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domenica 10 aprile 2016

Grazie Gianni!

Caro Gianni,
inaspettata, la notizia della tua scomparsa mi è arrivata a Shanghai come una saetta da un sms di un caro amico comune.
Mi ha annichilito.

Paradossalmente arrivata al termine della visione di un film come "Last Knights" che in qualche maniera ha contribuito ad amplificare il dolore delle immagini del film delle cose vissute assieme: prima come studente, poi come Glamm, fino all'essersi ritrovati del 2003 e l'inizio di quella cavalcata concordata assieme che mi ha portato qua in Cina, a fare le cose che pensavamo potessero cambiare il mondo ed aiutare a migliorare l'Italia. 

Più dolorosa perchè dopo la tua ultima telefonata nella quale ti dissi che avevo bisogno di un pò di tempo dopo la morte di mio padre per finire quanto iniziato, tu mi dissi "appena sei pronto chiamami, mi raccomando, ci conto!"

Ora che ero pronto a sorprenderti, pronto a tornare in Italia per condividere quanto fatto, tu te ne sei andato così. Difficile da accettare.

Quanto fatto ora non avrà più lo stesso gusto e mi mancheranno terribilmente quel rincontrarsi del tuo, nostro ritrovarsi così speciale: i fiumi di parole del condividere, analizzare, immaginare, il decidere, sempre come se non si fosse mai andati via. 

Ma soprattutto mi mancheranno i tuoi occhi contenti, entusiasti di quegli incontri, occhi entusiastici e che facevano trasparire l'orgoglio di quello che stavamo cercando di fare.

Qualcosa che solo in un'altra persona ho potuto vedere: mio padre.

Flash di immagini e sensazioni a partire dalle nostre frequentazione quotidiane iniziate con una frase che allora mi sorprese non poco "butta via tutti i biglietti da visita"!

Un apparente annullamento della mia personalità e professionalità che solo dopo compresi era il tuo primo passo per sgombrarmi la mente e così lavorare su nuovi contenuti ed obbiettivi senza alcuna mia reticenza.

Una apertura mentale che tu alimentasti con un confronto franco, profondo a tutto campo, politica, tecnologia, filosofia, innovazione, tue esperienze, problemi del mondo, possibili soluzioni, dialoghi che inizialmente mi vedevano quale ascoltatore estasiato e poi giorno dopo giorno, si trasformavano in botte e risposte, fino al piacere profondo di riuscirti a sorprendere.

Brainstormings sotto forma di "duelli mentali", una palestra incredibile con cui giorno dopo giorno mi hai forgiato e di cui ti sono grato. 

Non mi scorderò mai quando ad un certo punto di questo percorso e al termine di uno di questi brainstormings mi chiesi "dammi del tu", visto che per il profondo rispetto che avevo per te, nonostante tutto insistevo ad usare sempre il lei.

A cui seguì l'onore di diventare il tuo braccio destro su alcune iniziative, l'orgoglio del  tuo rispetto e del sentirsi chiedere pareri sui temi più disparati, da te gigante su tutto e io allievo di cotanto genio e il mio mito di quando ero semplice studente.

Così come mi rimase impressa la tua soddisfazione di allora nell'appendere nel corridoio del dipartimento nella bacheca il mio regalo di fine anno di allora: una cornice con scritto al suo interno "thinking outside the box".

Soddisfazione perché era una immagine da me firmata e quindi la ritenevi degna di essere proposta a tutti quale esempio da seguire. Un gesto simbolico importante che mi colpì.

Dopo questa prima fase di preparazione, iniziare "senza biglietto da visita" a fare le cose pensate assieme quale parte di una strategia complessiva condivisa di valori, obbiettivi e frutto degli scambi, dei dibattiti e delle analisi quotidiane. 

Ma non senza avere predisposto un nostro metodo personalissimo nella gestione dei conflitti e delle cooperazioni che non mi ha più abbandonato e che applico in tutto quello che faccio: la condivisione degli egoismi.

Infatti dai vari brainstormings si arrivò alla sintesi che chiedere alle controparti quali fossero non le vere intenzioni ma i veri desideri non negoziabili (gli egoismi appunto), rappresentasse un modo per semplificare le relazioni e ridurre la possibilità di errori futuri nelle cooperazioni (e i conflitti).

Un approccio geniale by GDA che ogni volta che utilizzo, gli interlocutori ne risultano estasiati siano essi Italiani, Cinesi o Americani, governativi o multinazionali e confermo, funziona!

Tante le cose che avevamo deciso si potessero fare assieme ma come primo passo optammo nel dare vita al DITE (Digital Interactive Television Experiences) per farlo diventare canale con il quale provare a contaminare le imprese e aiutarle ad innovarsi attraverso l'uso del digitale per crescere. 

Stiamo parlando del 2005 e di Open Innovation se ne parlerà seriamente solo 10 anni dopo!

Come DITE attivammo assieme a UNIMI il primo master sulla televisione digitale interattiva, così da inserire nel percorso formativo tradizionale quelle competenze trasversali necessarie per eccellere in questo settore allora agli albori, oggi l'asset delle aziende più innovative che usano il video interattivo per amplificare l'engagement sui propri clienti sui canali social.

Come sai il DITE fu poi la causa del mio arrivo in Cina. Il tutto accadde quella sera che ricordandoti del regalo di fine anno appeso in bacheca mi dissi "Alberto qua c'è poco da fare, le resistenze sono troppe. Per cambiare bisogna ribaltare il tavolo".

E guardandomi dritto negli occhi mi dissi: "Dove si può andare dove le nostre competenze servono veramente e contemporaneamente poter condizionare l'Italia dall'esterno?"

