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mercoledì 1 ottobre 2008

Franco Bernabè Broadband Vision...

Di seguito quanto affermato da Franco Bernabè Amministratore Delegato di Telecom Italia alla Commissione Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati...
A questo va aggiunto "....si tratta da un lato di assicurare un adeguato ritorno economico sugli ingenti investimenti necessari per lo sviluppo delle NGN e, dall'altro, i preservare un ambiente competitivo, in quanto lo sviluppo delle nuove tecnologie di rete non deve certo comportare limitazioni o, addirittura, la fine della concorrenza, come talora paventato".
"..... sarebbe a questo punto auspicabile e coerente con quanto sin qui messo in campo un ulteriore intervento, da parte del Governo e del Parlamento, che collochi la realizzazione della nuove reti ultrabroadband e lo sviluppo delle nuove generazioni i servizi nell'ambito delle linee strategiche del Piano industria 2015 per lo sviluppo del sistema produttivo italiano del futuro".

"...è necessario definire un 'New deal' che coinvolga tutti i soggetti interessati finalizzato alla definizione di un piano di interventi pubblici e un quadro di regole europee e nazionali che garantiscano, da un lato, adeguati incentivi agli investimenti privati e, dall'altro, la crescita di una competizione sostenbile", ha detto l'a.d. di Telecom Italia."
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La posizione di Bernabè è condivisibile SOLO se a parlare non fosse l'Amministratore Delegato di Telecom che ovviamente deve gestire gli interessi dei propri azionisti (Privati), tutelare i debiti pregressi (sciagurata privatizzazione e successive M&A sul leverage).
Occorre veramente un NEW DEAL DELLA FIBRA!
(precedenti:

giovedì 18 settembre 2008

New Deal FIBRA!

Fa piacere vedere come alla fine, personaggi fini e validi come Bernabè, oltretutto con una regolare frequentazione con la Cina, definiscano necessario un New Deal per creare l'infrastuttura della Società dell'Informazione futura (Ngn).

Diciamo che per attivare tutto ciò occorrebbe una sorta di "stimolino", nel senso che occorre "ripassare dal via" dei governi ed in particolare nel caso italiano, si deve prima "rimettere a posto" i danni creati dalla "sciagurata" privatizzazione di Telecom.

Nessuno allora sapeva realmente come le cose si sarebbero evolute veramente.

Preso atto di quanto è accaduto, buon senso suggerirebbe di "ritornare al futuro", passando prima da una fase governativa e poi ri-privatizzando.

Tutto cio secondo però una logica di sistema, un gioco di squadra sotto la regia degli interessi nazionali e non condizionabile dai soli conti (interessi) aziendali.

New Deal è sinonimo di Rinazionalizzazione degli assets strategici e regia da parte dei governi.

Ergo, per evitare che il discorso rimanga confinato a pochi saggi, data l'importanza della questione, chiariamo che il Governo Italiano deve mettere nella propria prossima finanziaria il capitolo Ngn.

Un piano, nero su bianco, occorre che esista, al di là delle intenzioni e delle parole di alcuni decision makers.

L'uomo della strada deve sapere che è suo diritto avere pane, acqua, energia e CONNESSIONE ALLA RETE!