lunedì 18 gennaio 2010

Google - China: US Gov. "We're Staying out"

the United States government will be staying out of any negotiations between the People’s Republic of China and Google following the infamous hacking episode. http://ping.fm/8TtZq

In Cina nascono i "Netizen deputies": gli advisor della politica.

La figura dei "Netizen deputies" nasce quale punto di contatto tra le diverse realtà nazionali ma soprattutto consente alle parti meno ricche di fare proposte dirette attraverso un uso "virtuoso" della rete, strumenti e canali nuovi attraverso cui sta passando il futuro cinese. http://ping.fm/W1Eyt

Netizens to advise lawmakers!!

REN Yuejun, a villager in central China's Hunan Province, who is better known online as "Undeserved Kindness," has fulfilled his first political ambition: he has gone from voicing his opinions online to becoming a real-life political adviser.

As one of China's first "Netizen deputies" to attend political advisory sessions, Ren handed in his proposal on village economic development to the Yueyang County Committee of the Chinese People's Political Consultative Conference (CPPCC), an advisory body to the government, before it closed on January 9.

"The proposal was discussed at the meeting, and is expected to be sent to concerned government authorities for review," said the 46-year-old farmer in an interview with Xinhua last Wednesday.

A Netizen "Laoniu" in north China's Henan Province became the first Chinese "Netizen deputy" in January 2009, when he was elected to the Luoyang Municipal Committee of the National People's Congress, the legislature. Ren was inspired by "Laoniu's" success and became an active chatter on rednet.cn, a popular Chinese chat forum opened by the Hunan provincial government.

"In my proposal to the CPPCC, I suggested that every village should focus on developing a 'feature economy.' I first posted the idea at the chat room I chaired at rednet.cn in March 2009," he said. "I said online that Chetang Village should plan and develop a core business related to the area's resources," he said of the "feature economy" idea.

"When I checked the reply messages to my post, I was surprised to find one of them was left by Peng Guofu, secretary of the Yueyang County Committee of the Communist Party of China (CPC)."

Peng supported Ren's feature economy idea, and said he would share it with his colleagues. Then, in January the official endorsed a new idea from Ren that Netizens should have a voice in the county's political advisory session.

"China's CPPCC constitution allows local CPPCC committees to nominate people from democratic parties and social groups as deputy members. We can expect to hear more honest voices from the Internet and media, as the county CPPCC committee now includes 'Netizen deputies'," said Peng.

Ren and another netizen have become "Netizen deputies" who would serve on the committee for the next three years. The real name of the other deputy known online as "xwjYunxuan" was Xu Weijun, a grain company employee under the county's food bureau.

He was voted by rednet.cn users as a candidate for the CPPCC deputy membership because of his "political advisory" experience. He was active in discussing social and economic issues related to Yueyang.

domenica 17 gennaio 2010

Google adesso sembra non voglia più lasciare la Cina .. te credo .. ieri ha saputo che gli utenti internet cinesi sono diventati 384 Milioni !!! http://ping.fm/NybAl

sabato 16 gennaio 2010

Gli utenti Internet cinesi raggiungono i 384 milioni!!


Gli utenti internet in Cina nel 2009 hanno raggiunto i 384 milioni, con un indice di penetrazione del 28.9% un risultato più lento però di quello raggiunto nel 2008 ( +41,9 %).

E' questo lo scenario del mercato Internet Cinese presentato ieri nel "25° rapporto su Internet" dal China Internet Network Information Center (CNNIC).

Nello stesso periodo, il numero dei cellulari in China è aumentato di 120 milioni, fatto strattamente collegato all'accesso internet via telefonino e ai nuovi servizi 3G appena attivati. http://mynews.mychinab2b.com/story.php?title=china-media-lab-internet-users-in-china-reached-384-million-mobile-users-increase-of-120-million-users-

venerdì 15 gennaio 2010

E ora Arriva Baiduuuuuu!!


In Cina stanno già facendo i calcoli di come evolverà il mercato Internet cinese con l’uscita di scena di Google.