Quel "nostre" mi colpì e segnò il passaggio ad un nuovo livello d'azione in comune, di un "ripensare il futuro" assieme. Anche perchè tu ti stavi accingendo ad andare in pensione e questo mi parve il tuo modo per girare pagina, proiettandoti al futuro.

Iniziammo quindi a pensare ai paesi, luoghi senza limitazioni ma la scintilla arrivò quando ad un certo punto mi hai mostrato l'album di tue foto di quando firmasti l'ultimo accordo Telecom tra Italia e Cina prima della chiusura del 1989.

L'entusiasmo che vedevo nei tuoi occhi per quel tuo gesto e quella firma, contribuì a farmi proporre che la Cina potesse essere il luogo giusto dove andare per cambiare le cose, una continuità a quell'atto da te realizzato. 

Quindi decisi di andare in "avanscoperta" in un viaggio in quella che poi diventò la mia seconda patria, dove mi sono sposato e dove continuerò a vivere a lungo.

Naggia a te Gianni! Era il 2006.

Mi ricordo l'entusiasmo delle nostre teleconference su Skype dove ti aggiornavo di quanto accadeva, di cosa vedevo, tutte cose che aggiungevano spunti e curiosità ai nostri brainstormings quotidiani e dove tu continuavi a consigliarmi, valutare assieme, provare a definire nuove azioni.

Fino al giorno che mi dissi "è giunto il momento che tu inizi a scrivere, non un saggio, un racconto ma le analisi delle tue esperienze live".

Fu così che scoprì un lato di me che non conoscevo e che tu invece avevi visto: la mia passione nello scrivere.

Grazie all'appoggio dell'altrettanto entusiasta Angelo (Perrino), iniziò così il percorso su Affari Italiani, fatto di analisi delle cose italiane con gli occhi cinesi, un modo traversale che portò a circa 300 articoli e parecchie prime pagine. Articoli tutti regolarmente commentati assieme o frutto dei nostri brainstormings quotidiani.

Vivido il ricordo delle acrobazie delle nostre discussioni, così come il piacere intenso quando si arrivava ad una sintesi che consentisse, con le parole. di trasferire azioni concrete e missioni, come il motto "rottamare la povertà" che è nato in questo contesto dall'analisi congiunta del fenomeno cinese e la ricerca di un obbiettivo condivisibile a livello globale.

Ti piacque così tanto che in seguito diventò un tuo cavallo di battaglia e nostra mission in QIAO LAB.

Una cavalcata che finì per coinvolgere anche mia moglie Wei Hong e che in uno dei nostri rari rientri in Italia, ti presentai mangiando assieme nel ristorante cinese vicino a casa tua e che tu inondasti di domande, curiosità, mentre lei tornò stregata e tua fans sfegatata.

Fu proprio in questo ristorante cinese che abbiamo fatto l'ultima cosa assieme di persona ed anche è l'ultimo mio ricordo di te Gianni.

L'ultima sequenza del nostro film, ben diversa da quella da noi auspicata per il prossimo maggio, perché eravamo pronti a presentarti di persona, in un viaggio a sorpresa, il frutto di un lavoro stealth di quasi 3 anni che riassume quasi tutti gli obbiettivi e le intuizioni condivise nella nostra cooperazione.

Ora però ti devo lasciare andare, ma era giusto farti sapere tutto questo prima del tuo ultimo viaggio.

Sarebbe stato troppo non poterlo fare inchiodato qua a Shanghai.

Ti voglio bene.

E ancora Grazie per tutto quello che hai fatto!

Alberto

sabato 6 febbraio 2016




Auguri di Buon Anno Cinese della Scimmia a tutti voi!!!


lunedì 6 aprile 2015

Saluti di Buona Pasqua e Buona Festa dei Morti (con funerale annesso!!)


Prima di tutto un ringraziamento gli amici che hanno inviato i graditi auguri di Buona Pasqua, che ricambio di cuore.
Incredibilmente però qua a Shanghai, per il gioco delle fasi lunari, sul calendario cinese quest'anno la Pasqua coincide con la Festa dei Morti (Qingming festival).

Tra l'altro in famiglia abbiamo avuto un lutto nei giorni scorsi (madre di mia moglie) e il funerale si è atteso di celebrarlo proprio ieri (il giorno di Pasqua!) perché è tradizione che ciò accada durante la festa dei morti.

Quindi al tradizionale giro del cimitero visita parenti e riti propiziatori di "contatto" con i defunti, tipici di questa data, si è aggiunta anche la tumulazione vera e propria.

Il bello della vita!

Un'esperienza che ancora una volta spiega come tutto sia relativo: nello stesso istante c'è una parte che festeggia la resurrezione e nello stesso luogo, nello stesso momento, una parte festeggia la morte (con tanto di pranzo, parte integrante nel rito della festa dei morti cinese, essendo questa di per sé una festa).

L'occasione anche per un viaggio nel passato di tante storie legate a persone strettamente connesse a chi mi è più caro, ma che nello stesso tempo ti porta a rivere storie di un passato così diverso.

Una sorta di universo parallelo in terra, che ti obbliga, per le azioni e riti a cui assisti e che inevitabilmente ti coinvolgono, a dover riflettere non una volta ma bensì molte volte sui tuoi valori: essere cattolico, essere laico, essere agnostico, essere ateo.... ?

Impossibile far finta che tutto ciò non lasci un segno.

Perché non puoi fare a meno di confrontarti con la tua identità interiore quando attizzi il fuoco con cui "invii" denaro al padre di tua moglie che sulla tomba, tra i tanti caratteri cinesi, ha stampato a chiare lettere anche il tuo nome quale "adorato marito della figlia".

