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domenica 10 ottobre 2010

Micropost agli italiani (da italiano)

In Afghanistan è finita (con successo) la nostra missione di Pace. Riportiamo ora a casa la nostra dignità e i nostri ragazzi! Obama se ne farà una ragione!! (l'idea che serpeggia negli italiani e che il governo dovrebbe comprendere essere la scelta giusta e virtuosa)

mercoledì 6 ottobre 2010

Un'Immagine 100 Parole: Liberatori od invasori??

(dal Corriere) Il governo di Hamid Karzai ha avviato colloqui segreti ad alto livello con i talebani per mettere fine al conflitto in Afghanistan. Lo ha rivelato il sito del Washington Post che cita fonti arabe e afghane vicine ai colloqui. I negoziati sono la prosecuzione di quelli ospitati dall'Arabia Saudita e conclusisi senza successo più di un anno fa. 

Il quotidiano sottolinea che i negoziati sono ancora in una fase preliminare ma puntano a un accordo complessivo che preveda il ritiro delle truppe Usa contestualmente all'ingresso di alcuni esponenti talebani nel governo. Una fonte ha spiegato che, al di là della linea ufficiale che richiede il ritiro incondizionato delle truppe straniere, i dirigenti talebani vogliono un accordo per timore di essere scavalcati nella guida del movimento da leader più radicali......

lunedì 5 aprile 2010

Visto dalla Cina: AFGHANISTAN: KARZAI A UN PASSO DA LEGITTIMARE I TALEBANI

L'Afghanistan confina con la Cina ed è un problema sentito, come l'equilibrio molto precario nel Pakistan.

I cinesi conoscono anche, quali testimoni diretti, il vortice di cambiamenti che il paese ha avuto, i continui rovesciamenti di fronte e soprattutto di alleanze. Ma quelllo che Karzai sembra anche solo pensare, rappresenta prima di tutto una "offesa" per quanto gli occidentali, Italiani compresi, si sono spesi per dare una libertà al paese che ora potrebbe decidere di girare pagina verso il passato per una legittima, "quanto tardiva richiesta di "non occuparsi degli affari interni afgani". Tradotto: quando c'era da farsi difendere dai Talebani che lo volevano morto, ha ben gradito i finanziamenti e i soldati ( e morti anche italiani). Adesso che perchè forse sotto sotto hanno trovato un accordo tra Afgani, ora vogliono gestirsi tutto ciò da soli.

(AGI) - Kabul, 5 apr. - Hamid Karzai e' tornato a puntare il dito contro l'occidente Stavolta, secondo il Wall Street Journal, si e' spinto fino ad affermare che i talebani potrebbe diventare un movimento di resistenza legittima se gli stranieri dovessero continuare ad occuparsi degli affari interni afgani. Non solo. Karzai, sostenuto solo dai fondi degli occidentali e dagli oltre 120.000 soldati stranieri che combattono i talebani, ha minacciato che potrebbe essere costretto a schierarsi con i questi ultimi se non sara' accolta la sua richiesta di nominare la Commissione elettorale

mercoledì 15 luglio 2009

Al Qaida per la prima volta minaccia la Cina

Quello che si segnalava negli articoli precedenti è avvenuto: ieri dalla cellula Algerina di Al Qaida è partita la minaccia di ritorsione sugli interessi cinesi nell’area, connessa ai fatti dello Xinjiang e che hanno portato alla morte di 184 cinesi.

L’Ambasciata cinese in Algeria, ha quindi ora invitato tutti i circa 50.000 cittadini cinesi presenti nell’area, ad alzare i livelli d’attenzione e di non sottovalutare le minaccie di queste ore.

Tale appello, è stato lanciato anche alla luce dell’agguato teso tre settimane fa alle forze di sicurezza algerine che scortavano un gruppo di ingegneri cinesi.

Nello scontro, 24 agenti algerini rimasero uccisi.

Da tempo i cinesi segnalavano infiltrazioni di Al Qaida nella comunità Uiguri nello Xinjiang, ma questa è la prima volta che l’organizzazione terroristica minaccia direttamente la Cina e i suoi interessi nel mondo.

Un segnale di un possibile mutamento in corso nella geografia e delle priorità del Terrorismo Internazionale, che sembra ora voler prendere di mira anche la Cina, che fino ad ora non era stata mai coinvolta, esportando in Africa nuove pericolose tensioni.

