venerdì 10 agosto 2007

Che sia SOLO una Olimpiade di Sport

(Pubblicato su Affari Italiani il 9 Luglio 2007)

Oggi la Cina si è svegliata sulle note di “We are Ready!”, brano musicale a più voci, stile “Live Aid”, di artisti Cinesi, Hong Kong e Taiwan.

E’ infatti una data importante: manca solo un anno all’apertura delle SUE Olimpiadi, data che le celebrazioni ufficiali di piazza Tienanmen, hanno scandito al mondo intero: ore 8 di sera, del 8/08/2008.

Ma le Olimpiadi cinesi sono già un successo prima ancora che partano.

Da quando, nel 2001, le furono assegnate, la Cina è totalmente cambiata. I cambiamemti sono stati così profondi e generalizzati, proprio perchè si dovevano fare le Olimpiadi

E’ già sicuro che Beijing 2008 batterà qualsiasi record di ascolti televisivi. E’ infatti garantita la presenza del 90% del Miliardo e 300 Milioni di cinesi che hanno un televisore e che dall’8/8/2008 sarà lì a seguirne lo svolgimento.

Poco importerà se ci saranno atleti cinesi o meno. Anche se i recenti studi attribuiscono un ipotetico sorpasso della Cina sugli USA, in fatto di medaglie d’oro, i cinesi vorranno seguire solo le PROPRIE Olimpiadi.

E per non arrivare sprovveduti all’evento, in questi anni, centinaia di milioni di Cinesi, si sono fatti, attraverso la tv, una profonda cultura sui diversi sport, proprio per cercare di capire meglio quello che potrà accadere, durante le LORO Olimpiadi,

Continue poi sono le file di volontari pronti a dedicare gratuitamente molto del proprio tempo, anche lavorativo, per far si che tutto possa essere perfetto e possano dire: io c’ero!.

Gli apparati di sicurezza cinesi sono da tempo ai massimi livelli, le esercitazioni antiterrorismo si succedono freneticamente, così come lo sono i lavori in corso per finire gli impianti e le infrastrutture, ampiamente già completate nei tempi previsti, tanto che hanno dovuto rallentare i lavori.

Tutta la Cina lavora quindi per le Olimpiadi e le Olimpiadi lavorano per la Cina. Così non sorprende che la multinazionale del latte della Inner Mongolia, regione autonoma che festeggia quest’anno il 60° della propria unificazione alla Cina, speri con la sponsorizzazione Olimpica, di poter puntare ai mercati internazionali e continuare a crescere.

Tutta la Cina crede nelle Olimpiadi, il primo “vero” momento di incontro universale, dopo la recente apertura internazionale di un paese che per decenni risultava invalicabile, proprio come la propria “grande muraglia”.

Per la prima volta, il mondo sarà veramente in Cina e i cinesi ci tengono a far si che tutto sia perfetto, affinchè il ricordo lasciato sia dei migliori.

Come si vede le Olimpiadi hanno quindi contribuito a dare la scossa all’intera nazione, le ha aperto gli occhi, ha fatto capire a tutti i cinesi che sono parte del mondo e con il mondo devono imparare a competere e relazionarsi.

E i cinesi, capita la lezione, sul piano economico stanno macinando successi incredibili, tanto che anche quest’anno, il PIL cinese, difficilmente sarà inferiore all’11,5%, nonostante i tentativi di contenerlo all’8%!!

Insomma, ciascun cinese è profondamente legato alle prossime olimpiadi, un modo concreto di finalmente provare ad integrarsi con la comunità internazionale, di sentirsi finalmente cittadino del pianeta, dopo tanto isolamento.

Che poi esistano problematiche od emergenze che possono mettere a rischio tutto questo, una su tutte, il rischio ambientale, i cinesi lo sanno benissimo.

Sono consci che devono fare il possibile affinchè l’inquinamento sia drasticamente tagliato, tanto che in questi giorni saranno applicate alcune misure, quali la riduzione “forzata” del traffico cittadino, per vedere che effetto si ottiene sulla qualità dell’aria.

Grazie anche alle Olimpiadi ora però la questione ambientale è diventata emergenza nazionale, non solo a Beijing.

In tutta la Cina si stanno sostituendo i troppi mezzi di trasporto fortemente inquinanti, per cercare di cambiare una situazione, così grave che oggi nel Guangzhou, l’aspettativa di vita nei poliziotti dell’area è di soli 43 Anni!!!

Ma il Governo è andato oltre, varando una legge che taglierà i benefici per tutte quelle iniziative potenzialmente inquinanti, come dire, “va bene il business, ma che sia ecologico!”.

Il cibo dovrà poi essere perfetto, sano e che possa piacere agli ospiti stranieri.

In tutta la Cina è partita una campagna affinchè i cibi nei supermercati possano essere “tracciati”, dichiarando ufficialmente guerra alla contraffazione alimentare.

Da noi la frode alimentare è stata depenalizzata. In Cina assolutamente no, visto che attorno al cibo ruota la pericolosa crescita dell’inflazione cinese, incredibilmente, strettamente connessa all’impennarsi del prezzo della “carne di porco”, cresciuta di ben il 75%!

