martedì 18 settembre 2007

La “rivoluzione” in un sorriso.

Si dice ridere allunghi la vita.

Sorridere forse meno, ma aiuta forse a migliorare la qualità della vita.

Quando arrivi in Cina ti accorgi, dopo un pò di tempo, che sorridi molto più di prima.

Le ragioni di questa autentica rivoluzione nella tua vita sono semplici: da quando apri la porta di casa, tutti i cinesi che incroci, li saluti con un sorriso “grosso così”, accompagnato dal mitico “Ni hao”, che ti fa sentire un pò più cinese, siano le donne delle pulizie, i guardiani, gli autisti, i colleghi di lavoro.

Ma la cosa che colpisce, è che tutti i tuoi saluti sono ricambiati, con un sorriso ancora più largo del tuo che mostra la dentatura, spesso è arduo definirla tale, un gesto che ti dà una sorta di ulteriore “carica” quotidiana.

Ho calcolato che, dal risveglio al solo posto di lavoro, in 15 minuti, nei giorni di rari incontri, non meno di 15 NiHao se prendo il pulmino, più del doppio se prendo l’autobus.

Non male per iniziare la giornata!.

Il problema è che se ti aggiri per gli uffici, gli incontri continuano e conseguentemente i sorrisi di saluto, che anche con il passare del tempo, non si negano a nessuno.

Capita quindi che quando incontri in un ufficio più volte la stessa persona in corridoio o ascensore etc., il rituale del sorriso si ripete regolarmente, come se fosse la prima volta che ci si incontra nella giornata.

Se poi cammini per la città, capita spesso di incrociare situazioni, non propriamente di benessere e felicità terrena.

Eppure il sorriso “largo così” non te le fanno mancare. Sai che la loro situazione non è certo felice e spesso fatta di grandi difficoltà. Forse proprio per questo, ricambi allora il loro saluto, con ancora più sincero entusiasmo.

Il saluto è un modo chiaro di rispetto formale, molto importante nella cultura cinese, ma non solo.

Tra cinesi il saluto è decisamente più significativo del Ni Hao suddetto, ad uso e consumo per gli stranieri. I cinesi quando si incontrano, letteralmente si dicono: “hai mangiato?” seguito dal famoso sorriso!

Quindi il salutarsi da queste parti, figlio del periodo dove mangiare era veramente un lusso, sembra anche un modo per “esorcizzare” la paura che nei cinesi è ancora viva: rischiare di rimanere senza cibo.

Quando incrociano noi, beh tutto è diverso. Salutarci ad un cinese dà un doppio senso di benessere. Da una parte, intende avere la conferma che “abbiamo mangiato” e quindi che stiamo bene. Ciò lo rende felice, ma non solo, è il primo passo di quello che assomiglia al nostro “posso fare qualcosa per te?”.

Quel sorriso che tu ricambi con loro li tranquillizza. Nessun problema!.

Se infatti, anche per distrazione, il tuo saluto non è proprio bello e carico di trasporto, ti sentirai chiedere, breve giro, se è tutto ok e se possono fare qualcosa per te.

Ma tornando al sorriso c’è da sottolinerare che i cinesi, tra loro non sorridono con tutti.

Esistono, sempre per un retaggio storico, elementi di disparità, per cui normalmente sorridono tra pari o da un subalterno al proprio capo.

Tipicamente una persona importante NON sorride ai propri subalterni, mentre con tè, ovviamente, considerandoti suo pari, ti mostrerà il suo sorriso migliore, quella della domenica.

Quindi che tu per strada o negli uffici, saluti tutti, che siano le donne delle pulizie o l’usciere, per loro è una vera novità, una rivoluzione che dopo un primo attimo di smarrimento, finisce per contagiarli.

Sentono che li rispetti, che cerchi di trattarli da pari. Questo, considerando che noi stranieri siamo spesso equiparati agli extraterrestri, amplifica la loro gioia nel ricambiartelo.

Ben diverso è l’uso del sorriso quando è utilizzato nelle trattative, dove serve per sottolineare i punti difficili, quelli che presentanto qualche anomalia o resistenza.

Lo sguardo sorridente di un cinese durante una trattativa, non significa che tutto va bene, ma il tentantivo di tenere viva la discussione o anche momento anticipante qualche sorpresa.

Quando la sorpresa ti è rivelata, sempre con il sorriso sulle labbra, mai aggressivi, scopri che anche tu finisci per sorridere a tua volta, conscio che una diversa reazione, non sarebbe utile al proseguire della trattativa in corso.

Quando poi un cinese è in difficoltà o non ha una risposta alle tue domande, sorride, nel tantativo di non preoccuparti e in particolare cerca di prendere tempo per trovare una soluzione.

Quindi, il sorriso è una sorta di azione che in una giornata normale finisci per ripetere così tante volte, che dopo un bel pò di tempo, i benefici si fanno sentire.

Recentemente, ho mandtato ai miei genitori una fotografia, dopo più di un anno non mi vedevano.

La prima reazione è stata di stupore, come se fossi ringiovanito.

Bene, ora so che cosa mi ha fatto stare ogni giorno sempre meglio.

L’aver recuperato, dall’altra parte del mondo, il vecchio uso di un semplice saluto, normale molti anni fa anche da noi, ma ora completamente perduto nelle nostre quotidiane frenetiche esperienze di vita.

E io abito a Shanghai, una città di 20 milioni di abitanti, una delle più grandi metropoli al mondo. Il problema non è quindi del luogo ma la predisposizione ad un gesto di civiltà ed educazione che alla lunga ti fa bene, anche alla salute.

Ni Hao a tutti!!

lunedì 17 settembre 2007

Il Grillo “Politico 2.0” parte da Pescara (e dai comuni d’Italia)!


Grillo ha deciso quale sarà il suo prossimo passo.


Nessuna reale organizzazione politica nazionale, almeno per il momento, ma l’invito ai cittadini di concentrare le loro energie localmente, creando proprie Liste Civiche, il tutto con il supporto degli “strumenti internet” per il loro coordinamento che lo stesso Grillo renderà disponibili a breve.

Il motto lanciato ieri da Grillo è semplificabile in: “l’Italia si cambia dai comuni (e con Internet)”.

Per incanalare le energie liberate con il V-DAY, Grillo ha deciso di lasciare “libera scelta” ai MeetUp o a gruppi di cittadini, di creare proprie liste civiche, a ruota di quello già successo a Pescara in questi giorni.

In breve, l’organizzatore del MeetUp locale, ha già fondato una lista civica per presentarsi alle prossime elezioni per il Comune di Pescara.

La lista, chiamata “Pescara in Comune”, oltre che essere guidata dal responsabile del MeetUp locale, utilizza nel suo il suffisso “by Amici di Beppe Grillo” e come logo riporta al suo centro, uno “stilizzato” ed “incazzato” Grillo.

Sul sito della neonata formazione politica pescarese, si precisa che il logo utilizzato “ha ricevuto il nullaosta” dello stesso Grillo.

Stesso discoro per quanto riguarda il suffisso “by Amici di Beppe Grillo”, “autorizzato dallo stesso Grillo, precisando che però la lista sarà totalmente autonoma rispetto alla sua persona e viceversa”.

Va aggiunto che sul sito della nuova lista civica, a proposito proprio del V-Day, si annunciava come “Con l'occasione (il V-DAY) distribuiremo un volantino per spingere la cittadinanza tutta alla formazione della lista civica. Una lista civica che vuole essere espressione di reale Democrazia (governo del popolo)”.

Quanto successo a Pescara era stato “segnalato” a Beppe Grillo sul suo Blog da alcuni sostenitori del V-DAY, come una “strumentalizzazione”, che secondo loro, doveva essere impedita, ora invece appare evidente che, alla luce delle ultime dichiarazioni di Grillo, è stata la “prova generale” del nuovo corso post-V-DAY.

L’operazione “politica” pescarese, molto probabilmente, sarà quindi tra quelle che saranno avallate da Grillo e potrà ricevere la citata “certificazione di trasparenza Beppegrillo.it”.

Tra i requisiti per ottenere detta certificazione, in via di pubblicazione, due saranno quelli fondamentali: il non essere iscritti a nessun partito ed essere incensurati.

Sul sito della lista civica pescarese si legge inoltre come essa abbia “ preso le distanze dal MeetUP di Beppe Grillo nella sua interezza che”, si continua, “per la loro struttura sono fortemente eterogenei”.

Contemporaneamente Grillo sul suo sito afferma: “Non sto promuovendo la presentazione di nessuna lista civica, né locale, né nazionale.” e in riferimento al recente V-DAY, sempre Grillo sottolinea come “la loro voce i partecipanti del V-day non la prestano a nessuno. Sono i megafoni di sé stessi. I cittadini che si fanno politica.”

Primo risultato tangibile è che ora a Pescara, esistono due MeetUp, il secondo dei quali è formato proprio da coloro non avevano condiviso l’azione di costituzione della Lista Civica, per le prossime elezioni locali.

