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venerdì 8 gennaio 2010

Dedicare a Craxi una via di Milano??


In questi giorni dall'Italia arrivano le violente polemiche a seguito della proposta del Sindaco di Milano Moratti, che intende intitolare una via di Milano a Bettino Craxi.

In concomitanza con il decennale della morte avvenuta nel 2000 ad Hammamet si è riscatenata la rissa tra favorevoli e contrari non solo a questa proposta, ma nel suo assieme, di rilegittimare la figura di Craxi, riconoscendogli il ruolo e la posizione che indubbiamente ebbe nella storia Repubblicana Italiana.

A questo punto sorge spontanea una domanda: ma perchè è ora così importante tutto ciò? Con tutti i problemi che abbiamo,è proprio necessario ancora una volta sfidarsi "orazi e curiazi" sulla proposta della Moratti?

Tra parentesi in Italia sono già state dedicate a Craxi due Piazze a Sant'Angelo Romano e Grosseto e alcune vie a Valmontone, Foggia, Lecce, Botrugno, Marano Marchesato e Scalea e non ci sono state "alzate degli scudi" da parte di nessuno.

Quindi dove sta il problema?? 

Personalmente ed umanamente non ho nulla in contrario, ma quale cittadino mi fa una certa specie vedere che ora ciò sia promosso da chi oggi è al governo della più importante città del paese ( ed appoggiato sostanzialmente da chi è al Governo del paese).

Perchè questa richiesta della Moratti inevitabilmente finisce per assumere un tono politico, una pericolasa attualizzazione dei conflitti di allora, che travalica il senso stesso della dedica, assurgendo a simbolo un personaggio che per sua stessa ammissione, si dichiarò coraggiosamente colpevole di fronte a tutto il Parlamento e al paese.

Il 3 luglio 1992 Craxi mise a nudo l'Italia, chiamando in correo tutta la classe politica del tempo, in un discorso storico nel quale spiega anche le ragioni del perchè chiese una soluzione politica al possibile dramma che prima o poi avrebbe colpito tutti i partiti.

Lo chiamò "vuoto di potere" che ne sarebbe scaturito e che avrebbe rischiato di portare il paese chissà dove e verso quali scenari.

Di seguito il passaggio relativo a questo punto:

"Nella vita democratica di una Nazione non c’è nulla di peggio del vuoto politico. Da un mio vecchio compagno ed amico che aveva visto nella sua vita i drammi delle democrazie, io ho imparato ad avere orrore del vuoto politico.
 

Nel vuoto tutto si logora, si disgrega e si decompone.
 

In questo senso ho sempre pensato e penso che un minuto prima che una situazione degeneri, bisogna saper prendere una decisione, assumere una responsabilità, correre un rischio. Non credo, Onorevole Amato, d'essere stato il solo ad aver tirato un sospiro di sollievo il giorno in cui Lei ed i suoi ministri avete giurato nelle mani del Capo dello Stato. 

Sono proprio convinto che il medesimo sentimento ha provato la grande maggioranza del Paese. Lo hanno di certo provato tutti coloro che avvertivano il rischio di una crisi troppo aspra e confusa, troppo prolungata, e valutavano il peso delle conseguenze ch’essa aveva già provocato e le più gravi che ancora avrebbe finito con il determinare."

Ma ecco il punto fondamentale che "svela la maschera" al paese:

".. E così, all’ombra di un finanziamento irregolare ai partiti, e ripeto, al sistema politico, fioriscono e si intrecciano casi di corruzione e di concussione, che come tali vanno definiti, trattati, provati e giudicati. E tuttavia, d’altra parte, ciò che bisogna dire, e che tutti sanno del resto, è che buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale.

I partiti, specie quelli che contano su appartati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale.

Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale, allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale.

Non credo che ci sia nessuno in quest’Aula, responsabile politico di organizzazioni importanti, che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro.

E del resto, andando alla ricerca dei fatti, si è dimostrato e si dimostrerà che tante sorprese non sono in realtà mai state tali. Per esempio, nella materia tanto scottante dei finanziamenti dall’estero, sarebbe solo il caso di ripetere l’arcinoto “tutti sapevano e nessuno parlava”.

