Visualizzazione post con etichetta terremoto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta terremoto. Mostra tutti i post

giovedì 17 marzo 2011

La Cina sospende il proprio piano di sviluppo nucleare.

Dopo l’evidenza di una situazione in Giappone definita da fonti cinesi “fuori controllo”, la Cina ha deciso di agire nella direzione della sospensione del proprio piano di sviluppo nucleare. In questa decisione saranno coinvolti anche gli impianti già in costruzione così come quelli già approvati e nella loro prima fase di sviluppo.

L’obbiettivo è quello di “una approfondita analisi della situazione degli impianti esistenti ed una revisione ed emanazione di nuove regole e norme di sicurezza nell’ambito di “più avanzati standard di sicurezza”.

L’annuncio arriva attraverso una nota ufficiale diffusa dopo una riunione del Consiglio di Stato presieduta dal Primo Ministro Web Jiabao.

Una decisione importante che intende rivedere dalle “fondamenta” le basi stesse secondo cui si sono costruite e si intendevano costruire centrali nucleari in Cina, visto l’evidente fallimento di quelle in essere, di fronte alla furia degli eventi naturali scatenatasi in Giappone.

Una scelta coraggiosa, che arriva subito dopo il rilascio del piano di costruzione di un nuovo sistema di 25 centrali sulle coste orientali che andavano ad aggiungersi alle 13 esistenti, piano che intendeva così rispondere alla crescente richiesta di energia e alla necessità di rispettare gli accordi internazionali per ridurre il potere inquinante degli impianti a carbone attuali.

Per fare un esempio, ancora oggi il 70% della energia di una città come Shanghai arriva da impianti a carbone. Da ciò si comprende, come la strada nucleare avrebbe sicuramente influito nella riduzione del potere inquinante di queste metropoli. Ma alla luce dei rischi ancora più gravi che la tragedia in Giappone ha fatto emergere, in Cina il Governo non ha esitato nel decidere di bloccare tutto ed iniziare un processo di revisione complessiva che potrà bloccare lo sviluppo del piano nucleare cinese per parecchi anni.

Ora ovviamente siamo tutti in apprensione per vedere gli sviluppi in Giappone, di quello che sembra essere un continuo crescendo di una situazione che appare “fuori controllo”, nella speranza che non si assista ad una pericolosa escalation che renda ancora più terribile il già incredibile accaduto venerdi scorso.

Al momento, le analisi sembrerebbero in ogni modo confermare che le fuoriuscite radioattive della centrale di Fukushima non si siano diffuse oltre le aree circostanti la centrale stessa, anche perché le condizioni meteorologiche di questi giorni le hanno spostate ad est nell’oceano pacifico, finendo per diluirle nell’aria e nell’acqua del mare.

Una situazione che appare però in continua evoluzione, anche perché in molti cominciano a dubitare sulla consistenza e veridicità delle informazioni fornite dai Giapponesi, tanto che molti esperti cinesi pensano che il disastro di Fukushima non sia da considerarsi, come dichiarato fino ad ora, di livello 5, ma bensì sia almeno di livello 6, quindi ben più grave di quanto accaduto a Three Mile Island nel 1979.

Il livello d’incertezza sulle informazioni fino ad ora disponibili è tale che va segnalato come sia iniziata la corsa all’acquisto e all’accaparramento di sale che da queste parti contiene piccole quantità di iodio, con il quale si pensa di potersi proteggere dagli effetti delle radiazioni che evidentemente in non pochi, pensano non siano confinabili solo all’area della centrale.

lunedì 14 marzo 2011

Post Terremoto: a rischio l’economia del Giappone (e dell’Asia)

  “Questo terremoto proprio non ci voleva!”. Sembra essere questo il pensiero ricorrente in Giappone ma anche in molti paesi dell’area Asiatica.

Infatti quest’ultimo evento rischia di aggravare il momento di difficoltà che il Giappone sta attraversando, prima di tutto sul piano politico ma anche sul piano economico.

Politicamente dopo l’ultimo scandalo che ha finito per coinvolgere lo stesso primo ministro Naoto Kan che proprio ieri aveva confermato di avere ricevuto “donazioni illegali”, un caso molto simile a quello che aveva portato nei giorni scorsi, alle “famose” dimissioni del suo Ministro degli Esteri.

Ma lo scandalo politico è solo l’ultima delle vicissitudini di una stasi politica complessiva che hanno portato il Giappone a vedere eleggere (e dimettersi), ben 3 primi ministri negli ultimi 3 anni.

Il terremoto di ieri rischia di accelerare il logoramento in atto e mettere a durissima prova anche quest’ultimo governo, questione molto delicata, visto che ci dovesse essere un ulteriore cambio, questo potrebbe avere effetti devastanti sulla stessa tenuta della economia nipponica, già traballante a causa di un debito eccessivo che più volte ha rischiato di coinvolgere il paese nella spirale dei “Default” dei titoli di stato della crisi finanziaria del 2008 - 2009.

Rimasto a “stento” a galla fino ad ora, nel momento che sembrava ci potesse essere una ripresa in grado di rilanciarlo per il futuro, ora questo terremoto, che rischia d’essere il “colpo di grazia” alle speranze nipponiche, di potercela fare da soli.

Le ragioni di tanto timore sono connesse al fatto che, oltre ad avere intaccato la rete di produzione elettrica, basata su una rete capillare di centrali nucleari che si è dimostrata meno “indistruttibile” di quello che si pensava, intere aree produttive sono state spazzate via dalla furia dello tsunami. Aree che richiederanno ora massicci investimenti e tempi di ripristino tutti da definire.

Una situazione d’emergenza che mal si concilia con le priorità di riduzione ed ottimizzazione dei costi che il governo giapponese si stava apprestando a realizzare, proprio per cercare di allontanare il paese dal baratro.