Così come non puoi riflettere sul perché tutti coloro che ti circondano, così ardentemente abbiano fatto tanti chilometri ed ora fanno cose per te inspiegabili, come sparare petardi nel cimitero, manco fosse il primo dell'anno ed altri atti che i tuoi occhi interiori faticano a comprendere.

Per rendere l'idea, è un pò come se per tre giorni all'anno nei nostri camposanti, per noi simboli di pace, silenzio, meditazione, serenità, all'improvviso arrivassero tutti i parenti dei defunti e questi iniziassero una festa di fronte alle tombe con tanto di mangiate e bevute, accensione di fuochi con i quali "inviare" i generi di conforto per la vita extra terrena del caro di turno (prodotti alimentari, soldi etc.), il tutto corredato da fuochi artificiali quale festeggiamento.

Tutti questi atti legati ad una tradizione millenaria di oltre 2.500 anni (ben prima di qualunque Cristiano praticante).

Una esperienza a dir poco propedeutica per la visione serale del bel film Interstellar, un viaggio profondo dentro l'imponderabile, fatto di segni dal passato e di futuri paralleli, il sacro graal per la scienza, la speranza comune che unisce chiunque di noi ieri stesse festeggiando la Pasqua o la festa dei morti secondo la tradizione cinese ma anche chi non sentisse il coinvolgimento per entrambe le festività. 

Un valore universale.

Per cui dopo tutto ciò, non posso che inviarvi un Buon Futuro a tutti voi!

sabato 3 gennaio 2015

giovedì 16 ottobre 2014

L'Hub cinese in Italia cresce e la tua azienda è subito in Cina!

(By Taste of Italy - Qiao Lab Shanghai)

Bergamo, 9 Ottobre 2014 - Nell'ambito delle attività di sviluppo dell'Hub cinese con base a Bergamo (Link), ora le aziende italiane possono interagire con le sue funzioni e strutture attraverso il pannello all'indirizzo http://bedesk.biz e beneficiare dei seguenti vantaggi operativi:

  • hanno accesso diretto alla nuova Free Trade Zone di Shanghai (FTZ) e così possono beneficiare dei vantaggi vigenti in materia fiscale, extradonganale e di gestione semplificata della procedura doganale, per i propri prodotti, con completo supporto logistico.
  • possono gestire la commercializzazione / distribuzione multi-distributore / multi-canale dei propri prodotti con supporto diretto in Cina (B2B e B2C)
  • possono utilizzare i diversi canali e-Commerce Cinesi (Tmall, JD etc..) in maniera combinata tra loro, direttamente come azienda cinese e non come azienda straniera, ottimizzando i costi di gestione di startup ed operativi.
  • possono gestire l'importazione e l’esportazione dei prodotti da e per la Cina direttamente senza bisogno di terze parti / intermediari, con notevole vantaggio economico.
  • possono usufruire di una serie di utili servizi quali: gestione del magazzino, partecipazione a fiere, eventi ed esposizioni, traduzione, registrazione marchi e brevetti, assistenza di professionisti, tailored virtual office, ricerca di partners/finanziatori
  • possono creare proprie reti di negozi / insegne direttamente, senza la necessità di attivare alcuna società in Cina ed evitando i problemi burocratici di startup e gestione day by day
  • possono gestire la comunicazione, la promozione, l'adverstising sia tradizionali che digitali ( Web, Social, e-commerce) dei propri prodotti / marchi direttamente in Cina come azienda cinese, avendo vantaggi sia in termini di gestione dei costi e potendo integrare tali azioni direttamente all'azione distributiva e commerciale paese
  • possono usufruire del programma Alliance per la distribuzione sui canali e nei corners Taste of Italy (Link Alliance)
  • possono essere inserite sul eprocurement Taste of Italy (Link Taste of Italy)
Grazie al BE-HUB Cina-Italia di Bergamo, l'azienda italiana attiva un canale diretto con la Cina che le consente di abbattere drasticamente i costi e nel contempo, massimizzare i propri vantaggi operativi!

Per maggiori informazioni (Link Taste of Italy)
o scrivere alla email
Taste ot Italy è divisione della società cinese Qiao Lab Group con sede a Shanghai (http://qiaolab.com/ita)

lunedì 9 settembre 2013

Firmato accordo con secondo gruppo agroalimentare cinese per la distribuzione di prodotti Made in Italy in Cina

Dall'accordo in esclusiva tra le società cinesi Taste of Italy (Qiao Lab Group) e la Shanghai Haibo Group, società governativa logistico / distributiva del gruppo Bright Food, il secondo gruppo agroalimentare cinese, nasce Taste of Italy Alliance Buying Team.

Taste of Italy Alliance Buying Team è nella sostanza una piattaforma di acquisto (Buying platform) basata in Cina, un team misto tra le due società che ha come missione quella di selezionare le migliori eccellenze del Made in Italy agroalimentare per poterle distribuite sia sulla rete dei negozi del gruppo Bright (oltre 3.300 punti vendita) che nei supermercati ed e-commerce partner del progetto.

Le aziende italiane selezionate potranno così, da un lato disporre di un sistema logistico / distributivo dedicato di alto profilo su cui contare direttamente in Cina e contemporaneamente, accedere al programma di screening e promozione Alliance che in sinergia con i diversi punti vendita, possa supportarne i brand e i prodotti sul mercato e favorirne così la vendita.

Tre le fasi che caratterizzano il programma Taste of Italy Alliance Buying Team:

1) pre-selezione (accreditamento):
sulla base delle indicazioni e richieste emerse negli incontri programmatici con i canali distributivi e vendita partner del progetto, vengono selezionate le aziende che rispondono ai requisiti ritenuti vincolanti per poter essere inseriti nel catalogo Alliance.