Un finanziamento irregolare ed illegale al sistema politico, per quanto reazioni e giudizi negativi possa comportare e per quante degenerazioni possa aver generato, non è e non può essere considerato ed utilizzato da nessuno come un esplosivo per far saltare un sistema, per delegittimare una classe politica, per creare un clima nel quale di certo non possono nascere né le correzioni che si impongono né un’opera di risanamento efficace, ma solo la disgregazione e l’avventura.

Del resto, nel campo delle illegalità, non ci sono solo quelle che possono riguardare i finanziamenti politici. Il campo è vasto, e vi si sono avventurati in molti, come i fatti spero si incaricheranno di dimostrare aiutando tanto la verità che la giustizia.

A questa situazione va ora posto un rimedio, anzi più di un rimedio.

E’ innanzitutto necessaria una nuova legge che regoli il finanziamento dei partiti e che faccia tesoro dell’esperienza estremamente negativa di quella che l’ha preceduta..."

Ecco, è dopo aver riletto queste parole che una completa riabilitazione della figura di Craxi, comunque la si pensi, appare oggettivamente impossibile, perchè se è vero che pagò per tutti coloro che non ebbero lo stesso coraggio di dichiararsi, questo non vuole dire che la figura di Craxi possa ora diventare simbolo, il martire di qualcosa, altrimenti si rischiano pericolosi parallelismi.
 
Come mai se un politico "estorce" per finanziare la propria organizzazione politica, (anche se nel caso di Craxi ci sono le prove dell'uso privato di alcuni di questi fondi) meriti una nuova legge che la regoli, mentre nel caso di altri soggetti che finanziano altri tipi di organizzazioni, si parla apertamente di atteggiamento "mafioso?".

E' la stessa cultura da cui attinge le proprie energie la Mafia che quale "antigoverno" si finanzia illegalmente per consentirle di finanziare le proprie attività e la propria struttura di potere.

Craxi non era un mafioso, forse aveva solo perso il senso del giusto e dello sbagliato, tutto preso come era nel voler vincere a tutti i costi la guerra di potere e tra i blocchi contrapposti(PCI, DC, PSI, USA, RUSSIA...) che imperversava in quegli anni nel paese e che necessitava di capitali, tanti capitali.

Se però la politica di un paese moderno e democratico finisce per trasformarsi in quello che ha riassunto lo stesso Craxi, in un Cancro per il paese, forse il sistema non merita una nuova legge che alla fine alza solo l'asticella della morale comune, ma forse merita proprio di essere azzerato perchè parafrasando Craxi "tutto si logora, si disgrega e si decompone."

Una discussione attuale ancora oggi, visto che tangentopoli, come fecero le armate Americane nella prima guerra del Golfo, "si è fermata prima di arrivare a Bagdad", proprio per evitare che si arrivasse al Vuoto di Potere citato da Craxi.

Fu un grave errore di qui stiamo pagando ancora oggi le conseguenze, visto che difronte alla corruzione nella cosa pubblica non ci possono essere ne se ne ma

Ciò finisce poi per avvalorare l'ipotesi di chi crede che la giustizia sia stata (e lo sia ancora oggi) sola un arma politica e non un "panno che pulisce dallo sporco e dal marcio il paese".

Craxi, per quanto importante nella storia italiana, per sua stessa ammissione, ha contribuito affinche venisse fatto qualcosa che non violava solo la legge italiana, ma le basi stesse di qualsiasi paese civile.

Per cui provate a leggere ancora una volta su Wikipedia la scheda che riguarda Craxi e leggetevi anche la traduzione in altre lingue: è questo l'esempio che vogliamo trasmettere al mondo sul "modo di fare politica" in Italia, il nostro futuro?

Per cui si dedichi pure la via all'uomo Craxi, ma per favore non diamo a "Cesare ciò che è di Cesare", rappresenterebbe solo una eterna caduta agli inferi.

lunedì 16 marzo 2009

Economia spiegata agli americani ( e anche ai cinesi)

Oggi leggo sul corriere un "esilarante" spaccato di come un giornalista italiano abbia cercato di spiegare l'economia Italiana agli americani, presenti all'Ambrosetti di Villa d'Este.

Mi sono ritrovato in pieno, visto che è esattamente quello che accade a me quando mi capita di spiegare le stesse cose ai Cinesi!!!

