Visualizzazione post con etichetta Aspettando Beijing. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Aspettando Beijing. Mostra tutti i post

mercoledì 13 gennaio 2010

ZAIA, STORICA INTESA ITALIA-CINA (Update)


"Quella di oggi e' una giornata straordinaria per i contadini di tutto il mondo. Due grandi potenze agricole quali la Cina e l'Italia hanno stabilito una modalita' di relazione e di intesa su punti che riguardano da un lato la modernita', dall'altro il mantenimento caparbio delle reciproche identita'. Questa e' la strada giusta da seguire".
Cosi' il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha commentato l'incontro con l'omologo cinese Han Changfu, al termine del quale i due hanno firmato una nota conclusiva per rafforzare la collaborazione tra Italia e Cina in diversi ambiti dell'agricoltura e dell'agroalimentare. http://ping.fm/cpSCn

martedì 12 gennaio 2010

Cina ed Italia unite sulla lotta ai falsi alimentari. Ministro Zaia in Cina.

La sicurezza alimentare è il tema centrale della visita in Cina del Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia in Cina, partita oggi da Beijing e che avrà il suo epilogo domani con la firma con l’omologo cinese Han Changfu, di un accordo storico: l’impegno formale di Italia e Cina nel garantire la sicurezza e la lotta alla contraffazione alimentare. http://ping.fm/V2BLh

giovedì 10 aprile 2008

Il “trappolone” olimpico

Vedendo come i fatti del Tibet si stanno sviluppando e gli “attacchi” preparati al passaggio della fiaccola olimpica, non ultimo l’incredibile “spegnimento” di Parigi, appare sempre più plausibile che i cinesi, nell’accettare di organizzare i Giochi Olimpici del 2008, senza volerlo, siano finiti in un “trappolone” delle proporzioni ancora tutte da valutare.

Nell’assumersi tale responsabilità nel 2001, oltre all’onore connesso alla manifestazione, i cinesi hanno accettato anche il rischio di vedere strumentalizzato o peggio “politicizzato” il grande spazio mediatico che le Olimpiadi offrono a chiunque, così come la possibilità di subire “attacchi alla propria immagine” politica e sociale, faticosamente costruita in questi decenni di apertura alla comunità internazionale.

Ma forse i cinesi, in sede di approvazione CIO, non compresero fino in fondo a quale gioco si sarebbero potuti “prestare” per una candidatura fatta passare nonostante, già allora, avesse un “apparente” parere generalizzato di segno contrario. Ora forse questa “azione” trova una sua spiegazione e una sua logica: tendere una trappola alla Cina!

E’ evidente che la ricorrenza tibetana, che sembra aver scatenato i disordini dei giorni scorsi, fosse da tempo nel calendario di molte, troppe persone ed organizzazioni internazionali di vario genere e colore, per non rappresentare un “appuntamento annunciato”.

Basti solo ricordare come nei giorni che l’hanno preceduta alcuni fatti appaiono ora segnali “premonitori” tra loro strettamente connessi: il vorticoso “tour de force” del Dalai Lama in giro per il mondo, con incontri politici a vari livelli, compresi quelli con il Presidente Bush e la Cancelliera Merkel; il blocco navale cinese che ha impedito l’ingresso di una squadra navale militare americana nelle acque di Hong Kong, lasciando così a “bocca asciutta” le migliaia di parenti in attesa da ore, nonostante la stessa squadra navale avesse precedentemente ricevute tutte le necessarie autorizzazioni dalle autorità cinesi.

All’esterrefatto ammiraglio americano che credeva in un “errore” di comunicazione e chiedeva lumi ai vertici cinesi, fu rimarcato come tale azione fosse esplicitamente da collegare agli incontri del Presidente Bush con il Dalai Lama e quindi un “segnale diretto” alla amministrazione Americana.

Tutto quello che sta accadendo sembra però uscire dal copione di un film, con una serie di azioni spesso prevedibili, copione che però sembra scritto ben lontano dallo stesso Tibet e dalle stesse strade dove la fiaccola olimpica è passata e passerà nei prossimi giorni.

Dispiace assistere a questo “linciaggio” morale quotidiano ai danni della Cina e del suo popolo, così come vedere i media occidentali tutti “pollice verso” e diventati strumenti / vetrina, di un oramai evidente tentativo occidentale di voler dare una “spallata” all’attuale assetto politico cinese, utilizzando le Olimpiadi quale strumento e grimaldello decisivo, una euforia ed aggressività ormai spesso “fuori dalle righe”, una esaltazione di piazza quasi si volesse assistere alla replica del “muro di Berlino”.