Basti pensare che già ora, sulla base delle poche informazioni disponibili sui danni che sono stati inferti ieri dal terremoto, gli analisti stimano che questi contribuiranno a ridurre dell’1% la crescita del PIL del paese. Ma tutti dicono ciò a “denti stretti”, convinti che questa stima sia per difetto rispetto alla realtà che il Giappone sarà costretto a vivere nei prossimi anni.

A questo va aggiunto un dato, per così dire culturale che potrebbe giocare un ruolo decisivo: lo scatenarsi degli elementi naturali in Asia assume un valore sovrannaturale molto rilevante, tanto che sono spesso considerati segni e giudizi divini sull’operato di chi governa. Un evento naturale di queste proporzioni, con i danni collaterali che sembrano emergere dalle condizioni di rischio di alcune delle centrali nucleari nel paese, rischiano di minare prima di tutto il “morale” del paese, una qualità che ha caratterizzato il Giappone del dopoguerra e che lo ha portato, sconfitto sul piano bellico dagli USA nella seconda guerra mondiale, ad iniziare una rincorsa sul piano economico e finire per primeggiare 40 anni dopo.

In tutta l’Asia, si guarda quindi con grande preoccupazione a come il Giappone reagirà al terribile colpo inferto ieri. La ragione è semplice: è il primo partner commerciale di quasi tutti i paesi dell’area. Un’eventuale recessione potrebbe provocare uno tsunami commerciale che potrebbe coinvolgere molti paesi, minando seriamente il processo di crescita economico / sociale di questi anni. Un pericoloso effetto domino che inevitabilmente si diffonderebbe nel mondo, occidente compreso e potrebbe finire per intaccare anche molti dei fragili equilibri sociali esistenti.

Il mondo, dopo ieri non sarà comunque più lo stesso.

martedì 19 gennaio 2010

Haiti: Il ritorno dei Peacekeepers Cinesi ONU morti nel terremoto


La Cina da tempo sente particolarmente la "missione" che la porta ad essere presente sugli scenari più turbolenti al mondo con propri contigenti, di quelli che con enfasi ed orgoglio chiamano: "i nostri peacekeepers".

Grande ora il dolore per la morte di 8 di loro nel recente terremoto ad Haiti.

Contemporaneamente, come testimomoniato dallo stesso Segretario dell'ONU Ban Ki-Moon, proprio i contingenti cinesi presenti sul posto, sono stati i primi ad intervenire tra le macerie, per cercare di fare qualcosa che potesse salvare più vite umane possibili.

Va tenuto conto che in Cina non esiste la Protezione Civile come da noi. Queste competenze sono a carico delle forze armate che da tempo stanno infatti facendo continui corsi di formazioni e training, spesso anche assieme alle protezioni civili di tutto il mondo, per poter essere i più efficenti e competenti possibili.

Questa è la parte che però spesso "sfugge" ai più della Cina: un'umanità ed altruismo profondi e presente in tutti i cinesi. Magari nascosti dietro l'incapacità di comunicarlo, viste le barriere linguistiche, il tradizionale formalismo dei modi o per quel carattere così particolare, decisamente poco propenso ad esternare, ma votato nel fare.

Un pò come i nostri Alpini, famosi per l'altruismo gratuito dato e mai ripagato abbastanza.

Questa è la Cina che molti in occidente dovrebbero avere la forza di vedere ed apprezzare, per una migliore comprensione futura e così poter comprendere relamente le emozioni contenute in questa foto e presenti nel paese in questi giorni. (link)

lunedì 20 aprile 2009

Team di Taiwan costruisce un rivelatore per terremoti

Nella corsa alla prevenzione sui terremoti, una notizia importante arriva da Taiwan e sembrerebbe dimostrare come i terremoti possano venire previsti.

Infatti in questi giorni, un gruppo di ricerca ha creato un dispositivo low-cost che può prevedere i terremoti 30 secondi prima che avvengono, tempo sufficiente per gli avvertimenti fondamentali in caso di calamità del genere. 

”Il dispositivo può rilevare un imminente terremoto, la sua velocità ed accelerazione ed elemento fondamentale, consente di valutarne la magnitudo in modo da potere mettere istantaneamente in guardia i treni, gli impianti di gas naturale ed elettrici, così da chiudere le forniture prima che il terremoto avvenga”, ha detto Wu Yih-min, ricercatore presso l'Università Taiwan, Dipartimento di Geoscienze. 

Lo strumento, costruito dopo 5 anni di ricerche, è più preciso rispetto ad analoghe tecnologie utilizzate all'estero e 
potrebbe costare il meno 10.000 dollari Taiwanesi,(US $ 302). 

"Siamo in grado, 30 secondi prima che avvenga, di stabilire se è un piccolo o grande terremoto, la sua scala e anche la quantità dei danni ipotizzabili". 

Il dispositivo si avvale di un chip che costa solo pochi dollari e può essere molto semplicemente posizionato dove non possa subire ulteriori scosse se non quelle da terremoto. 

”Le scuole, i sistemi ferroviari e le centrali nucleari potrebbero trarre vantaggio da questa tecnologia”, ha detto Kai Kuo-wen, il direttore del centro sismologico di Taiwan, che ha collaborato attivamente aiutando l'Università nelle fasi di test del dispositivo. 

I ricercatori Taiwanesi devono ora capire come collegarlo al sistema di allarme esistente sull’isola.

Insomma Taiwan, una delle aree più colpite dai fenomeni tellurici, sembra dimostrare che la ricerca e il lavoro di squadra tra le diverse istituzioni preposte, possa dare concreti ed incoraggianti risultati sul fronte del monitoraggio e previsione.