Qualcosa che però si è già visto anche in Afghanistan, dove guerriglieri Uiguri sono stati catturati assieme ai Telebani, un ulteriore segnale che non consente di abbassare la guardia, di fronte ad una escalation dagli imprevedibili sviluppi e che possa coinvolgere ora anche la Cina.

lunedì 22 giugno 2009

Crisi in Iran "vista" dalla Cina

I giornali e le televisioni cinesi, in questi giorni, hanno dato parecchio spazio a quanto sta accadendo in Iran, senza alcun trasporto, non evitando di segnalare gli elementi oggettivi a dimostrazione di possibili brogli che sembrano aver inficiato i risultati delle ultime consultazioni elettorali.

Ma non solo, quanto sta accadendo per le strade di Teheran, è sotto l’attenta osservazione della lente delle autorità cinesi, per tutta una serie di motivi strategici.

A prescindere dal “regolamento dei conti interni” in corso, di cui i cinesi alla fine, sembrano fondamentalmente poco interessati, forte è la preoccupazione che l’Iran possa essere la miccia di una esplosiva situazione per tutta l’area.

Non va infatti dimenticato come anche il Pakistan, di questi tempi stia attraversando una profonda crisi interna, con un governo ancora condizionato dalla morte della vera leader del paese, Benazir Bhutto, fantasma che continua ad aleggiare sul marito, salito al governo dopo la sua morte, ma che non sembra avere i numeri e il carisma per gestire una situazione così complessa.

Per poi non parlare della Corea del Nord, dove le notizie si ricorrono di continuo, segnalando una instabilità profonda e di difficile lettura, una situazione che potrebbe anche trasformarsi in guerra aperta, stando alle minacce degli stessi Nord Coreani, nel caso di interferenze o blocchi navali.

Stesso discorso vale per l’Afghanistan, dove la situazione militare sul terreno non evidenzia un reale controllo da parte del governo Afgano che al contrario, sembra ancora in balia delle volontà talebane e necessiti della presenza della coalizione internazionale per non venire sopraffatta.

Bene, tutti questi focolaio di fatto sono ai confini della Cina, che quindi, più di tutti, è preoccupata che un’escalation, anche in solo uno di questi paesi, possa destabilizzare l’intera area e finire per obbligare qualche tipo di intervento diretto dagli imprevedibili risultati.

E’ quindi per questo che i cinesi, nei giorni scorsi, hanno lanciato agli Americani un messaggio chiaro: non “destabilizzare” l’Iran.

Ciò non significa che intendono salvare l’attuale amministrazione Ahmadinejad, ma vogliono evitare che continuando a soffiare sul “fuoco” della rivoluzione di piazza, questa possa non fermarsi solo a Teheran.

I cinesi sono infatti consci che le elezioni sono state falsificate, tanto che da avere ragionevoli informazioni per pensare che Ahmadinejad non sia arrivato nemmeno secondo ma addirittura terzo nella recente tornata elettorale.

A preoccupare i cinesi, è l’essenza stessa della struttura del “Potere” in Iran e la sua forte componente religiosa, base del supporto all’attuale amministrazione.

Questo fatto, porta gli analisti cinesi a non pensare che la situazione si normalizzerebbe anche dopo il ripetersi di una “normale” tornata elettorale, perché non è escludibile che Khameini finanche sconfitto democraticamente, possa poi accettare la situazione, dando così inizio ad una guerra civile che trasformerebbe l’Iran in qualcosa di simile all’attuale situazione Afgana.

Tra l’altro, dopo queste elezioni, i cinesi non ritengono più lo stesso Ahmadinejad un problema come prima, vista la debolezza con cui dovrà fare i conti in futuro, elemento che potrebbe, più di qualsiasi ulteriore pressione esterna, aiutare a ridurre le velleità nucleari Iraniane e le sue posizioni radicali sostenute in passato, aiutando così a trovare una soluzione da tempo auspicata.

Questo sembra quindi essere il punto fondamentale che distingue la posizione Cinese da quella Usa, che al contrario dei cinesi, vorrebbero estromettere Ahmadinejad, senza però avere garanzia che il subentrante, possa rappresentare una vera svolta stabilizzatrice per il paese.

Ma visto l’evolversi delle precedenti crisi in Iraq ed Afghanistan come non dargli torto?