Non solo, nelle discussioni online sul forum del Meetup in questione, i toni da parte dei dissenzienti non sono stati molto teneri con il proponente la Lista Civica pescarese, con alcune accuse circostanziate, di un modo di agire, per così dire, “unfair”,

Ma la situzione non è così solo a Pescara, in quanto esistono già 4 MeetUp a Roma, Bari, 3 a Firenze, Torino, Matera, 2 a Bologna, Cagliari, Lucca, Milano, Napoli, Salerno, Sanremo, Taranto, Treviso, Verona.

Sul territorio ci sono centinaia di MeetUp che secondo Grillo “sono già un movimento politico”, come da lui citato sull’Herald Tribune dopo il V-DAY, “che si incontrano regolarmente per discutere di vari argomenti e aumentare la consapevolezza sui diversi temi”.

Grillo continua dicendo, “siccome il movimento è partito dal Web, è partito dal basso”, questo sarà il riferimento per il futuro.

Queste parole di Grillo, in aggiunta con l’ultimo invito sulle “Liste civiche”, sembrano quindi confermare che l’iniziativa di Pescara molto probabilmente non risultarà isolata ed altre iniziative spontanee potranno nascere, sulla carica emotiva e di mobilitazione che l’evento del V-DAY ha attivato.

Molti commentatori nei giorni scorsi avevano osservato come nelle molte piazze mobilitate, l’organizzazione del V-DAY, sul piano operativo fosse stata , testuale, “impeccabile: volantini stampati, palco, spettacolo e connessi servizi. Qualcuno si era anche spinto a chiedere direttamente a Grillo, con quali soldi fosse stato possibile realizzare tutto ciò.

I fatti di Pescara testimoniano, come il volontariato, l’unico modo con il quale è stato finanziato il V-Day, sia anche stato sostenuto dalla volontà di molti, di passare ai dati di fatto, organizzandosi a livello locale, per giocare la carta istituzionale e contribuire al cambiamento.

Ora il Grillo “politico” lancia il suo messaggio: “create le liste civiche”. Un messaggio molto originale che sulle prime ha però lasciato un “pelo” spiazzati molti dei cittadini che in questi giorni avevano seguito l’invito di Grillo a mobilitarsi.

La sensazione di questo “spiazzamento” e dei molti “dubbi”, traspare nei molti commenti indirizzati a Grillo sul suo blog, pensieri ben riassunti da un emblematico post di un cittadino che dice: “Il tuo invito alla formazione delle liste civiche sembra come - Vi ho incitato ad uccidere il mostro, l’ho svegliato, vi ho armato, ma per ucciderlo sono cazzi vostri!.”

La sensazione è che questa “originale” presa di posizione di Grillo e i fatti di Pescara, rischiano di creare non poche confusioni ed incomprensioni.

Un bel “rompicapo” per Grillo, l’inizio comunque di quella “carriera” politica fino ad ora rifiutata, l’inizio di un percorso, tutt’altro che facile, nel gestire il grande consenso creatosi attorno alla sua persona che vede in lui il leader e il portavoce indiscusso, degli obbiettivi e dei valori esposti lo scorso 8 settembre.

Ma guai a pensare che quella di ieri sia stata una provocazione del momento o una fuga dalle responsabilità, scaricata sui cittadini.

I fatti di Pescara e le autorizzazioni di Grillo connesse sono infatti datate 22 Luglio 2007, ben prima quindi dei clamori suscitati dal V-DAY e testimoniano che Grillo sta seguendo, passo dopo passo, una precisa e lucida strategia di sviluppo di un disegno politico di Democrazia 2.0, tutt’altro che terminato con l’annuncio di ieri.

Dopo i comuni, il prossimo passo potrebbero essere le Regioni 2.0, spazio dove la strategia di sviluppo della democrazia diretta (Democrazia 2.0) potrebbe avere ulteriori spazi concreti di sviluppo, per poi arrivare a Roma, quasi che Grillo stesse canticchiando, in cuor suo, la famosa canzone di Venditti “Bomba o non Bomba, arriveremo a Roma!”

giovedì 13 settembre 2007

Internet la “dorsale” dello sviluppo della nuova Cina borghese

I cinesi sono alle prese con tanti problemi, grandi e piccoli ma uno si sta rivelando pericolosamente comunue a molte famiglie: i bambini stanno ingrassando!!

Che qualcosa di profondo sia cambiato nella società cinese, lo si vede andando in giro e osservando le famiglie cinesi “vivere”il loro nuovo benessere.

Il figlio, unico per legge, accudito, coccolato, viziato da i due genitori e da tutti i membri della famiglia, ha finito per manifestare una sorta di effetto collaterale: è ingrassato.

Si, perchè il benessere sempre più diffuso in Cina, consente ora ai ragazzi cinesi della borghesia del 3° millennio, di accedere a tutti i “vizi di gola” dei coetanei occidentali, potendo nel contempo, essere tendenzialmente più pigro delle generazioni precedenti.

Ma a causare questo “lassismo” in ambito domestico delle giovani generazioni cinesi, sembra non essere più il vituperato televisore, come nell’occidente degli anni 80 e 90, ma niente di meno che il Re-Internet.

Per capire la questione, occorre ricordarci che tutte le nuove famiglie cinesi sono composte SOLO da figli unici, le eccezzioni alla regola sono “costose” rarità .

Questo fatto amplifica la capacità “attrattiva” della rete in quanto, quando il ragazzo deve stare a casa, trova proprio in Internet un ottimo “compagno di giochi”, una porta verso nuove amicizie, il tutto senza dover uscire da casa.

Queste nuove abitudini stanno quindi riducendo la disponibilità e lo spazio per svolgere attività tradizionali e fisiche, ormai sempre più spesso in subordine all’uso della rete per socializzare, giocare e imparare.

Così mentre i ragazzi “corrono sulla rete”, nello stesso momento, sta crescendo l’incidenza di quella che viene indicata proprio come una nuova e vera patologia emergente in Cina: l’overdose da Internet.

La crescente apatia delle nuove generazione a vivere una vita reale, fatta di relazioni fisiche, a favore di quella virtule, ha portato il governo cinese a rendere obbligatorie molte attività scolastiche di tipo ricreativo, prima facolative, proprio per facilitare le socializzazioni tradizionali.

Addirittura, in una recente ricerca pubblicata dai media cinesi, si è addirittura evidenziato come il 96% dei ragazzi tra i 4 e i 14 anni, durante le recenti vacanze estive, avessero preferito giocare a casa (e con internet), piuttosto che all’aperto (con compagni di gioco reali).

Va però evidenziato che nei periodi suddetti, quest’anno in Cina le temperature sono state a dir poco soffocanti e onestamente giocare all’aperto sarebbe stato oggettivamente difficile per non dire pericoloso, visto il livello anche di inquinamento toccato da molte città Cinesi.

Comunque sia, è però vero che la rete è entrata prepotentemente nelle abitudini dei cinesi, a tutti i livelli, non solo giovanili.

Dove questo aspetto appare chiaro e tangibile, sono le migliaia di internet point, sparsi in ogni dove in Cina.

Da noi spesso questi luoghi sono di tipo elitario e a supporto di strutture esistenti, quali bar o ristoranti.

In Cina gli Internet point, sono invece grandi spazi, presenti sia nelle grandi città che nei villaggi, aperti 24 ore su 24, che diventano per molti una sorta di seconda casa, dove non solo si può giocare on line o chattare con altri o navigare in internet, ma anche dormire e mangiare, potendo usufruire dell’aria condizionata, che spesso in molte case, è ancora una pià illusione.

Questa esplosione nell’uso e alcune volte nell’abuso della rete, in tutte le sue forme, appare interessante se comparato con le recenti discussioni in occidente, per quanto riguarda Second Life,

Qua in Cina Second Life è già una realtà quotidiana.

Con la rete, il singolo cerca già di crearsi la sua “Seconda vita”, sia attraverso i giochi di ruolo che con le nuove amicizie, per cercare e sperare di andare oltre il proprio quotidiano attuale.

Molti dei propri sogni e speranze, i cinesi li stanno quindi investendo, riversando proprio sulla e nella rete.

Per capire di quale portata sia il fenomeno, basti dire che il governo cinese, ormai seriamente preoccupato, addirittura classifichi il 13% dei 20 Milioni di utenti internet sotto i 18 anni, come già “internet-dipendenti”.

La “malattia di internet” e la dipendenza dai giochi interattivi, è tanto grave, che in televisione sono già stati mostrati i primi casi di disintossicati, da questa nuova pericolosa patologia moderna.

Attenzione però. Non è internet che fa male ma il suo abuso, come quello che in America ha portato una coppia di coniugi a “dimentircarsi” del proprio figlio, che ha rischiato di morire di fame, tanto erano impegnati a giocare in un gioco di ruolo, per il quale spendevano letteralmente fortune in denaro.

Negli ospedali cinesi comunque non fa più scalpore vedere dei giovani ricoverati, apparentemente fisicamente a posto che però soffrono di questa nuova “sindrome” del 3° millennio.

Ma la Cina su questo tema è a un bivio. La sua crescita sarà strettamente legata proprio alla capacità della popolazione di usare sempre meglio le nuove tecnologie, tanto che l’esercito nei suoi investimenti futuri, punterà sempre di più sulla guerra tecnologica e sui war-game, riducendo drasticamente il numero degli effettivi in armi.

