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sabato 5 gennaio 2013

E se China Mobile "spegne" Tencent? (Telco vs. OTT)

qq_mobile

Grande tensione in queste ore tra China Mobile e Tencent che viene accusata dall'operatore mobile cinese di non ripagare adeguatamente il traffico che utilizza con il proprio QQ, o meglio, di ottenere solo briciole dal leader dei social cinese, considerando che secondo l'operatore mobile, ben il 40% del ricavo generato da QQ sarebbe legato proprio al traffico generato.

Situazione che potrebbe diventare esplosiva se le due parti non trovano un accordo rapidamente, visto che China Mobile ritiene non produttiva e più sostenibile una situazione come quella attuale, dove l'operatore telco riceve solo 5 Yuan (0,61 €) ogni 20 MB di traffico.

Le proposte sul tavolo sono da "far tremare i polsi" per quanto riguarda Tencent: o il leader del mercato social (con quasi un miliardo di account attivati) "riduce" il proprio traffico generato sull'operatore mobile o l'operatore intenderà rivedere le quote di revenue share sul fatturato che Tencent sta generando utilizzando le linee di China Mobile.

Quale "stimolo" ad un accordo, l'operatore mobile ha fatto sapere che in assenza di alcun accordo, Tencent rischia lo spegnimento da parte di China Mobile, cosa che equivarrebbe ad una catastrofe inimmaginabile.

A questo punto frenetiche le trattative per arrivare ad evitare lo spegnimento di QQ ma anche la consapevolezza che quanto verrà deciso per Tencent, inevitabilmente sarà l'esempio e la traccia per simili trattative con gli altri operatori OTT cinesi.

E a livello globale, un punto a favore di chi anche in Europa si auspica una rivisitazioni nei rapporti tra operatori telco e OTT sulla gestione dei guadagni futuri. Situazione ancora tutta in divenire e c'è da star certi, con prevedibili ripercussioni a livello globale.

mercoledì 12 dicembre 2012

Google chiude Shopping Search in Cina!


Google ammaina un'altra bandiera sul territorio cinese: Shopping Search. La notizia è stata data sul blog di Google dallo stesso VP prodotto Sameer Samat (qui la traduzione)

Dopo lo shutdown del progetto Music Search, "affondato" dalla concorrenza dell'analogo servizio di Baidu (e gli accordi con le majors internazionali firmati con il concorrente cinese), ora è Alibaba la "causa" di quest'ultimo ritiro strategico.

Con il suo eTao ha messo nell'angolo il servizio di Google, che invece di rilanciare ha preferito ritirarsi in buon ordine.

Un destino strano quello di Google in Cina, che da un lato su Internet sta venendo letteralmente "buttato a mare" dalla concorrenza cinese ( Baidu, Alibaba) ma nel contempo vede l'inarrestabile crescita del suo predominio sugli smartphones, dove Android rappresenta oltre il 90% della quota di mercato cinese.

Attenzione ad attribuire questo ennesimo insuccesso a questioni legate o meno ai problemi con il governo cinese dei mesi scorsi. Come del resto sta accadendo anche a Yahoo che in Cina ha un rapporto tanto stretto da essere socio di Alibaba, nonostante la posizione di indubbio vantaggio di cui disponeva, anch'essa in Cina sta passando da un insuccesso all'altro.

Le ragioni sono quindi tutte da ricercare nella capacità cinese di creare in patria giganti di prima grandezza, con poi sono in grado di competere con i colossi americani, ad armi pari se non superiori.

Qualcosa di simile a quanto che per esempio accade in Russia e Brasile alla stessa Facebook che lì non riesce a replicare i successi, cosa che conferma come l'ecosistema di Internet sia in continuo movimento e non è detto che i campioni di oggi lo saranno anche nel prossimo futuro.

lunedì 10 dicembre 2012

Apple (senza licenza) in Cina usa le mappe di AutoNavi


Matrimonio d'interesse tra Apple e la società cinese AutoNavi per consentire ad Apple di poter fornire un adeguato servizio di mappe anche in Cina, visto che allo stato attuale non dispone di alcuna licenza governativa per utilizzare il proprio sistema di mappe sui propri smartphones.

Una strana intesa, considerando le strategie che hanno caratterizzato da sempre Apple e il fatto che AutoNavi può essere considerata a tutti gli effetti un concorrente della stessa Apple sul segmento della geolocalizzazione assistita.

Tra l'altro AutoNavi lavora attivamente anche con Samsung, "avversaria commerciale" della stessa Apple, oltre ad aver sviluppato i propri servizi per IOS, Android, Linux e Windows.

Le ragioni di tale anomalia sono da ricercarsi in un numero: 300 Milioni. Sono gli smartphones previsti in Cina nei prossimi anni. Un mercato che sta correndo alla velocità della luce ma che rischia di "sfuggire" ad Apple, considerando che già oggi oltre il 90% degli apparati in uso utilizza Android (Google).