A parte l'esilarante, peccato che sia anche la (cruda) realtà di un sistema, quello italiano, che le massime economie mondiali "stentano" a comprendere. Tutto ciò sarà bene o male?? 

Di seguito un esilarante 2, di contorno, sul Federalismo, sulle auto blu e biglietti per le partite di Champions (Link)

Povera Italia!

lunedì 21 luglio 2008

L’indice della Vergogna! E dell’Ignoranza.


Ci sono posizioni per quanto dure, comprensibili, chiare, anche condivisibili.

Altre invece, non possono essere tollerate, essendo fuori luogo, stupide, offensive.

Bene, rientra sicuramente tra queste ultime, il gestaccio di ieri di Bossi sulle note dell’Inno di Mameli.

Si possono capire le ragioni di fondo e di propaganda politica dietro questo gesto, ma onestamente appare del tutto fuori luogo, vergognoso.

A forza di spararle “grosse”, si finisce di non saper più cosa dire e si rischia di finire nel patetico.

Mi spiace poi notare che qualcosa non torna in questo “gesto spettacolare”, solo di cattivo gusto.

Le parole successive, il solito ritornello leghista, “mai schiavi di Roma!”, offendono il senso stesso di stato che Bossi ha il dovere di rappresentare, in quanto Ministro in carica.

Invece di fare il “pagliaccio” di se stesso, il ragazzo discolo che attacca il potere, si guardi allo specchio e si ricordi che al potere c’è proprio lui.

Quindi il gestaccio che lui intendeva inviare ai palazzi Romani, finisce per essere indirettamente indirizzato proprio a se stesso, essendosi involontariamente citato, essendo a Roma parte stessa del potere in carica.

Ma è possibile che aprendo i giornali italiani, non c’è giorno che in prima pagina siano evidenziate le gesta d’avanspettacolo di uno dei nostri governanti in carica?.

In Italia ormai anche i sassi sono convinti che occorra fare qualcosa per cambiare questa situazione, schizofrenica ed inconcludente, causata anche da una classe politica di dubbio gusto, di cui Bossi fa parte.

Ma a parte le legittime provocazioni, certi valori occhio a toccarli.

Il sentire “blaterare a vanvera” e le sempre più frequenti uscite sopra le righe, oltretutto ritrattate due secondi dopo, finiscono per apparire il segno evidente, non di una dura guerra politica in corso, ma di una scarsa serietà dei suoi protagonisti.
Qualcosa che come Italiani, ci preoccupa molto, perché avremmo bisogno di meno “attori da avanspettacolo” o aspiranti rivoluzionari in erba o provocatori di piazza e finalmente il diritto di avere dei seri statisti in grado di indicare rotte, vie, soluzioni che uniscano il popolo Italiano ad uscire dal fango nel quale ci troviamo.

Altrimenti, caro Bossi, il suo indice potrebbe essere l’ultima parte emersa del paese, quando sarà sprofondato con tutti i “farisei”, visto che quella da lei indicata ieri tutto è, tranne che un sano atteggiamento costruttivo, di fronte ad una crisi come quella di questi tempi.

Per poi non farsi mancare nulla, ha aggiunto nella discussione la questione della scuola con un inaccettabile approccio razzista , “gli insegnati del sud tolgono posti di lavoro a quelli del nord”, citando oltretutto un fatto che la vede protagonista o meglio suo figlio, appena bocciato per la seconda volta alla maturità.

Forse, invece di “abbaiare” contro i professori del sud, che assomiglia non poco all’attacco ai giudici di Berlusconi, da buon padre di famiglia, si dovrebbe preoccupare molto di più a non far credere a suo figlio che sia un “bocciato politico”, solo perché ha portato una tesina su Cattaneo, ma che la prossima volta, occorrerà studiare di più.

Per l’anno prossimo, magari faccia frequentare a suo figlio la scuola tutto l’anno, non presentandolo più come privatista, visti i risultati deludenti fin qua ottenuti.

Cordialmente da un Italiano che quando sente l’Inno Italiano, gli prende ancora una sana fitta al cuore!

giovedì 10 luglio 2008

Il “Neorealismo”di Di Pietro e della Politica Italiana.

Vista da queste parti, l’Italia della politica è sicuramente più avvincente dei molti Drama che ogni giorno passano sui canali cinesi che finiscono per peccare in originalità, essendo alla fine, brutte copie e un pò un prevedibili mix di una sitcom americana e di una telenovela sud americana.