Ora occorre raccogliere il messaggio e cercare di creare una nostra seria ricerca in un settore che possiamo sicuramente definire strategico, per la salvaguardia e la incolumità della popolazione e così col tempo, lasciare sempre meno spazio al “fatalismo” e all’imponderabile. 

venerdì 10 aprile 2009

Italia e la "natura" della nostra bandiera!!!

« I tre colori della tua bandiera non son tre regni ma l'Italia intera:
il bianco l'Alpi,
il rosso i due vulcani,
il verde l'erba dei lombardi piani. »

Garibaldi in Sicilia, maggio 1860

giovedì 9 aprile 2009

Che i politici diano il “segno”...

(Lettera aperta al Presidente del Consiglio Pubblicata oggi su Affari Italiani )

Egr. Presidente Berlusconi, 

Dopo la tragedia che ha colpito l’Abruzzo e il suo appello ai connazionali di “offrire soldi”, è ora importante che il governo e i politici diano il “segno”, quello vero all’intero popolo Italiano.

Sarebbe veramente un’offesa alla dignità della gente accampata nelle tendopoli che il Governo, in maniera deliberata, gettasse al fumo non meno di 200 Milioni di EURO, per ragioni di mero calcolo politico che sconsigliano a qualcuno, di non accorpare le prossime tornate elettorali e il referendum.

Presidente, in questo caso, in questa situazione, non possono più valere gli interessi di parte, ma solo ed esclusivamente quelli nazionali e del proprio popolo.

Chi ha il dovere di gestirli, che ha ricevuto il voto per farlo, ora deve ricordarsi della missione che tutti gli Italiani, si aspettano sia realizzata.

Per cui, di fronte al dramma umano che non ha colore politico, ne di pelle, ne di nazione, occorre che l’Italia tutta eviti di ripetere i tremendi errori del passato, dove alcuni cittadini, per decenni, si sono sentiti di serie B ( o C) di fronte alle tragedie naturali dopo le quali, passata l’emergenza, molti di loro sono stati abbandonati.

Ora, proprio sposando l’idea del fare che ha lanciato in tutte le sue dichiarazioni pubbliche e che la caratterizza in questo periodo al Governo, è giunto il momento di fare la cosa giusta: accorpare le tornate elettorali, senza alcun indugio.

Contestualmente, i soldi risparmiati da tutta la collettività, destinarli direttamente alle azioni di supporto e ricostruzione, per cercare di accelerare il processo di ritorno alla normalità dell’area.

E’ un gesto concreto, privo di alcuna retorica che l’Italia tutta vedrebbe di “grande saggezza” e di Buon Governo.

Un modo per far sentire a tutti gli Italiani, anche quelli all’estero, di aver potuto contribuire direttamente ad aiutare i propri concittadini, in questo triste momento.

Non farlo sarebbe un indelebile segno di cinismo e ingiustificabile calcolo politico che rimarrà nel tempo, sommandosi ai precedenti casi di Mal Governo, di cui è caratterizzato il passato storico italiano.

Sarebbe ora che episodi simili restassero solo nella storia di questo, per quanto strano, grande, unico e glorioso paese.

Presidente Berlusconi, faccia questo gesto, dia il Segno che alle parole seguono realmente i fatti, quelli da lei stesso invocati, è nei suoi poteri, nelle sue possibilità, ma soprattutto è il gesto che  cristianamente è giusto fare ora in momenti come questi, una risposta vera alle invocazioni d’aiuto che ieri ha ricevuto di persona.

Sarebbe un modo reale per restituire ai terremotati in Abruzzo e a tutti gli Italiani, la dignità che saprà dare la forza di superare anche questo terribile momento che oltretutto arriva nella peggiore crisi finanziaria di sempre e che non consente più alcun calcolo politico a chicchessia.

In gioco ci sono vite umane, futuri di interi paesi e famiglie. Lasciamo quindi da parte qualunque frizione, conflitto ed interessi di parte e diamo una volta tanto, un segno unitario concreto, quale quello di usare la marea di soldi che si risparmierebbero, per una giusta causa, questa.

La ringrazio per l’attenzione.

mercoledì 8 aprile 2009

Jia You Abruzzo!! ( Forza Abruzzo!!)

Il terremoto in Abruzzo è ancora oggi sulle prime pagine dei giornali cinesi.


Oltre all’affetto che i cinesi nutrono per l’Italia, la sua cultura, il suo stile e la sua storia, un altro aspetto importante motiva però tanta attenzione e stupore.

Il fatto che il terremoto sia avvenuto in un area montana e come descritto nelle corrispondenze “le rocce rotolando, sono entrate nelle case della popolazione che stava dormendo”, ha molto colpito l’immaginario del cinese medio.

La ragione è semplice: i cinesi se possono, non costruiscono in aree montane, che sono infatti normalmente senza case, per una millenaria paura atavica che suggerisce essere una pratica pericolosa per due ragioni, i terremoti appunto e in alcune aree per i tifoni.

Per questa ragione, i cinesi rimangono affascinati, ma allo stesso tempo terrorizzati dalle nostre città, il più delle volte abbarbicate sulle rocce e sulle creste, spesso per ragioni storiche difensive, come del resto è anche per l’Aquila.

Non sorprende quindi che gli amici cinesi, resosi conto dei luoghi del disastro, all’unisono abbiano esclamato senza esitazione, che la ragione di tutto ciò era da ricercarsi nell’aver voluto costruire sulle montagne, sfidandole, una conferma dei loro millenari suggerimenti.

Ad avvalorare le loro tradizionali precauzioni, l’“anomalia” di quanto accaduto in Abruzzo: a fronte di un terremoto di così bassa magnitudo, i danni siano stati incredibilmente devastanti. 