Per cui per non correre anche il rischio di dover far utilizzare ai propri utenti le mappe di Google e dopo le ormai leggendarie problematiche che hanno reso tristemente noto il proprio sistema di mappe, ecco a sorpresa l'accordo con AutoNavi.

Un accordo "riparatore" o una pezza per cercare di correre ai ripari, visto che a parte le suddette licenze cinesi, Apple sta confermando di avere seri problemi nello sviluppo di una propria tecnologia di mappe ed di una credibile offerta in uno dei core del Mobile Internet presente e futuro.

martedì 4 settembre 2012

Groupon apre a Singapore il primo "Concept Store" off-line


Prove di "diversificazione" da parte di Groupon che a Singapore tenta la via del "concept store", una nuova formula con la quale intende verificare un diverso approccio e dove il cliente Groupon possa "provare il prodotto".

Inaugurato in pompa magna nei giorni scorsi e il primo a livello mondiale, sembra essere una risposta alle crescenti perplessità sul modello di business originale e alle problematiche connesse nel rapporto utente-groupon. Una situazione "esplosiva", dove si sta evidenziando un crescente malessere e disaffezione, anche a causa di una gestione non sempre del tutto "trasparente" ed adeguata da parte di Groupon sui diversi mercati.

Troppe volte gli utenti si sono infatti lamentati di non ricevere risposte adeguate ai loro quesiti, problematiche e necessità.

Bene a Singapore, in quello che a tutti gli effetti è un Service center di Groupon, si assiste ad un cambio epocale, dove l'utente viene invece supportato direttamente dagli addetti di Groupon addirittura nella selezione delle migliori opportunità, nel ritiro e riscatto dei prodotti e in qualsiasi problematica connessa.

Una esperienza quella di Singapore, che se si rivelasse positiva, verrebbe poi estesa anche su altri mercati e che potrebbe aiutare Groupon nel suo sviluppo futuro anche se ovviamente, introdurrebbe nuovi dubbi sulla sua sostenibilità, alla luce dei recenti pesanti tagli di personale effettuati su alcuni mercati, sotto la crescente pressione della concorrenza locale.

mercoledì 6 giugno 2012

CINA MOBILE: i cinesi preferiscono lo smartphone alla propria tv.


Da un recente sondaggio realizzato da Google, emerge come di fronte ad una scelta "secca" smartphone - tv, più della metà degli intervistati cinesi preferisce rinunciare alla TV che al proprio dispositivo mobile.

Infatti il 54 per cento dei consumatori intervistati, preferisce l'utilizzo dei dispositivi mobili rispetto a guardare la TV, un dato interessante per quanto riguarda il potenzialie di sviluppo del mercato.

"Certamente la rivoluzione mobile della Cina non sta arrivando - è già qui," Così si è espresso dopo aver letto i dati Jason Spero, responsabile mondiale Mobile Solutions di Google.

E i numeri sembrano confermare questa impressione: un terzo dei consumatori cinesi nelle aree urbane sono infatti già possessori di smartphone utilizzati normalmente per fare ricerche, navigare in Internet, fare social networking, inviare e-mail e guardare video online.

 Un dato impressionante che con il suo 33% di penetrazione di mercato pone la Cina davanti alla Germania (29%), ma ancora dietro agli Stati Uniti (44%).

Comunque il mercato cinese, secondo le analisi, deve ancora esprimere il suo meglio, considerando il crescente utilizzo degli smartphone sia nell'area e-Commerce che e-Wallet, dove i numeri già in gioco sono da capogiro (oltre 23 miliardi di dollari di transazioni).

martedì 22 maggio 2012

Cina: condannato hacker di 16 anni che rubava carte di credito con il suo maestro


Un hacker di 16 anni è stato condannato dal Tribunale del Popolo del distretto di Changning a Shanghai a due anni di carcere (con la condizionale) per aver attaccato due siti web commerciali giapponesi e rubato più di 6000 carta di credito . 

A parte il fatto che il protagonista sia un minorenne, ancora più inquietante è la storia emersa durante il processo: i pubblici ministeri cinesi hanno infatti evidenziato come Zhao Chenchen, studente presso una scuola professionale locale, quando aveva poco meno di 15 anni, avesse aderito ad una chat online di hackers e cominciato ad imparare i rudimenti per diventare un hacker attraverso il supporto di un sedicente "maestro", 

Ed è così che dopo un primo tirocinio, il suo "maestro" finisce per chiedere a Zhao di passare lo scorso anno dalla teoria alla pratica e di attaccare alcuni siti web stranieri assieme a lui. 