2) test mercato (market screening):
le aziende che avranno superato la pre-selezione, saranno coinvolte in un primo test di mercato da effettuarsi in una selezione di punti vendita, così da poter verificare la risposta dei consumatori cinesi, raccogliere le indicazioni utili e valutare i punti di forza e/o gli eventuali interventi necessari sul prodotto / packaging.

3) distribuzione
Successivamente al test di mercato e sulla base delle valutazioni e richieste raccolte dai diversi canali e punti vendita, verrà concordata con il singolo produttore la strategia distributiva in termini di quantità che sarà acquistata da Taste of Italy Alliance Buying Team, le modalità operativa utilizzate, le condizioni finanziarie, pagamenti e tutti i dettagli logistici e contrattuali connessi.

Parecchie poi le novità in merito alle azioni sul mercato cinese che saranno sviluppate potendo fare leva sulle competenze, le infrastrutture logistiche e tecnologiche di cui dispongono i due partner cinesi, in un approccio combinato multicanale che possa favorire un sempre maggiore contatto tra i prodotti Made in Italy e il consumatore cinese, sia nei negozi reali che negli ambienti digitali, e-commerce e social.

Fondamentale sarà anche la sinergia tra le aziende italiane e l'Alliance Buying team, per così poter cooperare assieme nel trasferire il valore dei prodotti e delle aziende selezionate, sia nella fase commerciale che in quella promozionale e poter lavorare congiuntamente sulla definizione e preparazione dei packaging ed etichette più adatti al mercato, in una "costruzione prodotto" che è uno degli elementi caratterizzanti il progetto Taste of Italy Alliance.

Un gioco di squadra per aiutare concretamente le aziende del Made in Italy a competere direttamente sul mercato cinese, supportate e sostenute da partner cinesi affidabili e di alto livello, tagliando tutti i costi di infrastruttura e gestione operativa, in una azione di creazione e riconoscibilità del brand / prodotto da parte del mercato per così favorirne la crescita della domanda e quindi la vendita.

Le aziende interessate ad aderire al progetto Taste of Italy Alliance Buying Team possono farlo scrivendo al seguente indirizzo email: alliance@tasteitaly.biz.

Maggiori informazioni sul programma Taste of Italy Alliance si possono trovare all'indirizzo: http://tasteitaly.biz/alliance

giovedì 16 maggio 2013

Come i tablets vengono utilizzati in Asia?



Da una ricerca IDG era emerso di recente come in Africa solo il 55% degli utenti possedesse un Tablet, comparato con una media mondiale del 71%.

Ma il vero dato interessante era il livello reale di utilizzo dove emergeva come ben l'80% degli utenti africani ne facesse un uso quotidiano, un livello decisamente superiore al 61% registrato a livello glabale. E come si comportano gli utenti asiatici?.

Di seguito la ricerca IDG che cerca di mettere a fuoco la dinamica del pianeta Asia.

sabato 5 gennaio 2013

E se China Mobile "spegne" Tencent? (Telco vs. OTT)

qq_mobile

Grande tensione in queste ore tra China Mobile e Tencent che viene accusata dall'operatore mobile cinese di non ripagare adeguatamente il traffico che utilizza con il proprio QQ, o meglio, di ottenere solo briciole dal leader dei social cinese, considerando che secondo l'operatore mobile, ben il 40% del ricavo generato da QQ sarebbe legato proprio al traffico generato.

Situazione che potrebbe diventare esplosiva se le due parti non trovano un accordo rapidamente, visto che China Mobile ritiene non produttiva e più sostenibile una situazione come quella attuale, dove l'operatore telco riceve solo 5 Yuan (0,61 €) ogni 20 MB di traffico.

Le proposte sul tavolo sono da "far tremare i polsi" per quanto riguarda Tencent: o il leader del mercato social (con quasi un miliardo di account attivati) "riduce" il proprio traffico generato sull'operatore mobile o l'operatore intenderà rivedere le quote di revenue share sul fatturato che Tencent sta generando utilizzando le linee di China Mobile.

Quale "stimolo" ad un accordo, l'operatore mobile ha fatto sapere che in assenza di alcun accordo, Tencent rischia lo spegnimento da parte di China Mobile, cosa che equivarrebbe ad una catastrofe inimmaginabile.

A questo punto frenetiche le trattative per arrivare ad evitare lo spegnimento di QQ ma anche la consapevolezza che quanto verrà deciso per Tencent, inevitabilmente sarà l'esempio e la traccia per simili trattative con gli altri operatori OTT cinesi.

E a livello globale, un punto a favore di chi anche in Europa si auspica una rivisitazioni nei rapporti tra operatori telco e OTT sulla gestione dei guadagni futuri. Situazione ancora tutta in divenire e c'è da star certi, con prevedibili ripercussioni a livello globale.

martedì 4 settembre 2012

Ai cinesi piacciono le Free Apps


Il mondo delle Apps iOS appare è in continua crescita, ma analizzando la tendenza sul mercato cinese, le prospettiva di redditività sembrano essere molto diverse da quelle auspicate da molti analisti. Le free apps rappresentano infatti un must in continua crescita.

Ad aiutare questa tendenza, è il crescente successo del jailbreaking che divenuto legale negli USA nel 2010, in Cina rappresenta un strumento formidabile che sta contribuendo alla creazione di un corposo mercato di free apps.