Ma dopo i recenti scandali internazionali che mettono in dubbio la qualità dei prodotti alimentari “made in China”, la lotta alla frode alimentare si è fatta ancora più dura, per evitare che i recenti casi di partite di carne di porco, vendute sottocosto, provenienti da maiali malati o gonfiati alla meglio, con la sola acqua, possano ancora ripetersi.

Sul fronte culturale, le Olimpiadi hanno già creato un autentico miracolo, obbligando la Cina a doversi preparare a quel profondo, aperto confronto tra culture, venuto meno per decenni e che ora è il motore della attuale globalizzazione.

Così in questi anni è stato possibile che milioni di Cinesi di tutte le età, abbiano imparato l’inglese, per ricevere con tutti gli onori chi verrà in Cina per le loro Olimpiadi. Ma non solo.

Anche l’esercito cinese per l’occasione ha cambiato stile. Quest’anno, nel festeggiare i suoi 80 anni dalla nascita, sono state cambiato le uniformi, ora di foggia occidentale, affinchè gli ospiti potranno “ammirare” chi garantisce loro protezione e sicurezza, di questi tempi di terrorismo internazionale.

La cosa che colpisce è quindi che tutto quanto fatto nell’organizzare le Olimpiadi rimarrà a lungo nella quotidianità cinese, così come tutti i profondi cambiamenti che ha già hanno rivoluzionato la Cina dalle sue fondamenta.

Lasciamo quindi da parte polemiche e le “pressioni” sulle arcinote tematiche sociali e politiche che però è giusto rimangano fuori dalla discussione Olimpica, anche perchè troppo complesse nella loro soluzione e non certo risolvibili con i modi alla “GreenPeace”, come quelli visti in questi giorni..

Facciamo in modo che quest’anno di avvicinamento al mitico 8.8.2008, sia ricordato per essere quello che è veramente: un evento di SOLO SPORT e preparazione per una leale competizione tra i popoli.

Lasciamo ai Cinesi la dignità di andare orgogliosi dei propri giochi olimpici, senza con essi venire continuamente giudicati, condividendo con loro fino in fondo tutto ciò, affinchè sia solo un fantastico spettacolo.

Facciamocene una ragione e lasciamoci coinvolgere dal motto dei giochi di Beijing: “Un mondo. Un sogno”.

Ma aspettando Beijing i video di “avvicinamento” su (Link)

Lettera aperta di 40 Intellettuali cinesi al Governo Cinese...

Riprendo il testo dal Corriere, della lettera aperta inviata da 40 intellettuali cinesi al governo cinese, in occasione dei festeggiamenti ad un anno dall'inizio delle Olimpiadi.

