”.

Dall’altra parte del globo le cose avanzano alla velocità della luce e ogni cosa oggi è nuova, un mese dopo è storia.

La rete è lo spazio che “anticipa” ciò che sta arrivando, lo profetizza, lo descrive, anche nella “censurata” Cina, dove i Blog riescono a raccontare spaccati di vita, di sfide, di conquiste incredibili, utilizzando la rete per sincronizzarsi nell’agire.
Quindi nei blog cinesi si parla di lavoro, di novità, di soluzioni, di ricerca, di cooperazioni … di soldi, di nuova ricchezza, di come aiutare questa o quella situazione ( vedi terremoti, tifoni) !

Il blog cinese è un sistema di persone interconnesse che come un’onda sincronizzata sui fatti, reagisce decidendo “azioni concrete”.

Qua invece leggo interminabili discussioni su cose che si dovrebbero fare, che nel resto del mondo sono GIA’ state fatte e rimango esterrefatto o si parla di gossip e classifiche di “bassa lega”: sembrano tanti “vecchi bacucchi” che se la raccontano al bar della bocciofila.

Passi la politica, passi la grande impresa, ma nei luoghi dove l’innovazione dovrebbe essere la regola, lo stantio che ho “ritrovato”, rafforza l’idea che l’intero sistema è ingessato, spiralizzato su se stesso.

Ci sono cari amici che stimo moltissimo, che però finiscono troppo spesso per citare propri vecchi riferimenti di cose dette a suo tempo, datate anni indietro, la prova che ormai da tempo abbiamo “abdicato”, perso il coraggio di fronte alla richiesta di un cambiamento vero, reale, come negli altri paesi.

Nel “meta mondo” dei blog Italiani le discussioni sono terribilmente provinciali, prive di reali concrete provocazioni o peggio proposte, solo una interminabile “passa parola” e scambio di opinioni provenienti da questo o quel giornale on line, video. (O cattiverie su questo o quello!)

La sindrome del “guardone” sembra essersi appropriata della Blogsfera italiana, più attenta a “marcarsi” a vicenda, piuttosto che collaborare per definire proposte, divenire spazi d’azione e reazione, in grado di fare cambiare le cose.

In altri paesi i blogger (e giornalisti) finiscono in galera perché non solo hanno cercato di dire cose fuori dal coro, ma perché queste cose possono incidere in qualche maniera, provocare cambiamenti reali e quindi sono percepite come “pericolose”.

Da queste parti invece si sente il timore di dire qualcosa fuori dal coro, visto che il “circolo” è ristretto, controllato, copia perfetta del mondo politico e sociale che si vorrebbe abbattere.

Per molti scrivere sembra più un esercizio per “contare” ( anche nel senso numerico) piuttosto che cercare di offrire vere riflessioni, spunti agli altri o raccontarsela nel ristretto gruppo di amici che si legge e commenta senza pausa.

Non solo, molti blog sono spesso più attività promozionali, commercializzazioni della propria professionalità, dove le “perle offerte” sono solo estratti dalle brochure o preview d’aggancio dei potenziali clienti.

Una bella differenza con i blog americani e cinesi, dove questi si sono ritagliati uno spazio, una economia, un nuovo ruolo determinante nella società, tanto che nelle elezioni presidenziali americane sono spazi di lotta politica all’ultimo sangue, dove le bugie sono sbugiardate, dove chi scrive non fa sconti a nessuno e la Tv segue a ruota!

Ma soprattutto i blog sono passa parola culturali, momenti di discussione per cercare di trasmettere sogni, pensieri proiettati al futuro, costruttivi.

Il politichese o le banalità dei diari italiani (faccio, vado, torno …), l’idea che rendere pubblici anche gli “sbadigli” siano stati confusi quale segno d’innovazione e modernità, quando invece nascondono il fatto che non si ha il coraggio di esprimere veramente le proprie idee, quelle vere, cercando invece di propinare un “identità costruita”, quale strumento di PR, mostrando agli altri solo ciò che vogliamo che gli altri devono vedere.

In Italia il vecchio avanza, puzza, tanto che in un paese come il nostro, non esiste una seria opposizione al governo in carica, un serio confronto sulle priorità del paese, un serio piano che descriva il futuro di tutti noi, quasi avessimo abdicato all’idea di un’identità nazionale.

Si aspetta che l’Europa, gli USA, il mondo decida per noi!

Non è quindi casuale la continua crescita di movimenti politici quali quello della Lega Nord, che esprimono in maniera diretta pensieri, azioni e fatti concreti.

La Cina e la Lega sono paradossalmente vicini: voglio i fatti e vivono di fatti. Non accettano discussioni attorno ai fatti!

Se solo la Blogosfera “Made in Italy” si svegliasse smentendo il detto “paese che vai blogosfera che trovi”!

giovedì 18 settembre 2008

New Deal FIBRA!

Fa piacere vedere come alla fine, personaggi fini e validi come Bernabè, oltretutto con una regolare frequentazione con la Cina, definiscano necessario un New Deal per creare l'infrastuttura della Società dell'Informazione futura (Ngn).

Diciamo che per attivare tutto ciò occorrebbe una sorta di "stimolino", nel senso che occorre "ripassare dal via" dei governi ed in particolare nel caso italiano, si deve prima "rimettere a posto" i danni creati dalla "sciagurata" privatizzazione di Telecom.

Nessuno allora sapeva realmente come le cose si sarebbero evolute veramente.

Preso atto di quanto è accaduto, buon senso suggerirebbe di "ritornare al futuro", passando prima da una fase governativa e poi ri-privatizzando.

Tutto cio secondo però una logica di sistema, un gioco di squadra sotto la regia degli interessi nazionali e non condizionabile dai soli conti (interessi) aziendali.

New Deal è sinonimo di Rinazionalizzazione degli assets strategici e regia da parte dei governi.

Ergo, per evitare che il discorso rimanga confinato a pochi saggi, data l'importanza della questione, chiariamo che il Governo Italiano deve mettere nella propria prossima finanziaria il capitolo Ngn.

Un piano, nero su bianco, occorre che esista, al di là delle intenzioni e delle parole di alcuni decision makers.

L'uomo della strada deve sapere che è suo diritto avere pane, acqua, energia e CONNESSIONE ALLA RETE!