Evidenti gli effetti: in Cina il download di una iOS app genera solo 3 centesimi di dollaro, un decimo di quanto accade negli USA (0,28 USD). La sensazione è che questa guerra tra Apple e gli hackers sulla libertà di download, a partire da quanto sta accadendo in Cina ed Asia, sicuramente contribuirà ad una profonda riflessione in merito agli investimenti sui progetti futuri in App iOS, così come a rendere meno cool le aziende apps-centriche.

lunedì 3 settembre 2012

Apple paga 60 Mln di dollari per marchio iPad in Cina ma ora cosa farà per il marchio iTV?


Apple ha accettato di pagare 60 milioni di dollari alla società cinese Proview, per porre fine alla disputa sul marchio iPad sul mercato cinese iniziata due anni fa.

Con questo accordo che rappresenta solo il 0,45 per cento delle entrate di Apple in Cina per l'anno fiscale 2011, ora per Apple potrà tornare il sereno sulla distribuzione in uno dei mercati più competitivi.

Come tutte le dispute, se da un lato Apple può ora gioire, il suo contendente Proview sembra invece che dovrà portare i libri in tribunale, visti gli oltre 400 Mln. di debiti esistenti che si auspicava di coprire proprio attraverso la richiesta di danni fatta ad Apple che oscillava guarda caso tra 400 Mln e i 3 miliardi di dollari.

Un caso da manuale che dimostra come il mercato cinese necessiti di particolare attenzione da parte delle aziende, anche e soprattutto per quanto riguarda la registrazione del proprio marchio e così evitare costose e problematiche azioni a tutela.

Ma tornando ad Apple, ora sembra profilarsi all'orizzonte una seconda "grana" forse peggiore : infatti il marchio iTV è di proprietà della ben più tonica Haier, gigante cinese degli elettrodomestici.

Cosa succederà se alla fine Apple dovesse decidere di utilizzare questo marchio per commercializzare sui mercati internazionali il suo nuovo gioiello per la televisione del futuro? Questo potrebbe essere già definito uno scontro tra titani, anche considerando la crescente presenza internazionale su cui sta lavorando la Haier e che potrebbe portare la disfida addirittura negli USA.

domenica 8 luglio 2012

Quanto quadagnano i cinesi? Tabella anno 2011

Volete sapere quali sono i salari medi cinesi (pre-tax) suddivisi per aree geografiche?

Bene di seguito la tabella ufficiale per l'anno 2011.


giovedì 14 giugno 2012

Accordo fatto tra Zynga - Sina in Cina per Draw Somethings in Cinese


Accordo fatto tra Zynga e Sina per la versione cinese del gioco Draw Somethings, in sinergia con Sina Weibo e i suoi 300 milioni di utenti.

Il Social Mobile game acquistato da Zynga per 180 Mln di Dollari e che a livello mondiale ha avuto oltre 50 milioni di download nei primi 50 giorni, è così riuscito ad entrare sul mercato cinese, nonostante un grosso svantaggio iniziale: la partnership con Facebook che non permetteva l'accesso degli utenti cinesi che infatti si stavano assottigliando giorno dopo giorno.

Ed è così che con una nuova interfaccia in Cinese e una localizzazione per così dire "furba", utilizzando parole inglesi di rilevanza per la cultura cinese (come Zhang Fei, il famoso generale della antica cina), ora Draw Somethings è pronto per essere utilizzato anche dagli utenti con account su Weibo, che così potranno provare a disegnare quello che vorranno con un click sul proprio mobile.

E Zynga ringrazia.

lunedì 11 giugno 2012

I tempi cambiano: Samsung (e i brand internazionali) si ritirano dal mercato cinese dei condizionatori d'aria.


Una notizia di quelle che rendono l'idea del cambiamento in atto: Samsung chiude la fabbrica cinese di condizionatori d'aria ed esce dal mercato cinese.

Secondo alcune voci interne all'azienda, i tagli di inizio anno del personale alla fabbrica di Suzhou sono stati l'antipasto al definitivo stop di tutta la linea di produzione.

Una vera sorpresa, visto che Samsung, arrivata in Cina nel 2000, aveva goduto di un grande successo, tanto da essere stata elogiata dai consumatori cinesi sia per l'affidabilità che per il design. Perchè allora Samsung ha preso questa dolorosa decisione? Una risposta secca: troppo piccola la quota di mercato attuale per garantire qualunque tipo di redditività futura.

 Infatti, al successo che fino al 2005 sembrava inarrestabile, è seguita una costante perdita della quota di mercato che ora veleggia sotto il 2%. Questo a causa della crescente pressione esercitata dai produttori cinesi, che da un lato hanno imparato a fare prodotti ad un livello tecnologico simile a quello di Samsung e dall'altro hanno sfornato una quantità impressionante di prodotti, con capacità produttive per Samsung inarrivabili.

 Un colpo mortale per l'azienda sud coreana e le sue ambizioni in Cina che invece di rilanciare ha così preferito ritirarsi, forse anche dopo aver analizzato la precedente decisione della LG nei mesi precedenti di ritirarsi dal mercato dei condizionatori d'aria in Cina.

Una situazione di mercato che sembra però accomunare tra loro Sud Coreani e Giapponesi, visto che marchi come Daikin, Toshiba ed Hitachi possono disporre di una quota di mercato sotto il punto percentuale, in una incredibile "caporetto" dei top brand asiatici in Cina.

Segno dei tempi e di quando per i cinesi l'acquisto del prodotto straniero era un atto di selezione qualitativa. Una situazione cambiata radicalmente negli ultimi anni, tanto che ora i cinesi sono in grado di produrre prodotti in grado di competere a livello internazionale, situazione che dal 2010 ha portato al ritiro di molti marchi internazionali, ora oltretutto molto preoccupati per le dinamiche future sui propri mercati nazionali.

venerdì 8 giugno 2012

L'E-commerce vola in Cina e trascina la crescita del paese

Segnatevi queste cifre:
- 933 Miliardi di dollari.
- 2,9 Milioni di nuovi posti di lavoro creati nel 2011.