"One world, one Dream: the same Human Rights

Signor Presidente della Repubblica popolare cinese Hu Jintao,
visto che nella Costituzione olimpica é scritto che “non è compatibile con la status di membro olimpico alcuna forma di discriminazione nei confronti di Paesi o individui per motivi di razza, religione, politica, sesso".... che “lo sport educa i giovani a un mondo più pacifico e bello”;
visto che lo slogan del governo cinese per le Olimpiadi di Pechino é “One world, One Dream”;
visto che la comunità internazionale, riguardo alla situazione dei diritti umani, é sospettosa e critica nei confronti delle Olimpiadi di Pechino;
noi vi faremo le seguenti richieste e proposte:
...poter ospitare le Olimpiadi a Pechino è un evento importante per la Cina e per il mondo. Il Bocog ha pubblicato lo slogan”One world, one dream”. Noi, ordinari cittadini cinesi, dovremo sentirci fieri e gioiosi senza alcuna riserva per un slogan talmente bello, fieri di potere vedere nella nostra patria questa festa che simboleggia pace, amicizia e giustizia umana. Ma la cosa che dispiace è che diverse cose negative, comprese certe storie emerse nel corso della preparazione olimpica, ci costringono a domandarci: quale tipo di mondo rappresenta questo One world e One dream e di chi è il sogno?...
Viviamo in un mondo sempre più globalizzato. Ma questo mondo non è equo e tranquillo. Si vede ancora di frequente la prepotenza sui poveri e i deboli, le privazioni dei diritti umani da parte delle autorità, i massacri violenti. Le gente liberata dai disastri dell’ultimo secolo a causa delle guerre é sempre più cosciente dell’importanza degli universali diritti umani... Un mondo in cui i fondamentali diritti umani non sono rispettati e garantiti, sarebbe solo un mondo separato e spezzato dove non potrebbero esserci a dignità, equità e armonia. Perciò One Dream, Un Sogno, non dovrebbe essere altro che i fondamentali diritti umani stabiliti dalla Dichiarazione mondiale e dalla Costituzione della Repubblica cinese.
Proprio per questo, riteniamo che l'entusiasmante slogan del BOCOG occorra.... renderlo più comprensivo e più corrispondente allo spirito olimpico...Pensiamo che lo slogan olimpico di Pechino debba essere “One World, one dream, the same Human Rights.”
...E esprimerebbe meglio lo spirito olimpico e promuoverebbe ulteriormente la causa olimpica...Quale altro sogno umano potrebbe esere più bello e magnifico del “One World, One Dream the same human rights”?
...Negli anni scorsi il governo cinese ha sempre sostenuto di proteggere i fondamentali diritti umani facendo delle promesse per ottenere la possibilità di ospitare le Olimpiadi e ha scritto anche nella Costituzione “Lo Stato rispetta e tutela i diritti umani”. Ma fino ad adesso non riusciamo a vedere che il governo cinese prenda le misure più concrete e sostanziose per confermare i veri sforzi per migliorare i diritti umani. Al contrario ciò che abbiamo visto, sentito e addirittura vissuto è la stroncatura più severa verso la stampa e la libertà di esprimersi, la persecuzione più grave verso i difensori dei diritti umani e le violazioni dei diritti dei gruppi poveri e deboli. Anche la preparazione stessa delle Olimpiadi é diventata occasione di atti di violazione dei diritti umani da parte delle autorità e dei funzionari. Tutto ciò ha violato gravemente lo spirito olimpico. Così il governo cinese perderebbe fiducia nei confronti del mondo e delle proprie popolazioni e le lamentele e rischi diventerebbero più gravi... Certamente il governo non ha capito quanto è grave il problema..
Il punto chiave non è la bellezza dello slogan, ma la concretizzazione delle azioni...L’abbellimento della città con l’utilizzo di varie risorse, la costruzione di impianti magnifici, le numerose medaglie possono oscurare questo difetto mortale cioè la mancanza dei diritti umani? ... Se il governo agisce in questa maniera, come può pensare che le popolazioni a bbiano One dream?
Noi, cittdaini amanti di questa terra e anche cittadini del mondo nel periodo di globalizzazione, speriamo che i suddetti problemi sui diritti umani possano essere risolti con congiunti sforzi del governo e delle popolazioni e che le Olimpiadi vengano svolte con un’atmosfera libera, armoniosa felice; che gli amici internazionali vedano un paese che vanta una reputazione per il suo rispetto dei diritti umani...La situazione reale ci dispiace, ci delude, ci duole e ci irrita...
Con buon senso e responsabilità, noi chiediamo al governo cinese di utilizzare bene le buone occasioni cosicché le Olimpiadi diventino la vere festa dei cinesi e si apra così la porta del compromesso sociale; chiediamo anche alla comunità internazionale di impegnarsi per raggiungere questo obiettivo....tutto ciò che accade in Cina oggi avrà una conseguenza profonda per il futuro umano.
Proposte:
-amnistia ai prigionieri di coscienza. Liberare i cittadini cinesi che sono stati arrestati per avere difeso i loro diritti ...Permettere ai cittadini cinesi dissidenti per motivi di politica, religione e religione di tornare in Cina e ammirare le Olimpiadi nel proprio paese invece di essere costretti a farlo all’estero...realizzare i regolamenti sulle interviste libere dei giornalisti stranieri e fare godere dei diritt i giornalisti cinesi.
- compensare gli abitanti che hanno dovuto traslocare per la costruzione degli impianti olimpici. Liberare i cittadini arrestati per essersi opposti alle demolizioni; chiedere scusa ai cittadini trattati disumanamente...
- proteggere con misure efficaci i legittimi diritti degli operai e contadini che lavorano per la costruzione degli impianti.
- smettere subito di mandare via con violenza i citaddini che chiedono giustizia, la gente delle province e non chiudere le scuole dei figli dei lavoratori contadini e garantire i loro diritti di libertà di spostarsi...
Non abbiamo intenzione di politicizzare le Olimpiadi. Queste proposte corrispondono al principio “non discriminante” e ai diritti dei cittadini cinesi previsti dalla Costituzione, alle politiche e regolamenti del governo cinese, al buon senso tradizionale della Cina, e alle Olimpiadi “aperte, verdi e culturali”... Anche se non é sufficiente per migliorare radicalmente la situazione dei diritti umani della Cina, ma almeno potrebbe essere un nuovo punto di partenza dei progressi della causa dei diritti umani della Cina...
Se anche queste proposte fossero rifiutate, crediamo che le Olimpiadi non sarebbero segnate come “le migliori Olimpiadi nella storia” e non renderebbero onore ai cinesi, in Cina e all’estero, perchè in questo caso non si manifesterebbe lo spirito olimpico di libertà, uguaglianza, solidarietà, giustizia, pace e amicizia. Al contrario sarebbero segnate nella storia con enorme sospetto e critica... Speriamo sinceramente che i dirigenti cinesi possano prendere una saggia decisione...