La politica italiana sa invece stupire, con continui, inaspettati colpi di scena: complimenti agli autori!

Lasciamo però da parte i contenuti e le azioni, tanto tutto è finto.

Inutile quindi prendersela, visto che alla fine, prima o poi, ci diranno che stanno scherzando e che tutti sono attori di un cast appositamente creato per la serie Tv intitolata “Made in Italy”.

Per il momento solo in lingua italiana, a breve verrà però distribuita anche in altre nazioni che ne stanno facendo richiesta.

A favorire questa internazionalizzazione non sono però i produttori italiani ma bensì quelli stranieri, che così potranno trasmetterle sui propri canali nazionali.

Ma perché tanto interesse all’estero?

Beh semplice. I governanti dei paesi dove il serial italiano sarà trasmesso, ritengono che mostrare come il potere e il governare sia gestito in Italia, una delle grandi potenze internazionali, uno dei membri del G8, aiuterà non poco i propri cittadini, ad apprezzare ancora di più il loro agire.

I paesi che ne stanno facendo maggiore richiesta sono in particolare Cina, India, Turchia, Tailandia, Corea del Nord, Giappone, USA e alcuni paesi Africani, oltre ovviamente all’Iran, che addirittura vorrebbe introdurre la “serie” nelle scuole con il titolo “That’s the West”.

In particolare, grande interesse riscuoteranno le recentissime puntate, “Piazza Navona”, lo psicodramma a più voci, stile tragedia greca e l’imperdibile “Contadino Di Pietro”, dove vengono narrate le gesta del deputato che in maniche di camicia, usando un trattore non a norma, cerca di fare uno spot dell’uomo normale, del contadino che trebbia, dell’uomo tutto d’un pezzo!.

Qualche amico straniero, nel vedere le anteprime di questa puntata, mi ha subito mostrato su YouTube le immagini di un altro “personaggio famoso” del nostro passato storico fare qualcosa di simile e mi ha chiesto se fosse parente (politico) di costui!

E’ rimasto un pelo sorpreso nell’apprendere che, prima di fare il politico, fosse uno dei giudici di punta della nostra magistratura e che avesse combattuto contro un altro potente dell’era moderna, che tutte le caricature paragonavano proprio al personaggio storico mostratomi dal mio amico. (Cool, Funny!)

Comunque sia, ci sono dei problemi nelle traduzioni e nei sottotitoli, visto che alcuni termini usati in questi giorni, trovano difficile traduzione nelle altre lingue come ad esempio “Magnaccia”, che i cinesi vorrebbero tradurre in “Lanterne Rosse” o “l’Uomo amato dalle donne!”, rischiando così di perdere tutta l’enfasi e l’italianità che sa trasmettere.

Gli amici stranieri si stanno poi appassionando alla “strana idea”, tutta italiana, del rapporto tra reati e giustizia, fatto che intacca non poco la loro certezza che i reati sono reati e i giudici sono i giudici.

Sono pertanto molto coinvolti da questa inversione di ruoli proposta del Serial Italiano, dove i giudici Italiani sembrano avere solo la perversa voglia di farsi giustizia da sé, manco fossero dei cacciatori di taglie o peggio dei serial killer.

La nuova originale funzione attribuita ai giudici in questo serial, fanno però fatica a comprenderla fino in fondo, pur sapendo perfettamente che un potente, da qualunque paese provenga, prova sempre ad utilizzare le leve del potere per coprire le proprie marachelle ( o peggio).

Ma nei loro paesi, quando vieni scoperto, non ci vanno giù teneri, tanto che in alcuni di essi è prescritta anche la pena di morte, una pena disumana, eccessiva, ma il chiaro segnale che davanti agli interessi pubblici non si scherza, sono sacri!

Spero solo, che come in tutte le serie televisive importate, non decidano di cambiarle il titolo dall’attuale “Made in Italy”.

Sarebbe umiliante se in Corea del Nord, Cina o altri paesi, dovessero usare titoli tipo “Democratic excess” o “Democratic Robbers” o ancora “Beware! Democracy” per sottolineare che il passaggio alla piena democrazia non paga!