Sono i numeri complessivi dell'e-Commerce Cinese attuale!.

Con un incremento del 29,2% nell'ultimo anno, rappresenta l'arma segreta (nemmeno tanto) per incrementare lo sviluppo del commercio interno, la sfida con la quale il paese intende uscire dal modello di paese terzista del mondo ed export oriented.

A colpire sono però anche gli spazi di crescita disponibili, visto che "solo" 100 miliardi di dollari sono rappresentati dalla quota del retail online, il 4,2% delle vendite complessive al dettaglio in Cina, una quota che si stima possa diventare il 7% entro il 2015.

I segreti di questo successo sono molti, ma ci sentiamo di segnalarne un paio: formazione e vigilanza. Formazione, per dare supporto a quello che è di fatto una lotta al Digital Divide nel paese.

Non è un caso che l'e-Commerce sia diventato l'unica fonte di sostentamento per intere comunità in molte aree sperdute del paese, passate al verbo dell'e-Commerce digitale direttamente dall'agricoltura in pochi mesi.

Vigilanza, quale strumento per dare serenità agli utenti sulla validità e sicurezza del sistema nel suo complesso, fatto che sprona il consumatore ad usare i pagamenti digitali senza troppe remore.

Il tutto sotto la supervisione del governo che come detto da Qiu Hong del ministero del commercio cinese, "intende favorirne una crescita sana" Ma è analizzando a fondo i dati che emergono altre interessanti tendenze: per esempio in Shanghai, le vendite online cresciute del 69% e arrivate a quasi 9 miliardi di dollari, hanno finito per superare del 20% le vendite dei negozi tradizionali della città.

Un dato che segnala come in Cina la svolta digitale sia da tempo avvenuta, ma rappresenta anche il livello raggiunto nella "guerra" in corso tra negozi on - line e off line. Una situazione che sta generando alleanze trasversali tra gli operatori per creare concrete sinergie e nuovi servizi.

Emblematico è il caso di Wal-Mart che ha acquistato di recente la quota di controllo del sito di e-commerce cinese Yihaodian, un'azione che la dice lunga su quali potrebbero essere gli sviluppi futuri e le dinamiche del settore. Ora non resta che vedere come l'e-Commerce cinese riesca a vincere la prossima sfida: la internazionalizzazione digitale.
Ma questo è tutta un'altra storia!

mercoledì 6 giugno 2012

CINA MOBILE: i cinesi preferiscono lo smartphone alla propria tv.


Da un recente sondaggio realizzato da Google, emerge come di fronte ad una scelta "secca" smartphone - tv, più della metà degli intervistati cinesi preferisce rinunciare alla TV che al proprio dispositivo mobile.

Infatti il 54 per cento dei consumatori intervistati, preferisce l'utilizzo dei dispositivi mobili rispetto a guardare la TV, un dato interessante per quanto riguarda il potenzialie di sviluppo del mercato.

"Certamente la rivoluzione mobile della Cina non sta arrivando - è già qui," Così si è espresso dopo aver letto i dati Jason Spero, responsabile mondiale Mobile Solutions di Google.

E i numeri sembrano confermare questa impressione: un terzo dei consumatori cinesi nelle aree urbane sono infatti già possessori di smartphone utilizzati normalmente per fare ricerche, navigare in Internet, fare social networking, inviare e-mail e guardare video online.

 Un dato impressionante che con il suo 33% di penetrazione di mercato pone la Cina davanti alla Germania (29%), ma ancora dietro agli Stati Uniti (44%).

Comunque il mercato cinese, secondo le analisi, deve ancora esprimere il suo meglio, considerando il crescente utilizzo degli smartphone sia nell'area e-Commerce che e-Wallet, dove i numeri già in gioco sono da capogiro (oltre 23 miliardi di dollari di transazioni).

venerdì 1 giugno 2012

Pechino ringrazia Marco, l'eroe italiano. Ha salvato decine di cinesi dalle fiamme

(Pubblicato su Affari Italiani - 1 giugno 2012)  

Marco Scaioni, professore Italiano di Geo-Informatica alla Tongji University, sicuramente non si aspettava di diventare a suo modo un eroe e l'oggetto delle discussioni sui media cinesi a causa di un gesto da lui stesso definito: "naturale". Tutto ha inizio da un evento che avrebbe potuto diventare tragico: l'esplosione di un autobus di linea all'ingresso della Tongji University. Marco Scaioni di 43 anni che sulla sua bicicletta stava entrando nel campus universitario, sentito il botto non ci ha pensato un istante e si è precipitato sul luogo. Fortunatamente i passeggeri erano già riusciti a saltare fuori dall'autobus in fiamme. Marco ha però fatto qualcosa che ha colpito i cinesi presenti: non sapendo parlare in cinese, ha cercato con il proprio "body language" di spiegare il rischio potenziale alle persone che cercavano di avvicinarsi pericolosamente al mezzo in fiamme. Marco Scaioni, fino all'arrivo della polizia, è stato l'unico volontario presente sul luogo.  

Un gesto che gli è valso la gratitudine e gli applausi dei presenti ma che ha anche alimentato le discussioni sui media cinesi che oltre a definire Marco il "buon samaritano italiano" hanno finito per porre anche una inaspettata domanda: perché di recente i protagonisti di gesti simili sono sempre expat stranieri e non cinesi? Un vibrante confronto on-line e sui media cinesi che ha finito, forse esagerando, nel compare tra loro le filosofie e culture occidentali e cinesi, da cui è comunque emersa la diffusa preoccupazione che quanto accauduto alla Tongji University sia il segno dei tempi che cambiano, sempre più caratterizzati da una crescente diffusa filosofia della "self-protection". Un crescente egoismo personale connesso a quello che viene definita "cultura dello spettatore", un modo passivo di reagire agli eventi senza volerne essere in qualche modo coinvolti o cercare di intervenire, un approccio che il gesto di Marco ha il merito di aver portato alla riflessione nazionale.  

