lunedì 9 marzo 2009
sabato 29 settembre 2007
venerdì 21 settembre 2007
Basta con lo “squadrismo” digitale ( e verbale)
mi rivolgo a te, in quanto “responsabile morale” di tutte quelle persone che richiamandosi a te, attraverso il tuo blog, in questi mesi stanno attuando quotidianamnete piani di “squadrismo digitale”, contro questo e contro quello, seguendo i tuoi “incitamenti”.
Mi rivolgo a te, perchè firmatario dell’invito al V-DAY, nel quale testualmente tu scrivi: “L'8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta.” Uno “strano invito” per una semplice “festa di piazza” per le famiglie, come da te sottolineato, in tutti i tuoi interventi successivi.
Mi rivolgo a te, in quanto ormai non chiami più gli altri tuoi concittadini italiani, votati da altri italiani, attraverso regolari elezioni, con i loro nomi ma da uomo di satira pungente, con “nomiglioli” o attributi, che magari fanno sorridere tutti ma sono poco rispettosi sia delle cariche ricoperte, sicuramente non lo sono per i cittadini che li hanno votati.
Mi rivolgo a te, perchè sicuramente i nostri politici e non da oggi, non hanno dato prova di rispettare fino in fondo, qualche volta offendendo, il voto ricevuto e il patto con il proprio elettorato. Ma anche se molti sono d’accordo con te su questa questione, il rispetto delle persone, viene prima di tutto e la “lotta” per il cambiamento, va sottolineato, può essere realizzata SOLO attraverso la creazione di soggetti politici, in grado di utilizzare i percorsi istituzionali che un paese democratico come il nostro, dispone, strumenti migliorabili se non perfetti, ma civili e democratici.
Mi rivolgo a te, perchè hai recentemente scoperto la “potenza” di Internet nell’aggregare, comunicare, informare, unire, uno strumento fantastico di conoscenza collettiva ma che ora viene usato spesso alla stregua dei “manganelli virtuali”, contro questo e quello, con molte discussioni nel tuo blog, che hanno poco di costruttivo, ma molto di “squadrismo digitale”.
Mi rivolgo a te, perchè le parole, gli esempi e le metafore da te usate vengono poi utilizzate dai tuoi emuli, visto che per loro sei un “leader” da seguire, imitare, tanto che in molti già si definiscono “grillini” in tuo onore, una definizione dietro la quale, sta però crescendo un modo di risolvere i grandi problemi italiani che MOLTI, sottolineo MOLTI italiani, non condividono per nulla.
Io sono prima di tutto un semplice cittadino e in quanto tale ti chiedo di cercare di offrire un esempio positivo, non solo nei contenuti, ma anche nella forma, visto che qualcuno che “non sa leggere e mette la bomba”, come afferma Berlusconi nella famosa intercettazione con Dell’Utri, potrebbe anche non essere solo una “triste battuta”, in quel caso oltretutto vera, della sempre più triste storia, di una sempre più triste Italia.
Di Italiani “Incazzati” ce ne sono molti di più di quelli che hai visto scendere in piazza al tuo invito al V-DAY. Ma sono anche i molti che, nonostate questa “rabbia” interiore quotidiana, in rispetto di se stessi e del proprio paese, stanno cercando il cambiamento non attraverso la “facile” strada dell’eccesso e della provocazione o dello scontro ad ogni costo ma contribuendo a cambiare in meglio, alla formazione di nuovi partiti o il cambiamento di quelli esistenti o anche solo con il proprio semplice esempio quotidiano dove possono.
Ricordati di tutta questa gente “silenziosa”, prima di lanciare altri “anatemi” contro questo o contro quello, utilizzando “l’arma digitale” di cui ora senti di disporre, per cambiare il corso degli eventi nazionali ma che deve rimanere un “patrimonio positivo” per tutta la nazione.
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Alberto Fattori
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20:48
Contesti: China, Cina, Grillo, Riflessione dalla Cina
lunedì 17 settembre 2007
Il Grillo “Politico 2.0” parte da Pescara (e dai comuni d’Italia)!
Nessuna reale organizzazione politica nazionale, almeno per il momento, ma l’invito ai cittadini di concentrare le loro energie localmente, creando proprie Liste Civiche, il tutto con il supporto degli “strumenti internet” per il loro coordinamento che lo stesso Grillo renderà disponibili a breve.
