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sabato 20 febbraio 2010

Anteprima su Sanremo: Risultati dalla Cina: Vince Pupo - Principe di Savoia!!!

In anteprima, dopo aver rivisto con attenzione le performances dei diversi artisti, visto il fuso  (obbiamo andare a dormire !) siamo costretti a "rivelare" i risultati e la Classifica finale del 60° Festival della Canzone Italiana, direttamente da Shanghai, classifica che gli Hacker cinesi, confermano essere tale!!

1° Pupo - Principe Emanuele di Savoia con la canzone: "Italia Amore Mio"
2° Noemi con la canzone "Per tutta la vita"
3° Marco Mengoni ( versione Solis String Quartet), con la canzone: "Credimi Ancora"

Va fatto notare come il primo posto della canzone "Italia Amore Mio", non sia mai stato in discussione e che ha surclassato le pur originali performaces soprattutto di Marco Menegoni, sicuramente ritenuto, dalla attentissima giuria cinese, "un artista molto interessante" e quindi è stato decretato il vincitore del premio dalla "critica".

Un commento è d'obbligo: grande vantaggio la canzione vincitrice se lo è costruito utilizzando le "leve sonore classiche" che ci caratterizzano in tutto il mondo ed ora sembra essere sulla strada della famosissima canzone di Cotugno "sono un italiano vero", che dopo le nostre arie d'opera, prima di tutto il mitico "vincerò" e l'innarrivabile "O Sole Mio", oramai spesso eseguito in versione Cinese sulle televisioni nazonali, è canzone molto nota all'estero.
Ora tocca al televoto italiano. I Cinesi hanno votato!! (gli Hackers anche)....

mercoledì 29 aprile 2009

Concerto per il Papa: Direttrice d’Orchestra Cinese

Nella storia, lo sport e la musica, sono state molte volte capaci di arrivare a risultati inaspettati, dove invece la diplomazia aveva spesso fallito.

Il concerto di domani, offerto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano a Papa Benedetto XVI e che si terrà a Roma nella sala Nervi alle ore 17,15, sembra essere uno di questi momenti.

Oltre a rappresentare una occasione d’incontro tra le Istituzioni Italiane e Vaticane dopo il caso Eluana, sarà caratterizzato anche da un altro aspetto: a dirigere l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, sarà la Direttrice d’Orchestra Cinese Xian Zhang.

Un debutto di grande importanza per il nuovo Direttore Musicale dell’Orchestra Verdi, carico di significato, che fresca di nomina, si troverà domani “catapultata” in questo importantissima evento.

Nata a Dandong, 36 anni, sposata e recentemente divenuta madre, Xian Zhang, con la propria musica, sembra essere anche una incoraggiante portatrice di un messaggio positivo, che si spera, sia il preludio per sempre migliori relazioni tra Santa Sede e Cina.

Direttrice di grande spessore e di grande esperienza, nonostante la giovane età, dopo le sue brillanti recenti esperienze alla Filarmonica di New York e all’Orchestra Sinfonica di Chicago, si è fatta anche molto apprezzare in tutta Europa per la qualità delle sue esecuzioni.

Nonostante tutto ciò, Xian Zhang non esista a sottolineare come “senta” molto l’evento di domani, anche perché il suo “insigne spettatore” è anch’esso un fine musicista, “elemento di cui ho tenuto conto nella stesura del programma del concerto”.

E la Verdi, diretta dalla “effervescente” bacchetta della Xian Zhang, eseguirà domani un programma articolato, tra cui Haydn (Sinfonia n. 95 in Do minore), Mozart (Sinfonia n. 35 in Re maggiore K. 385 e Ave verum Corpus K 618), Vivaldi (Magnificat in Sol minore RV 611).

All’evento, che sarà trasmesso in diretta televisiva da RaiTre e da Radio Vaticana, parteciperanno le più importanti autorità Vaticane, esponenti del mondo politico ed Istituzionale, della finanza, della cultura e della società Italiane

Comunque sia, tutti gli occhi domani saranno puntati proprio su Xian Zhang e la sua Orchestra, che la stessa Zhang si augura di trasformare in una delle 20 Orchestre più importanti al mondo.