Si, avete capito bene: uscita di scena.

Il giorno dopo la querelle sugli atti di Hackeraggio subiti da Google (e Baidu) e le intenzioni di lasciare il mercato cinese da parte della aziende americana e l’eliminazione dei filtri da parte di Google oggi, i cinesi prendono infatti già per buone le seconde intenzioni.

Per cui ora, anche dopo le dichiarazioni del portavoce del Ministero degli Esteri Jiang Yu che ha affermato come “la legge cinese proibisca ogni atto di Hackeraggio”, tradotto, “noi non abbiamo fatto nessuno degli atti che ci vengono attribuiti”, l’attenzione è ora tutta concentrata su quello che accadrà da qui a breve.

Premessa importante è che i cinesi sono sempre più convinti che Google sia prima di tutto insoddisfatta dei propri risultati ottenuti in Cina in questi anni, visto non è riuscita a scalfire il predominio di Baidu che continua ad avere una quota di mercato di oltre il 60%, mentre quello di Google è rimasta ancorata al 36%.

Quindi la paventata ritirata con accuse al Governo Cinese, sembra più essere la ricerca di un alibi per un’uscita da un mercato negativo, piuttosto una reale problematica dalla quale difendersi.

Sta di fatto che subito a New York sul NASDAQ, non in Cina, le quotazioni di Baidu hanno avuto una impennata del 13,7%, visto che ora gli analisti di tutto il mondo si aspettano, con la uscita di scena di Google in Cina, il passaggio di buona parte del mercato e degli inserzionisti cinesi proprio a Baidu, tanto che si potrebbe arrivare ad una situazione dove Baidu possa rappresentare una quota dell’80-90% del mercato Internet Cinese.

Forte di questo zoccolo duro, oltre ad essere già uno degli 8 più visti siti al mondo, però gli analisti stanno scommettendo soprattutto su quello che sarà il piano d’Internazionalizzazione che da tempo Baidu sta predisponendo.

Iniziata in Giappone nel 2007, l’esportazione di Baidu sugli altri mercati si pensa che ora procederà a passo ben più svelto che negli anni passati.

In questa competizione commerciale, la sensazione che serpeggia da queste parti è quindi che i “ragazzi terribili” di Google, non abbiamo saputo accettare la sconfitta ed ora potrebbero addirittura aver attivato la crescita di un temibile avversario anche in molti altri mercati a livello globale.

Una competizione che si annuncia interessante, in quanto per la prima volta un’azienda non americana, ha i numeri (e le spalle) per sconfiggere i colossi statunitensi, tanto che dopo la resa di Yahoo, che aveva ceduto nel 2005 le sue attività ad Alibaba, (altro leader globale cinese), ora Baidu si appresta ad andare a sfidare Google a casa sua.

Tutto ciò spiega quindi anche l’atteggiamento cinese di fronte alle accuse di scorrettezze di queste ore, che sembrano avere uno solo scopo: attribuire un “alone negativo” al valore e alle competenze delle aziende Cinesi su Internet (Baidu in primis), gettando il sospetto di combine governative per raggiungere i propri obbiettivi.

Per contro, i cinesi ricordano a Google come a suo tempo abbia accettato di collaborare con il proprio Governo USA in materia di filtri informativi, visto che anche le autorità americane hanno informazioni classificate e filtrate automaticamente. In quel caso gli si rimprovera che non ebbe nulla da ridire.

Tra l’altro i cinesi sottolineano come le proprie regolamentazioni per quanto riguarda Internet non intendono coinvolgere altri stati e nazioni. Tradotto: Internet non è un terreno fuori dalla giurisdizione nazionale cinese e noi non interferiamo in nessun modo con le regolamentazione degli altri.

Insomma anche sulla rete sembra ora si stia ripetendo il copione già visto su altre tematiche politiche ed economiche, dove i cinesi intendono seguire i propri piani di sviluppo, non accettando in nessun modo i “suggerimenti” occidentali che tendono sempre a stigmatizzare e condizionare le questioni interne al paese.