Il motto lanciato ieri da Grillo è semplificabile in: “l’Italia si cambia dai comuni (e con Internet)”.
Per incanalare le energie liberate con il V-DAY, Grillo ha deciso di lasciare “libera scelta” ai MeetUp o a gruppi di cittadini, di creare proprie liste civiche, a ruota di quello già successo a Pescara in questi giorni.
In breve, l’organizzatore del MeetUp locale, ha già fondato una lista civica per presentarsi alle prossime elezioni per il Comune di Pescara.
La lista, chiamata “Pescara in Comune”, oltre che essere guidata dal responsabile del MeetUp locale, utilizza nel suo il suffisso “by Amici di Beppe Grillo” e come logo riporta al suo centro, uno “stilizzato” ed “incazzato” Grillo.
Sul sito della neonata formazione politica pescarese, si precisa che il logo utilizzato “ha ricevuto il nullaosta” dello stesso Grillo.
Stesso discoro per quanto riguarda il suffisso “by Amici di Beppe Grillo”, “autorizzato dallo stesso Grillo, precisando che però la lista sarà totalmente autonoma rispetto alla sua persona e viceversa”.
Va aggiunto che sul sito della nuova lista civica, a proposito proprio del V-Day, si annunciava come “Con l'occasione (il V-DAY) distribuiremo un volantino per spingere la cittadinanza tutta alla formazione della lista civica. Una lista civica che vuole essere espressione di reale Democrazia (governo del popolo)”.
Quanto successo a Pescara era stato “segnalato” a Beppe Grillo sul suo Blog da alcuni sostenitori del V-DAY, come una “strumentalizzazione”, che secondo loro, doveva essere impedita, ora invece appare evidente che, alla luce delle ultime dichiarazioni di Grillo, è stata la “prova generale” del nuovo corso post-V-DAY.
L’operazione “politica” pescarese, molto probabilmente, sarà quindi tra quelle che saranno avallate da Grillo e potrà ricevere la citata “certificazione di trasparenza Beppegrillo.it”.
Tra i requisiti per ottenere detta certificazione, in via di pubblicazione, due saranno quelli fondamentali: il non essere iscritti a nessun partito ed essere incensurati.
Sul sito della lista civica pescarese si legge inoltre come essa abbia “ preso le distanze dal MeetUP di Beppe Grillo nella sua interezza che”, si continua, “per la loro struttura sono fortemente eterogenei”.
Contemporaneamente Grillo sul suo sito afferma: “Non sto promuovendo la presentazione di nessuna lista civica, né locale, né nazionale.” e in riferimento al recente V-DAY, sempre Grillo sottolinea come “la loro voce i partecipanti del V-day non la prestano a nessuno. Sono i megafoni di sé stessi. I cittadini che si fanno politica.”
Primo risultato tangibile è che ora a Pescara, esistono due MeetUp, il secondo dei quali è formato proprio da coloro non avevano condiviso l’azione di costituzione della Lista Civica, per le prossime elezioni locali.
Non solo, nelle discussioni online sul forum del Meetup in questione, i toni da parte dei dissenzienti non sono stati molto teneri con il proponente la Lista Civica pescarese, con alcune accuse circostanziate, di un modo di agire, per così dire, “unfair”,
Ma la situzione non è così solo a Pescara, in quanto esistono già 4 MeetUp a Roma, Bari, 3 a Firenze, Torino, Matera, 2 a Bologna, Cagliari, Lucca, Milano, Napoli, Salerno, Sanremo, Taranto, Treviso, Verona.
Sul territorio ci sono centinaia di MeetUp che secondo Grillo “sono già un movimento politico”, come da lui citato sull’Herald Tribune dopo il V-DAY, “che si incontrano regolarmente per discutere di vari argomenti e aumentare la consapevolezza sui diversi temi”.
Grillo continua dicendo, “siccome il movimento è partito dal Web, è partito dal basso”, questo sarà il riferimento per il futuro.
Queste parole di Grillo, in aggiunta con l’ultimo invito sulle “Liste civiche”, sembrano quindi confermare che l’iniziativa di Pescara molto probabilmente non risultarà isolata ed altre iniziative spontanee potranno nascere, sulla carica emotiva e di mobilitazione che l’evento del V-DAY ha attivato.