Provare a spiegare che in molti casi le case crollate non erano fatte a “regola d’arte”, è però del tutto inutile, visto che la convinzione radicata prevale: in montagna, qualunque tipo di casa, ha poche possibilità di sopravvivere!!!.

Nelle loro analisi emerge anche l’ammirazione sul nostro modo preservare il patrimonio storico esistente, non fatto però solo di chiese e monumenti, ma anche di case d’antichissima origine, nelle quali ancora oggi si vive, come normale nei nostri centri storici.

Da ciò il fatto che, quando un cinese viene in Italia, rimane molto sorpreso che le case più costose non siano quelle nuove ma al contrario quelle più antiche e vetuste, tanto che la prima domanda che ti fa quando ne vede una antica è: “ ma ci vivono dentro?”

Tornando però alle corrispondenze cinesi, in esse emergono due ulteriori punti: il primo che sottolinea il non aver usato i basilari criteri antisismici nella gestione dei nostri centri abitati, il secondo evidenzia alcune criticità nella gestione del periodo pre-scossa.

Secondo i corrispondenti cinesi, i cittadini dell’area, anche a causa delle continue rassicurazioni delle autorità, erano infatti divenuti ormai “avvezzi” alle continue scosse e che quindi avessero abbassato pericolosamente la propria “soglia di attenzione”.

E a proposito di questo fatto, citano una frase detta dal Presidente della Provincia di dell’Aquila, Stefania Pezzopane, che testuale ha affermato “considerando quello che è successo, un po’ più di preoccupazione ed una maggiore attenzione avrebbe potuto salvare vite umane”.

Grande impressione poi oggi ha avuto la storia di Eleonora, trovata viva dopo ben 42 ore.

Qualcosa che, a quasi un anno del proprio terribile terremoto nello Sichuan, ha contribuito a far rivivere ai cinesi il profondo shock nazionale di allora, dal quale ancora oggi non si sono ripresi e che ora li rende estremamente partecipi di quanto sta accadendo in Italia.

Anche perché la Cina non scorda i concreti e consistenti aiuti Italiani delle prime ore del proprio terremoto nello Sichuan, qualcosa di cui sono ancora oggi grati e che ha contribuito a ritagliarci un piccolo e particolare spazio nel loro cuore.

Per cui anche dalla Cina: Abruzzo Jia You (Forza Abruzzo!!)

martedì 7 aprile 2009

Il "Metodo" Giuliani!!

Ben lungi da qualunque polemica, non si può però rimanere che sconcertati dai modi con i quali i vertici scientifici italiani sembrano gestire nella pratica la problematica legata ai terremoti in Italia, a partire proprio dal “metodo Giuliani”, approccio che ai molti che mi hanno scritto, è apparsa “saccenza” allo stato puro.

Va premesso che per l’Italia, risulterebbe fondamentale e sarebbe strategica, oltre ad una concreta pianificazione antisismica nel costruire, anche una seria ricerca in grado di comprendere meglio il funzionamento dei terremoti, cercandone un qualsiasi tipo di previsione, visto l’ingente patrimonio dei nostri centri storici e la logistica a rischio di molti dei nostri centri urbani.

A preoccupare sono infatti le parole dette nel ’97 da Boschi, dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia che ai tempi del terremoto Umbro affermò come anche in Italia “ci dobbiamo attendere un “Big One” paragonabile a quello della California, con magnitudo superiore ai 6, 7 della scala richter che colpirà le regioni meridionali e che farà migliaia di morti, stile quello di Messina”. 

Non si può quindi che rimanere basiti da alcune delle affermazioni di queste ore dei nostri “massimi esperti”.

Tra tutte, quella che veramente ti lasciano di sasso, sono le dichiarazioni rilasciate dal Direttore dell’Istituto Nazionale Terremoti, Giulio Selvaggi che ieri a Rai News 24, ha dichiarato come “il suo istituto NON FA PREVISIONI perché non hanno gli strumenti per prevedere i terremoti!!!

Per quanto prevedere i terremoti sia il Sacro Graal di tutti i sismologi, da queste affermazioni appare comunque chiaro che l’Italia non stia facendo probabilmente tutto il possibile per cercare in qualche maniera, di prevenire fenomeni naturali distruttivi, come e più di quello che ha colpito l’Abruzzo.

Quello che è certo, è che sicuramente siamo ancora molto lontani da quanto stanno cercando di fare altri paesi al mondo e nelle aree a più alta attività tellurica.

Prendiamo il caso di Giuliani. 

Come capita spesso in Italia, in solitudine ( e miseria) ha sperimentato metodi nemmeno troppo moderni od astrusi, come sui media si cerca di far passare, visto che se fosse vero a Taiwan, forse una delle aree a più alta attività tellurica del mondo, sono allora tutti matti, visto che nel 2000 nel centro-sud dell’isola, è stato impiantato un sistema di monitoraggio del Radon, con il quale lavorare seriamente sulla relazione tra eventi tellurici e gli anormali valori riscontrabili nell’area colpita.

Sempre sulle tesi di Giuliani, esistono poi molte pubblicazioni scientifiche di varie università di Taiwan, basate su prove empiriche sul campo da questo “laboratorio” privilegiato, vista la frequenza degli eventi tellurici nell’area, dati che sembrano dimostrare una relazione tra i grandi terremoti rilevati sull’isola e le anomalie nei livelli di Radon riscontrati.

Questi ricercatori hanno pubblicato le proprie ricerche anche in prestigiose Università Americane come ad esempio Stanford, oltretutto molto interessata stando in California e la necessità di monitorare la faglia di S.Andrea, che potrebbe scatenare il “Big One” che può distruggere questa parte d’America.