7 agosto 2007

Ding Zilin(Pechino, professore)
Liu Xiaobo(Pechino, dottorato di ricerca)
Bao Zunxin(storico, Pechino)
Yu Haocheng(Pechino, giurista)
Bao Tong(cittadino Pechino) Note Weiwei(amico di Zhao Ziyang)
Dai Qing(scrittrice)
Sha Yexin(scrittore del teatro)
Jiang Peikun(Pechino, professore)
Zhang Xianling(Pechino, ingegnere)
Jiang Qisheng(Pechino, studioso)
Chen Ziming(Pechino, studioso)
Zhang Zuhua(Pechino, studioso)
Liao Yiwu(Sichuan, scrittrice)
Wang YI(Sichuan, studiosa)
Jiao Guobiao(Pechino, studioso)
Chen Xiaoya(Pechino, studioso)
Liu Junning(Pechino, studioso)
Xu Youyu(Pechino, studioso)
He Weifang(Pechino, prfessore)
Xia Yeliang(Pechino, economista)
Ai Xiaoming(Guangdong, professore)
Sun Wenguang(Shandong, professore)
Zhang Hong(Shanghai, professore)
Yu Jie(Pechino, scrittore)
Yu Shicun(Pechino, scrittore)
Ma Bo(Pechino, scrittore)
Fu Guoyong(Zhejiang, scrittore)
Ran Yunfei(Sichuan, scrittore)
Gao YU(Pechino, giornalista)
Zan Aizong(Zhejiang, giornalista)
Pu Zhiqiang(Pechino, avvocato)
Teng Biao (Pechino, avvocato)
Zhuang Daohe(Zhejiang, avvocato)
Xia Lin( Pechino, avvocato)
Hu Jia(Pechino, attivista)
Liu Feiyue( Hubei, attivista)
Wen Kejian(Zhejiang, Freelence)
Zhao Dagong(Shenzhen, freelence)
Qin Geng(Hainan, freelence)
Wang Debang(Pechino, freelence)"

Beijing ... "We are Ready" ...

Ieri la Cina si è svegliata sulle note di "We are Ready".... manca un anno all'inzio delle olimpiadi... il countdown prosegue...



Che già è un successo on line .....


E ora la torcia olimpica farà tappa nel mondo (meno che in Italia ;) e in tutta la Cina come mostrato nel video di presentazione ....


E ... da Atene a Beijing....

mercoledì 8 agosto 2007

iPOD (falso) .. Made in China

martedì 7 agosto 2007

Chinese - English and ... SHANGHAINESE







Voci dall'Italia .... Berlusconi e le "battute" facili!!

Ma siamo proprio sicuri che ....

Per Comunicare: 见面- Greetings - Saluti

1) (CN) 你好! nǐ hǎo
(ENG) Hi, how are you?




(IT) Ciao!



Come Stai? (Informal)




Come Sta? (Formal)





(CN) 我 很 好,你 呢?
wǒ hěn hǎo, nǐ ne / ní?
(ENG) I'm very good, and you?
(IT) Io molto bene, Grazie?




Non c'è male.





2)
(CN) 早 上 好!
zǎo shàng hǎo




(ENG) Good Morning
(IT) Buongiorno





下 午 好!
xià wǔ hào / hǎo!
(ENG) Good afternoon!
(IT) Buon Pomeriggio





- 晚 上 好!
Wǎn shàng hǎo
(Eng) Good evening!
(IT) Buona sera





晚安
wǎn'ān
Good Night
Buona Notte





3)再见!




zài jiàn!
Goodbye!
Arrivederci (Unformal)





- 再见!
zai4 jian4!
Bye!
Arrivederla (Formal)





4) 明 天 见!




míng tiān jiàn!
See you tomorrow!
Ci vediamo domani! A più tardi!



lunedì 6 agosto 2007

Cina: Paese in Via di Sviluppo.

(Pubblica su Affari Italiani il 6 Agosto 2007)
Il Premier Wen Jiabao, nelle sue interviste, sottolinea spesso come la Cina sia ancora da considerarsi a tutti gli effetti un “paese in via di sviluppo”.

Agli occhi occidentali e dopo il recente sorpasso dell’economia tedesca, che ora colloca la Cina al 3° posto tra le economie mondiali, dopo USA e Giappone, questa dichiarazione appare alquanto singolare.

E’ comuque cosa nota come il dato economico aggregato “da record”, non rispecchi il livello medio di benessere di TUTTA la Cina, dove fuori dalle grandi città, per quanto migliorato, il tenore di vita è ancora ad un livello di una diffusa e profonda povertà.

Ma analizzando meglio la frase del Premier cinese, si scopre essera intrisa di “concreto buon senso” e di “sano realismo”.

Cosa allora vuole dire, per la 3° economia mondiale, essere ancora un paese in “via di sviluppo”?

Semplice: un problema di cultura ed organizzazione sociale.

Sul piano culturale, il livello medio di istruzioni in Cina è ancora ritenuto troppo basso, in confronto a quello che sarebbe necessario. Quotidiana è poi la lotta all’analfabetismo e l’integrazione delle minoranze etniche delle diverse regioni ad ovest, entrambe una priorità nazionale per consentire l’uscita dall’attuale profonda povertà ed isolamento in cui versano queste zone.

Il Cinese ufficiale, infatti non è ancora parlato in maniera così diffusa come dovrebbe essere, in un paese che dovrebbe già parlare anche l’inglese, per integrarsi sempre di più con le altre economie mondiali.

La Cina per non lasciare nulla di intentato, si è messa in prima linea per combattere la piaga dell’analfabetismo mondiale. Il recente meeting a livello mondiale di Beijing, ha dimostrato l’appassionato coinvolgimento su questa questione, ritenuto vero ostacolo per un diffuso benessere mondiale,

Sul piano sociale invece molte sono le cose da fare ancora. Mentre infatti l’apparato cinese, per quanto riguarda l’organizzazione economica e il business è già di livello occidentale, per quanto riguarda le procedure relative alla persona e la famiglia, sono ancora “under costruction”.

Basti pensare che nella modernissima Shanghai, ancora oggi, non esiste un ufficio anagrafe centralizzato.