Un tempo, l’arte cinematografica era ricca di esempi di Italianità di altissimo livello, tipo la saga del “Padrino” o “C’era una volta l’America”, considerati dei veri capolavori, attraverso i quali gli Italiani hanno finito per rappresentare, nell’immaginario internazionale, uno stile “originale” nell’essere delinquenti.

Ora questa nuova serie “Made in Italy”, potrebbe rappresentare l’occasione per il ritorno di un Neorealismo cinematografico italiano, di sicuro successo internazionale, attraverso il quale, il mondo possa rendersi conto che nel bene o nel male, potremo anche retrocedere nelle classifiche economiche (ma chissenefrega!) ma rimarremo a lungo sempre unici, inavvicinabili, incredibilmente Italians!

mercoledì 27 febbraio 2008

Caro Veltroni, non mi convinci!

Ho letto con attenzione il tuo programma diffuso ieri.

Molte cose possono essere condivise ma pur apprezzando lo sforzo di sintesi e l’uso di un nuovo coinciso linguaggio, non mi convinci.

Le ragioni sono da ricercarsi a “monte” del programma stesso.

La FALSA novità: in questi giorni si sta cercando di far passare la tua candidatura come un reale rinnovamento dello scenario della Politica Italiana. Così non è, in quanto tu rappresenti e fai parte da decenni del “sistema di relazioni” che hanno contribuito non poco a portare l’Italia all’attuale situazione.

Sei stato al Governo sia in forma diretta (come ministro) che indirettamente attraverso il partito di cui sei uno dei maggiori leaders.

Fa “specie” che chi fino ad oggi è stato al governo, ora indichi i “mali del paese” e pensi di averne individuato i rimedi .

Ma negli anni precedenti, mentre l’Italia affondava, cosa facevi?

Esperienze di governo: Non sei un novizio. Potrebbe essere un punto a tuo favore, vista la precedente esperienza nel governo nazionale ma soprattutto per la lunga esperienza quale sindaco di Roma.

Ma proprio riguardo a quest’ultima tua diretta gestione della “cosa pubblica”, non posso scordarmi del recente “richiamo” del Papa sul livello di degrado che proprio Roma ha raggiunto, denunciando "l'aumento della povertà" nelle grandi periferie urbanee e la "drammatica situazione" delle strutture sanitarie” a Roma, la città che hai governato e gestito.

Visione del Mondo: a parte la piacevole recente tua scoperta delle nuove tecnologie e dei linguaggi moderni, rimango invece un “pelo sconcertato” nella “visione del mondo” che la prima pagina del tuo programma evidenzia. Qui il linguaggio, permettimi, appare non sintetico, ma criptico e rimanda ad una visione da Guerra Fredda e al confronto tra Blocchi.

Da un leader che dovrebbe guidare le scelte del paese verso il futuro, mi sarei aspettato una più “realistica crescita” delle relazioni ed influenza italiana ad est, visto che il mondo è qua che sta andando, tanto che il leader europeo a cui chiaramente ti ispiri, Sarkozy, nelle sue prime visite di stato è andato proprio in Cina ed India. (altro che USA!)

Citi tra l’altro l’esperienza di concertazione del ’93, ma sembri non considerare che i tempi (e gli scenari) nel frattempo sono cambiati e che per reagire alla crisi che ci attanaglia, bisogna soprattutto facilitare gli investimenti esteri in Italia.

Di questo fatto nel tuo programma nessun accenno.

Senza questo fondamentale aspetto, tutte le tue “promesse elettorali” rischiano di essere “irrealizzabili” per “assenza di risorse”, visto che quelle interne sono over da tempo

Il NON partito: questo aspetto sembra essere una caratteristica della “nuova” politica italiana, dove i maggiori “partiti”, possono essere di fatto definiti dei NON Partiti. Il PD non sfugge a questa definizione, in quanto non nasce da una idea e una serie di valori condivisi che accomunano i suoi simpatizzanti.

Sono invece i NUMERI a legare queste persone, così diverse tra loro e disposte a stare sotto lo “stesso tetto” per una ragione ben diversa: “il potere” connesso a questi numeri.

E’ stata infatti una “caduta di tono”, alla faccia di tutti i tuoi sani proclami quali “il PD correrà da solo”, l’accordo con i radicali e lo “scambio” di poltrone connesso per ottenere il loro futuro supporto.