Ovviamente nella continua lotta tra uomo e natura per cercare di prevedere fenomeni come quelli dei terremoti, siamo ancora nella fase di ricerca e del provarci comunque ad ogni costo, sperando di trovare un metodo valido ed affidabile.

La storia è costellata di successi ed insuccessi per quanto riguarda la previsione dei terremoti, così accade che nel 1975 in Cina fu previsto il terremoto di magnitudo 7,3 di Haicheng, mentre nulla si riuscì a fare nel prevedere quello dell’anno successivo a Tangshan che procurò centinaia di migliaia di morti.

Ma torniamo ai nostri massimi esperti. Sempre nel ‘97, l’allora direttore dell’Istituto Nazionale di Geofisica Rovelli ebbe a dire che “noi non siamo così pessimisti nel pensare che i terremoti non siano prevedibili, riteniamo che la ricerca debba continuare a impegnarsi più a fondo. Esistono diversi fenomeni precursori, di natura geochimica, geofisica, elettromagnetica, il cui studio potrà portare, in futuro, a prevedere l'arrivo di un terremoto distruttivo. Risorse permettendo, l'Istituto avvierà quanto prima un programma di ricerca".

Bene, tutto questo 12 anni fa!

La domanda sorge spontanea: è mai partito il programma di ricerca citato da Rovelli, ma soprattutto Giuliani cosa stava cercando di fare di così terribile, da meritarsi cotanto trattamento??

lunedì 6 aprile 2009

UN PIANO-CASA ANTISISMICA - Pianto da Coccodrillo Italiano: evitabile investendo sulle case sicure!!!

Sempre dopo ogni tragedia simile l'Italia piange i propri morti.

E tutti già a domandarsi: ma non si poteva evitare una tale catastrofe?

Se forse non si poteva prevedere la scossa di per sè, di sicuro costruire meglio sapendo perfettamente che ciò salverà i suoi inquilini, se e quando un terremoto arriva, sembra essere l'unica cosa possibile per evitare che il terremoto possa diventare in una tragedia come quella che si sta consumando in queste ore.

Addirittura, a conferma che qualcosa sul territorrio non sia andato per il verso giusto, sono i crolli e le inagibilità di strutture quali ospedali e dormitori scolastici che dovrebbero dare maggiori garanzie di sicurezza in situazioni come quelle di queste ore.

Nei giorni scorsi si è parlato molto di "piano casa".

Bene, una proposta concreta che in queste ore potrebbe essere fatta, è quella d'investire più che negli "allargamenti" delle case, piuttosto in una azione per mettere in "sicurezza" il patrimonio delle case e dei monumenti, che costruiti non con criteri sismici, oggi si sono dimostrate armi terribili.

Quindi lanciare un PIANO CASA ANTISISMICA, con il quale incentivare gli adeguamenti necessari affinchè fatti del genere non abbiano a ripetersi.

Prendiamo ad esempio il Giappone, dove un terremoto della Magnitudo simile a quello che ha colpito l'Abruzzo sarebbe stato considerato ordinaria amministrazione.

Costruire meglio e secondo principi antisismici, oltre a dare maggiore sicurezza, serve per preservare veramente il nostro patrimonio artistico che come dimostra quanto accaduto in Abruzzo, non è in grado di resistere all'incedere del tempo e che nel contempo rappresenta il nostro valore nazionale.

E' un lavoro enorme, ma che va fatto, prima che ciò caschi sotto il prossimo terremoto o peggio da solo, per sfinita vecchiaia!

Intervista audio e "denuncia" di Giuliani: si poteva prevedere!!!

Qui il link all'audio di Giuliani che spiega meglio quanto da lui affermato e "accusa" i responsabili nazionali che non si è fatto tutto il possibile per evitare questa che continua a definire "prevedibile" tragedia. (Ascolta)

Di seguito la ricerca Google sul tema e le diverse posizioni sulla rete (Link)

Terremoto L'Aquila: ERA STATO PREVISTO!!

Stanotte il forte terremoto che ha colpito l'Aquila.

Ho saputo dell'accaduto dalle notizie cinesi, perchè i giornali online italiani sono ancora tutti con la prima pagina sul missile Coreano!!!

Le fonti cinesi oltretutto non parlano però di una scossa di magnitudo 5.8 della Richeter ma addirittura di magnitudo 6.7!!!

D'istinto, facendo mente locale, mi sono ricordato che era stato AMPIAMENTE PREVISTO nei giorni scorsi.

Sulla questione il responsabile della Protezione Civile Bertolaso mi ricordo però come si scagliò contro, testuale, "«quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false», chiedendo una punizione esemplare. (leggi Corriere della sera del 1° Aprile)

Il "pazzo" era un certo Giuliani del Laboratorio Nazionale del Gran Sasso uno dei nostri massimi laboratori scientifici.

Ora il terremoto, ampiamente previsto, si è dimostrato in tutta la sua potenza, fa paura il fatto che sia accaduto alle 3.32, in piena notte e con tutte le famiglie in casa a dormire.

Dopo l'emergenza, ci sarà da capire perchè la Scienza non è stata presa sul serio visto che avrebbe potuto evitare molte delle molte vittime di questa autentica catastrofe.

Proprio ora su Rainews 24, la Protezione Civile ha confermato che è stato un Terremoto IMPORTANTE, esattamente come previsto da Giuliani.

Ora non è il momento di polemiche. Speriamo solo il conto delle vittime non sia così terribile come le prime immagini sembrano presagire, ma dopo l'emergenza, occorerà fare luce su quanto accaduto, prima di questo terribile evento, proprio per evitare che riaccadano anche nel futuro in Italia o nel mondo.