Vi serve lo stato di famiglia? Bene, chiedetelo al vostro datore di lavoro! Questa è la sconcertante risposta che può capitare di dover sentire nella Cina del 3° millennio.

Per ricostruire la propria posizione, l’identità dei propri parenti o il loro stato civile, i cinesi devono peregrinare tra diversi uffici pubblici e privati, compresi gli archivi delle imprese dove si è lavorato.

Ma questa situazione fa comprendere ancora di più quale incredibile sforzo abbia dovuto e stia ancora facendo la Cina, per passare da paese in via di sviluppo, come era 20 anni fa e dove spesso mangiare era un lusso, a paese sviluppato.

Tante cose sono state fatte, come le titaniche infrastrutture e le Megalopoli del 3° millennio, tutto realizzato in tempi incredibilmente rapidi. Ma ora la Cina deve fare i conti con la propria organizzazione sociale interna, ancora arretrata e troppo spesso rimasta al secolo scorso e qua i tempi non potranno essere così rapidi.

Per comprendere la situazione, ad esempio l’ufficio matrimoni, sempre di Shanghai, possiede informazioni attendibili solo a partire dal 1999. Prima di allora, nulla!.

Questa fotografia rende l’idea dei problemi che dovrà superare l’attuale informatizzazione di tutti gli uffici per cercare di creare una connessione tra di loro, ora spesso solo sulla carta.

In una situazione come questa, strettamente connesso con il boom economico si è assistita alla crescita spropositata dell’importanza dei funzionari pubblici e locali, così come gli episodi corruttivi difficilmente controllabili.

Attualmente, gli apparati governativi sono infatti tra loro sconnessi, tanto che la Polizia emette si la Carta d’Identità (Id Card) ma da questa non è possibile ricostruire la propria situazione anagrafica e/o di famiglia.

Infatti la Id Card è un documento personale, emessa dagli apparati di sicurezza ma non è integrata con le altre informazioni di carattere civile della persona.

La sensazione che si trae è che ancora oggi l’organizzazione cinese, retaggio del recente passato politico, sia individuo-centrica. Il concetto stesso di famiglia, sembra invece essere assente in molte procedure e uffici governativi.

Il Premier cinese, conscio di tutto questo, oggettivamente fa quindi bene a dichiarare che la Cina sia ancora un paese in via di sviluppo, nonostante sia la 3° economia mondiale, continuando così a tenere tutti concentratei verso il continuo miglioramente, cercando anche di non ridurre l’attuale boom cinese ad un “vuoto” successo, evitando che “sotto il vestito, nulla!”.

sabato 4 agosto 2007

Lo dice il Saggio!!!

Iniziamo con una storia cinese: “è la storia di 4 persone chiamate OGNUNO, QUALCUNO, CIASCUNO E NESSUNO.

C’era un lavoro importante da fare e OGNUNO era sicuro che QUALCUNO l’avrebbe fatto.
CIASCUNO avrebbe potuto farlo ma NESSUNO lo fece. QUALCUNO si arrabbiò perché era un lavoro di OGNUNO. OGNUNO pensò che CIASCUNO poteva farlo, ma NESSUNO capì che OGNUNO non l’avrebbe fatto.

Finì che OGNUNO incolpò QUALCUNO perché NESSUNO fece ciò che CIASCUNO avrebbe potuto fare.”

Bene, questo, con buona approssimazione è un approccio molto comune in Cina: esprimersi per aneddoti.

Questo approccio è retaggio sia della propria millenaria cultura Taoista che per un recente passato politico, ancora radicato, che suggerisce di non esprimere mai direttamente il proprio pensiero sulle questioni.

E’ quindi esperienza quotidiana in Cina, in qualsiasi situazione o problema, osservare come i cinesi sembrano non prendere mai una posizione o avere una propria opinione, avendo sempre oltretutto la strana sensazione che non rispondano quasi mai a tono, alle sollcitazioni di un concreto chiarimento su qualsiasi questione.

Col tempo si capisce invece che nell’affrontare i fatti concreti, cercano sempre una risposta che non “distrugga” ma che “crei”, risposta spesso offerta sotto forma di aneddoti o parallelismi con la “natura”, la cui osservazione è alla base stessa del pensiero cinese.

Questo approccio comunicativo ha nella stessa letteratura cinese due campioni quali Zhuangzi (letteralmente Maestro Zhuang) e Sun Tzu o Sun Zi (letteralmente Maestro Sun), due esempi di come, esprimendosi per aneddoti, si possa discutere su tutte le più importanti questioni: sulla vita e sulla morte, sull’amore, sulla politica e fintanto sulla guerra.

Detto questo, sarebbe quindi logico pensare che i cinesi contemporanei conoscano a memoria una marea di aneddoti e pertanto conoscano anche il detto, da noi così famoso: “Non meditar vendetta. Ma siedi sulla riva del fiume e aspetta passare il cadavere del nemico”.

Sorpresa! Non lo conoscono! E tanto più gli si spiega che è un detto cinese, tanto più confermano la non conoscenza di un detto come questo.