Per esempio sulla questione del porno, i cinesi dicono semplicemente che “esiste solo una fondamentale differenza tra noi e gli USA: in America si vuole difendere i bambini dal contatto con il porno, da noi in Cina intendiamo evitare a tutti l’accesso al porno”.

Un atteggiamento che ovviamente nasce anche da posizioni ben diverse in materia sociale e dalle convinzioni, spesso fortemente radicate, sul piano delle tradizioni.

Sicuramente il villaggio globale che è Internet, preso o tardi nella sua dirompente crescita, doveva inevitabilmente scontrarsi con il fatto che il mondo non è tutto uguale e standardizzato.

Solo che fino a poco tempo fa la “forza” americana era riuscita anche attraverso Internet, a creare una mondo virtuale, che in quanto nuovo, aveva nella propria transnazionalità la propria forza che lo rendeva oltretutto molto uniforme anche per quanto le proprie regole.

Ora, dopo il successo planetario che Internet ha avuto, stanno emergendo le tensioni dei diversi governi locali che ritengono sempre più che Internet non possa essere trattato diversamente da quanto accade nella società civile reale.

E’ oltretutto continua anche da noi in Occidente la polemica del controllo o meno della rete e dei suoi “cittadini”, tanto che questo o quel parlamento stanno deliberando leggi che in linea di massima tendono sempre a voler evitare differenze tra reale e virtuale.

La Cina, con le sue contraddizioni interne e la vorticosa crescita, non sta facendo altro che quello che altre nazioni occidentali hanno fatto già, integrare Internet nella società Civile presente e futura.

In questa integrazione ovviamente l’ideale un po’ anarchico che la rete ha avuto ai suoi inizi, finisce per fare i conti con gli infiniti distinguo presenti sul pianeta.

Per cui è inevitabile che si finisca per discutere dell’ABC dei concetti base della società e comunità umana: socialità, libertà, democrazia.

Internet avrà sicuramente però un ruolo importante nel futuro del mondo se invece di avere un atteggiamento invasivo, un po’ classista che lo ha contraddistinto nei suoi esordi, cominciasse ad avere un approccio persuasivo e rispettoso delle diverse differenze esistenti.

Qualcosa in tal senso sta accadendo dato che il monopolio di fatto di un’idea tutta Americana sta venendo meno, la prova è la recente introduzione dei domini non più solo in caratteri latini e la discussione aperta su una diversa attribuzione della proprietà a livello di ICANN, l’ente di emanazione Americana, che ha in gestione i domini che muovono Internet.

Inevitabilmente, nel cambiamento in atto che sta spostando gli equilibri mondiale, anche la rete ne sta seguendo l’evoluzione come la pressante crescente richiesta di spazio nella sua gestione da parte delle nazioni emergenti, Cina in testa.

Quindi per proseguire e tutelare il “sogno di un mondo interconnesso veramente aperto”, occorre ricordarsi che esiste sempre il rischio che qualcuno possa decidere un giorno di dissociarsi, non volendo più vedersi imposti modelli di società e comunità ritenuti “stranieri” od “alieni”, qualcosa che potrebbe portare alla frammentazione delle rete in tante sotto reti.

Perché il mondo è già connesso con un click ma le cose umane e gli uomini, con un click, ancora oggi non sono in grado di trovare facili accordi tra loro.

La posizione Americana (USA Today) http://ping.fm/SPKph

Very interesting version about (from aljazeera) - US backs Google's China threat ...http://ping.fm/9ZBTp

Google - China: Wargames è iniziata!


Oggi Google ha tolto i "filtri", sfidando apertamente così il Governo Cinese.

Al momento nessuna reazione governativa.

Sembra però proprio che Google stia apertamente facendo di tutto per essere platealmente cassato.

Da queste parti comicia a passare la convinzione che tutta la faccenda possa essere qualcosa di ben diverso e legato più ad una "sconfitta commerciale" in terra cinese da parte di Baidu e la volontà di Google di lasciare il mercato perchè non da i risultati sperati (solo il 36%).