Update: ora su Rainews24 Bertolaso in persona, ha affermato che è stata una delle "peggiori tragedie dall'inzio del millennio!!". Non solo ha informato che in queste ore il Presidente Consiglio sta per firmare lo stato di calamità naturale e che il responsabile della Protezione Civile, verrà nominato Commissario Straordinario per il Governo. 

Non solo ha confermato, che secondo i suoi dati e quelli delle varie strutture scientifiche da lui coordinate come la Commissione Nazionale Grandi Rischi, le conclusioni di questi "esperti", anche a seguito delle continue scosse delle ultime settimane, furono che "non si poteva prevedere l'evolversi della situazione".

Bertolaso ha anche ammesso che non si poteva prevedere di dover evacuare una intera regione!!

Dopo queste parole ufficiali, appare ancora più evidente che occorra nei prossimi giorni comprendere a fondo chi e come abbia studiato quanto stava accadendo in quelle aree, per poi arrivare a queste terribilmente sbagliate conclusioni che hanno portato a dare addirittura "dell'imbecille"  a chi chessia.

Update: Appena ora Giulio Selvaggi direttore dell'Istituto Nazionale Terremoti su Rai News 24 ha appena detto che il suo istituto NON FA PREVISIONI, perchè non hanno gli strumenti per prevedere alcun terremoto!!! 

Update: Boschi direttore Istituto Nazionale Geofisica ha affermato a Rai News 24 che fosse impossibili prevedere un terremoto e ha affermato di sapere poco sulle dichiarazioni di Giuliani e che secondo lui aveva "solo" previsto un grosso terremoto a Sulmona. 

Morale: Sicuramente qualcosa non torna visto che tra quanto accaduto e le "rassicurazioni"degli ultimi giorni date delle autorità competenti alla popolazione, ce ne passa. 
Si vedrà in seguito se e chi non ha monitorato con adeguata attenzione, visto che sempre secondo Giuliani i sismografi, prima delle fatidiche 3.30 di stanotte sembra avessero già dato "segni" evidenti di quanto poi è accaduto.

martedì 27 maggio 2008

Lago naturale (Post terremoto)



Il terremoto fa paura perchè distrugge ciò che l'uomo costruisce.
Ma i suoi effetti naturali, post scossa, possono esserlo di più.

Ora si corre contro il tempo per "aprire" una via al lago naturale, creatosi proprio sopra una delle città dell'epicentro e che rischia di essere spazzata via se il lago tracimasse.

mercoledì 21 maggio 2008

Internet Cinese in Lutto,


Da quando lunedì scorso il paese ha iniziato la sua 3 giorni di veglia e commemorazione per i morti del terremoto, i siti cinesi sono tutti in lutto.

Come segno tangibile di partecipazione, sono tutti in bianco e nero e tutte le immagini, loghi e contenuti, sono stati rigorosamente privati di qualsiasi colore.

Ad esempio Baidu, il logo è totalmente in bianco e nero ma non solo, se lo si clicca, apre una pagina interamente dedicata ai fatti nello Sichuan.

Stesso discorso per China Telecom; Alibaba, Yahoo China, Google China, Lenovo, Sina, Sohu, Anjia e tutti i siti delle maggiori aziende cinesi, hanno i propri siti internet in bianco e dedicati alle vittime dello Sichuan!.

Internet in Cina è quindi in lutto e partecipa, a modo suo, al dolore che sta unendo tutti i cinesi in queste ore difficili.

Ma non solo, anche sulle televisioni cinesi sono stati banditi i film e gli spettacoli di intrattenimento e in questi giorni è un susseguirsi di informazione sui fatti legati al terremoto o di notiziari totalmente dedicati ad informare su quanto accaduto o sulle attività di soccorso di queste ore.

Nelle città tutti gli spettacoli di intrattenimento e gli eventi pubblici sono stati annullati, come si sapeva ma la partecipazione è totale, incondizionata, senza riserve: il divertimento è bandito in questi giorni di dolore.

Un fatto veramente senza precedenti al mondo, un fatto che ancora conferma il grado di reazione unitaria e di unità del popolo cinese, che di fronte alle avversità reagisce di slancio per superarle, tutti assieme e in maniera convinta, sorretti da una grande condivisa motivazione

Qualcosa dalle nostre parti difficilmente immaginabile che stupisce e tocca nel profondo.

Una partecipazione autentica e genuina. Un modo molto speciale per “elaborare”, tutti assieme, un dolore che ha toccato nel profondo ogni singolo cinese, come mai nella sua storia moderna di questo paese.

Detto questo un commento: ancora ad oggi, a parte gli ammirevoli sforzi del nostro Ambasciatore Sessa in Cina a Chengdu e l’invio di 270 tende nell’area, il nostro governo non ha presentato le proprie condoglianze ufficiali presso una delle rappresentanze diplomatiche cinesi, cosa del resto fatta nei giorni scorsi dal presidente degli Stati Uniti Bush, da quello Francese Sarkozy e anche lo stesso Consiglio dell’ONU e il suo segretario Ban Ki-Moon.

Un assenza di “tatto” diplomatico, rispetto ad una incredibile tragedia umana che anche se apparentemente lontana, non può lasciarci indifferenti, anche e soprattutto a livello istituzionale, un modo concreto per unirci al dolore dei cinesi e manifestare il nostro rispetto alle migliaia di vittime in queste ore difficili.

lunedì 19 maggio 2008

Il terremoto orgogliosamente “interattivo”.

Tutta la Cina alle 14.28 di oggi, si è fermata per tre minuti per commemorare le proprie decine di migliaia di morti, provocati dal più terribile terremoto della propria storia.

Tre minuti impressionanti, per intensità ed unità in tutta la Cina, dove alle sirene ufficiali, si sono associati i clacson di auto, bus, camion e treni su tutte le strade cinesi.
Un fatto unico, che dimostra quanto profondamente questo terribile evento entrerà nella storia delle Cina moderna e nelle memorie di tutti i cinesi.