Molti commentatori nei giorni scorsi avevano osservato come nelle molte piazze mobilitate, l’organizzazione del V-DAY, sul piano operativo fosse stata , testuale, “impeccabile: volantini stampati, palco, spettacolo e connessi servizi. Qualcuno si era anche spinto a chiedere direttamente a Grillo, con quali soldi fosse stato possibile realizzare tutto ciò.
I fatti di Pescara testimoniano, come il volontariato, l’unico modo con il quale è stato finanziato il V-Day, sia anche stato sostenuto dalla volontà di molti, di passare ai dati di fatto, organizzandosi a livello locale, per giocare la carta istituzionale e contribuire al cambiamento.
Ora il Grillo “politico” lancia il suo messaggio: “create le liste civiche”. Un messaggio molto originale che sulle prime ha però lasciato un “pelo” spiazzati molti dei cittadini che in questi giorni avevano seguito l’invito di Grillo a mobilitarsi.
La sensazione di questo “spiazzamento” e dei molti “dubbi”, traspare nei molti commenti indirizzati a Grillo sul suo blog, pensieri ben riassunti da un emblematico post di un cittadino che dice: “Il tuo invito alla formazione delle liste civiche sembra come - Vi ho incitato ad uccidere il mostro, l’ho svegliato, vi ho armato, ma per ucciderlo sono cazzi vostri!.”
La sensazione è che questa “originale” presa di posizione di Grillo e i fatti di Pescara, rischiano di creare non poche confusioni ed incomprensioni.
Un bel “rompicapo” per Grillo, l’inizio comunque di quella “carriera” politica fino ad ora rifiutata, l’inizio di un percorso, tutt’altro che facile, nel gestire il grande consenso creatosi attorno alla sua persona che vede in lui il leader e il portavoce indiscusso, degli obbiettivi e dei valori esposti lo scorso 8 settembre.
Ma guai a pensare che quella di ieri sia stata una provocazione del momento o una fuga dalle responsabilità, scaricata sui cittadini.
I fatti di Pescara e le autorizzazioni di Grillo connesse sono infatti datate 22 Luglio 2007, ben prima quindi dei clamori suscitati dal V-DAY e testimoniano che Grillo sta seguendo, passo dopo passo, una precisa e lucida strategia di sviluppo di un disegno politico di Democrazia 2.0, tutt’altro che terminato con l’annuncio di ieri.
Dopo i comuni, il prossimo passo potrebbero essere le Regioni 2.0, spazio dove la strategia di sviluppo della democrazia diretta (Democrazia 2.0) potrebbe avere ulteriori spazi concreti di sviluppo, per poi arrivare a Roma, quasi che Grillo stesse canticchiando, in cuor suo, la famosa canzone di Venditti “Bomba o non Bomba, arriveremo a Roma!”
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Alberto Fattori
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20:32
Contesti: Grillo, Riflessione dalla Cina, V-day
giovedì 13 settembre 2007
V-DAY l’inizio della (futura) Democrazia 2.0
Una cosa è certa: il V-DAY andrà ben oltre gli stessi obiettivi degli organizzatori, essendo stato il primo vero esempio, a livello mondiale, di quello che possiamo definire Democrazia 2.0.
L’uso della rete come “sistema nervoso” e strutturale, di quella che a tutti gli effetti è una meta-organizzazione che si è dimostrata sabato scorso, tutt’altro che “virtuale”.
Molti commentatori e gli stessi politici stanno cercando di “classificare” quanto evento, ma oggettivamente sul piano concreto, il V-DAY ha già creato un precedente fondamentale, la pietra miliare che condizionerà profondamente il prossimo futuro politico italiano.
Infatti i principi della Democrazia 2.0, alla base del V-DAY, si basano sulla consultazione in tempo reale di una larga base di cittadini, teoricamente anche in maniera plenaria, su qualsiasi tematica.
Ciò mette in crisi l’attuale modello partecipativo di tipo rappresentativo, dove attraverso il voto si affida una delega ad una persona, facente parte di una delle “associazioni di cittadini” chiamati partiti, come enunciato nell’art.49 della Costituzione “per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
Teoricamente nella Democrazia 2.0, ogni cittadino potrebbe quindi non essere più rappresentato da nessuno, in quanto potrebbe esprimere direttamente il proprio giudizio (voto), in qualsiasi momento, su qualsiasi questione.