Zhao non ci pensa due volte e la coppia attacca in quei giorni diversi siti web commerciali giapponesi che vendevano mobili, computer e materiali da costruzione. 

Durante queste azioni Zhao ruba anche i dati di più di 6.000 carte di credito che poi nei giorni successivi il suo maestro vende, dando a Zhao 22 mila yuan ($ 3.494). Durante l'udienza in tribunale Zhao ha ammesso di aver preso i soldi dal suo maestro, ma ha però dichiarato che non sapeva che le informazioni da lui trafugate fossero state vendute per creare carte di credito clonate.

 Morale, il giudice ha condannato Zhao ad una pena ritenuta dallo stesso "mite" sia perché Zhao si è dichiarato colpevole ma anche perchè nel frattempo erano intervenuti i suoi genitori che oltre a restituire i soldi ricevuti, hanno provveduto a pagare una multa di 20.000 yuan. 

La storia di Zhao ha comunque contribuito a squarciare il velo su un inquietante sottobosco che sembra caratterizzare l'IT cinese contemporaneo, qualcosa che non può lasciare indifferenti, un lato oscuro della rete dove molti minori rischiano di finire "vittime" di presunti "maestri di vita", rischiando così di fare la fine di Zhao. 

E in queste ore c'è da essere certi che altri piccoli hackers stanno preparandosi sotto la guida attenta dei propri "maestri" ad emulare le gesta di Zhao: chi sarà il prossimo?

mercoledì 23 febbraio 2011

"Partenza falsa" di Groupon in China ..


... capita anche ai migliori di fare "passi falsi", le ciambelle non sempre riescono con il buco. 

In questo caso però a sorprendere è che, nonostante la JV paritetica con Tencent, il colosso cinese proprietario del mitico QQ con oltre 1 miliardo di utenti ed il controllo operativo dato a questi ultimi, Groupon nel suo startup sin Cina, ia incappata in alcuni imprevedibli "incidenti di percorso" che da subito ne hanno minato la credibilità sul mercato... Link

giovedì 12 agosto 2010

Visto dalla Cina, confusione ad occidente sulle regole.. le fanno i governi o i governati(multinazionali)? #internet #azuni #Google #Verizon

domenica 25 luglio 2010

Storico: In Cina il Web 2.0 batte Web 1.0: 50,7 a 49,3%!!

La Cina è ancora una volta l'esempio, l'anticipatore che dimostra come le cose possano cambiare velocemente.

Per quanto riguarda Internet è proprio dalla Cina che arriva un dato storico: per la prima volta si è infatti assistito al sorpasso del Web 2.0 a scapito del Web 1.0.

I dati presentati ieri a Beijing dal Data Center of China Internet (DCCI) parlano chiaro: nella prima metà dell'anno, i contenuti degli utenti non professionali hanno raggiunto il 50.7% del totale, sorpassando quelli prodotti dai siti professionali (49,3%).

Blog, Online forums, Social Networking e siti di Domande e Risposte, sono quindi diventati ufficialmente il "cuore" pulsante della rete cinese.

Non solo, le pagine viste (PV) dei Social Networks (SNS) hanno rappresentato il 50,1 % del totale delle pagine viste, contro un 49,9 delle web applications e servizi.

Contemporaneamente si è anche assistito ad una riduzione del 8,8% per quanto riguarda le pagine viste sui siti professionali d'informazione.

A questi dati, occorre aggiungere la considerazione che un'altra tendenza appare ormai consolidata: di fatto gli utenti internet cinesi preferiscano utilizzare molto più a lungo siti Video o Social networks, piuttosto che leggere news o cercare informazioni.

Appare quindi evidente che la "tendenza" 2.0 sembra essersi trasformata in un riferimento globale e abbia già contagiato gli oltre 450 Milioni di utenti internet cinesi, offrendo così uno spaccato dell'internet che sarà.

Una galoppata che non sembra arrestarsi, tanto che a fine 2010 gli utenti internet cinesi raggiungeranno il 35% dell'intera popolazione (469 milioni) e si stima che già dal 2013 saranno addirittura 713 milioni, rappresentando il 52,7% della popolazione!!.

Ad aiutare questa espansione, non va però dimenticato che contribuirà non poco anche l'annunciato prossimo completamento della convergenza tra Internet, Mobile e Televisione su unica rete integrata ad alta velocità, la 3TNet, la rete internet cinese, con la quale la

Cina ha lanciato le basi di una "società dell'informazione" avanzata, totalmente 2.0.

Come nelle infrastrutture ed urbanizzazione i cinesi hanno costruito come nessun altro al mondo, ora anche sulla rete e nel digitale, stanno percorrendo a tappe forzate la modernizzazione del paese, con un piano globale che è già il "sistema nervoso" della Cina del futuro.