Quindi la società cinese sta giocando sul filo del rasoio il proprio futuro, spingendo da una parte l’acceleratore della alfabetizzazione digitale a tutti i livelli, zone rurali comprese, ma dall’altro dovendo fare i conti con gli effetti, spesso indesiderati, connessi con questa scelta tecnologica.

Da qua i messaggi di questi giorni sui media cinesi, ripresi poi in occidente: un invito alla popolazione affinchè eviti di farsi venire totalmente fagogitata nella “vita parallela” che il mondo tecnologico può creare, usando le tecnologie come una sorta di potente medicina, che però va presa con moderazione perchè crea pericolose assuefazioni.

Quanto sta accadendo qua in Cina dovrebbe farci riflettere su molte delle teorie che ruotano attorno a quello che viene definito Second Life, sui suoi vantaggi, suoi suoi limiti e rischi sociali.

L’invito cinese sulla questione e del quale dovremmo farne tesoro anche noi, estrapolabile dalla loro saggezza millenaria, è il seguente:

“ricordiamoci che siamo fatti di cellule non di bit. Il ritmo della nostra vita dovrà pertanto essere scandito sempre e soltanto dalla nostra parte biologica. Altrementi si rischia il Game-Over!”

V-DAY l’inizio della (futura) Democrazia 2.0

Una cosa è certa: il V-DAY andrà ben oltre gli stessi obiettivi degli organizzatori, essendo stato il primo vero esempio, a livello mondiale, di quello che possiamo definire Democrazia 2.0.

L’uso della rete come “sistema nervoso” e strutturale, di quella che a tutti gli effetti è una meta-organizzazione che si è dimostrata sabato scorso, tutt’altro che “virtuale”.

Molti commentatori e gli stessi politici stanno cercando di “classificare” quanto evento, ma oggettivamente sul piano concreto, il V-DAY ha già creato un precedente fondamentale, la pietra miliare che condizionerà profondamente il prossimo futuro politico italiano.

Infatti i principi della Democrazia 2.0, alla base del V-DAY, si basano sulla consultazione in tempo reale di una larga base di cittadini, teoricamente anche in maniera plenaria, su qualsiasi tematica.

Ciò mette in crisi l’attuale modello partecipativo di tipo rappresentativo, dove attraverso il voto si affida una delega ad una persona, facente parte di una delle “associazioni di cittadini” chiamati partiti, come enunciato nell’art.49 della Costituzione “per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.

Teoricamente nella Democrazia 2.0, ogni cittadino potrebbe quindi non essere più rappresentato da nessuno, in quanto potrebbe esprimere direttamente il proprio giudizio (voto), in qualsiasi momento, su qualsiasi questione.

Un ulteriore effetto tangibile dalla applicazione della Democrazia 2.0, sarebbe l’effetto sui costi della politica, li abbatterebbe drasticamente.

Ma al momento, la Democrazia 2.0 così come il V-Day ha mostrato al mondo, non è ancora concretamente realizzabile, rimane una utopia, viste le regole vigenti (leggi) nazionali ed internazionali, tutte di tipo rappresentativo.

Comunque sia, dal V-Day appare evidente che Grillo è GIA’ alla testa di un partito di nuova concezione, pronto per la Democrazia 2.0 ma, come capita spesso agli innovatori, totalmente in anticipo sui tempi storici, non solo italiani.

Quindi oggi, superando qualsiasi valutazione statistica dei sondaggisti tradizionali, il “partito 2.0” di Grillo potrebbe avere lo 0% su una questione, così come l’80% su un altra.

Il problema ora, dopo il successo del V-Day, è REALIZZARE concretamente le basi stesse che hanno legato i suoi partecipanti, visto che nella Democrazia 2.0, il sistema del consenso non sarà più una delega “in bianco” per un certo periodo di tempo, come oggi, ma sarà collegato strettamente ai risultati e i meriti, il tutto in tempo reale.

Il primo esame di questo nuovo approccio, sarà quindi che l’obiettivo dichiarato nel V-Day, quello del “parlamento pulito”, venga realmente raggiunto.

Sulla questione, ho però già sottolineato provocatoriamente, l’esistenza di un problema concreto: qualunque cittadino con una “storia giudiziaria” simile a quello di Grillo, nel progetto di legge popolare firmato sabato, sarebbe a tutti gli effetti equiparato con i mafiosi, i tangentisti, i corruttori, i pedofili e gli stupratori etc.

Mi spiace che alcuni fans di Grillo non abbiano compreso questo messaggio e abbiano visto il dito, un mio presunto attacco a Grillo, assolutamente inesistente e non abbiano visto la Luna: occorre modificare il progetto di legge popolare presentato sabato.

Ma tornando agli obbiettivi generali, dalla semplice considerazione che sarà oggettivamente IMPOSSIBILE che per ogni questione di carattare nazionale, locale o internazionale vengano attivate sempre le piazze, occorre traghettare il cambiamento delle regole, dall’interno del sistema.

Confermo pertanto il suggerimento a Grillo, di costruire una organizzazione che incanali le energie positive dei tanti gruppi che credono e lo hanno dimostrato con la propria partecipazione al V-Day, che bisogna arrivare alla Democrazia 2.0, gruppi e giovani che necessitano ORA del traghettatore.

Parafrasando il motto “chi fa da se fa per tre”, perchè cercare di fare cambiare la testa delle persone, quando qualcosa è possibile farlo in prima persona, direttamente?

Il rischio è che la gente si incazzi sempre di più, soprattutto il giorno che il progetto di legge popolare sottoscritto sabato, magari non sarà approvato. Cosa succedera allora?

I rischi oggi sono anche maggiori, visto che la gente ha ora dei bersagli chiari. E’ convinta che sia l’attuale classe dirigente ad impedire qualsiasi cambiamento. Il problema vero è che l’attuale classe politica non è in grado di cambiare proprio nulla, semplicemente non sa cosa vuole dire Democrazia 2.0.

L’esempio è sotto gli occhi di tutti. I leaders politici, nel cercare il consenso personale alla propria futura leadership, stanno cercando di usare le stesse tecnologie, credendo che il successo di Grillo e del V-DAY stia in esse.

Ma quanto visto sabato scorso, in puro stile di Democrazia 2.0, ha stravolto l’idea classica di politica, trasformando il leader in un semplice portavoce diretto e qui è avvenuta la vera svolta, controllabile e che si può “spegnere” in ogni momento, se viola il “patto” con il proprio elettorato!!.

Il problema ora, caro Grillo, è che la folla del V-Day, su tuo invito, pensa di poter fare lo stesso già oggi anche con i leaders attuali, eletti però secondo le regole vigenti e non con quelle della futura Democrazia 2.0.

Questa “idea” crea una pericolosa frizione tra i due “mondi”che non hanno la cultura reciproca di sapersi comprendere, gettando così le basi di una rissosità crescente, dagli scenari difficilmente valutabili.

Quindi se il tuo agire, caro Grillo, continuerà essere dall’esterno, come da tè dichiarato a squarciagola sabato, c’è il rischio che la mutazione in corso e che tu hai aiutato a catalizzare, sarà fermata dal sistema attuale, con ogni cavillo possibile. Troppi sono gli interessi in gioco affinchè nulla cambi realmente.

Cosa credi che il sistema attuale non abbia i “mezzi” per cambiare i 25 parlamentari attualmente sotto assedio e continuare a fare come prima?

Solo accettando il test del voto popolare, contandosi veramente in tale sede, si può sperare di inniettare il germe di un cambiamento, ed essere decisivi anche sulle altre questioni fondamentali per l’Italia.

Le valutazioni a “spanne” di quante persone ci fossero in piazza, non porta da nessuna parte, in quanto in una Repubblica democratica e civile come la nostra, decide chi ha la maggioranza dei voti nelle diverse sedi istituzionali.

Solo quindi partecipando attivamente, i “mafiosi” non continueranno ad essere ai loro posti, visto ad oggi sono lì per il diritto, sottolineo il diritto, di essere stati votati, cosa che rischia seriamente di proseguire anche nei prossimi decenni.

Farsi portavoce del reale malconento diffuso nella gente e dare voce alla rabbia che da tempo covava, è stata cosa nobile. Ma ora sarebbe meglio indirizzarla nel costruire qualcosa di nuovo, quella Democrazia 2.0 e germe positivo, di un cambiamento profondo e duraturo della società italiana.

“We have a dream!.”

martedì 11 settembre 2007

Grillo V-DAY: Moderare i termini ....e il metodo...

L’Italia vista dalla Cina è in stato commatoso.
Senza giri di parole, sembra non ci siano alternative!!
Il problema è sicuramente delle persone ma, visto da qua, soprattutto l’intero sistema sembra ormai, totalmente “fuso”.

Da più parti si è iniziata una pericolosa “pressione” sugli attuali poteri, pubblici e privati. Pressione che alimentata da sacro sante ragioni, rischia però di far esplodere, letteralmente, una incontrollabile diffusa contestazione.