Sicuramente Marco continuerà la sua vita di sempre e continuerà ad arrivare come se nulla fosse con la sua bicicletta alla Tongji University . Ma dall'altro giorno c'è da star certi che sarà seguito dagli occhi carichi di ammirazione dei propri studenti e di quel tipico passaparola cinese di chi lo ha visto quale esempio da imitare per avere una società civile migliore e che finirà per raccontare, magari ingigantendole, le gesta del buon samaritano italiano!

E' marcio il mercato delle APPs Cinese?


Cosa sta succedendo ad oriente nel "fiorente" mercato delle APPs? 

Apparentemente le cose non stanno andando come gli stessi operatori cinesi si auspicavano ai suoi inizi. 
Il mercato cinese delle APPs appare infatti pesantemente condizionato da un approccio orientato alla copia, che non gli consente di crescere sul modello occidentale e di favorire la crescita di "campioni nazionali" in grado di attrarre investitori locali o internazionali. "Ci scapperà il morto", così si è espresso Haopei Jiang fondatore di iApp4Me. 

Il problema principale sembra essere la vocazione al plagio e alla violazione dei diritti a partire dalle interfacce. "Ogni minuto" un plagio!. Crittografare è inutile!".

Un grido di impotenza di fronte alla spietatezza dei copiatori che finiscono per procurare al mercato un doppio danno: l'appropriazione dello stile insito nelle applicazioni ma anche degli studi (costosi) relativi alle interfacce che ogni applicazione contiene. 

Un approccio che sembra però ritorcersi contro, visto che se da un lato nel breve da l'impressione alle aziende di aver ottenuto risultati concreti in grado di aiutarle a crescere, dall'altro sembra essere proprio la motivazione per cui non riescono a perseguire alcun serio consolidamento nel medio periodo. Al plagio si aggiunge poi un secondo problema: "mi copia, l'ho copiato". 

In questo autentico marasma che sembra caratterizzare il mercato delle APPs, alla fine le aziende cinesi stanno iniziando a fare i conti con una ciclicità che le sta avviluppando attorno a cause legali spesso prive di senso, tanto è difficile verificare chi ha copiato prima o chi è stato copiato. 

Il caso emblematico è la causa tra i due colossi cinesi Netease e Tecent, che da tempo se le stanno dando di santa ragione nelle aule dei tribunali dopo essere state a lungo stretti partner, tanto che l'uno utilizzava la tecnologia del secondo, la stessa che ora dice che l'altro ha copiato. 

 In questa situazione non sorprendono quindi i dati che sottolineano come sul mercato del mobile games cinese solo l'1,4% è stimato essere originale mentre per le Apple iOS solo l'1,9% del totale. 

L'azienda innovativa cinese che sviluppa APP risulta così "strangolata" e ad aggravare tutto un terzo problema questa volta strutturale del mercato ICT cinese. A differenza che negli USA, il mercato cinese è infatti poco orientato alla acquisizione e più dedito a riprodurre i successi con mezzi propri. 

Un percorso dove alla acquisizione in stile USA è preferita la copia, un approccio che non consente di creare valore nelle aziende come invece accede negli USA. Questo spiega anche perchè i colossi cinesi, ben diversamente di come accade negli USA, non generano gli stessi effetti positivi di trascinamento attorno al proprio sviluppo, in un mercato caratterizzato da copie e acquisizioni a costo zero delle competenze. 

E la situazione ha dell'incredibile. Le aziende cinesi non riescono a crescere nonostante spesso siano coinvolte in progetti di altissima importanza con milioni di download, aziende che nonostante tutto finiscono per avere fatturati giornalieri ridicoli che poi spesso sfociano nei suddetti problemi di plagio (subito o praticato), magari a causa di una fuoriuscita di propri dipendenti. 

Ciliegina sulla torta un ulteriore aspetto sembra aggravare la situazione per il mercato delle APPs Cinese: l'unico "giudice" di questo nuovo mercato è l'APP STORE stesso, così le vie legali per difendersi sono ardue e un percorso costoso che scoraggia chiunque a cercare di difendere i propri diritti e cercare di non perdere valore. 

Insomma l'assenza di regole e norme giuridiche in grado di stare al passo con la velocità con il quale si sta muovendo il mondo delle APP cinesi sta quindi favorendo il deterioramento del mercato interno, in una operazione di cannibalismo che non sta favorendo gli operatori locali nella loro crescita e consentire loro di poter arrivare a competere sugli scenari internazionali. 

Una situazione che non sembra "vedere la luce" e che sta letteralmente bruciando generazioni di programmatori cinesi, in un mercato che al di là degli impressionanti numeri complessivi che sta generando, sembra marcio dalle fondamenta.

martedì 22 maggio 2012

Cina: condannato hacker di 16 anni che rubava carte di credito con il suo maestro


Un hacker di 16 anni è stato condannato dal Tribunale del Popolo del distretto di Changning a Shanghai a due anni di carcere (con la condizionale) per aver attaccato due siti web commerciali giapponesi e rubato più di 6000 carta di credito . 