Una scelta convinta che sta dando evidenti risultati e che i dati presentati dalla DCCI, dimostrano come sia già entrata profondamente nella società cinese, tanto da cambiare radicalmente lo stile di vita di centinaia di milioni di cinesi.

Inevitabile quindi non immaginare le conseguenza che una "massa" di netcitizen di queste dimensioni e soprattutto, dotata delle migliori tecnologie, finirà per avere sulla "rete" nel suo complesso e il suo contributo a trascinare il paese in uno sviluppo 2.0 senza frontiere.

Per cui a tutti voi: Welcome in China!! (2.0)

mercoledì 21 luglio 2010

'South-South' : I Media decisivi per l'autodeterminazione dei paesi in via di sviluppo

I paesi in via di sviluppo, sono sempre più determinati a crearsi il "proprio futuro". 

L'esempio della Cina, paese in via di sviluppo, sta dando loro parecchi spunti su come esista una via per un futuro diverso ed autodeterminato.

Le tecnologie della comunicazione giocheranno un ruolo decisivo nel futuro che avanza, per "condividere" le conoscenze, le esperienze ma soprattutto sostenere e promuovere la creazione di economie concrete in grado di fornire l'auspicata autodeterminazione a coloro,  un miraggio ancora per la maggioranza della popolazione del mondo. QIAO LAB

venerdì 26 marzo 2010

La "NON" notizia: Godaddy lascia la Cina: Marketing politicizzato d'impresa (parte seconda)

Ormai Google sembra aver fatto "scuola" quale azione marketing per avere visibilità sui media internazionali utilizzando la Cina quale propria leva.

In questa direzione sembra andare anche la "NON" notizia che Godaddy sospenderebbe la vendita dei domini in Cina.

Però la questione delle nuove regolamentazioni in Cina in tema di apertura di nuovi domini e GoDaddy non possono essere collegate.

Infatti GoDaddy, non può da tempo, secondo la nuova regolamentazione cinese vigente, come del resto qualsiasi altro provider al mondo cinesi compresi, fare acquistare alcun dominio da azienda che NON abbia una presenza stabile in Cina.

Tradotto, solo le aziende veramente in Cina che possono dimostrarlo con la Business Licence hanno diritto di registrare i propri domini internet, chi non ha detta licenza, cioè TUTTE le aziende straniere senza uffici reali in Cina, no.

Quindi che GoDaddy affermi che questa sia una sua scelta appare una campagna marketing di cattivo gusto oltre che ingannevole e di basso livello, che poi porta alcuni blog ad avvalorarla come questo.

Le documentazioni che l'articolo cita sono quindi SOLO quella della Business Licence e ovviamente i dati relativi alla azienda. Nulla di più. 

Ergo smettiamola di spacciare notizie prive di fondamento, che poi finiscono per creare idee sbagliate difficilissime da cambiare, in una situazione già complessa di per sè e dove occorre agire per cambiare le cose e non per alimentare il business di alcune "furbe aziende".

sabato 6 marzo 2010

"Grande Sala Virtuale" protagonista ai lavori del Parlamento Cinese

Virtuale e reale si sono dai appuntamento nella Grande Sala del Popolo di Beijing, infatti contemporaneamente alla sessione ufficiale formale se ne svolgeva un'altra in quella battezzata la "Grande Sala virtuale".

Un'altra tappa del processo di modernizzazione in corso nel paese, tanto che addirittura nel 2009, Zhang Xiaoli, un noto blogger conosciuto con il soprannome di "Old Bull," è stato eletto al Congresso popolare municipale di Luoyan nel centro Provincia di Henan.

"Molte delle opinioni on-line sono lungimiranti e con i piedi per terra", ha detto Wang Min, decano del Dipartimento della gestione amministrativa, Hunan Normal University, "Internet è una nuova piattaforma, facilmente accessibile che può  rendere più dirette le comunicazioni tra governo nazionale, le persone e i funzionari locali.

"La rete può essere strumento con il quale  svolgere un ruolo positivo nella supervisione del governo e anche combattere la corruzione esistente nel paese."

A conferma dello sforzo in corso esistente, dal 2007 molti legislatori e consulenti politici nello Shaanxi hanno aperto micro-blogs con lo scopo di raccogliere idee e proposte on-line, sollecitando i pareri direttamente dai navigatori.

Così' come di rilievo sia il fatto che dallo scorso anno ben 114 giudici nella provincia dello Shaanxi abbiano trasmesso le prove connesse ai propri casi e pubblicato le proprie sentenze direttamente sui loro siti ufficiali, cercando comunque di tutelare la privacy dei protagonisti o dei segreti commerciali connessi, così come le cause che coinvolgevano minori.

Shi Ying, vice presidente dello Shaanxi Accademia delle Scienze Sociali, ha però avvertito della tendenza di alcuni cittadini della rete di voler attraversare la linea di tutela della privacy e dei diritti personali, "in nome della vigilanza".