L’azione del V-Day , ad esempio, rischia di essere la “goccia che fa traboccare il vaso” e portare allo scontro, fino ad ora fortunamente sempre evitato.

Genova ha fatto vedere cosa può accadere se la piazza decide di fare a modo suo, contro il “sistema”, non riconoscendo più gli ordini pre-costituiti.

Per contro, in quell’ambiente portato ai limiti, dentro cui si erano “infiltrate” ben altre motivazioni, come nel celebre test psicologico del carcere, le guardie hanno perso il senso della misura, eccedendo nel loro senso del dovere, finendo per diventare essi stessi aguzzini.

Insomma lanciare proclami ad attaccare in maniera indiscriminata tutto l’attuale sistema con la proposta, allo stato attuale utopistica, che tutto debba partire dal basso, diciamocelo chiaro, in molte teste è sinomino di “rivoluzione”.

Far passare il concetto che chi oggi “alza la testa” contro l’attuale potere è da considerarsi un eroe, getta le basi stesse per giustificare azioni violente e/o terroristiche, in nome di un ritrovato orgoglio nazionale.

Il problema delle BR, fu proprio che venne meno il consenso del loro agire in uno scontro frontale, armato, con il sistema di allora, consenso che ora, caro Grillo stai involontariamente creando, consenso che può essere lo spunto per successive azioni violente, di altri.

Negli italiani, dopo i due precendenti tentativi di “rivoluzionare” il sistema, prima con la Lega e poi con Tangentopoli, ora c’è la convinzione che il cambiamento, ormai irrinunciabile, si può fare SOLO mandando a casa gli attuali governanti e subalterni, a tutti i livelli.

La storia ci insegna però cosa accade quando ci si trova in questo scenario: la guerra civile.

Distruggendo il concetto stesso di potere, sfiduciando senza appello la classe politica, accusandola in blocco di essere la responsabile dell’attuale situazione, si crea un vuoto ma nel contempo si apre una nuova “caccia”, prima alle streghe e poi ad occupare quegli stessi spazi.

L’Italia sul piano democratico, non ha la cultura di altri paesi europei od anglosassoni per gestire situazioni come queste.

Il V-day rischia quindi di sfuggire di mano ed essere l’alibi per azioni clamorose. E’ quindi una azione pericolosa, alla quale non può poi far seguire il nulla, il nulla di nessuna proposta di concreta alternativa, un minimo organizzata.

Si getta invece il pericoloso germe dell’anarchia, perchè la rete (internet) è anarchia pura e usarla come sistema per cambiare lo stato delle cose attuali, significa creare confusione, in un momento come questo, dove di confusione c’è nè già fin troppa.

Occorre riempire la protesta di obbiettivi ed evitare che sia solo un momento di sfogo e psicodramma collettivo, il germe per un cambiamento poco sereno.

Occorre quindi veicolare il meglio della nazione e le nuove generazioni, verso una azione di miglioramento delle procedure, che possano aiutare ad un cambiamento, non attaccando le singole persone o gruppi o i partiti, considerandoli semplicisticamente, gli unici responsabili ed ora accusati delle peggiori nefandezze.

Se tutto quanto non funziona, è facilmente dimostrabile e se la “casta” esiste, occorre che le regole permettano il cambiamento.

Va quindi evitato, ridimensionato l’attuale approccio della contrapposizione tra gruppi, tra generazioni, tra persone e questa accusa, stile inquisizione, di “cattiva fede generalizzata”.

Attaccare le persone e non le procedure è pericoloso. Sacrosanto è chiedere che la cosa pubblcia sia gestita a favore della cosa pubblica. Diverso è attaccare e cercare la gogna senza ricordarsi che come tangentopoli ha già dimostrato, erano le procedure a consentire certi agire personali.

Caro Grillo, non basta fare informazione e denuncia, come dici tu, ma occorre proporre una azione diretta, promuovere la partecipazione attorno a chi ha visto oltre, per proporre nella pratica una Italia migliore.

Se non scendi in campo seriamente, veicolando la tua “Provocazione”, potresti ritrovarti ad essere considerato, un giorno, l’ispiratore di fatti o cambiamenti, tutt’altro che migliorativi del futuro italiano.

Se il tuo progetto prevede la creazione di una formazione politica, perchè bisogna fare politica attiva in momenti come questi o ti farai promotore di un soggetto che intende governare la cosa pubblica, bene!

Altrimenti mi spiace, vincerai molte battaglie ma finirai per perdere la guerra e assieme a te anche le migliaia di italiani che stanno credendo in te.

Visto che ti piacciono i riferimenti filmici, rivediti Braveheart e capirai cosa potrebbe accadere se il Sistema non si affronta senza fare Sistema.

Infatti l’idea di creare “tutto dal basso” utilizzando la rete come perno, deve consentire di creare un “sistema”, questa volta positivo, diverso, in grado di gestire gli interessi comuni, la nostra Italia, che altrimenti senza alcuna ossatura, rischia di “squagliarsi” di fronte alle competizioni internazionali e ai ben più incisivi SISTEMI internazazionali, di ben altra pasta e consistenza.
(Detto questo più nel dettaglio condivido il punto di vista espresso da Francesco Costa nel suo Blog)

lunedì 10 settembre 2007

V-DAY.. Grillo solo "giullare" di corte ..

Il V-DAY di ieri è stato per fortuna un civile evento ma per quanto detto nel precedente post, solo una mobilitazione di piazza "all'Italiana".
Se Grillo poi deciderà o meno di scendere in campo realmente, NON potrà comunque, secondo le stesse regole da lui stesso fatte sottoscivere ieri a decine, forse centinaia di migliaia di italiani, presentarsi a nessuna elezione popolare per una semplicissima ragione: lui stesso è condannato in via definitiva.

Tutto risale al 1980, quando Grillo fu processato e condannato, in via definitiva, perchè era alla guida di un veicolo che ebbe un incidente in cui morirono alcuni dei passeggeri.

Quindi, secondo il principio da lui stesso introdotto, NON potrà rappresentare NESSUN cittadino italiano, in nessuna assemblea popolare sia essa nazionale che europea.

Quindi il V-DAY di ieri ha dimostrato solo essere stato un gran bel spettacolo di piazza, la dimostrazione che l'Italia VUOLE girare pagina, ma ad uso e consumo personale dello stesso Grillo che oggettivamente, alla luce della sua condanna, sta prendendo letteralmente in giro migliaia di italiani che in cuor loro, sotto sotto, sperano in una sua candidatura, allo stato attuale del tutto impossibile, sul piano delle stesse regole, sottoscritte ieri dai suoi potenziali elettori.

Peccato, veramente peccato. Vista dalla Cina, ancora una volta, solo una triste pagina della sempre più incredibile politica Italiana, ormai allo sfascio o alternativamente, un ottimo episodio di Commedia all'Italiana che ci ha reso famosi nel passato e rischia di renderci famosi anche per il futuro.
Grillo, come da lui stesso sottolinea sempre, è un attore, solo un comico che oggettivamente con il tempo, apparirà per essere quello che migliaia di persone non hanno il coraggio di "vedere" : solo un "giullare" di corte.
L'italia, quella vera, quella che deve competere con il mondo intero e che ci meritiamo per il futuro, non può essere solo quella degli inconcludenti "girotondi" di qualche tempo fa e ora di questi "scenografici" "V-DAY".
Un Italia fatta di "uomini o donne" che si prendano la responsabilità di "guidare" il paese e NON di lanciare "sassi". lasciando ad altri il compito poi di raccoglierne i cocci.
Good Morning Italia!!!

E Voi vi fidate di ... GIUDA-GRILLO??

Leggendo i commenti sul V-DAY sia sul sito di Grillo e un pò in giro sulla rete, c'è da rimanere esterefatti.
E' stato difficile spiegare ai miei amici cinesi il SIGNIFICATO delle parole e dei cartelli apparsi ieri in ITALIA. C'era da vergognarsi. Noi campioni di stile, cadere ad un livello di bassezza del genere. Da veri scaricatori di PORTO!!!

Due "fette di salame" sugli occhi e via ad urlare (bestemmiare, signori, bestemmiare!!) per fare freneticamente la calca per firmare una proposta di legge popolare che anche un bambino può comprendere, è a tutti gli effetti ANTI-COSTITUZIONALE, in quanto viola il diritto stesso della persona, alla base stessa di una società di diritto come la nostra.

Una persona può sbagliare nella propria vita e venire punita dalla giustizia. Ma dopo aver "pagato" per la sua colpa, è a tutti gli effetti LIBERO e quindi deve avere TUTTI i diritti e doveri di qualsiasi altro cittadino italiano. Non possono esistere cittadini di serie A e di serie B, qualunque sia la colpa di cui uno si è macchiato durante la propria esistenza.

Questo discorso vale anche per quanto riguarda potersi occupare della Amministrazione della cosa pubblica. Questo ostracismo potrebbe oltretutto, per legge, diventare nel futuro, un modo per attaccare il proprio avversario politico. Basterà cercare di fargli lo "sgambetto" e il gioco è fatto!!
Sono inorridido dei tanti di voi, che parlano e si riempiono la bocca della giustizia SOMMARIA praticata in Cina e poi ieri siete andati a firmare una legge che vuole farci arrivare ad un analogo livello di sommarietà, creando discriminazioni che oltretutto non servono NULLA, proprio nulla a risolvere i problemi dell'Italia.