La ragione è semplice, la conoscenza di questa cultura ad aneddoti è sostanzialmente diffusa in Cina per via orale, da padre in figlio. Ma per un cinese non sono aneddoti, sono le risposte alle proprie domande sui problemi quotidiani, le idee da trasmettere, le Faq in epoca pre-internet.

Per cui non ne conoscono spesso l’origine ma sanno interpretare il “significato” profondo di frasi che dalle nostre parti vengono considerate solo criptiche affermazioni, non in grado di dare risposta alla benchè minima problematica quotidiana.

Invece lette con la sensibilità che i cinesi hanno allenata da sempre, in queste affermazioni, si possono trovare le risposte alle domande di ciascuno, talmente concrete, da rasentare l’incredibile.

Gli aforismi cinesi infatti non vanno letti ma vanno “visti”. Sono come delle immagini in parole.
Non va dimenticato infatti che sono scritti,originariamente sotto forma di ideogrammi, simboli non lettere, che trasmettono immagini concrete e concetti completi.

Per questo, ancora oggi, l’arte della guerra di Sun Tzu è in grado di ispirare le attuali scelte economiche attuali e future, in quanto contiene la risposta sul “metodo” di come risolvere le questioni e non la risposta ad un singolo problema.

Ed ecco spiegata l’essenza dell’esprimersi per aneddoti. I cinesi sanno sempre come comportarsi, in qualsiasi situazione.
Magari non hanno una risposta al problema, ma hanno sempre chiaro quale sia il metodo giusto e quello sbagliato per affrontare un problema.
Tutto ciò lo hanno appreso dai propri genitori sotto forma di aneddoti, spesso, in periodi duri come quelli attraversati dal popolo cinese, anche l’unico modo per cercare di rispondere ai problemi concreti, non avendo nel contempo, alcuna risposta reale.

Pertanto la cultura cinese degli aforismi ed aneddoti, è una miniera incredibile di conoscenza e di suggerimenti anche per noi. Vanno però letti con una diversa attenzione e sensibilità, “calandoli” sulla questione da risolvere o da comprendere.

Ad esempio, l’aneddoto in apertura, può rappresentare in maniera semplice e coicisa l’attuale situazione politica italiana, senza tanti giri di parole.

Ma la cosa interessante è che se da una parte la spiega, dall’altra fornisce anche una possibile soluzione.

Questo è l’altro grande valore degli aneddoti cinesi, questa doppia componente, sempre presente, la concretezza di quella saggezza da noi nota come: “LO DICE IL SAGGIO”.

Volete qualche esempio o ne volete proporne altri? (Lo dice il saggio!!)

venerdì 3 agosto 2007

Ombrello ... Fai da te!

Qua in Cina, dalla rete, si è scatenata una discussione su un tema all'apparenza di scarsa rilevanza ma che segnerà invece una tappa fondamentale della comunicazione sui media cinesi.

Quanto accaduto evidenzia inoltre la sempre crescente richiesta di “umanizzazione” del potere in Cina e della sostanziale, invocata, uguaglianza tra cittadino e potente, quale semplice "gestore" del bene comune: la Cina.

I fatti: recentemente il premier Wen Jiabao ha visitato le aree alluvionate nel sud della Cina e ha incontrato le popolazioni delle zona.

Di questi momenti esistono ovviamente le fotografie ufficiali che lo ritraggono stringere le mani ai disastrati, secondo uno schema sostanzialmente normale.

Ma è accaduto che uno dei presenti, fatta la propria foto l'abbia messa on line, scatenando il putiferio.

La ragione di tanto rumore è che nella foto pubblicata on line il premier Wen Jiabao, sotto la pioggia torrenziale, tiene l'ombrello personalmente.

Questo fatografia, da queste parti rivoluzionaria, ha evidenziato la marcata differenza tra le foto ufficiali e questa al naturale che nella sua dirompente semplicità, ha evidenziato il lato umano del potere, cosa piaciuta talemente tanto ai navigatori cinesi, che le stesse fonti ufficiali si sono affrettate a rilanciare sui propri media.
In un paese dove recentemente lo stesso Yao Ming, il campione di basket, è stato attaccato dai giornali per avere beneficiato di presunti favoritismi, contrari all'etica di un rappresentante la Cina e dove l'attenzione quotidiana è concentrata ad evitare presunti, illegittimi, favoritismi per i "servitore" dello Stato nell'esercizio del proprio ruolo, un fatto come quello accaduto a Wen Jiabao ha dell'eccezionale.

La discussione sull'ombrello è proseguita sui media cinesi, mettendo in evidenza come il proprio ombrello chiunque possa reggerlo da solo, senza l'aiuto di nessuno, sia esso presidente o semplice cittadino.

E per capire che la discussione avrà realmente ripercussioni future, basti l’affermazione di uno dei navigatori riportata dal China Daily: "solo un disabile necessita di essere aiutato a reggere il proprio ombrello!!".

Ora dopo questa discussione non ci sarà da stupirsi se i diversi leaders cinesi terranno l'ombrello direttamente senza alcun aiuto, così che forse le due fotografie seguenti saranno da "archivio": di quando esistevano i PORTA OMBRELLI in Cina.

mercoledì 1 agosto 2007

Voci dall'Italia: Un parlamento ... "stupefacente"






(Leggi)






Le ragioni storiche dei problemi attuali (futuri) tra CINA e GIAPPONE

In questi giorni di festeggiamenti per il 80° dalla nascita del PLA Army (People Liberation Army), l'esercito Cinese, si "sente" nell'aria come due questioni risultano storicamente ancora sospese: Taiwan e le atrocità subite dai Giapponesi durante la seconda guerra mondiale.