Per il resto non ritengo questo (quello di Google) il modo corretto per risolvere i problemi esistenti, lo scontro tra blocchi non porta da nessuna parte, così come gli attacchi di Hackers non possono essere sufficenti per uno scontro come quello di oggi.

Oltre tutto stanno mischiando diritti sociali a diritti aziendali, cercando supporti allargati attraverso la leva che sappiamo.

Un approccio che sicuramente sembra più quello classico dei Cowboys americani pronti allo scontro pur di far valere le proprie ragioni.

Giusto (dal loro punto di vista) ma IRRISPETTOSO.

I ragazzi di Google dovrebbero leggersi un po’ di storia dei popoli, prima di pensare che la storia sono loro e cominciare a pensare che il mondo NON sia SOLO GOOGLE.

Come detto nel post di ieri: Wargames è iniziata!!

Speriamo ora che qualche "ragazzino" e mente non sedimentatata, faccia capire che è tutta una illusione!!

giovedì 14 gennaio 2010

Google - Cina: e se fosse Cyberterrorismo??


In questi giorni mi sembra si stia facendo un pò di confusione tra quanto accaduto a Google (ed altre aziende americane) ed una favoleggiata presunta Cyberguerra in corso tra Cina ed Usa.

Infatti quanto accaduto in questi giorni sembra non tornare. Fonti autorevoli come Hillary Clinton e la stessa Google, parlano di "massicchi Cyberattacchi alle imprese Americane" da parte di Hackers tracciati in Cina, tanto che Adobe addirittura ha dichiarato che sarebbero stati usati file PDF modificati con i quali poi è stata attaccata Google.

Fin qua un copione già visto dei buoni e dei cattivi, Americani e non, bene e male, democrazia e dittatura, tutte cose già sentite.

Ma prima di arrivare alle conclusioni, invito chi ha voglia di usare ancora il cervello, ad una riflessione ben più profonda.

Siete proprio sicuri che qualcuno, SOLO in Cina, agisca per rubare chissà quali piani per chissà quale tipo di utilizzo?

A parte che bellamente ci stiamo dimenticando di Echelon, ma lasciandolo comunque da parte, appare veramente poco credibile un qualunque tipo di azione cinese di questo tipo e soprattutto violenza.

Tutto prende però una piega ben diversa, se si collega qualcosa passato un pò sotto traccia sui media occidentali: sedicenti Hacker Iraniani hanno attaccato Baidu qualche ora prima delle accuse di Google al governo cinese.

Lo scenario a questo punto potrebbe essere decisamente diverso, anche perchè chi si occupa di queste cose sa come gli Hacker, quelli veri, nella loro azione triangolano a livello planetario, proprio con lo scopo di "dissimulare" la propria origine.

Questi sedicenti Hackers governativi cinesi o sono degli studenti in stage oppure sono degli autentici sprovveduti.

Quanto accaduto e denunciato dalla Clinton, sembra avere  raggiunto al momento solo uno scopo : "fare ricadere tutta la colta sui cinesi".

Qualcosa che potrebbe però fare il gioco di ben altri soggetti che hanno intenzioni ben diverse sia dagli americani che dai cinesi.

Le capacità per attacchi del genere non sono prerogativa di pochi Stati e quindi sicuramente vanno valutate tutte le ipotesi, compresa quella che tutto ciò che sta accadendo siano atti di Cyberterrorismo, in uno scenario simile a quello che si è favoleggiato in un film di culto degli anni '80: Wargames.

L'idea in questo caso potrebbe essere che qualcuno, stia cercando di far "litigare" le due super-potenze, attribuendo ad una gli attacchi continui contro l'altra.

Ovviamente non c'è niente di più difficile che dimostrare il contrario.

Per cui il gioco è presto fatto.

Sapendo poi quali tematiche, tensioni, rivalse covano tra i due "blocchi", scoperchiarle in questo modo, inevitabilmente finisce per provocare una qualche reazione.