Peccato veramente, anche perché la Cina da tempo ha iniziato la strada verso un futuro diverso e ha già attivato profondi e radicali cambiamenti interni che però necessitano di tempo per svilupparsi.

Il Tibet poi, sembra essere più una buona “scusa” che il reale problema da risolvere.

Forse queste Olimpiadi sono arrivate “troppo presto” per essere un momento di condivisione con il mondo intero di una rinascita, pacifica e condivisa del “paese di mezzo”.

Speriamo solo che questo astio non degeneri in ulteriori e più gravi azioni e si apra quel dialogo necessario ed auspicabile tra le parti affinché si trovi una soluzione, dialogo che non passa dal “muro contro muro” o dalle dichiarazioni di boicottaggio di alcuni politici di queste ore che sembrano più un arma elettorale interna che un reale tentativo di contribuire ad una costruttiva soluzione.

Ma soprattutto, per favore, lasciamo fuori qualunque tipo di violenza. Non è la soluzione per nessun tipo di problema, soprattutto in questa delicata situazione internazionale.

mercoledì 2 aprile 2008

Tutti a Beijing .. senza paura..Liberi di viaggiare..

In questi giorni, parlando con alcuni amici sulle vacanze che stanno organizzando per la prossima estate, apprendo che alcuni di loro avrebbero desiderato venire in Cina per assistere ai Giochi Olimpici per poi prendersi qualche giornata e poter completare la visita anche di altre città cinesi.

La maggioranza di loro però alla fine ha rinunciato per una ragione che li accomuna, del tutto “campata per aria”, da parte delle Agenzia di Viaggio Italiane a cui si erano rivolte: “il viaggio è tutto organizzato dai cinesi a scatola chiusa, non si è liberi di scegliere gli itinerari”.

Nulla di più falso!!.

Peccato che questa “storiella” faccia ancora presa, dato che nella mente dei più, la Cina è ancora un paese chiuso, dove gli stranieri non possono muoversi senza sottostare alla approvazione restrittiva delle autorità cinesi. Bene, da molto tempo ciò è totalmente FALSO.

A parte alcune (poche) aree dove per ragioni, diciamo di “ordine pubblico” che non sto qua a ricordare, l’ingresso agli stranieri è sconsigliato o anche impedito, tutto il resto della Cina è libera meta per qualsiasi tipo di turista, anche il “fai da tè”.

Quindi durante i Giochi, a nessuno straniero sarà impedito di andare a Beijing. Semmai il problema vero è che in quelle giornate trovare un posto letto sarà alquanto difficile, così come trovare un biglietto per le cerimonie di apertura e chiusura.

Spazi esistono per le altre specialità “minori” ma occorre venire qua per sperare di trovare qualcosa di disponibile.

La situazione di Beijing non sarà quindi tanto diversa da quella di Milano, Parigi o Londra nelle giornate della Moda o dei principali eventi fieristici.

Detto che si è liberi di venire in Cina in ogni momento, semmai un problema pratico, una volta arrivati, è un altro: a differenza di quando si viaggia in Europa o Usa, un turista medio alla conquista della propria avventura, magari vissuta alla giornata, può trovare una ben diversa barriera, quella “linguistica” che, anche nella grandi città, può finire per impedire anche le cose più elementari.

Ma questo non centra nulla con la libertà di movimento di cui si può godere quando si entra in Cina.

I pacchetti turistici cinesi sono creati dai cinesi, perché formalmente il mercato turistico cinese è ancora ufficialmente chiuso per le aziende turistiche non cinesi. Ma questo non vieta ad una agenzia viaggi italiana di venire in Cina e concordare con una controparte cinese viaggi ad hoc e diversi tragitti, in modo da consentire ai propri clienti Italiani di scoprire la “vera Cina”.

Detto questo, è quindi sicuramente consigliato organizzarsi affinché, trovata una guida locale o una agenzia viaggi Cinese, si possa con essa fare quello che si fa nel girare qualsiasi altro paese occidentale.

Questo anche perché i pacchetti turistici in vendita dalle nostre parti sono spesso “massacranti” e stile alla giapponese del “vedi, fotografa e passa oltre”, un approccio poco consono per un turista italiano spesso più incuriosito ad approfondire e cercare di entrare in contatto con questa dimensione così diversa dalla nostra, andando oltre la semplicistica fotografia di rito, stile “Americano a Roma” di fronte al Colosseo.