"E' sicuramente una cosa positiva che la società virtuale e il mondo reale si fondono. Dovremmo essere pronti per i buoni risultati ma anche alle problematiche connesse."

Mo Jihong, ricercatore dell'Istituto di legge in Accademia Cinese delle Scienze Sociali (CASS), ha affermato come, "Internet senza dubbio sia un mezzo con il quale avvicinare le persone alle problematiche reali, andando oltre i confini della vita quotidiana. In Cina potrà anche aiutare a promuovere il senso civile nel paese, molto importante per la modernizzazione politica e sociale del Paese ".

A questo va aggiunto come i governi e i dipartimenti di polizia siano sempre più consapevoli del crescente peso della opinione pubblica online.

In questa direzione quindi gli sforzi compiuti per migliorare le comunicazioni con i cittadini della rete, in un percorso che è solo ai suoi inizi.

Tornando quindi alla "Grande sale" virtuale di questi giorni, gli utenti di Internet di tutto il Paese hanno quindi potuto esprimere pareri su varie questioni dalla corruzione, alla riforma degli ospedali pubblici.

Sullo schema di lavoro adottato anche a livello dell'NPC, si sono poi creati diversi sotto-forum per le diverse province e minoranze presenti all'NPC.

Ma quali sono i problemi più sentiti arrivati dalla rete cinese?

Prezzi delle abitazioni, il crescente divario di ricchezza, la riforma medica e istruzione, così come la richiesta dell' adeguamento del salario degli insegnanti delle scuole in villaggi remoti quale segno e supporto per poter ridurre le distanze tra aree urbane e rurali, prima di tutto sul piano dei "know - how".

Insomma l'inizio di un percorso di dialogo che continuerà durante tutte queste giornate della sessione del Parlamento cinese.

giovedì 25 febbraio 2010

Google condannata: non centrano nulla la “libertà” o la “Cina”!!

Ogni volta che si parla di rete, sui titoli dei giornali, le parole “libertà” e “Cina” sono sempre utilizzate quali valori positivi ed esempi negativi, con i quali in molti, troppi poi tendono a difendere / giustificare il proprio agire.

Google è stata condannata da un tribunale italiano per violazione della Privacy nel caso del ragazzo perseguitato dai suoi coetanei che poi ne hanno pubblicato il video su YouTube.

Subito i vertici della società americana (e molta stampa) si sono scaldati, invocando “la violazione della Libertà della rete in Italia e che l’Italia è come la Cina”.

Entrambe le affermazioni, in questo caso, non sono assolutamente calzanti, anche perché in questo caso è tutto, tranne che un caso di censura contro YouTube.

Infatti i giudici hanno solo applicato la legge, in particolare per quello che in termini giuridici si definisce “la responsabilità oggettiva” della società e dei suoi vertici di fronte alla legge, quando questa viene violata, sia da propri dipendenti che da propri servizi / clienti / partners.

Il problema però di fondo, è che pensando a se stessa, troppo spesso Google pensa di poter godere di una extra-territorialità de facto, la stessa che ha finito per portarla sul banco degli imputati per evasione fiscale, vista la “triangolazione” sull’Irlanda dei fatturati Italiani (e conseguente evasione fiscale), un modo molto “old economy” per gestire i propri affari o sul caso dei diritti d’autore violati nel caso degli scrittori di tutto il mondo. ( cinesi compresi!)

Nel caso del ragazzo “sbattuto” su Internet, la libertà non c’entra nulla. Perché se è vero che chi ha pubblicato quel video è colui che va perseguito, oggettivamente, Google ha consentito che ciò accadesse, nel senso che il servizio di sua proprietà ha la “spiccata” potenzialità di dare notorietà planetaria ma anche “sputtanamenti” di pari rilevanza.

Per cui, come del resto si intende per “oggettivo”, Google – Youtube, hanno il compito / obbligo di vigilare affinché non si compiano “abusi” o peggio, si usi il servizio per altri fini, diversi da quelli “buoni” che tutti si augurano siano la norma.

Se poi come dichiarato da Google “controllare tutto è qualcosa di “impossibile”, questa appare una giustificazione di comodo, visto che da quando mondo è mondo, gli editori e Google – Youtube è equiparabile ad un editore del 20° secolo, sono spesso finiti nella aule di tribunali per quanto pubblicato sui propri canali.

Ovviamente il compito di vigilare di Google – Youtube, se comparato con quello degli editori tradizionale, è improbo, vista la tipologia della sua rete e i quasi 1 Miliardo di video pubblicati sulla propria piattaforma Youtube.

Ma ciò non basta a giustificare il rifiuto alla “oggettiva” responsabilità che Google – Youtube devono accettare, visto che fa parte degli Oneri – Onori di cui gode e grazie ai quali è divento un colosso a livello mondiale in termini economici e finanziari.