Svegliatevi, smettete di guardare solo il DITO che il GIUDA, come si definisce lui stesso sul suo sito vi mostra e cercate di vedere la LUNA, quella vera.
E come diceva Gesù: "chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra!!"

Il giullare di corte vi TIENE IMPEGNATI su discorsi che non servono a cambiare nulla, creando nel contempo un culto della persona, quella di GRILLO che ha un solo effetto, quello di far arricchire lui e chi con lui!!!!

L'Italia non ha oggi leadership credibili alla sua guida, questo è il vero problema. Esistono le regole democratiche per cambiare le cose, a patto di USARE quelle e SOLO quelle.
I Grilli parlanti non servono. Servono progetti di un futuro da condividere, da costruire.
Ma soprattutto leaders in grado di costruire qualcosa, NON di distruggere!!
Leaders DA VOTARE!!!

Stiamo perdendo solo tempo. Per la proposta di legge sottoscritta ieri, serviranno ANNI prima che arrivi anche solo a livello di discussione, per poi scoprire essere INCOSTITUZIONALE e finire in una bolla di sapone.

Per allora l'Italia che ERA la 4 potenza economica al MONDO sarà scivolata talmente indietro che altro che preoccuparvi della fedina penale dei parlamentari.
Dovrete lottare per cercare di sfamarvi e non ci sarà nessun GRILLO che potrà indicarvi una soluzione, in quanto lui NON cerca la soluzione, non volendo scendere in campo per creare questa soluzione che vi dice di conoscere.
E' una posizione da CODARDO, come fu codardia quella che proprio l'8 Settembre ci fece perdere la faccia, oltre che la guerra.
Svegliatevi, gente. Il circo ha fatto il suo spettacolo.
Il giullare di corte ha fatto il suo show.
Ora si deve fare l'ITALIA e non si può più sbagliare!

domenica 9 settembre 2007

Morto Pavarotti... La Cina rende gli onori.. Blog


Che in Cina la morte di Pavarotti abbia avuto una grande eco si può vederlo sulle piattaforme blog cinesi, dove sono state create sezioni ad hoc.



Ad esempio all'indirizzo SINA BLOG è possibile "leggere" i commenti e i contributi cinesi su questo evento del Made in Italy dell'era "globalizzata".

giovedì 6 settembre 2007

Morto Pavarotti .. La Cina gli rende onore...

La morte di Pavarotti anche in Cina ha avuto subito una grande eco.

Nella foto Pavarotti in concerto proprio a Shanghai il 6 Dicembre 2005. Molti amici cinesi, nel segnalarmi la notizia, sottolineano: "ho suoi alcuni cd".

L'opera e il bel canto si sta sempre più diffondendo e Pavarotti è considerato un autentico mito.
Di seguito come i giornali cinesi hanno messo in prima pagina la notizia del Campione del DO DI PETTO!!

Di seguito il filmato di Pavarotti in CINA nel 1987 e un "O Sole mio" nel sollevante

Torna a Surriento .. in CINA


E a seguire la "Gelida Manina" in CINA...


E la solita Storia .. in CINA..

E Pavarotti in vestiti tradizionali Cinesi che canta l'Opera cinese


martedì 4 settembre 2007

Voci (Incredibili!!) .... dall'Italia...


Alessandro Trovino per Corriere della Sera - «La casta? Ma le caste sono molte. Lo sapete che ci sono venti direttori di un ministero, di cui non voglio fare il nome, che hanno l'auto blu? Mi chiedo perché debbano essere presi la mattina e riaccompagnati a casa la sera». Già, perché? E qual è il ministero a cui allude misteriosamente Piero Fassino?


(OPSS... Ma che sia solo una omonimia con il Fassino al ... Governo?)

Per farsi capire “insegnare” l'Italia delle Emozioni.

Recentemente ho parlato di come per capire i cinesi occorra “pensare con i loro occhi”.

Ma loro possono capire noi, realmente?

Per cercare di capire questo aspetto, ho provato a sperimentare una esperienza che consiglio a molti di voi: quella di vivere per alcuni mesi totalmente immersi nella realtà cinese, ben lontani dalla “nostra” abitudini e sostanzialmente SOLO con cinesi.

Dopo un lungo periodo di questa “full immersion” cinese, provare a tornare in contatto con qualcosa di Italiano.

Bene, l’esperienza l’ho fatta e dopo un lungo periodo di “full immersion”, sono andato ad assitere alla Turandot di Puccini qua a Shanghai.

E' stato come rivedere la luce: questa esperienza ti fa capire come i nostri contenuti, stile ed emozioni siano veramente di un altro pianeta (e sono Italiano!!).

Contemporaneamente si può comprendere quanto possa essere difficile da parte dei cinesi "entrare" in contatto con il nostro mondo, fatto di emozioni, spesso a loro totalmente sconosciute o peggio, prive degli stessi stimoli e valori.

Ad esempio la Turandot ruota tutta attorno alla forza dell'amore e di come questo possa cambiare profondamente le persone, rendendo "la gelida" Turandot (non a caso cinese), la più passionale delle donne. Questa storia, che a noi fa quasi sorridere, qua in Cina è molto più vicina alla realtà di quanto noi si possa credere.

Questa relazione tra passione e azione in Cina è spesso totalmente scollegata, al punto che sembra non avere senso agire per una passione o con qualche trasporto nel fare le cose, tanta è la razionalità messa dai cinesi nel loro agire quotidiano.

Mentre noi italiani le emozioni e le pulsioni passionali le esprimiamo apertamente senza timori e in maniera esplicita, spesso anche in forma estrema, qua in Cina è buona norma mantenere un contegno in pubblico che noi definiremmo di formale freddezza.

Questo fatto inevitabilmente si riflette pesantemente anche nel privato e nelle relazioni interpersonali.

Per quanto noi italiani ci sforziamo di essere dei "calcolatori", mai potremo esserlo come lo sono normalmente i cinesi. Infatti ogni cosa che noi facciamo o pensiamo, "trasuda" di calore e trasporto.

Quindi mentre noi tendiamo a dare un valore totalmente positivo al saper esprimere e vivere le emozioni, i Cinesi al contrario assolutamente no, finendone per essere contemporaneamente attratti e spaventati.

Il nostro problema e quindi quello del nostro “Made in Italy” non è se siamo bravi o meno, se qualcosa è bella o meno, ma se riusciamo ad emozionare i nostri interlocutori e trasmettere ciò che per noi è del tutto naturale, mentre per loro assolutamente no o peggio sconveniente.

Ai cinesi occorre quindi non solo far vedere le cose ma fargli "provare le emozioni" che possono procurare, altrimenti quello che per noi ha un valore (anche economico) rischia di essere considerato alla pari di altri, di minor valore o peggio rimanere a livello superficiale.

Bisogna però essere molto cauti, visto che noi sul piano delle emozioni siamo percepiti come degli extraterrestri.

Occorre quindi prendersi la responsabilità di diventare loro affettuosi tutur e/o mentori, per accompagnarli a "capire" il mondo delle emozioni che loro chiamano "Italia".

I cinesi hanno intuito che solo noi possediamo questo tesoro interiore, occorre però dimostrare che vogliamo condividerlo e insegnarglielo, trasformandolo in un patrimonio comune.

Ma da bravi insegnanti, occorre comprendere che ad oggi si deve partire dall'alfabeto base delle emozioni.

Un giorno, Yibu Yibu che in cinese vuole dire “passo dopo passo” appunto, potranno anche loro esprimersi correttamente su un piano simile al nostro. Ma ad oggi, non dimentichiamoci che sono solo in grado di ripetere diligentemente la lezione.

Per il successo futuro del "Made in Italy", visto che la scelta e l'acquisto di un prodotto ha una preponderante motivazione emozionale, occorre trasformarci in "Missionari del Gusto e della qualità della vita" che ci contraddistingue.

I cinesi ne hanno veramente bisogno. Ora che loro condizione economica è cambiata, hanno anche cominciato ad accorgersi come spesso non sappiano cosa farsene di questa nuova ricchezza economica.

Sono alla ricerca dei modelli e stili di vita cui rifarsi che possano dare loro una serenità interiore e siano trasmettibili alle loro generazioni future, come dicono loro: in pace e armonia.

domenica 2 settembre 2007

Marco Polo è tornato in Cina: è Roberto Baggio.

In questi giorni i cinesi come in una sorta di feedback, stanno festeggiano il ritorno del Marco Polo del terzo millennio.

Questo eroe, mai dimenticato nella mente e nella storia di qualsiasi cinese e al quale sono state dedicate importanti piazze e premi, ha oggi le fattezze di Roberto Baggio.

Il nostro campione, il “codino” che ha incantato le platee calcistiche di tutto il mondo, ora che ha lasciato il calcio giocato, sta entrando nei cuori dei molti cinesi come ambasciatore ed esempio positivo, da imitare.