Una domanda è quindi d’obbligo: cosa è stato promesso a Di Pietro al momento dell’accordo elettorale?

Un Programma “pubblicitario” (altrui): nei manifesti elettorali e il programma, oltre alla tua faccia, campeggia anche lo slogan “Si può fare!”. Bel motto. Peccato che non sia tuo ma di un (vero) giovane candidato alle Primarie di ottobre.

Questo fatto lascia perplessi e conferma che tutto sia “costruito” a tavolino, così come le “visioni” che si attribuiscono a te, in quanto leader riconosciuto.

Se lo slogan non è tuo, si può pensare che TUTTO il programma non sia “farina” del tuo sacco.

Infatti non ti devi dimenticare che sugli stessi manifesti, a caratteri cubitali è scritto: “Veltroni Presidente”. Quindi sei TU che chiedi di essere eletto, offrendoti agli elettori con le tue idee e i tuoi contenuti.

Farlo con lo slogan di un altro, permettimi è quanto meno “indelicato”.

Insomma caro Veltroni, altro potrei aggiungere, ma penso sia sufficiente per affermare che nonostante l’apprezzabile sforzo, la sostanza non appare altrettanto convincente.

L’impressione è che la tua leadership sia di “facciata”. Fa infatti effetto il “silenzio” di questi giorni di altri leaders, quali ad esempio D’Alema e Fassino che pur facendo parte del tuo partito, sembrano aver perso la parola.

Come mai? Quale sarà il potere che avranno di condizionare le tue decisioni una volta eletto?
Quale sarà la reale capacità di cambiamento dei “giovani” che stai cercando di fare eleggere, nell’impegno di un ricambio generazionale della classe politica?

Detto questo, anche questo tuo impegno non mi convince.

Sembra più un “lifting” e la strumentalizzazione di una generazione che poi non potrà avere alcuna reale capacità di cambiare lo stato delle cose, visto che il potere reale, sembra rimanere stabilmente nelle mani dei molti “muti” di questi giorni.

Un cordiale saluto e in “bocca al lupo” per le elezioni.

giovedì 31 gennaio 2008

Incredibili “pizzini” democratici

Incredibilmente ieri Marini ha ricevuto l’incarico esplorativo per un governo finalizzato a “trovare un consenso per una riforma della legge elettorale”.

Incredibile che in Italia si continui a parlare di formule “segrete”, per quanto riguarda gli equilibri politici, nell’evidente tentativo di salvare questo o quell’interesse.

In totale sfregio a qualsiasi buon senso, si ha l’impressione che la si stia facendo troppo complicata, quando tutti (a parole) sono d’accordo sul punto base: “consentire ai cittadini di votare i propri candidati, direttamente!”.
Ma a creare qualche “sospetto” è il fatto che le stesse persone che hanno deciso tempo addietro di adottare una legge elettorale incredibilmente fuori da qualsiasi raziocinio democratico, ora, solo perché si sono accorti che rischiano non più solo “i pomodori in piazza”, hanno deciso che devono cercare un accordo per modificarla.

Incredibile è quindi anche il tentativo di dare alla discussione un contenuto “filosofico, aureo”.
Quello che non si capisce è perché per questi “apprendisti stregoni”, sembra che la “democrazia” italiana, per sopravvivere, debba importare il proprio futuro modello da qualche “cugino” estero.

Nella situazione in cui ci troviamo non occorre copiare proprio nessuno, rischiando oltretuttodi passare dalla “Padella alla brace”, visti i modelli di riferimento presi in esame.

In particolare, per quanto riguarda il modello tedesco, viste le ultime elezioni in Germania, si rischia di non risolvere affatto il problema “della parità” che ha messo in stallo la politica italiana attuale. Solo che la Germania ha trovato nella Merkel il jolly salva situazione. E da noi cosa faranno “cani e gatti?”.

Quelle di questi giorni sono quindi discussioni da “falsi statisti” ed “intellettuali di bassa lega”.
In realtà appaiono più essere “parole d’ordine”, messaggi trasversali, “pizzini democratici”, per cercare di trovare una quadratura agli equilibri futuri di potere di una nazione allo sbando, proprio perché sono sbandati (invecchiati) i luoghi di potere da “guerra fredda!”.