Non scordiamoci che attraverso i video che “gratuitamente” gli utenti pubblicano, Google – Youtube ne hanno fatto un business di advertising per se stessi (senza ricompensare i propri utenti!).

Quindi invece di chiamare ogni volta la “guerra santa”, Google – Youtube cerchino di trovare la giusta maniera affinché episodi del genere non abbiano a ripetersi, perché il ragazzo oggetto degli abusi, ne avrà un ricordo profondo che rischia di segnarlo per tutta la vita. E questo chi glielo ripaga??

Per quanto le regole vigenti appaiono spesso sicuramente antiquate per giudicare episodi sui Social Media, come nel caso della responsabilità oggettiva degli editori 2.0, dove di fatto sono spesso più piattaforme che editori nel senso classico, non va però dimenticato come il mondo della rete sia solo una parte, per quanto importante, della società umana.

E per quanto ci si augura che le dinamiche che la rete sta innovando costantemente da una quindicina di anni, possano continuare a migliorare anche la società civile offline, occorre però anche trovare un modo meno “fondamentalista” di un perenne scontro tra reale – virtuale, analogico – digitale, vecchio – nuovo, che invece rischia di far regredire non di poco.

L’esempio è sotto gli occhi di tutti: più si alza il “tiro” dichiarando la legittimità di certi atti web 2.0 ( vedi questioni sui diritti d’autori, blogger, identità – wifi ..) più la risposta dei legislatori occidentali ( Francia, Italia etc…) si fa stringente, perché li porta a scegliere di regolamentare di più, per paura che la rete, possa non essere solo un nuovo media innovativo, ma prima di tutto, un mezzo per cambiare gli status quo della società.

Una strategia perdente, perché la “rivoluzione silenziosa” che Internet è in grado di realizzare, non ha bisogno di scontri, visto che dove arriva, provoca sempre cambiamenti duraturi del tutto naturali, senza forzature.

Quindi che Google voglia ergersi a portavoce della difesa della nostra libertà, mentre nella realtà, come giusto che sia, sta di fatto difendendo i propri interessi aziendali nel mondo, rischia di strumentalizzare la “naturale” bellezza della rete.

Quella che aspira al prossimo Premio Nobel per la Pace, quella che come le Madre Teresa di Calcutta e i Gandhi, non hanno alcun bisogno di alcuno scontro per portare il “verbo” e contribuire a cambiare il mondo nel suo profondo, per sempre.

Quindi Google, oggettivamente, la smetta di parlare di cose che sono “ancora più grandi di loro” e pensi a fare ancora meglio quello che sta già facendo egregiamente, potenziando i suoi controlli, come stanno facendo i cugini di Facebook, cosa che probabilmente non li fa più dormire la notte!

giovedì 4 febbraio 2010

Disastro Italia: E ora ci siamo "mangiati" anche Telecom Italia.

E' solo questione di ore ma anche l'ultima delle aziende che poteva competere a livello globale sulle telecomunicazioni e nella innovazione del paese, sarà "data" agli Spagnoli di Telefonica.

Per quante rassicurazioni si possano sentire dalla politica nazionale e dai vertici di Telefonica, è indubbio che perdere Telecom Italia avrà contraccolpi incredibili sulla possibilità del paese di innovarsi nel futuro, perchè le priorità d'ora in poi saranno decise lontano "dal cuore italiano".

I laboratori, i ricercatori le sfide saranno altrove. A noi resterà solo la parte commerciale di semplici rivenditori.

Tenersi la rete oltretutto servirà a poco, garantirà solo le "telefonate di condominio".

Non avete visto che sulle telecomunicazioni, sulla loro garanzia e gestione si giocano e si giocheranno le crisi tra nazioni??

Nell'epoca del web 2.0, del mobile e della IPTV che l'Italia perda Telecom Italia è una resa che è un boccone difficile da mandare giù.

"L'allegra" gestione precedente di imprenditori e politici nazionale, fatta di arrembaggi finanziari alla fine hanno prostrato quella che una volta era una gallina dalle uova d'oro anche a livello internazionale.

Ora l'Italianità che le comunicazioni e le telecomunicazioni inevitabilmente si portavano dietro, spariranno dai radar internazionali, trasformandoci in una "provincia spagnola".

E qua la legge di mercato c'entra poco. Anche perchè sembra che l'Italia stia perdendo tutte le battaglie per difendere la tanto decantata Italianità come sta succedendo anche con Alitalia (dove andrà la FIAT?).

Noi Inventori delle Telecomunicazioni con il quest'anno festeggiato Marconi, noi inventori di fatto dei PC con la ex Olivetti, noi inventori di tutto quello che sta costruendo il futuro cablato, non avremo più una compagnia di Telecomunicazioni che sia Italiana.