Baggio infatti, invitato dalla ditta produttrice dei gadgets per le prossime olimpiadi, in qualità di ambasciatore del lancio dei gadgets delle precedenti olimpiadi, ai cinesi piace, veramente.

E’ l’esempio di come si può, pur essendo diventati un campione di calcio di primo piano e se non ci fosse stato quel maledetto rigore sbagliato in America, ora sarebbe celebrato anche nella storia come campione assoluto, si riesca rimanere normali.

Questo aspetto non è secondario. Infatti nella accelerata economica e il nuovo benessere, molti cinesi hanno l’opportunità di arrivare a successi sportivi di livello planetario e nuove faccie saranno celebrate proprio nelle prossime Olimpiadi cinesi.

Ma i governanti cinesi sono molto preoccupati di tenere i propri campioni, con i “Piedi per terra” e il caso di Yao Ming, il campione di Basket stella dell’NBA accusato senza mezzi termini di favoritismi, è evidente.

Ora lo stesso Yao Ming, dopo essersi difeso mezzo stampa, per dimostrare la propria buona fede, per recuperare la propria immagine ( e la faccia) agli occhi dei propri connazionali, ha annunciato che organizzerà il 14 settembre un incontro a cui parteciperanno alcuni dei migliori campioni di basket americano, tra cui Steve Nash.

L’incasso sarà interamente devoluto alla causa della educazione dei bambini nelle aree più povere della Cina, attraverso il China Youth Development Foundation.

I cinesi quindi, in prossimità delle proprie olimpiadi, stanno cercando di fare tutto il possibile affinchè lo sport rimanga tale e non diventi strumento di eccessi e vizi che da queste parti sono combattuti senza mezzi termini, anche a costo di apparire impopolari a livello occidentale.

Quindi Baggio, per giunta buddista praticante, rappresenta l’esempio di come si può far carriera e mantenere nel contempo un equilibrio interiore e di stile di vita.

Ai cinesi piace tanto che la “voce” che potrebbero affidargli la guida della nazionale cinese, dopo i disastrosi campionati asiatici e la defenestrazione dell’allenatore cinese, appare verosimile.

Un Baggio alla guida della squadra cinese, sarebbe un segnale, un esempio da portare in evidenza a tutti i futuri campioni cinesi, una modo per cercare di passare un messaggio su come “interpretare” in maniera corretta, il ruolo di essere un “Campione”.

Un vero “Marco Polo” di stile che ci deve inorgoglire, dopo le famose “testate” che ci hanno reso campioni del mondo sul campo ma ci hanno fatto perdere sul piano dello stile.

mercoledì 29 agosto 2007

Una vita sana? Saper tenere lo Yin e lo Yang in equilibrio. Mangiando le cose giuste.

In questi giorni si parla spesso della qualità dei cibi e dei prodotti cinesi. L’immagine che se ne trae dai resoconti giornalistici è che in Cina i cibi siano sottovalutati o peggio spesso di pessima qualità.

Il problema del cibo in Cina, va affrontato invece sotto una luce totalmente diversa. Per capirci, l’approccio naturalistico dei cinesi li porta ad analizzare a fondo tutto ciò che mangiano, in maniera quasi maniacale, gli “ingredienti” e le causa – effetto che essi possono provocare sul metabolismo umano.

Quindi la qualità del cibo in Cina è un fatto prioritario, storico e insostituibile nella quotidianità dei cinesi. Semmai qualche volta a latitare è l’igiene, dato l’uso di tecniche di conservazione non propriamente dell’ultima generazione, ma in genere, il Cinese medio ci tiene fortemente alla qualità del cibo che mangia.

La salute e il benessere di una persona, infatti, secondo la medicina cinese, sta nel bilanciamento della relazione olistica e dinamica dello Yin (negativo, passivo, scuro) e dello Yang (Positivo, luminoso, attivo e caldo freddo).

Quando le stagioni cambiano e con esse le temperature tendono ad oscillare, tutto ciò causa uno squilibrio tra lo Yin e loYang. Occorre quindi agire continuamente, attraverso l’alimentazione, affinchè l’armonia venga ristabilita.

Il cibo per i cinesi è quindi la medicina in grado di curare o prevenire molte patologie e nel contempo consente di cercare di mantenere bilanciate tra loro le due energie interiori, visto che alcune piante, verdure ed erbe hanno la proprietà di aumentare il flusso delle energie Yin e Yang nel nostro corpo.

Bene, detto questo, l’estate è uno dei periodi dell’anno peggiori per la salute, sia a causa degli sbalzi di calore, da queste parti molto più umido che da noi che dal contemporaneo uso dell’aria condizionata, usata per difendersi dall’arsura.

Durante il periodo estivo caldo vi sentite stanchi e perdete l’appetito? Avete la sensazione di avere della febbre, avete perso peso o avete le urine spesso “rossastre” o lingua di colore bianco?.

Bene, se avete uno di questi sintomi o tutti, siete affetti da quella che i cinesi chiamano “malattia d’estate” o affaticamento estivo e questo non è un modo di dire, visto che molte persone si sentono proprio esauste.

Nella tradizione della medicina cinese, a tutti gli effetti, questa viene considerata una patologia causata dalla presenza nel corpo di tossine che vanno espulse.

Ed ecco intervenire la Medicina Tradizionale Cinese e l’uso dei cibi appropriati. Da queste parti si parla infatti proprio di “cibi medicali”, indicandone un consumo mirato, con fini prettamente medici, come se fossero vere e proprie “Pillole” di farmaci.

Che il problema della fatica estiva da queste parti sia presa sul serio, si evince dalle raccomandazioni di curarla in tempo, altrimenti si rischia di cadere nella “sindrome cronica” che può necessitare anche di andare in ospedale!.
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Non se la passano meglio le molte persone che, per evitare di incorrere nei problemi generati dal calore, preferiscono stare negli uffici o a casa con l’aria condizionata, tutto il giorno. Esiste infatti potenzialmente un secondo problema: la sindrome da aria condizionata.

I cinesi dispensano ulteriori consigli sui rischi di stare in aria condizionata con i soli vestiti estivi, fatto che può creare problemi anche più subdoli, tipo dolori alle articolazioni, rigidità di collo, spalle e polsi.

I consigli degli esperti della medicina tradizionale cinese, per evitare problemi ed evitare la sindrome da aria condizionata? Semplici: mantenere la differenza di temperatura non superiore ai 10 gradi, rinfrescare l’aria ogni due ore e bere acqua spesso e se potete, tenere parzialmente aperta la finestra per consentire di rinfrescare l’aria parzialmente.

Ma ovviamente i soggetti più a rischio, sono quelli che normalmente passano da ambienti con aria condizionata ed ambienti esterni. Questi hanno spesso il raffreddore. Va però precisato che in Cina, sempre su indicazione della medicina tradizionale, butture fuori le tossine è cosa talmente giusta, che presa alla lettera, hanno la “strana” abitudine, di non coprirsi il naso!!!

Risultato è che rischiate di prendervi il virus in uscita o semplicemente l’umido del “benefico atto” esplusivo del vostro vicino di autobus o metro. Ma si direbbe: tutta salute!!

Se poi siete donna: preparatevi, perchè le lunghe esposizioni al calore possono creare anormali cicli mestruali. Questo rischio, aggiunto alla cultura diffusa della “pelle bianca”, spinge le donne all’uso sistematico degli ombrellini, per proteggersi dal sole.

Ma siccome prevenire è meglio che curare, ogni giorno, almeno una volta al giorno, è buona norma utilizzare i cibi suggeriti dalla medicina cinese.

Si seguito esempi pratici di semplici “cibi medicali” della tradizione cinese per difendersi dagli effetti del caldo:

- Fagioli verdi (50g): Stimolano l’appetito, riducono il calore interno, espelle le tossine, riducono il grasso nel sangue, riducono il colesterolo e proteggono il fegato.

- Job’s tears, una pianta grassa tropicale graminaceea (50g) : accresce il metabolismo e riduce il calore interno.

- Radice del giglio: Umidifica i pòlmoni, Allevia la tosse, stimola l’appetito, rilassa i nervi.

Altri rimedi sono i tè alle erbe quali quello al cocomero amaro o melone amaro: riducono il calore interno, aiutano il sistema immunitario e schiariscono la vista sottoposta al troppo lavoro col computer o in ambienti con aria condizionata.

Ma la medicina tradiziona cinese non finisce mai di stupire. Altri esempi? Asparagi, Broccoli, Carote, Cicoria, Cetriolo, Funghi, Olive, Pomodoro, Ravanello, Rapa, Sedano, Zucchini, Verza, Banana, Cachi, Cocomero, Fico, Fragola, Melone, Pera, Pesca, Orzo Soia, Alghe, Tofu...

Di seguito la tabella delle azioni terapeutiche associate (che sono molte), nella Medicina tradizionale Cinese.

Nel frattempo, Buona salute a tutti.

La Cina è .... "una bella gatta da pelare"

Che la Cina come un dragone / anguilla sia di difficile lettura, lo dimostra il recente dibattito a Cortina tra Riccardo Illy, Alberto Bombassei, Fabio Cavalera, Fiorella Kostoris, Gianni De Michelis, Enrico Cisnetto....