Tre minuti seguiti da un altrettanto intenso “China Jia You”, l’urlo che si lancia allo stadio per sostenere la propria squadra del cuore nei momenti difficili.

Quanto accaduto oggi, è un evento unico nella storia cinese, mai il popolo cinese si è ritrovato nelle strade per manifestare tutto assieme, nello stesso momento, il proprio cordoglio ed “urlare” il proprio amore per il proprio paese.

E’ stato come se in questi lunghi 3 minuti, i cinesi potessero finalmente “scaricare” tutta la tensione emotiva accumulata in questa settimana e questo suono “urlato” rappresentasse il dolore profondo che accomuna tutti loro.

Dalla lettura dei giornali italiani non appare evidente la “portata” del terremoto che ha colpito la Cina lunedì scorso, oltre alle quotidiane cifre dei morti.

Bene, per essere chiari l’area colpita è di oltre 100.000 Km quadrati. E’ come se un terzo della penisola italiana fosse stata colpita da un terremoto di magnitudo 8 o se preferite tutto il Portogallo o tutta la Sud Corea. Gli effetti distruttivi del terremoto hanno colpito qualcosa come 23 milioni di abitanti, un terzo della popolazione italiana!!

Una vera catastrofe naturale!!.

Insomma il (Super) terremoto, al 2° posto nella speciale classifica” dei peggiori terremoti del 21 secolo, in Cina è stato di una dimensione Continentale.

Non stupisce quindi che da lunedì scorso, per i cinesi sia iniziata quella che chiamano “battaglia” verso la normalità, una tragedia attorno alla quale, la Cina si è ritrovata unita a tutti i livelli, in uno slancio di solidarietà umana ma anche e soprattutto di spirito di “corpo”, di un profondo rinvigorito orgoglio di essere cinesi, che ha contagiato tutti i livelli della società.

Dalle storie che i media cinesi trasmettono, in evidenza sono gli atti eroici dei propri militari, poliziotti, medici e volontari e i miracolosi salvataggi anche a 150 ore dal sisma, ma soprattutto gli atti di profonda solidarietà di queste ore, come quello della poliziotta che avendo partorito da poco, non ha esitato ad allattare alcuni neonati, sopravvissuti ai propri genitori rimasti sotto le macerie.

Condividere, partecipare tutti uniti, sembrano essere le parole d’ordine che animano tutti i cinesi.

La tragedia ha attivato una profonda reazione a livello nazionale ma anche internazionale, tanto che proprio in questa occasione e per la prima volta, un volo da Taiwan è giunto all’aeroporto di Chengdu, superando tutte le difficoltà politiche e le “distanze” di questi anni, che di fatto non consentono collegamenti diretti tra Taiwan e Cina se non in occasione di festività particolari.

Ma la cosa che colpisce di più, è l’incredibile mole di informazioni che quotidianamente vengono rese disponibili sui diversi media cinesi, tanto che sulle tv è possibile vedere mappe interattive e satellitari delle diverse località colpite in presa diretta, così come le spiegazioni sulle dinamiche che hanno provocato la distruzione di intere città montane.

Attraverso questi aggiornamenti aerei, è oggettivamente possibile valutare con precisione i danni che le terribili scosse hanno causato ma anche osservare come le montagne, sbriciolatesi per la violenza delle scosse, abbiano distrutto interi paesi, tutte le linee di comunicazione e molte infrastrutture fondamentali.

Ma in questi aggiornamenti si nota come la situazione sia ancora lontano dall’essere normalizzata. Infatti le scosse di assestamento continuano a susseguirsi come quella di stamattina di magnitudo 6 Richter, dove le montagne scaricano pericolosamente detriti, tanto da essere descritte come “fumanti” .

Questo evolversi della situazione preoccupa non poco, anche e soprattutto per molte infrastrutture fondamentali che apparentemente sembrano passate indenni dalla grande scossa di lunedì scorso. Occorre ora verificarne a fondo le reali condizioni di stabilità, in particolare per quanto riguarda i circa 400 dighe o bacini idrici, fondamentali anche per continuare ad approvvigionare sia i sopravvissuti che l’esercito di soccorritori giunti nella zona.

Così come gli impianti nucleari presenti nella zona che il governo ha informato essere integri e in condizioni di sicurezza.

Ora la nuova priorità è evitare il diffondersi di pericolose epidemie e pertanto sono partite le operazioni di disinfettazione nelle diverse aree colpite.

In parallelo sono però anche iniziate le indagini ufficiali, relativamente ai tragici fatti che hanno colpito l’opinione pubblica cinese ed internazionale, quali il crollo di qualcosa come 6.898 scuole.

Dai primi riscontri, si sono già riscontrate violazioni nelle disposizioni ministeriali in materia di norme antisismiche, come ad esempio la disposizione che gli edifici scolastici non dovessero superare i 5 piani o quella relativa ai materiali di costruzioni dei tetti e delle infrastrutture.

Quanto accaduto avrà ripercussioni a livello Nazionale soprattutto visto l’impegno diretto, personalmente espresso dai vertici governativi in queste ore.

In particolare l’incredibile tempismo nell’intervento del Premier Cinese Wen Jiabao, che in poche ore è giunto sull’epicentro del terremoto, spronando i soldati a superare tutte le difficoltà causate dai danni per arrivarci, seguito a breve da una forza di intervento militare di oltre 150.000 unità, ha sicuramente contribuito a mantenere alto il morale nel momento dell’impatto e a dare il via alla corsa contro il tempo, dove tutti i cinesi si sono sentiti “toccati” nel profondo del proprio animo ed uniti nel contribuire come potevano.