Un ulteriore effetto tangibile dalla applicazione della Democrazia 2.0, sarebbe l’effetto sui costi della politica, li abbatterebbe drasticamente.
Ma al momento, la Democrazia 2.0 così come il V-Day ha mostrato al mondo, non è ancora concretamente realizzabile, rimane una utopia, viste le regole vigenti (leggi) nazionali ed internazionali, tutte di tipo rappresentativo.
Comunque sia, dal V-Day appare evidente che Grillo è GIA’ alla testa di un partito di nuova concezione, pronto per la Democrazia 2.0 ma, come capita spesso agli innovatori, totalmente in anticipo sui tempi storici, non solo italiani.
Quindi oggi, superando qualsiasi valutazione statistica dei sondaggisti tradizionali, il “partito 2.0” di Grillo potrebbe avere lo 0% su una questione, così come l’80% su un altra.
Il problema ora, dopo il successo del V-Day, è REALIZZARE concretamente le basi stesse che hanno legato i suoi partecipanti, visto che nella Democrazia 2.0, il sistema del consenso non sarà più una delega “in bianco” per un certo periodo di tempo, come oggi, ma sarà collegato strettamente ai risultati e i meriti, il tutto in tempo reale.
Il primo esame di questo nuovo approccio, sarà quindi che l’obiettivo dichiarato nel V-Day, quello del “parlamento pulito”, venga realmente raggiunto.
Sulla questione, ho però già sottolineato provocatoriamente, l’esistenza di un problema concreto: qualunque cittadino con una “storia giudiziaria” simile a quello di Grillo, nel progetto di legge popolare firmato sabato, sarebbe a tutti gli effetti equiparato con i mafiosi, i tangentisti, i corruttori, i pedofili e gli stupratori etc.
Mi spiace che alcuni fans di Grillo non abbiano compreso questo messaggio e abbiano visto il dito, un mio presunto attacco a Grillo, assolutamente inesistente e non abbiano visto la Luna: occorre modificare il progetto di legge popolare presentato sabato.
Ma tornando agli obbiettivi generali, dalla semplice considerazione che sarà oggettivamente IMPOSSIBILE che per ogni questione di carattare nazionale, locale o internazionale vengano attivate sempre le piazze, occorre traghettare il cambiamento delle regole, dall’interno del sistema.
Confermo pertanto il suggerimento a Grillo, di costruire una organizzazione che incanali le energie positive dei tanti gruppi che credono e lo hanno dimostrato con la propria partecipazione al V-Day, che bisogna arrivare alla Democrazia 2.0, gruppi e giovani che necessitano ORA del traghettatore.
Parafrasando il motto “chi fa da se fa per tre”, perchè cercare di fare cambiare la testa delle persone, quando qualcosa è possibile farlo in prima persona, direttamente?
Il rischio è che la gente si incazzi sempre di più, soprattutto il giorno che il progetto di legge popolare sottoscritto sabato, magari non sarà approvato. Cosa succedera allora?
I rischi oggi sono anche maggiori, visto che la gente ha ora dei bersagli chiari. E’ convinta che sia l’attuale classe dirigente ad impedire qualsiasi cambiamento. Il problema vero è che l’attuale classe politica non è in grado di cambiare proprio nulla, semplicemente non sa cosa vuole dire Democrazia 2.0.
L’esempio è sotto gli occhi di tutti. I leaders politici, nel cercare il consenso personale alla propria futura leadership, stanno cercando di usare le stesse tecnologie, credendo che il successo di Grillo e del V-DAY stia in esse.
Ma quanto visto sabato scorso, in puro stile di Democrazia 2.0, ha stravolto l’idea classica di politica, trasformando il leader in un semplice portavoce diretto e qui è avvenuta la vera svolta, controllabile e che si può “spegnere” in ogni momento, se viola il “patto” con il proprio elettorato!!.
Il problema ora, caro Grillo, è che la folla del V-Day, su tuo invito, pensa di poter fare lo stesso già oggi anche con i leaders attuali, eletti però secondo le regole vigenti e non con quelle della futura Democrazia 2.0.
Questa “idea” crea una pericolosa frizione tra i due “mondi”che non hanno la cultura reciproca di sapersi comprendere, gettando così le basi di una rissosità crescente, dagli scenari difficilmente valutabili.