Sarete così liberi di scegliere i vostri itinerari, anche da un giorno all’altro. Le procedure di segnalazione agli enti di polizia sono infatti automatizzate e quando soggiornerete in un albergo, come del resto anche da noi, sarà l’albergo stesso a segnalare la vostra presenza agli organi preposti di polizia.

Ma state tranquilli, nessuno vi chiederà quale sarà la vostra prossima meta, lasciandovi così intatto il “piacere della scoperta” di un paese che offre soprattutto fuori dagli itinerari canonici il proprio meglio, ma che proprio a causa di questa scarsa professionalità di molte agenzie di viaggio italiane e a causa di molti preconcetti duri a morire, restano prerogativa solo dei cinesi.

Esiste una sola richiesta formale inderogabile che vi verrà fatta al momento della richiesta del visto turistico: presentare il biglietto di andata e ritorno, testimonianza concreta della vostra intenzione di tornare e raccontare delle bellezze e delle esperienze da voi vissute nel profondo Far East.

mercoledì 5 marzo 2008

Miti, Leggende e Superpoteri

La Cina sta vivendo con grande apprensione le vicende legate alla salute del proprio atleta più rappresentativo: Yao Ming.

Il giocatore di Basket cinese ed NBA, che in una recente ricerca era risultato essere il personaggio che più di chiunque altro, Confucio compreso, rappresentasse il valore stesso della Cina moderna nel mondo, quasi sicuramente alle SUE Olimpiadi non ci sarà.

Molti cinesi sono rimasti schoccati, in quanto“l’immedesimazione” in questo incredibile atleta di 2.26 è un fatto molto diffuso in Cina.

Come fu per i giocatori di colore in America, che con il Basket potevano finalmente “scalare” la scala sociale e uscire dal “ghetto razziale” della società USA, così Yao Ming è il simbolo pulito di come poter arrivare al successo personale, oltretutto in America.

Nel contempo ha ridato alla Cina e ai suoi cittadini, onore e rispetto di livello mondiale, diventando “bandiera” ed icona stessa della Nazione.

L’orgoglio nazionale a qualsiasi livello sociale e generazione, ha infatti trovato in Yao Ming la sua sintesi.

Ma all’iniziale profondo sconforto, ora incredibilmente si sta però facendo strada la speranza.

I cinesi sperano che Yao Ming ce la possa fare e che in “tempi incredibili” possa essere comunque presente alle SUE Olimpiadi.

Questa reazione è molto interessante.

Infatti in Cina non esistono figure di super eroi come da noi stile Superman o simili.

Se lo chiedi ad un cinese, la risposta più gettonata è Bruce Lee. Ma di un Superman nella letteratura o filmografia tradizionale cinese, nemmeno traccia.

Nella tradizione cinese, la forza è prerogativa attribuita solo alla natura. Infatti il più famoso personaggio della letteratura, fin dalla dinastia Ming (1500 – 1582), dotato di incredibili poteri è una scimmia: il “Monkey King”.

I racconti sul Monkey King che combatte contro i fantasmi, per impedire loro di conquistare il mondo, aiutato da Tripitaka and Sandy, un monaco e un maiale, contengono soprattutto una morale: agli ostacoli, ai demoni, solo la grande capacità della mente e l’unità del Gruppo, possono avere possibilità di successo.

Messaggio molto diverso dai Super Eroi occidentali, dove un solo uomo è in grado di sconfiggere i cattivi o le avversità, solo supportato dai propri Super Poteri.

Interessante poi notare l’influsso che ebbero negli anni ottanta i cartoni animati giapponesi, dove ad avere dei super poteri erano le macchine e i robot, quali i famosi Goldrake e Mazinga.

In Cina si affermò invece Astroboy, che nelle sembianze di un Bambino-robot era perennemente impegnato a salvare il mondo.

Tutto ciò è importante per capire come sostanzialmente in Cina, il culto della persona sia una sorta di Tabù storico. Infatti anche oggi conta solo il ruolo, non la persona che lo ricopre.

Ma il miracolo economico ha però creato in Cina qualcosa che preoccupa molto: l’egoismo.

Per il cinese medio, la vera novità di questi decenni non è infatti il poter comprare qualcosa, ma il poter pensare a se stesso.

Il problema è che tante volte tutto ciò può degenerare in egoismo, anche a causa dei “presunti superpoteri” che i soldi sembrano offrire. Questo “effetto collaterale” è temuto più di ogni altra cosa, anche perché è alla base di uno dei grandi problemi della società cinese: la corruzione.