In queste ore sono arrivati i primi gruppi internazionali di professionisti da tutto il mondo come quelli dalla Sud Corea, Giappone, Russia e Singapore, ulteriori gocce nel mare degli interventi attivati in risposta all’immane tragedia, dalla quale la Cina farà tesoro per il proprio futuro, fatto anche di “prove” come quella terribile di queste ore.

Ora la Cina ha iniziato il proprio 3 giorni di lutto nazionale annullando tutte le attività ricreative, compreso il tour della torcia olimpica.
Un momento di riflessione profondo, per finalmente poter elaborare la tragedia che direttamente o indirettamente ha colpito tutti i cinesi.

martedì 13 maggio 2008

Terremoto in Cina: Updates

Apocalissi nello Sichuan (oltre 12.000 morti - 60.000 dispersi)

Le luci dell’alba stanno fornendo un quadro più dettagliato di quanto accaduto nello Sichuan ieri pomeriggio.

Dalle primissime immagini che finalmente stanno giungendo dalle zone dell’epicentro si comincia a comprendere quanto devastante è stato questo terremoto e il livello dei danni che ha provocato.

E’ come se una grossa bomba fosse caduta in questa area distruggendo tutto e tutti.

Quello che fa impressione, sono le montagne e le colline che si sono letteralmente sbriciolate a valle, distruggendo strade, case, linee elettriche ed idriche, uccidendo migliaia di cinesi.

Fino ad ora il conto del morti ha superato le 10.000 vittime, ma vista la portata delle devastazioni, l’ampiezza dell’area colpita e impossibilità di raggiungere ancora molte delle località colpite, fanno pensare che sia del tutto provvisorio.

Le tv cinesi (vedi immagini) stanno trasmettendo le immagini di alcuni luoghi colpiti e nonostante le devastazioni a cui si assiste sono ancora di zone “lontane” dall’epicentro, in quanto non sono ancora riuscite ad arrivarvi a causa delle devastazioni prodotte.

Da ieri è in corso una gigantesca mobilitazione e una corsa contro il tempo che vede protagonista l’esercito, che da queste parti ha anche funzioni di "protezione civile" e che ha avuto l’ordine dal Premier Cinese di arrivare, ad ogni costo, anche a piedi!!!, nelle aree più colpite e ancora non raggiunte.

Il primo obbiettivo che ai militari è stato assegnato è quello di liberare le strade dalle enormi pietre che le hanno interrotte.

Acqua, luce e gas sono interrotti. Questo crea forte preoccupazione, anche perché il terremoto ha letteralmente sradicato dalle fondamenta qualunque strutture umana in una area tra le più povere del paese.

A peggiorare la situazione dei soccorritori, nel disperato tentativo di liberare le migliaia di cinesi ancora sotto le macerie, ci si è messo il tempo e le continue piogge di queste ore.

Le previsioni meteo per i prossimi giorni non sono migliori, anzi, sono annunciate piogge torrenziali, che certo non aiuteranno a risolvere le già precarie condizioni in cui da ieri vivono migliaia di cinesi, che ancora non sanno se la propria casa sarà o meno abitabile a causa dei danni.








Altri video televisioni cinesi:


















lunedì 12 maggio 2008

Terremoto in Cina : in attesa di notizie

Quanto accaduto oggi in Cina è ancora da comprendere veramente nella sua reale gravità.
L’impressione è che le cifre che circolano siano tutt’altro che definitive, vista l’area nella quale tutto è accaduto, ancora difficile da raggiungere per i danni ricevuti.

Certo è che più o meno tutta la Cina è stata colpita dal più forte terremoto della storia, della stessa intensità che colpì il paese nel 1976: 7.8 gradi della scala Richter.

Le notizie che arrivano a Shanghai sono ancora frammentarie.e anche i dispacci televisivi sembrano essere in attesa di aggiornamenti di uno scenario complessivo tutt’altro che chiaro.

Dopo l’emergenza neve di pochi mesi fa, ora la Cina sta preparandosi ad affrontare un'altra catastrofe naturale.

La dicono lunga le priorità indicate dal primo ministro cinese, Wen Jiabao, in viaggio verso il luogo del disastro: ripristinare elettricità, acqua e comunicazioni.

Il problema adesso è comprendere fino in fondo come si sono comportate le costruzioni e i grattacieli dell’area colpita sperando che rimanga isolato, lo sfortunato caso della scuola che ha intrappolato i suoi 900 studenti. Ma è ancora troppo presto per dirlo con certezza, troppo vasta l’area colpita e troppi i problemi di comunicazione affinché le notizie arrivino tempestivamente.

Il paese ha vissuto con preoccupazione ma in maniera ordinata l’evento naturale che l’ha colpita.
In particolare a Shanghai, nonostante la distanza dall’epicentro, il terremoto è stato sentito distintamente anche se di un ordine di grandezza inferiore.

Surreale è stato il fuggi fuggi comunque ordinato da tutti i grattacieli della città e l’attesa per strada a cui si è assistito oggi. Nessuna scena di panico.
Personalmente, nel momento del terremoto, ero in prossimità del metrò. Le strutture di tutte la città non sembrano aver subito alcun danno evidente e tutto ha continuato a funzionare in maniera regolare.

Il problema adesso è capire veramente sia andata e a sentire le parole del primo ministro in viaggio verso il luogo del sisma, il paese si sta preparando al peggio e dai sui vertici sarà ancora una volta chiamato ad una “reazione” unitaria di tutte le sue strutture governative, nazionali e locali.

Speriamo però che stavolta, tali dichiarazioni, siano un comprensibile eccesso di zelo del Primo Ministro cinese e non invece un monito preparatorio ad una devastazione ancora tutta da scoprire.