Quindi se il tuo agire, caro Grillo, continuerà essere dall’esterno, come da tè dichiarato a squarciagola sabato, c’è il rischio che la mutazione in corso e che tu hai aiutato a catalizzare, sarà fermata dal sistema attuale, con ogni cavillo possibile. Troppi sono gli interessi in gioco affinchè nulla cambi realmente.
Cosa credi che il sistema attuale non abbia i “mezzi” per cambiare i 25 parlamentari attualmente sotto assedio e continuare a fare come prima?
Solo accettando il test del voto popolare, contandosi veramente in tale sede, si può sperare di inniettare il germe di un cambiamento, ed essere decisivi anche sulle altre questioni fondamentali per l’Italia.
Le valutazioni a “spanne” di quante persone ci fossero in piazza, non porta da nessuna parte, in quanto in una Repubblica democratica e civile come la nostra, decide chi ha la maggioranza dei voti nelle diverse sedi istituzionali.
Solo quindi partecipando attivamente, i “mafiosi” non continueranno ad essere ai loro posti, visto ad oggi sono lì per il diritto, sottolineo il diritto, di essere stati votati, cosa che rischia seriamente di proseguire anche nei prossimi decenni.
Farsi portavoce del reale malconento diffuso nella gente e dare voce alla rabbia che da tempo covava, è stata cosa nobile. Ma ora sarebbe meglio indirizzarla nel costruire qualcosa di nuovo, quella Democrazia 2.0 e germe positivo, di un cambiamento profondo e duraturo della società italiana.
“We have a dream!.”
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Alberto Fattori
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09:02
Contesti: China, Cina, Democrazia 2.0, Grillo, Riflessione dalla Cina, V-day
martedì 11 settembre 2007
Grillo V-DAY: Moderare i termini ....e il metodo...
Il problema è sicuramente delle persone ma, visto da qua, soprattutto l’intero sistema sembra ormai, totalmente “fuso”.
Da più parti si è iniziata una pericolosa “pressione” sugli attuali poteri, pubblici e privati. Pressione che alimentata da sacro sante ragioni, rischia però di far esplodere, letteralmente, una incontrollabile diffusa contestazione.
L’azione del V-Day , ad esempio, rischia di essere la “goccia che fa traboccare il vaso” e portare allo scontro, fino ad ora fortunamente sempre evitato.
Genova ha fatto vedere cosa può accadere se la piazza decide di fare a modo suo, contro il “sistema”, non riconoscendo più gli ordini pre-costituiti.
Per contro, in quell’ambiente portato ai limiti, dentro cui si erano “infiltrate” ben altre motivazioni, come nel celebre test psicologico del carcere, le guardie hanno perso il senso della misura, eccedendo nel loro senso del dovere, finendo per diventare essi stessi aguzzini.
Insomma lanciare proclami ad attaccare in maniera indiscriminata tutto l’attuale sistema con la proposta, allo stato attuale utopistica, che tutto debba partire dal basso, diciamocelo chiaro, in molte teste è sinomino di “rivoluzione”.
Far passare il concetto che chi oggi “alza la testa” contro l’attuale potere è da considerarsi un eroe, getta le basi stesse per giustificare azioni violente e/o terroristiche, in nome di un ritrovato orgoglio nazionale.
Il problema delle BR, fu proprio che venne meno il consenso del loro agire in uno scontro frontale, armato, con il sistema di allora, consenso che ora, caro Grillo stai involontariamente creando, consenso che può essere lo spunto per successive azioni violente, di altri.
Negli italiani, dopo i due precendenti tentativi di “rivoluzionare” il sistema, prima con la Lega e poi con Tangentopoli, ora c’è la convinzione che il cambiamento, ormai irrinunciabile, si può fare SOLO mandando a casa gli attuali governanti e subalterni, a tutti i livelli.
La storia ci insegna però cosa accade quando ci si trova in questo scenario: la guerra civile.
Distruggendo il concetto stesso di potere, sfiduciando senza appello la classe politica, accusandola in blocco di essere la responsabile dell’attuale situazione, si crea un vuoto ma nel contempo si apre una nuova “caccia”, prima alle streghe e poi ad occupare quegli stessi spazi.