Dalla Cina” ha affermato la Zhang, “in molti mi hanno chiamato, dicendosi orgogliosi che una donna cinese dirigesse un concerto per il Papa”.

E noi dalla Cina, non possiamo che farle un “in bocca al lupo”, per questo importante concerto e per tutto quello che potrà fare per ridare smalto alla Verdi e lo spazio che merita, nel contesto musicale internazionale. 

mercoledì 28 febbraio 2007

Made in Italy: Insegnare l'Italia delle emozioni (2): O' Sole "Nostro"



(scritto e pubblicato su CorriereAsia - 26 Febbraio 2007 con Marzia De Giuli)


Negli ultimi anni in Cina si sono succeduti molti tipi di missioni italiane per cercare di veicolare l'Italia, i suoi luoghi, i suoi valori: un paese amico e un partner per i cinesi.

Ma dove le varie missioni governative, confindustriali e regionali avevano fino ad allora fallito, l'Orchestra Italiana di Renzo Arbore è invece riuscita appieno.

La tournée, patrocinata dalla Regione Campania e dal gruppo Cis Interporto Campano, svoltasi negli scorsi giorni a Pechino, Tianjin, Nanchino e Hangzhou, si è conclusa in bellezza conquistando anche la più "fredda e commerciale" Shanghai.

Presentatasi al Grand Theatre come uno scanzonato gruppo di professionisti e consumati saltimbanchi, l'Orchestra Italiana, capitanata da Renzo Arbore, esattamente come il pifferaio magico, ha realizzato un autentico miracolo: "squagliare" i cinesi.

L'artista, missionario della musica popolare napoletana ma in particolare di quel modo tutto napoletano (italiano) di porsi, è stato in grado, meglio di tante parole, di fare sentire cosa vuole dire "essere italiani", oltre le cartoline di facciata.

Gli spettatori cinesi conoscevano già O' Sole Mio e Santa Lucia, ma sono usciti dal teatro con un'idea diversa e autentica di che cosa è la canzone napoletana. "Commovente e raffinato": così hanno definito il concerto.
In un'intervista all'apertura del tour, Renzo Arbore aveva dichiarato: "E' stato davvero un pubblico generoso". Troppo modesto: l'artista non ha conquistato i cinesi perché conoscevano già O' Sole Mio e hanno ascoltato gentilmente il resto, ma perché ha svelato loro il vero volto della canzone napoletana. La fama di cui alcuni brani godono in Cina è stata un trampolino di lancio per "educare" il pubblico alla vera qualità.

Per esempio, presentando un'insolita versione di O' Sole Mio, riferita al tramonto, più malinconica e difficile rispetto a quella diffusa in Cina, giocosa e in un certo senso "banalizzata".

Per realizzare tutto ciò, il buon Arbore, mastro saltimbanco, ha usato un semplicissimo trucco, ha trasformato i cinesi da spettatori in partecipanti al concerto, e nel momento in cui il tenore cinese ha intonato la versione cinese di "O sole mio" e il soprano cinese la versione tradotta di "Santa Lucia", lo ha trasformato nel "loro" concerto.

Osservarli nelle prime file è stato fantastico: da un nervoso muovere delle gambe dell'inizio, si è passati ad un "timidissimo" uso delle mani, per finire nella apoteosi delle braccia alzate, spellamento delle mani e canto connesso.

A seguire le magistrali evoluzioni jazzistiche di Gegè Telesforo, pure senza alcuna necessaria traduzione, hanno trascinato i cinesi che si sono immedesimati, immersi nei suoni e colori che arrivavano dal palco.

Tutto poteva andare come da canovaccio, visto che molti dei brani sono conosciuti su scala planetaria. Ma alla fine i cinesi hanno cantato "Ma la notte no", ovviamente non uno dei classici della musica napoletana, tradotta in cinese nel suo ritornello così bene da apparire credibile.