Guarda il dibattito

La visione e "le critiche" di De Michelis e di Cisnetto, in particolare quelle della parte finale sono quelle le più "fresche" e coerenti con quello che si "sente" vivendo tutti i giorni a contatto con la realtà Cinese.

Occorre rapidamente cambiare l'approccio nell'affrontare la questione, uscire dalla "Sindrome di Stoccolma" che sembra attanagliare troppa gente in Italia e anche alcuni dei relatori, la stessa che ci sta impedendo a molti di capire che la Cina non è dietro l'angolo, lontana, ma è già
"dentro" tutte le nostre questioni, così da smettere di alimentare qualsiasi tipo di alibi e finalmente cercare di recuperare lo"spunto" oramai latitante da troppo tempo.

Difendere il vecchio, lo storico, il conquistato è doveroso. Costruire il futuro, cambiando il modo di approcciare tutti i problemi, è però una necessità forse ben superiore.

lunedì 27 agosto 2007

Vita sana yin yang in equilibrio ... tutto naturale

Volete combattere le "botte di calore" e migliorare il vostro benessere psico-fisico in maniera del tutto naturale?

La Medicina Tradizionale Cinese fa il caso vostro!.
Con alimenti che in comune hanno di avere un sapore tipicamente amaro, in grado di determinare la sottomissione del Calore, che per la tradizione medica cinese è patogeno, spegnere il Fuoco e di drenare le tossine.

Perchè il Calore è tanto importante limitarlo? L'aumento del metabolismo determinare un abnorme consumo dei liquidi, colpisce la parte alta del corpo, provoca la comparsa di sintomi come:
- colorito rosso di tutta l'estensione cutanea
- aumento della temperatura corporea
- secchezza generale e delle mucose in particolare
- compromissione dell'equilibrio psichico con la comparsa di agitazione, insonnia, palpitazioni, eccetera
- stipsi con feci secche o diarrea con intenso bruciore anale
- oliguria e disuria
- lingua rossa con induito giallo ..
di seguito una lista di verdure e frutti e l'azione benefica sul nostro corpo.
Buon appetito a tutti...

Google


sabato 25 agosto 2007

E Ora che faranno??

In questi giorni, in una sorta di partita a ping-pong di accuse e contro accuse, sotto pressione è la qualità dei prodotti “Made in China”.

Allo studio dei governi UE e USA sono anche eventuali misure di blocco delle esportazioni dalla Cina, fino a quando i parametri di qualità internazionali non saranno rispettati dai cinesi.

Come abbiamo già sottolineato nei giorni scorsi, relativamente al caso Mattel (Giochi cinesi – sicurezza ipocrita) e il conseguente ritiro dal mercato della mitica Barbie o di Batman, è irresponsabile, da parte delle corporation occidentali, scaricare tutta la responsabilità sui cinesi.

Una prova?

Oggi i cinesi hanno pubblicato la lista delle imprese più inquinanti dell’acqua. Bene in questa lista sono presenti più o meno tutte le Joint-Venture delle grandi corporation della lista delle 500, come Pepsi, General Motors, 3M ma anche Kentucky Fried Chicken, Pizza Hut etc...

Questa lista è un aggiornamento al 2007 del monitoraggio annuale sulla attività inquinanti delle imprese Cinesi.

I cinesi osservano sconsolati, come a casa loro le stesse aziende occidentali siano campioni sul piano ecologico. Poi vengono in Cina e sembrano non essere ugualmente interessati e attenti all’ambiente.

I monitoraggi dei cinesi sono senza scampo per le imprese occidentali: nessuna attenzione per l’ambiente e nessuna seria attività di aggiornamento dei propri impianti, nati fortemente inquinanti, con nuove tecnologie in grado di controllarne l’effetto inquinante.

L’acqua in Cina è noto essere fortemente inquinata, tanto che lo Yantze è oramai uno dei più inquinati fiumi al mondo. Ma tutto questo ha tremende conseguenza sulla salute della popolazione cinese sia in termini di proliferazione delle morti per cancro che di molte altre malattie di vario tipo.

Come noto poi l’acqua è utilizzata in tutte le coltivazioni e la preparazione di qualsiasi genere alimentare, vestiario o ciclo produttivo.

Le popolazioni cinesi per questa “leggerezza” da parte anche delle imprese occidentali in materia ambientale, ci “lasciano la pelle” tutti i giorni.

Ora gli stessi lavoratori, che ci “lasciano le penne” o rimarranno segnati a vita da una delle molte patologie disabilitanti connese, si sentono “accusati” di esportare prodotti non confacenti le regolamentazioni internazionali.

Bel coraggio!!!

Chi ha visto il film Erin Brockovich, sa perfettamente cosa le grandi multinazionali sono in grado di negare, in nome degli affari.

In Cina sta succedendo la stessa cosa e casi come quelli del citato film sono all’ordine del giorno. Solo che adesso è ora di finirla di lasciare ai cinesi tutto il peggio, comprensivo di accuse e minaccie di boicottaggio alle loro esportazioni ma decidere di cooperare, anche in terra cinese, al preservare il bene comune chiamato ambiente.

Mi auguro che ora si organizzino qualche bella e sana manifestazione di popolo nei paesi occidentali, affinchè si prema sulle “nostre” corporation perchè in terra cinese siano da esempio sul tema ambientale.

Non basta farlo a casa propria e poi in Cina, la lontana Cina, dimenticarsi di colpo di tutta questa cultura ecologica cresciuta negli ultimi decenni e pensare che la questione non meriti la stessa attenzione come dalle nostre parti.

Se lo Yantze è oramai uno dei fiumi più inquinati al mondo, questo fatto deve interessare tutti noi, sia per i prodotti esportati che contengono acqua inquinata, sia perchè il mare in cui si getta è una risorsa comune a tutta l’umanità.

Vediamo adesso cosa faranno le “civili” corporation internazionali.

I cinesi meritano una risposta, almeno in rispetto all’aver dedicato la propria vita e la propria salute, per il benessere di tutti noi.

Si dice che la salute è tutto. Bene, i pochi Yuan che i cinesi possono ricavare dall’avere uno stabile lavoro non ripagano i costi per curare le malattie di cui vengono sempre più spesso colpiti, costi tanto alti che hanno portato al suicidio di alcuni genitori, disperati perchè non in grado di curare i propri figli da queste malattie, arrivate con i “nuovi amici” occidentali.
Update: sulla posizione cinese dopo i loro controlli: è un problema di design della azienda americana..
Il problema è che non dobbiamo difenderci dalla critica Cinese, con una alzata di spalle. I cinesi sono degli abilissimi esecutori e alcune delle critiche agli americani sono credibili. Questa difesa cinese rende verosimile la questione dei controlli mancati da parte Americana

Non sparate sulla Cina ....non giudichiamoli!!

Nei giorni scorsi ho commentato l'articolo sul Blog del Corriere di Fabio Cavalera con questo post che riporto:
Prima però il commento di Fabio Cavalera che apriva la pubblicazione al mio post :"Concordo con questo post pacato e intelligente. Ma voglio dire che denunciare qualcosa non significa umiliare o mettere alla gogna. Al contrario. Credo che si debba seguire sempre il criterio della misura e dell'equilibrio. Mai della arrogante pressione e presunzione. Specie quando si parla di Cina e di cinesi che hanno un loro interessantissimo modo di ragionare e affrontare le questioni."
Il mio Post:
"Caro Fabio, non credo che la politica della “contrapposizione” porterà ad alcun risultato.Da queste parti, in Cina, il modo con cui risolvono le questioni, è profondamente diverso dal nostro. E’ nel loro DNA della millenaria cultura filosofica, basta leggere il sempre attuale Sun Zi (Sun Tzu).

Loro non cercano MAI lo scontro diretto ma un lento, graduale cambiamento, spesso in maniera sotterranea. Apparentemente le cose appaiono quindi ferme, ma invece sono in un costante, spesso radicale, cambiamento.

Da queste parti occorre anche tenere conto che stanno facendo i conti con i risultati del fallimentare e terribile periodo della lunga epoca Maoista, come ammesso formalmente e pubblicamente ai massimi livelli, in varie occasioni. Tale contraddittoria epoca ha lasciato in dote incredibili scompensi strutturali. Quindi oggi convivono, in una nazione di 1 miliardo e 300 milioni sia la modernità del futuro delle grandi città che l’età ancora medioevale di molte aree cinesi.

I metodi per risolvere i problemi spesso quindi, seguono di conseguenza.

Importante sottolineare come in questo contesto, la “denuncia pubblica”, strumento utilizzato comunemente dalle nostre parti per fare opinione pubblica, qua, come sai, è ancora associato ad una funzione ben diversa: serve per umiliare ed educare.

Continuare quindi con queste “pubbliche” accuse, equivale, vista con i loro occhi, a cercare di “umiliare”, “mettere alla gogna”, la Cina e i Cinesi.
La risposta “orgogliosa” non deve quindi sorprenderci.
Non è dovuta ad una “offuscata” risposta, come hai fatto intendere, ma un sincero nazionalismo radicato a tutti i livelli sociali che credo meriti maggiore rispetto da parte nostra, quel senso della nazione di cui invece non sembra brillare la nostra classe politica, cosa che vista da qua, ci ferisce quotidianamente nel nostro “essere italiani”.