Che parli Italiano, con Manager Italiani è una magra consolazione di chi, sconfitto, accetta almeno di non essere eliminato, pur di soppravvivere.

Ed ora per aiutare le imprese Italiane ad entrare sui diversi mercati internazionali, a scapito di altri partner Europei, usando le telecomunicazioni come "leva per la loro innovazione" dovremo rivolgerci a Telefonica??

Per i nuovi progetti ed investimenti per favorire nuove soluzioni da dare alle aziende Italiane come quelle che le Americane, le Tedesche le Francesi, le Inglesi possono disporre, dovremo vedere che aria tira a Madrid??

Difficile credere che Telefonica, in una situazione di competizione come quella attuale, potrà essere imparziale nel gestire le proprie priorità di Stato e le nostre necessità di Italiani, guarda caso, i  loro principali concorrenti su tutto!!

Ringraziado chi ha avuto l'onore di "guidare" la Telecom dall'orgoglioso passato, alla polvere di questi tempi, mi auguro che ora gli Italiani riescano ad inventarsi qualcosa di veramente originale per cambiare la situazione.

E' da qua che passa e si costruisce il futuro del paese e delle nuove generazioni!

martedì 26 gennaio 2010

Ben detto Bill!!! La censura on line Cinese è molto limitata...


Parlando in un programma televisivo americano, oggi Bill Gates ha dichiarato: "La censura del Governo Cinese è molto limitata ed è facile da aggirare".

Ben detto Bill!!! 


La situazione che ha riassunto corrisponde alla realtà, quella vera con la R che si riscontra stando qua tutti i santi giorni (ed occupandoci di Media, tra l'altro).

Le limitazioni ci sono, ma non della portata di come viene descritta sui media occidentali e comunque come detto da Bill Gates "non possono rappresentare un ostacolo per lo sviluppo dell'Internet in Cina."

Non solo ha anche sottolineato come  "bisogna decidere se obbedire alle leggi del Paese nel quale ci si trova oppure no. Se non si obbedisce, si possono anche non fare affari".

Comunque ecco  il testo integrale delle dichiarazioni di Bill Gates:


WASHINGTON (Reuters) - Microsoft Corp Chairman Bill Gates on Monday said the Internet needs to thrive in China as an engine of free speech and described official online censorship by Beijing as "very limited."
Asked in an interview on ABC's Good Morning America about Google Inc's dispute with China, Gates said the Internet is subject to different kinds of censorship around the world but has proved a consistent success at promoting openness and the exchange of ideas.
"You've got to decide: Do you want to obey the laws of the countries you're in, or not? If not, you may not end up doing business there," Gates, the world's richest man, said without mentioning Google by name.
"The Chinese efforts to censor the Internet have been very limited. It's easy to go around it, and so I think keeping the Internet thriving there is very important," he said.
The interview coincided with efforts by China to defend its curbs on the Internet nearly two weeks after search engine giant Google said it wanted to stop censoring its Chinese Google.cn website. The company said it was alarmed by online hacking attacks from within China.
Google's complaints have received backing from the White House. But China has countered with accusations that Washington was using the Internet to support subversion in Iran.
Gates, 54, who co-founded computer software giant Microsoft, remains the company's chairman but tends to focus his attention on the philanthropic activities of the Bill & Melinda Gates Foundation, which he runs with his wife Melinda and father William Gates Sr.

domenica 24 gennaio 2010

E se la Cina uscisse da Internet???



In queste ore si giocherà qualcosa di molto importante.

Dopo il duro attacco della Clinton, che ha spostato il peso degli accadimenti da Commerciali a Politici, ora i cinesi, risentiti, stanno valutando qualcosa che potrebbe avere una portata storica: la loro uscita da Internet.

Per uscita si intende la creazione di una rete cinese indipendente da quella americana (occidentale).

Qualcosa di più di una ilazione, visto che i cinesi hanno già pronta una rete alternativa (3T-NET) che viene da lontano, quando i cinesi si lamentevano di avere tanti indirizzi internet disponibili quanti quelli di una semplice Università Americana.

Da qua la richiesta alle Università Cinesi di sviluppare una rete interamente Cinese, cosa che è stata implementata in questi mesi ed ora sarebbe pronta per "sostituire" quella occidentale.

Nelle intenzioni doveva avere solo l'obbiettivo di dare alla Cina una rete di ultima generazione, pensata per essere realmente Broadband, ma ora questa infrastruttura rischia di diventare lo strumento per una presa di posizione senza precedenti.

Le ragioni di questa possibile decisione sono anche legate ad un fatto Commerciale, visto che già ora la Cina rappresenta un sesto del mercato globale on line e con i suoi 384 milioni di utenti rappresenta il più grande mercato del pianeta.