L’Italia sul piano democratico, non ha la cultura di altri paesi europei od anglosassoni per gestire situazioni come queste.
Il V-day rischia quindi di sfuggire di mano ed essere l’alibi per azioni clamorose. E’ quindi una azione pericolosa, alla quale non può poi far seguire il nulla, il nulla di nessuna proposta di concreta alternativa, un minimo organizzata.
Si getta invece il pericoloso germe dell’anarchia, perchè la rete (internet) è anarchia pura e usarla come sistema per cambiare lo stato delle cose attuali, significa creare confusione, in un momento come questo, dove di confusione c’è nè già fin troppa.
Occorre riempire la protesta di obbiettivi ed evitare che sia solo un momento di sfogo e psicodramma collettivo, il germe per un cambiamento poco sereno.
Occorre quindi veicolare il meglio della nazione e le nuove generazioni, verso una azione di miglioramento delle procedure, che possano aiutare ad un cambiamento, non attaccando le singole persone o gruppi o i partiti, considerandoli semplicisticamente, gli unici responsabili ed ora accusati delle peggiori nefandezze.
Se tutto quanto non funziona, è facilmente dimostrabile e se la “casta” esiste, occorre che le regole permettano il cambiamento.
Va quindi evitato, ridimensionato l’attuale approccio della contrapposizione tra gruppi, tra generazioni, tra persone e questa accusa, stile inquisizione, di “cattiva fede generalizzata”.
Attaccare le persone e non le procedure è pericoloso. Sacrosanto è chiedere che la cosa pubblcia sia gestita a favore della cosa pubblica. Diverso è attaccare e cercare la gogna senza ricordarsi che come tangentopoli ha già dimostrato, erano le procedure a consentire certi agire personali.
Caro Grillo, non basta fare informazione e denuncia, come dici tu, ma occorre proporre una azione diretta, promuovere la partecipazione attorno a chi ha visto oltre, per proporre nella pratica una Italia migliore.
Se non scendi in campo seriamente, veicolando la tua “Provocazione”, potresti ritrovarti ad essere considerato, un giorno, l’ispiratore di fatti o cambiamenti, tutt’altro che migliorativi del futuro italiano.
Se il tuo progetto prevede la creazione di una formazione politica, perchè bisogna fare politica attiva in momenti come questi o ti farai promotore di un soggetto che intende governare la cosa pubblica, bene!
Altrimenti mi spiace, vincerai molte battaglie ma finirai per perdere la guerra e assieme a te anche le migliaia di italiani che stanno credendo in te.
Visto che ti piacciono i riferimenti filmici, rivediti Braveheart e capirai cosa potrebbe accadere se il Sistema non si affronta senza fare Sistema.
Infatti l’idea di creare “tutto dal basso” utilizzando la rete come perno, deve consentire di creare un “sistema”, questa volta positivo, diverso, in grado di gestire gli interessi comuni, la nostra Italia, che altrimenti senza alcuna ossatura, rischia di “squagliarsi” di fronte alle competizioni internazionali e ai ben più incisivi SISTEMI internazazionali, di ben altra pasta e consistenza.
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Alberto Fattori
alle
13:53
Contesti: Affari Italiani, China, Cina, Grillo, Riflessione dalla Cina, V-day
lunedì 10 settembre 2007
V-DAY.. Grillo solo "giullare" di corte ..
Il V-DAY di ieri è stato per fortuna un civile evento ma per quanto detto nel precedente post, solo una mobilitazione di piazza "all'Italiana".E Voi vi fidate di ... GIUDA-GRILLO??
Leggendo i commenti sul V-DAY sia sul sito di Grillo e un pò in giro sulla rete, c'è da rimanere esterefatti.Due "fette di salame" sugli occhi e via ad urlare (bestemmiare, signori, bestemmiare!!) per fare freneticamente la calca per firmare una proposta di legge popolare che anche un bambino può comprendere, è a tutti gli effetti ANTI-COSTITUZIONALE, in quanto viola il diritto stesso della persona, alla base stessa di una società di diritto come la nostra.
mercoledì 15 agosto 2007
Voci dall'Italia: ... la "voce" per un cambiamento .. reale
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Alberto Fattori
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14:12
Contesti: Agenzia per la Cina, China, China Media Lab, Grillo, Riflessione dalla Cina, UE, V-day, Voci dall'Italia