Anche se i cinesi sanno che debbono cambiare, migliorare e diventare una nazione migliore e che i loro prodotti devono rispettare regole sempre più restrittive sul piano della qualità, di fronte a queste, che loro considerano aggressioni, rispondono di conseguenza, senza esitazioni.

Mi spiace continuare a vedere che la “questione cinese”, noi occidentali intendiamo risolverla alla nostra maniera, con “quell’arte della guerra” fatta di scontri frontali, sconosciuta e aborrita in Cina.

Dopo le loro passate vicissitudini e le centinaia di milioni di morti che ha prodotto, ora tutto vogliono, tranne che un altro momento di confusione e di “protagonisti”, come quello passato nei decenni scorsi che ha lasciato laceranti ferite nella società cinese.

Stanno cercando un nuovo equilibrio, dopo che gli anni precedenti li aveva, letteralmente, eliminati tutti. Occorre lasciare che questi equilibri vengono trovati, senza troppe pressioni esterne da parte nostra.

Come detto, vivo a Shanghai e onestamente il miglior lavoro che possiamo fare non è quello di “attacare” cercando un cambiamento in tempi rapidi, ma cercare di fornire gli “spunti”, aiutare, contribuire per quel cambiamento che sicuramente ci sarà.

Occorre pensare con i “loro occhi”, come ho scritto sul mio blog (http://yibuyibu.blogspot.com), proprio per cercare di “capire” veramente e non proseguire a fare sempre gli stessi, pericolosi, errori."

mercoledì 22 agosto 2007

Sicurezza dei giochi made in cina. Una ipocrita conseguenza!

In questi giorni si è scatenata la polemica attorno alla qualità dei giochi “made in china”.

Visto dalla Cina, quanto accaduto rientra nel necessario salto di qualità delle produzioni cinesi, invocata dallo stesso governo cinese, che nei mesi precedenti i fatti attuali, aveva lanciato una campagna sulla sicurezza dei giochi per i bambini e un nuovo marchio di certificazione specifico.

La campagna nazionale cinese, capillare e fatta utilizzando tutti i media, è stata sviluppata anche attraverso eventi e manifestazioni sul territorio, proprio per sensibilizzare la popolazione ad acquistare giochi certificati dagli enti cinesi, appositamente creati.

L’impressione è che quanto accaduto sia connesso all’essere arrivata la “resa dei conti” con un altro elemento fondamentale della vicenda: lo scarso controllo delle aziende importatrici occidentali.

Appare chiaro che la richiesta delle aziende occidentali, di avere sempre più prodotti a prezzi sempre inferiori sia direttamente connessa con quanto poi accaduto.

La qualità ha un suo prezzo e questo elemento è stato del tutto trascurato dalle imprese occidentali, solo interessate al profitto e alla luce di quanto accaduto, scarsamente interessate alla salute dei propri consumatori.

E’ vero che i cinesi debbono vigilare, ma è altrettanto vero che la prima regola per fare una qualsiasi importazione sia quella di controllare accuratamente quanto si sta distribuendo sui propri mercati, certificandone la qualità.

Che adesso poi venga reso noto dai cinesi, che erano a conoscenza da mesi dei problemi denunciati, rischia di essere la “prova” che qualcosa non abbia funzionato, nella catena di controllo della Mattel, visto che contemporaneamente alle campagne cinesi, anche il presidente della società americana pubblicizzava che la qualità dei prodotti è un elemento fondamentale di garanzia.

Tale azione appare come, sapendo quanto stesse per accadare, la Mattel abbia proceduto giocando di anticipo nel cercare di gestire la successiva crisi di credibilità che inevitabimente si sarebbe scatenata.

Lo scarico di responsabilità di questi giorni, è quindi palesemente fuori luogo, in quanto i cinesi, che lo dicono spesso agli occidentali, poco possono verso una indisciminata corsa al ribasso, scatenata proprio dalle aziende occidentali.

Ora i cinesi hanno provveduto a togliere la licenza di esportazione alle imprese coinvolte e hanno iniziato un giro di vite connesse alla vicenda.

Ma ora spetta agli occidentali dimostrare che i controlli e le certificazioni hanno una ragione vera di essere, evitando un “razzismo” commerciale, del tutto fuori luogo, cercando di non continuare ad alimentare la ormai periodica caccia alle “streghe” e scaricare sui cinesi, in maniera irresponsabile, tutte le responsabilità di quanto accaduto.

martedì 14 agosto 2007

Pensare ....con i loro "occhi"


Quando si arriva in Cina, la prima apparentemente banale, sconvolgente sensazione che si prova, è il sentirsi circondati da questa selva di occhi, così diversi da quelli a cui siamo abituati a vedere.

Qui in Cina gli occhi ti guardano in maniera del tutto diversa, sanno incantarti, stupirti, disorientarti. Ti esplorano e puoi “sentire” il loro sforzo nel cercare di comprendere, di capirti.

Anche se non si apre bocca, da questi occhi, così diversi, si capisce che parlano una lingua sconosciuta.

Sanno sorridere, farsi sorprendere, avere paura, essere seri, ma in maniera molto diversa dai nostri.

Si dice sempre che gli “occhi siano lo specchio del cuore e della mente”. In Cina questa cosa appare quanto mai vera, concreta e reale.

Mai come in Cina gli occhi sono così importanti, anche perchè spesso la loro cultura millenaria suggerisce spesso il silenzio, alla parola.

Quindi spesso gli occhi sono il solo modo attraverso cui è possibile comunicare e la cosa appare ancora più vera quando si è stranieri.

Ma “occhio” a pensare che tutto ciò sia solo un modo di dire. Il mondo Cinese è prima di tutto un mondo interiore, spesso fatto di tempestosi silenzi e calde silenziose emozioni che vanno capite per non rimanere isolati da tutto ciò.

Il problema dei cinesi è che spesso alle loro emozioni interiori non trovano le giuste parole e spesso rimangono profonde sensazioni senza suoni. Il nostro problema in Cina è invece che rimaniamo spesso disorientati da questo apparente silenzio alle nostre orecchie, così abituate ai “caldi” suoni.

La Cina ti insegna una cosa fondamentale, il piacere del sapere ascoltare, “l’ascolto” degli occhi.

Ecco che allora questo mondo, inizialmente così oscuro, si trasforma e diventa pieno di suoni e colori che non si sa dove fossero nascosti, quasi fossimo diventati “sordi”, la stessa sensazione di quando si fa una immersione sotto l’acqua e tutto appare così diverso ai nostri sensi.

La Cina va rispettata per questo modo diverso di porsi e va capita prima che cambiata.

Bisogna anche ricordarsi sempre che le emozioni forti li spaventano sul serio. Non è una battuta!!.
Nell'incontro tra noi e loro, occorre tenere presente che è come se improvvisamente fossero posti di fronte ad una sconosciuta luce intensa, accecante.

Le sensazioni che per noi sono piacevoli, a loro possono provocare dolore.

Quindi bisogna stare attenti a credere che basti il nostro essere italiani ad appassionarli.
Tutt'altro, spesso il nostro essere “caldi” e stimolanti crea più problemi che vantaggi, siamo temuti per questo saper essere “accecanti”.

I tempi necessari per abituarsi a assaporare il nostro “sole”, non sono rapidi ne immediati. Occorre dare loro gli "adeguati occhiali da sole" e fargli provare solo piacevoli emozioni, quelle che a noi appartengono da sempre, senza che questo provochi un “dolore”, una “ferita interiore” che finisca per tenerli lontani in futuro..

Sono come i bambini che aprono gli occhi ad un nuovo mondo. Non dobbiamo tempestarli, assediarli ma farli sentire poco alla volta a proprio agio.

Come? “Parlando” ai loro occhi, con il rispetto del pari. Non sono un popolo da colonizzare o inferiore, sono un mondo, un altro mondo che si è aperto rapidamente a noi e che vuole capirci, ma con la stessa velocità sa chiudersi in sé, per non aprirsi più in futuro.

La Cina va creata, sviluppata con maggiore umanità di oggi, dando agli affari uno spessore che renda la nostra offerta più convincente, prima di tutto sul piano della qualità della vita presente e futura.

Questo è il nostro “Made in Italy”, un percorso, una esplorazione che va proposta quotidianamente, con passione e attenzione ma soprattutto il profondo rispetto di questi occhi.

Spesso tutto questo in Cina noi Italiani non ce lo ricordiamo e molti sbottano perchè si dice “non sanno capirci”, come se gli stupidi fossero loro.

La notizia è che gli stupidi siamo noi, che pensiamo che il nostro mondo sia il solo possibile, il solo esistente, l’unica proposta: nulla di più errato.

Quindi, guardiamoli negli occhi e cerchiamo di sorridere loro. E’ quello che si aspettano da noi, basta ricordarselo anche se lontani dalla nostra Italia.