E la reazione c'è già stata, quella di Google che ovviamente, quale "madre della rete", inevitabilmente si sta tirando dietro tutto il resto, tanto che subito Yahoo ha dato il suo supporto e vicinanza.

Esattamente come in Wargames, bisogna ora capire dove il gioco sia tale o vogliamo continuare a credere a ciò che qualcuno vuole farci credere?.

La chiave dell'attacco a Baidu da parte di questi sedicenti Iraniani, sembra essere quasi la "firma", una rivendicazione che da qualche parte, nuove centrali del terrorismo avrebbero potuto aver deciso un cambio di strategia rispetto ai kamikaze, che non sembra più essere strategia vincente (basta guardate a quanto successo all'ultimo).

Con molti meno investimenti e rischi, si rischia di creare un disordine ed una pressione quotidiana tale a livello planetrio che poi rimettere a "posto i cocci" può essere molto, molto difficile.

Proprio l'obbiettivo che si prefigge Al-Qaeda e tutta una serie di stati connessi direttamente o meno alle sue idee fondanti.

Fanta politica? Non so, ma conoscendo i Cinesi e "leggendo tra le righe" delle ultime dichiarazione del portavoce del Governo, che oltretutto non fa nessun riferimento agli attacchi subiti da Google, queste sembrano testimoniare un imbarazzo a negare i fatti, fatto inusuale per i cinesi, atteggiamento che sembra evidenziare come sia in corso una fase di analisi per poter dare una versione credibile e certificabile.

Quindi andiamoci cauti con gridare alle guerre, alle diatribe, agli scontri.  

Altrimenti se viene meno la fiducia tra i governi, le conseguenze potrebbero essere ben più pericolose dei pur violenti attacchi Hackers o questa o quella limitazione delle rete.

mercoledì 13 gennaio 2010

ZAIA, STORICA INTESA ITALIA-CINA (Update)


"Quella di oggi e' una giornata straordinaria per i contadini di tutto il mondo. Due grandi potenze agricole quali la Cina e l'Italia hanno stabilito una modalita' di relazione e di intesa su punti che riguardano da un lato la modernita', dall'altro il mantenimento caparbio delle reciproche identita'. Questa e' la strada giusta da seguire".
Cosi' il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha commentato l'incontro con l'omologo cinese Han Changfu, al termine del quale i due hanno firmato una nota conclusiva per rafforzare la collaborazione tra Italia e Cina in diversi ambiti dell'agricoltura e dell'agroalimentare. http://ping.fm/cpSCn

martedì 12 gennaio 2010

Scoperte birre di marca "finte" in Chaoyang district

Occhio a quando vi servono le birre.... Controllare sempre cosa vi servono .. http://ping.fm/Sep08

Google chiede scusa agli scrittori cinesi ....

Ne avevamo parlato in ottobre ora la notizia di oggi: "Google said its communication with Chinese authors was "not good enough" after it published sections of their work in its online library Google Books without their permission". http://ping.fm/WpT79

Sta prendendo le "misure" con le nuove norme sui domini Internet Cinesi....

Sito Baidu attaccato da sedicenti Hacker Iraniani..

Alle 9,40 di questa mattina Baidu, il più importante motore di ricerca cinese, è risultato inaccessibile per un'ora per un attacco di sedicenti Hacker Iraliani del Gruppo "Iranian Cyber Army".. http://ping.fm/VGYxJ

Cina ed Italia unite sulla lotta ai falsi alimentari. Ministro Zaia in Cina.

La sicurezza alimentare è il tema centrale della visita in Cina del Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia in Cina, partita oggi da Beijing e che avrà il suo epilogo domani con la firma con l’omologo cinese Han Changfu, di un accordo storico: l’impegno formale di Italia e Cina nel garantire la sicurezza e la lotta alla contraffazione alimentare. http://ping.fm/V2BLh

lunedì 11 gennaio 2010

Cina: quando l’ecommerce diventa ….. reale!!!