A parte il fatto che il protagonista sia un minorenne, ancora più inquietante è la storia emersa durante il processo: i pubblici ministeri cinesi hanno infatti evidenziato come Zhao Chenchen, studente presso una scuola professionale locale, quando aveva poco meno di 15 anni, avesse aderito ad una chat online di hackers e cominciato ad imparare i rudimenti per diventare un hacker attraverso il supporto di un sedicente "maestro", 

Ed è così che dopo un primo tirocinio, il suo "maestro" finisce per chiedere a Zhao di passare lo scorso anno dalla teoria alla pratica e di attaccare alcuni siti web stranieri assieme a lui. 

Zhao non ci pensa due volte e la coppia attacca in quei giorni diversi siti web commerciali giapponesi che vendevano mobili, computer e materiali da costruzione. 

Durante queste azioni Zhao ruba anche i dati di più di 6.000 carte di credito che poi nei giorni successivi il suo maestro vende, dando a Zhao 22 mila yuan ($ 3.494). Durante l'udienza in tribunale Zhao ha ammesso di aver preso i soldi dal suo maestro, ma ha però dichiarato che non sapeva che le informazioni da lui trafugate fossero state vendute per creare carte di credito clonate.

 Morale, il giudice ha condannato Zhao ad una pena ritenuta dallo stesso "mite" sia perché Zhao si è dichiarato colpevole ma anche perchè nel frattempo erano intervenuti i suoi genitori che oltre a restituire i soldi ricevuti, hanno provveduto a pagare una multa di 20.000 yuan. 

La storia di Zhao ha comunque contribuito a squarciare il velo su un inquietante sottobosco che sembra caratterizzare l'IT cinese contemporaneo, qualcosa che non può lasciare indifferenti, un lato oscuro della rete dove molti minori rischiano di finire "vittime" di presunti "maestri di vita", rischiando così di fare la fine di Zhao. 

E in queste ore c'è da essere certi che altri piccoli hackers stanno preparandosi sotto la guida attenta dei propri "maestri" ad emulare le gesta di Zhao: chi sarà il prossimo?

domenica 6 novembre 2011

G20: Cina aspetta (seri) chiarimenti dal"Condominio Europa"


Il G20 di Cannes non sembra aver raggiunto obbietti concreti e soprattutto non sembra aver contribuito a dipanare i dubbi cinesi relativamente ad una convinta partecipazione nel salvataggio della zona EURO. 

Al di là delle dichiarazioni ufficiali da parte Europea che cercano di minimizzare l'evidente staticità sostanziale di questo vertice, la partenza "anticipata" della delegazione Cinese, sembra testimoniare l'idea che i cinesi a Cannes si siano limitati a rispettare il cerimoniale degli incontri bilaterali fissati senza alcun trasporto ed entusiasmo, quasi si fossero resi conto di essere stati spettatori di un ben altro (spiacevole) spettacolo del "Condominio Europa". 

La decisione di aderire concretamente al progetto di salvataggio della EU è stato quindi ufficialmente rimandato ad altra data, sicuramente a quando gli europei chiariranno le reali intenzioni (ed interessi) dietro questo gioco delle parti che nei due giorni francesi alcune volte ha raggiunto livelli tragicomici. 

Prima di tutto la Grecia: che lancia un referendum, poi lo annulla, poi lo rilancia e lo riannulla, in un balletto con tanto di fiducia parlamentare, di un Reality che non contribuisce a far comprendere se vorrà (o riuscirà) a rispettare gli impegni presi il 26 ottobre scorso in ambito EU. 

Poi l'Italia: tutti concordano che il vero problema per l'area EURO sia l'Italia, paese che però non sembra riuscire a rassicurare nessuno, tanto che al G20 si è di fatto accettato (stabilito) il principio di commissariamento dell'operato di Governo nei prossimi mesi. 

Vista l'instabilità e le nebbie che coprono gli sviluppi delle diverse iniziative degli stati membri, i Cinesi al momento hanno quindi deciso di stare alla finestra, sperando di ricevere chiarimenti veri nelle prossime settimane. 

Ma il G20 non ha centrato anche un secondo obbiettivo caro alla delegazione cinese: l'aumento dei "diritti speciali di prelievo" (Sdr) che di fatto alimentano il Fondo Monetario Internazionale (FMI), istituzione ago della bilancia per mettere una pezza alla situazione europea e su cui si sta giocando il braccio di ferro tra Brics - paesi sviluppati nella definizione di nuovi pesi nella sua gestione. 

Di contorno ma che conferma una situazione complessiva molto delicata, è anche il fallimento degli accordi sulla Tobin Tax che doveva attivare il principio di una maggiore pressione fiscale sulle transazioni finanziarie. Il non essere andati oltre le intenzioni, dopo le iniziali disponibilità pesanti come quella Americana, conferma che le intese su questo tema sono ancora in alto mare. 

Per ora quindi solo una cosa è certa: i Cinesi stanno alla finestra sulle questioni del fondo salva stati Europei, riprendendosi l'autonomia di decidere in tempi migliori sul quando contribuirvi in maniera significativa. 

Quanto questo G20 abbia quindi realmente contribuito a migliorare la situazione globale non appare chiaro, sicuramente ha contribuito ad evitare il baratro che l'eventuale conferma del referendum greco avrebbe potuto provocare, ma ha di fatto lasciato aperte tutte le questioni principali. 

Una indecisione che può costare cara in termini finanziari, visto l'incalzare della speculazione che potrebbe trovare nuova linfa proprio da queste debolezze e poca chiarezza. 

Qualcosa che in qualsiasi momento rischia di trasformarsi in paura o contagiosi attacchi di panico. Il tutto ben lontano dagli auspici che i Cinesi si attendevano con questo G20 di ratificare accordi che favorissero la crescita e la stabilità finanziaria a livello globale. 

Ma evidentemente "Condominio Europa" non è ancora pronto per tutto ciò!