L'intelligenza di Arbore è stata nel creare un mix perfetto di scontato e non. La conclusione, Funicolì Funicolà, animata dal pubblico italiano in visibilio, ha letteralmente conquistato anche i più composti. Il tutto con grande eleganza e raffinatezza, da dieci e lode.

E le premesse erano tutt'altro che rosee: una partenza (troppo) commerciale nello stile dei marketing manager che stavano dietro l'organizzazione.

Il triste rito della traduzione che se da una parte consentiva ai cinesi di capire, dall'altra contribuiva ad annoiarli non poco.
Ad un certo punto, la domanda dei cinesi accanto è stata: ma scusa, quando arriva qualcosa di diverso dai soliti eventi di presentazione che vediamo tutti i giorni? E la risposta non ha tardato ad arrivare.

Finalmente, quando i Marketing Manager hanno consentito ad Arbore di fare l'Artista che è e alla sua orchestra di spiccare il volo, la metamoforsi ha avuto inizio.

Unica "nota" negativa, tutti i palchi erano vuoti. "Siamo alla conclusione del Capodanno cinese e molta gente è ancora in vacanza", è la spiegazione diffusa. Ma il teatro tiene meno di duemila persone e si trova nella People's Square, nel pieno centro di Shanghai.

Da notare che i biglietti erano a distribuzione gratuita. Non sarebbe stato il caso di invitare "calorosamente" più persone, riempiendo così i tanti posti andati sprecati? Ma si sa che spesso le autorità italiane trascurano certi "particolari", quindi, commenta una signora appena uscita dal teatro, "per fortuna c'è la cultura a recuperarci".

L'evento di ieri sera ha dimostrato come portando la cultura italiana direttamente a contatto con i cinesi, possa essere non solo accettata ma realmente vissuta con trasporto. Il successo delle iniziative che si sono susseguite in Cina negli ultimi mesi -- come l'arlecchino di Strehler e la recente rassegna di cinema italiano -- conducono a un'importante conclusione: il popolo cinese sa riconoscere il valore delle cose belle.

Alla fine anche gli italiani presenti non hanno potuto che constatare che nemmeno dieci missioni di Confindustria potrebbero realizzare quanto un "semplice saltimbanco" è stato in grado di fare: convincere che andando in Italia i suoni e le passioni sono quelli sentiti ieri sera sul palco del Teatro di Shanghai.

A emergere ieri sera è stata l'autenticità del marchio "O' Sole Mio". Alcuni italiani non hanno partecipato al concerto di Arbore perché convinti che la canzone napoletana in Cina, cantata nei Karaoke, sia diventata un "falso". E' lo stesso atteggiamento che molti hanno nel campo commerciale: o l'autentica pasta De Cecco, o niente.

O Armani, o niente. Ma sono necessarie pazienza ed elasticità: prima di vendere l'autentico made in Italy, vendiamone l'immagine, nell'attesa che i cinesi raggiungano il livello economico e culturale per apprezzare la vera qualità. Lo ha dimostrato Renzo Arbore.

Fino a poco tempo fa, 'O Sole Mio era una canzoncina suonata nei karaoke, uno stereotipo che a detta di molti sviliva la cultura italiana. Ieri l'Orchestra Italiana ha mostrato ai cinesi la sublimità artistica di questo pezzo d'arte. Gli spettatori sono rimasti entusiasmati.

Ma sarebbero andati al concerto se non avessero mai ascoltato O' Sole Mio nei karaoke? Molti di loro no. L'immagine distorta di un marchio italiano ha creato i presupposti per apprezzarne l'autenticità. Dobbiamo seguire lo stesso percorso anche con gli alimenti, con le automobili, con l'abbigliamento.

Costruiamo l'interesse, l'idea, prepariamo il terreno per portare noi "l'originale", prima siano i cinesi stessi a scoprirne il valore e ad appropriarsene.

Lasciamo per il momento che si creino un'immagine anche superficiale dei nostri prodotti, ma trasmettiamone la cultura. Perché, fra non molto, i cinesi saranno in grado di riconoscere la bellezza, quella vera, e guarderanno al vero made in Italy con lo stesso sguardo estasiato di ieri sera.