Il buon senso e l’opinione pubblica hanno già espresso una chiara direzione che si continua a non rispettare: ridare agli italiani il “potere” di decidere del proprio futuro, non “truccando” le elezioni in alcun modo.

Poi, dopo aver votato SENZA “trucchi o prestigiatori”, lasciare che i nuovi equilibri, faticosamente, possano cercare di trovare i propri spazi di aggregazione, senza pregiudiziali.

Incredibile quindi il gioco dei ruoli di questi giorni, “nell’opera buffa” del teatrino della politica italiana.

Ma la domanda è d’obbligo: perché i cambiamenti fondamentali devono essere proposti dai soliti anziani (pensionabili) della politica italiana?

Possibile, vista l’impronta TECNICA del governo che il presidente Napoletano intende realizzare per cercare di risolvere la crisi, non esista un 50 enne in grado si svolgere tale azione e funzione transitoria?

Speriamo poi che questo “interim” non si trasformi in altro, anche perché ci sono alcuni aspetti che risultano quantomeno sospetti, viste le stesse parole del presidente Napoletano che afferma: “sono passati meno di due anni dalle ultime elezioni!”.

Non è che il non sciogliere le camere, quantomeno non prima della metà della legislatura, non sia un mezzo per consentire anche ai nuovi parlamentari di acquisire il diritto alla pensione parlamentare?

Visto che a pensare male spesso, sui fatti italiani, si finisce per azzeccarla (spesso anche per difetto!), perché tenere in vita un parlamento ormai trapassato dell’opera buffa, continuando così ad alimentare i sospetti del cittadino comune, esausto dei giochetti di palazzo e degli “inciucci” di questa classe del “regime democratico” in carica?

Marini si era chiaramente ed ufficialmente dichiarato “fuori” per qualsiasi eventuale incarico di governo.

Incredibile, ma non inaspettabilmente, Marini ieri non ha confermato il suo chiamarsi “fuori” e alla fine ha accettato l’incarico.

Le parole per certa gente quindi non hanno alcun valore.

Come possiamo continuare a fidarci di persone così superficiali che non hanno il coraggio neppure delle proprie parole??

martedì 4 settembre 2007

Voci (Incredibili!!) .... dall'Italia...


Alessandro Trovino per Corriere della Sera - «La casta? Ma le caste sono molte. Lo sapete che ci sono venti direttori di un ministero, di cui non voglio fare il nome, che hanno l'auto blu? Mi chiedo perché debbano essere presi la mattina e riaccompagnati a casa la sera». Già, perché? E qual è il ministero a cui allude misteriosamente Piero Fassino?


(OPSS... Ma che sia solo una omonimia con il Fassino al ... Governo?)

mercoledì 25 luglio 2007

"Voci dall'Italia" ....Pannella:"Una decisione di regime!!"

Dal Corriere del 24 Luglio 2007

«In contrasto con il regolamento e lo spirito della Costituente» !!!

Il Pd esclude Pannella: non può correre
L'Ufficio di presidenza sul leader radicale: «Progetto politico diverso». La replica: «Decisione di regime, io non moll

ROMA - Marco Pannella non può correre per la segreteria del Partito democratico. È questa, a quanto si apprende, la conclusione a cui è giunto l'Ufficio di presidenza del Pd, che si è riunito questa mattina negli uffici di Piazza Santi apostoli. I sei componenti l'organismo (Maurizio Migliavacca, Antonello Soro, Mario Barbi, Vittoria Franco, Patrizia Toia e Lella Massari) hanno preso atto dell'intenzione di Pannella, ma hanno concluso che la candidatura del leader radicale risulta palesemente in contrasto con il regolamento (Leggi)

Articolo "Questa democrazia in Cina? NO GRAZIE"

"Voci dall'Italia" ....DI PIETRO: FORLEO FINIRA' SOTTO INCHIESTA…

(Adnkronos) - ''Mi aspetto che quanto prima la Forleo finisca sotto inchiesta come sono finiti i magistrati di Milano che hanno indagato su Abu Omar e tutti coloro che cercano di alzare il tiro e di fare in modo che la legge sia uguale per tutti, per il ladro di biciclette e per il parlamentare politico che non rispetta le regole. Purtroppo questo e' il nostro paese: un paese in cui la casta si chiude''. Lo ha dichiarato il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro nel corso di un'intervista rilasciata al TgLA7.