L'eventuale distacco per cinesi potrebbe quindi dare l'opportunità per creare un nuovo mercato, con però giocatori e regole ben diverse.

Oltretutto il fatto che il controllo della Rete Internet sia ad oggi sostanzialemente Americano, è noto, non piace ai Cinesi che sentono questo ruolo sprositato e che rischia di rendere la rete ben difficilmente "al di sopra delle parti" come vorrebbe e dovrebbe essere.

Quindi ora o gli Americani dimostrano che gli attacchi a Google sono realmente stati fatti su commissione del Governo Cinese, oppure rischiano di aver attivato un percorso che invece di "aprire" rischia di richiudere il mondo e portare alla creazione di un nuovo tipo di muro: quello tra le due Internet.

Uno scenario tutt'altro che allegro, per una situazione che sembra più figlia della attuale fragilità Americana, che per reali problematiche Cinesi, visto che da tempo hanno smesso di sentirsi in obbligo di seguire il "volere americano" per esempio in materia economica e commerciale e continuare a seguire un proprio sviluppo che non prevede per esempio alcun apprezzamento dello Yuan, così come una forte riduzione degli acquisti dei buoni del tesoro americano.

Qualcosa che rischia di colpire gli Usa nel "suo ventre molle", vista la continua necessità di cassa per sostenere l'attuale situazione (guerre comprese) e che sembra essere la causa della inaspettata presa di posizione Americana così come la "chiamata" della Clinton su tematiche care all'occidente che intendono colpire la Cina, che da queste parti stanno interpretando quasi fosse una sorta di ritorsione.

Le prossime ore saranno importanti e se non cambierà qualcosa, all'ormai quasi sicuro oscuramento di Google in Cina, potrebbe seguire anche la presa di distanza cinese, per quanto riguarda la rete delle reti.

Un ritorno al passato che oltrettutto non spaventa i Cinesi visto che ne ha caratterizzato la storia  per migliaia di anni, così come anche il recente post bellico, qualcosa che potrebbe tornare ora sulla rete.

Quindi ora, ancora più di prima, c'è solo da augurarsi che i Wargames si fermino e si scenda tutti a più "miti consigli", per evitare una spaccatura che potrebbe avere pesanti conseguenze per il futuro di tutta l'umanità.

martedì 19 gennaio 2010

CTO di Baidu lascia...


Forse sarà collegato all'effetto Hackers della scorsa settimana .. Comunque oggi "

Baidu Announces Management Change
BEIJING, Jan 18, 2010 /PRNewswire via COMTEX/ -- Baidu, Inc. (Nasdaq: BIDU), the leading Chinese language Internet search provider, today announced that Chief Technology Officer Mr. Yinan Li has resigned from the company for personal reasons..



Google - Cina: Un'azione dall'interno??

Le indagini per capire cosa sia realmente successo la scorsa settimana durante gli attacchi informatici a Google e a altre aziende Americane stanno procedendo e sembra che stia emergengo una "pista interna a Google stessa".


Questa potrebbe essere quindi la ragione dell'improvviso "cambio di rotta" della stessa Google che ora nega la propria intenzione di lasciare la Cina, a cui si è sommata la presa di distanza del Governo USA che "si ritiene fuori dalla partita".

"Google sta indagando per accertare se il "sofisticato" attacco informatico subito dal motore di ricerca americano nel dicembre scorso sia stato facilitato da uno o più dei suoi dipendenti in Cina. Lo hanno riferito due fonti informate.

La stampa locale, citando fonti anonime, ha scritto che dallo scorso 13 gennaio ad alcuni dipendenti è stato impedito l'accesso alle reti internazionali, mentre altri sono stati messi in aspettativa o trasferiti in diversi uffici asiatici di Google. "Non commentiamo voci o illazioni. Questa è un'inchiesta in corso e semplicemente non possiamo commentarne i dettagli", ha detto una portavoce di Google. La settimana scorsa, la società americana aveva annunciato che sta considerando la possibilità di chiudere il proprio sito in cinese e tutti i suoi uffici in Cina (700 dipendenti), denunciando una serie di attacchi informatici contro i dissidenti e gli attivisti per i diritti umani." (fonte Ansa)

lunedì 18 gennaio 2010

Google - China: US Gov. "We're Staying out"

the United States government will be staying out of any negotiations between the People’s Republic of China and Google following the infamous hacking episode. http://ping.fm/8TtZq

In Cina nascono i "Netizen deputies": gli advisor della politica.

La figura dei "Netizen deputies" nasce quale punto di contatto tra le diverse realtà nazionali ma soprattutto consente alle parti meno ricche di fare proposte dirette attraverso un uso "virtuoso" della rete, strumenti e canali nuovi attraverso cui sta passando il futuro cinese. http://ping.fm/W1Eyt