La ferita inferta dai Giapponesi è ben lunghi dall'essere rimaginata, nonostante il tempo passato e ancora oggi incide non poco sui rapporti tra le due nazioni.

Con il crescente peso della Cina e gli ingenti investimenti nelle rinnovate forze armate cinesi, non stupisce quindi il recente "riarmo" giapponese e la singolare richiesta di questi giorni di una forza nucleare a propria disposizione.
Ma da quale "nemico" i giapponesi sentono di doversi difendere? Semplice, i Giapponesi velatamente temono la vendetta Cinese!
Ai nostri occhi tutto ciò appare incredibile, ma anche le nuove generazioni conoscono quanto accaduto in quegli anni e quando si parla di giapponesi è ancora molto diffuso un sentimento d'odio profondo nei loro confronti.

Per capire meglio, ecco due video che "spiegano" bene come mai i Cinesi ancora oggi si ricordano di quanto accaduto e i giapponesi "osano" toccare gli accordi costituzionali sottoscritti dopo la sconfitta della seconda guerra mondiale con gli Americani e la comunità internazionale.






电影 南京大屠杀 中文版 第一部分


电影 南京大屠杀 中文版 第二部分

lunedì 30 luglio 2007

Lo dice il Saggio !!!

"Per quanto sia grande il mondo e diverse siano le genti, a tutti piacciono il sale e l'argento.

Chi vive vicino al fiume conosce la natura dei pesci; chi dimora fra le colline sa riconoscere il cinguettio dei diversi tipi di uccelli

Anche una lepre morde quando è bloccata in un angolo

Tra uomini della stessa religione c'è amore reciproco, tra uomini della stessa professione c'è gelosia reciproca

Con soldi sei un dragone; senza soldi, un verme

Chi non è stato truffato almeno una volta non può diventare un mercante

Il topo conosce le abitudini degli altri topi

Se fai affari con un funzionario di Stato finirai in miseria, se li fai con un mercante diventerai ricco, se li fai con dei preti buddisti ti chiederanno un'offerta

Non c'è altezza che non abbia al di sopra di sé qualcosa di più alto

Ogni contrario ha un suo contrario

Un uomo deciso vive con la propria determinazione, un uomo indeciso dipende dalla propria forza fisica

Il vero dio di un popolo è l'unione dei suoi scopi

L'ambizione dell'uomo è come il serpente che, visto un elefante, se lo vorrebbe ingoiare: qualunque meta raggiunga non riesce mai a essere soddisfatta

E' più facile deviare il corso di un fiume o spianare una montagna che cambiare l'animo di un uomo

Ci sono soltanto due uomini perfetti: uno è morto e l'altro non è mai nato

I sordi amano impicciarsi degli affari altrui, i muti adorano sparlare del loro prossimo

Nel corso della sua vita l'uomo non conosce il proprio spirito; dopo morto, dimentica il proprio corpo

Chi conosce se stesso conosce anche gli altri

Il momento per salvare un uomo, nonché verificarne la virtù, è nelle difficoltà

Dopo cinque generazioni la fama del giusto e l'infamia dell'ingiusto vengono entrambe dimenticate

Un uomo trascina il risciò; un altro viene trasportato.. . eppure la loro natura è la stessa

E molto più facile saper fare una cosa piuttosto che farla

Il cuore dell'uomo è come un cavallo che corre in discesa: è facile spronarlo, ma molto difficile farlo fermare

Meno si è intelligenti e più si è felici

Lo Stato è come un secchio, il popolo come l'acqua: la natura di quest'ultima è di prendere la forma del secchio

Anche il più stupido degli uomini diventa improvvisamente pronto di spirito allorché si trova nella possibilità eli criticare gli altri. anche il più saggio perde lucidità quando si tratta di criticare se stesso

Nella bocca della serpe e nel pungiglione della vespa non troverai veleno altrettanto micidiale di quello che può celarsi nel cuore dell'uomo

L'unità di un popolo sa trasformare l'argilla in oro

Un nano in mezzo ad altri nani ha una statura dignitosa

Per quanto possano essere profondi gli abissi in cui nuotano, i pesci possono pur sempre essere pescati e per quanto alti volino nei cieli, gli uccelli possono pur sempre essere colpiti. Ma quello che si cela nel profondo dell'animo umano è inafferrabile"

L'altra CINA .. vista dai Cinesi!!

W il CIRCO





























































































sabato 28 luglio 2007

Questioni di .... Metrò e di Civiltà...

(Pubblicato su Affari Italiani il 25 Luglio 2007)
Uno dei parametri sui quali si può “pesare” il livello di efficenza di una città e compararla con un altra, può sicuramente essere il livello raggiunto dal proprio sistema metropolitano.

Bene Milano e Shanghai, “gemellate negli affari e negli scambi culturali, sono agli antipodi, non solo geografici, per quanto riguarda il sistema di metrò.

