lunedì 10 novembre 2008

Italia “terza” incomodo

Strano paese l’Italia.

Una volta il centro del mondo occidentale conosciuto, decisore e palcoscenico dei destini dell’umanità, ora sembra vivere solo di luce riflessa altrui.

Due esempi sembrano dimostrare il “livello” raggiunto da cotanto ex glorioso paese (“tutte le strade portano a Roma”) o meglio di una generale perdita di stile.

Obama vince meritatamente le elezioni americane e subito molti politici italiani, soprattutto dell’opposizione, esultano come se avesse vinto il proprio partito!.

In uno strano fenomeno d’immedesimazione freudiana, alcuni di questi “campioni” della politica nostrana, si sono spinti a voler far sembrare della “stessa famiglia” il vincitore americano e Obama, il “loro” campione sul quale avevano riposto non solo le speranze ma anche speso qualche azione in grado di “favorirne” l’elezione.

Questo come voler dire: “Visto? Se è stato eletto è anche merito mio!”.

Obama decide di incontrare il presidente russo Medvedev, per discutere degli equilibri tra Usa e Russia, anche alla luce della pericolosa “patata bollente” dello scudo missilistico dell’era Bush e subito Berlusconi, fa intendere che se ciò è accaduto è anche merito suo e della sua capacità di “ricucire” i rapporti internazionali.

Questo approccio della politica italiana, visto con occhi non italiani, non può che lasciare interdetti.

L’impressione che dall’esterno infatti se ne trae è che, mentre gli altri stanno discutendo e prendendo decisioni vere, concrete, pesanti e decisive, l’Italia, come quell’amico un po’ invadente di filmica memoria, cerca di essere sempre presente nelle “fotografie” che ritraggono i leaders nei loro momenti decisivi, per poi poter dire: “Visto? E’ merito mio!”.

Il 15 Novembre, i leaders mondiali si riuniranno a Washington nell’importantissimo G20 per prendere decisioni che potrebbero cambiare per sempre la storia del mondo.

Visti i precedenti comportamenti, possiamo immaginare che al termine di questo imminente vertice ai massimi livelli che potrebbe decidere le sorti del mondo, qualche rappresentante italiano finirà per affermerà enfaticamente:”Visto? Se ora il mondo ha un futuro è sicuramente merito nostro!”.

Speriamo solo che non accada che tutti gli altri paesi, stufi di questa continua “invadenza” del terzo incomodo, non decidano di enfatizzare il “non” ruolo italiano nelle decisioni fondamentali, anche per evitare che nei propri paesi, qualcuno cominci a porsi delle strane domande: “ma se fa tutto l’Italia, allora voi, cosa state facendo realmente?”.

Dopo, sarà molto difficile far credere ai vari elettorati nostrani, strizzando l’occhiolino, che “lo dicono solo per invidia!”


Strano paese l’Italia.