Ecco perché Yao Ming è importante: data la mole, l’altezza e nell’immaginario collettivo (sportivo), abbia sconfitto gli americani, lo trasforma in una sorta di Super-Eroe moderno, per la prima volta in carne ed ossa, al quale ora il cinese medio chiede il “miracolo”: guarire.

Se questo fosse un film, ora si assisterebbe al suo incredibile ritorno da “guerriero” per trascinare la propria squadra alla vittoria alle Olimpiadi.

Peccato che nella realtà questo spesso non sia possibile. Ecco perché subito i canali ufficiali cinesi hanno lanciato il messaggio “ce la possiamo fare anche senza Yao Ming”, per “disincantare” i molti (troppi) cinesi che sempre più credono che la vita sia un film o un video gioco.

E’ un richiamo alla tradizione: “l’importante è saper distinguere la realtà dalla finzione. Altrimenti si rischia di perdere “l’equilibrio mentale”, l’unico vero (super) potere umano”.

Lo dice il saggio!

venerdì 10 agosto 2007

Che sia SOLO una Olimpiade di Sport

(Pubblicato su Affari Italiani il 9 Luglio 2007)

Oggi la Cina si è svegliata sulle note di “We are Ready!”, brano musicale a più voci, stile “Live Aid”, di artisti Cinesi, Hong Kong e Taiwan.

E’ infatti una data importante: manca solo un anno all’apertura delle SUE Olimpiadi, data che le celebrazioni ufficiali di piazza Tienanmen, hanno scandito al mondo intero: ore 8 di sera, del 8/08/2008.

Ma le Olimpiadi cinesi sono già un successo prima ancora che partano.

Da quando, nel 2001, le furono assegnate, la Cina è totalmente cambiata. I cambiamemti sono stati così profondi e generalizzati, proprio perchè si dovevano fare le Olimpiadi

E’ già sicuro che Beijing 2008 batterà qualsiasi record di ascolti televisivi. E’ infatti garantita la presenza del 90% del Miliardo e 300 Milioni di cinesi che hanno un televisore e che dall’8/8/2008 sarà lì a seguirne lo svolgimento.

Poco importerà se ci saranno atleti cinesi o meno. Anche se i recenti studi attribuiscono un ipotetico sorpasso della Cina sugli USA, in fatto di medaglie d’oro, i cinesi vorranno seguire solo le PROPRIE Olimpiadi.

E per non arrivare sprovveduti all’evento, in questi anni, centinaia di milioni di Cinesi, si sono fatti, attraverso la tv, una profonda cultura sui diversi sport, proprio per cercare di capire meglio quello che potrà accadere, durante le LORO Olimpiadi,

Continue poi sono le file di volontari pronti a dedicare gratuitamente molto del proprio tempo, anche lavorativo, per far si che tutto possa essere perfetto e possano dire: io c’ero!.

Gli apparati di sicurezza cinesi sono da tempo ai massimi livelli, le esercitazioni antiterrorismo si succedono freneticamente, così come lo sono i lavori in corso per finire gli impianti e le infrastrutture, ampiamente già completate nei tempi previsti, tanto che hanno dovuto rallentare i lavori.

Tutta la Cina lavora quindi per le Olimpiadi e le Olimpiadi lavorano per la Cina. Così non sorprende che la multinazionale del latte della Inner Mongolia, regione autonoma che festeggia quest’anno il 60° della propria unificazione alla Cina, speri con la sponsorizzazione Olimpica, di poter puntare ai mercati internazionali e continuare a crescere.

Tutta la Cina crede nelle Olimpiadi, il primo “vero” momento di incontro universale, dopo la recente apertura internazionale di un paese che per decenni risultava invalicabile, proprio come la propria “grande muraglia”.

Per la prima volta, il mondo sarà veramente in Cina e i cinesi ci tengono a far si che tutto sia perfetto, affinchè il ricordo lasciato sia dei migliori.

Come si vede le Olimpiadi hanno quindi contribuito a dare la scossa all’intera nazione, le ha aperto gli occhi, ha fatto capire a tutti i cinesi che sono parte del mondo e con il mondo devono imparare a competere e relazionarsi.

E i cinesi, capita la lezione, sul piano economico stanno macinando successi incredibili, tanto che anche quest’anno, il PIL cinese, difficilmente sarà inferiore all’11,5%, nonostante i tentativi di contenerlo all’8%!!