Shanghai, in questi giorni di calura tropicale, con livelli di umidità spesso superiore a quelli riscontrabili a Milano, con la differenza che ciò è normale per tutta l’estate, le vetture del metrò sono luoghi temperati, quasi freddi, nei quali si viaggia in totale benessere, a tutte le ore del giorno.

A questo va aggiunto che si possono usare i cellulari e ciò rende ancora più piacevole prendere questi mezzi che arrivano con una precisione scandita al minuto secondo, sui grandi schermi presenti in tutte le stazioni.

Tutto questo, alla modica cifra di 40 cents di Euro medi!!

Ora i cinesi stanno costruendo a Shanghai qualcosa come oltre 100 nuove stazioni, sui nuovi 500 Km di metro che saranno finiti entro l’inizio dell’Expo 2010, ma nel frattempo stanno già rimodernando le “vecchie” stazioni e sostituendo “vecchi” convogli con quelli nuovi. La qualità, se già non ce ne fosse bisogno, sta crescendo notevolmente di giorno in giorno.

Quindi sarà sempre più piacevole e semplice muoversi per una città che conta circa 20 milioni di abitanti, nonostante le inevitabili resse negli orari di punta, ma che mai raggiunge microclimi simili raggiungibili a Milano, città di poco più 3 Milioni di abitanti e considerata da tutti la capitale mondiale del vivere bene e della qualità della vita.

venerdì 27 luglio 2007

Vaticano: Le ragioni della CINA


(From China Daily) 2007-07-26 06:49


The Vatican must sever "diplomatic relations" with Taiwan and stop interfering in China's internal affairs if it wants to normalize ties with Beijing, a leading Chinese Catholic leader said yesterday.

The Vatican is the only government in Europe to recognize Taiwan and wants Beijing to grant the Pope supreme authority to appoint bishops on the mainland.

China sees the Vatican's stance as interference in the country's internal affairs, Liu Bainian, vice-president of the Chinese Catholic Patriotic Association (CCPA), said.

His remarks were in response to a report in the Italian daily, La Repubblica, on Tuesday that quoted him as saying he "strongly hopes to be able to see the Pope one day in Beijing to celebrate Mass for us Chinese".
The report has been widely cited by international news agencies, but Liu said it had ignored the preconditions he had set.

"What I meant was I hoped the Pope could visit China and celebrate Mass but only after normalization of diplomatic ties," Liu told China Daily.
"If the two issues can be resolved properly, the two sides will have favorable conditions to improve ties."

Liu's remarks came on the sidelines of a Catholic assembly in Beijing yesterday that was held to celebrate the 50th anniversary of CCPA.

The Chinese Catholic society has vowed to adhere to independent selection and ordination of bishops and management of its churches.

Liu Bainian"Without independence, the Chinese Catholic society would not have been reborn," he said.
The Chinese Catholic society is independent from the Vatican only in politics and economic policies. But in religious belief, Chinese Catholicism is the same as Catholicism elsewhere in the world, he said.

China today has about 5 million Catholics compared to 2.7 million in 1958, according to official figures.
More than 200 Catholic representatives, heads of other religions and government officials attended yesterday's meeting.

Ji Jianhong, chairman of the Three-Self Patriotic Movement Committee of the Protestant Churches of China, said: "Patriotism and religious belief are consistent in the Bible. Independence in religious operation has been a part of national sovereignty and the core of patriotism and religious belief."

mercoledì 25 luglio 2007

Il SORPASSO .... delle banche CINESI!!!

E' la prima banca al mondo in termini di capitalizzazione in borsa superando, dopo Bank of America anche Citigroup....
Una nota: Non ha sportelli all'estero!!

"Voci dall'Italia" ....Pannella:"Una decisione di regime!!"

Dal Corriere del 24 Luglio 2007

«In contrasto con il regolamento e lo spirito della Costituente» !!!

Il Pd esclude Pannella: non può correre
L'Ufficio di presidenza sul leader radicale: «Progetto politico diverso». La replica: «Decisione di regime, io non mollo»

ROMA - Marco Pannella non può correre per la segreteria del Partito democratico. È questa, a quanto si apprende, la conclusione a cui è giunto l'Ufficio di presidenza del Pd, che si è riunito questa mattina negli uffici di Piazza Santi apostoli. I sei componenti l'organismo (Maurizio Migliavacca, Antonello Soro, Mario Barbi, Vittoria Franco, Patrizia Toia e Lella Massari) hanno preso atto dell'intenzione di Pannella, ma hanno concluso che la candidatura del leader radicale risulta palesemente in contrasto con il regolamento (Leggi)

Articolo "Questa democrazia in Cina? NO GRAZIE"

"Voci dall'Italia" ....DI PIETRO: FORLEO FINIRA' SOTTO INCHIESTA…

(Adnkronos) - ''Mi aspetto che quanto prima la Forleo finisca sotto inchiesta come sono finiti i magistrati di Milano che hanno indagato su Abu Omar e tutti coloro che cercano di alzare il tiro e di fare in modo che la legge sia uguale per tutti, per il ladro di biciclette e per il parlamentare politico che non rispetta le regole. Purtroppo questo e' il nostro paese: un paese in cui la casta si chiude''. Lo ha dichiarato il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro nel corso di un'intervista rilasciata al TgLA7.