Insomma, ciascun cinese è profondamente legato alle prossime olimpiadi, un modo concreto di finalmente provare ad integrarsi con la comunità internazionale, di sentirsi finalmente cittadino del pianeta, dopo tanto isolamento.

Che poi esistano problematiche od emergenze che possono mettere a rischio tutto questo, una su tutte, il rischio ambientale, i cinesi lo sanno benissimo.

Sono consci che devono fare il possibile affinchè l’inquinamento sia drasticamente tagliato, tanto che in questi giorni saranno applicate alcune misure, quali la riduzione “forzata” del traffico cittadino, per vedere che effetto si ottiene sulla qualità dell’aria.

Grazie anche alle Olimpiadi ora però la questione ambientale è diventata emergenza nazionale, non solo a Beijing.

In tutta la Cina si stanno sostituendo i troppi mezzi di trasporto fortemente inquinanti, per cercare di cambiare una situazione, così grave che oggi nel Guangzhou, l’aspettativa di vita nei poliziotti dell’area è di soli 43 Anni!!!

Ma il Governo è andato oltre, varando una legge che taglierà i benefici per tutte quelle iniziative potenzialmente inquinanti, come dire, “va bene il business, ma che sia ecologico!”.

Il cibo dovrà poi essere perfetto, sano e che possa piacere agli ospiti stranieri.

In tutta la Cina è partita una campagna affinchè i cibi nei supermercati possano essere “tracciati”, dichiarando ufficialmente guerra alla contraffazione alimentare.

Da noi la frode alimentare è stata depenalizzata. In Cina assolutamente no, visto che attorno al cibo ruota la pericolosa crescita dell’inflazione cinese, incredibilmente, strettamente connessa all’impennarsi del prezzo della “carne di porco”, cresciuta di ben il 75%!

Ma dopo i recenti scandali internazionali che mettono in dubbio la qualità dei prodotti alimentari “made in China”, la lotta alla frode alimentare si è fatta ancora più dura, per evitare che i recenti casi di partite di carne di porco, vendute sottocosto, provenienti da maiali malati o gonfiati alla meglio, con la sola acqua, possano ancora ripetersi.

Sul fronte culturale, le Olimpiadi hanno già creato un autentico miracolo, obbligando la Cina a doversi preparare a quel profondo, aperto confronto tra culture, venuto meno per decenni e che ora è il motore della attuale globalizzazione.

Così in questi anni è stato possibile che milioni di Cinesi di tutte le età, abbiano imparato l’inglese, per ricevere con tutti gli onori chi verrà in Cina per le loro Olimpiadi. Ma non solo.

Anche l’esercito cinese per l’occasione ha cambiato stile. Quest’anno, nel festeggiare i suoi 80 anni dalla nascita, sono state cambiato le uniformi, ora di foggia occidentale, affinchè gli ospiti potranno “ammirare” chi garantisce loro protezione e sicurezza, di questi tempi di terrorismo internazionale.

La cosa che colpisce è quindi che tutto quanto fatto nell’organizzare le Olimpiadi rimarrà a lungo nella quotidianità cinese, così come tutti i profondi cambiamenti che ha già hanno rivoluzionato la Cina dalle sue fondamenta.

Lasciamo quindi da parte polemiche e le “pressioni” sulle arcinote tematiche sociali e politiche che però è giusto rimangano fuori dalla discussione Olimpica, anche perchè troppo complesse nella loro soluzione e non certo risolvibili con i modi alla “GreenPeace”, come quelli visti in questi giorni..

Facciamo in modo che quest’anno di avvicinamento al mitico 8.8.2008, sia ricordato per essere quello che è veramente: un evento di SOLO SPORT e preparazione per una leale competizione tra i popoli.

Lasciamo ai Cinesi la dignità di andare orgogliosi dei propri giochi olimpici, senza con essi venire continuamente giudicati, condividendo con loro fino in fondo tutto ciò, affinchè sia solo un fantastico spettacolo.

Facciamocene una ragione e lasciamoci coinvolgere dal motto dei giochi di Beijing: “Un mondo. Un sogno”.

Ma aspettando Beijing i video di “avvicinamento” su (Link)

Beijing ... "We are Ready" ...

Ieri la Cina si è svegliata sulle note di "We are Ready".... manca un anno all'inzio delle olimpiadi... il countdown prosegue...



Che già è un successo on line .....


E ora la torcia olimpica farà tappa nel mondo (meno che in Italia ;) e in tutta la Cina come mostrato nel video di presentazione ....


E ... da Atene a Beijing....