 Di seguito un esempio di come in Cina l'Ecommerce da virtuale stia diventando reale (87 milioni di ecommercer!!), tanto da cambiare le abitudini delle persone. Alcune di loro addirittura abbandonano una attività reale per una più remunerativa nel virtuale.. (Leggi)

Cina: Campione d'Esportazione!!!

Più che una lunga marcia, quella che la Cina sta correndo in questi anni sembrano più delle ripetute da centometrista.

In anticipo su qualsiasi previsione e dopo essere diventato l’anno scorso il primo mercato automobilistico mondiale, superando gli USA, ora la Cina ha conquistato il primato del più grande esportatore al mondo superando questa volta la Germania.

Il balzo alla testa della classifica è stato fatto in dicembre, dove le spedizioni all’estero hanno raggiunto i 130,7 Miliardi di dollari, aumentando oltre qualsiasi stima attesa dagli economisti del 17,7% rispetto al già pregevole risultato dell’anno precedente.

Così ora la Cina, con i suoi 1,2 trilioni di dollari realizzati nel 2009, ha superato i 1,18 trilioni di dollari della Germania e sembra anche lanciare un segnale evidente: la crisi sembra essere superata.

Una risposta positiva, dopo che nello scorso anno a causa della crisi economica, il surplus di cassa generato dalle esportazioni era diminuito a 196 Miliardi di Dollari, così come le esportazioni erano diminuite del 16% .

Tra l’altro le due economie, quella cinese e tedesca, sono strettamente collegate, perché se in senso assoluto la Cina ha superato la Germania, la Germania ha ancora il predominio sulle esportazione ad alto valore aggiunto e alto livello tecnologico, mentre i risultati Cinesi sono stati realizzati esportando giocattoli, scarpe, mobili e prodotti a basso contenuto tecnologico.

Ciò dimostra l’ampio margine di crescita e di miglioramento che la Cina potrà avere nel prossimo futuro.

Per contro, i macchinari delle maggiori esportatrici cinesi hanno proprio nei tedeschi i loro maggiori fornitori, per cui la Germania può vedere positivamente il nuovo record cinese.

Infatti anche l’import cinese ha raggiunto un suo nuovo record in dicembre, raggiungendo i 112,3 Miliardi di dollari, con un balzo di ben il 55,9%.

L’impressione che se ne trae è quindi che il risultato cinese sia realmente un segnale complessivo di salute del commercio cinese e che sia strettamente connesso ai recenti piani di incentivi che sembrano abbiano favorito questo recupero.

Non solo, stesso discorso vale anche per i diversi provvedimenti a supporto degli esportatori, così come le riduzioni delle tariffe sulle esportazione che per ben 7 volte dall’agosto del 2008 hanno riguardato prodotti per un valore di 676 Miliardi di dollari e le cui imposte sono state ridotte del 16,4%.

Anche l’apertura di nuove aree di libero scambio, per ridurre le barriere commerciali e le tariffe, sembrano aver dato i loro risultati. Uteriori stimoli quindi potrebbero arrivare all'export cinese dai recenti accordi ASEAN che proprio dal 2010 interesseranno l’area asiatica con oltre 2 miliardi di abitanti e potranno fare da volano per futuri record cinesi.

Tornando ai dati dell'export cinese, si vede come l’area EU rimanga saldamente in testa, con un volume bilaterale di 364 Miliardi di dollari, seguita dagli USA e dal Giappone anche l'occidente ha subito una riduzione a doppia cifra a causa della crisi mondiale.

Ora è da vedere se tale performance cinese possa favorire l’inversione di tendenza anche per le altre economie mondiali, in una graduale e continua uscita dalle “secche” della crisi.

Anche il PIL cinese sembra comunque confermare questo recupero, visto che dopo un iniziale 6,1% su base annua del primo quarto si è avuto una prima crescita al 7,9%, per arrivare al 8,9% del terzo quarto.

Nel 2010 si attende un PIL attorno all’9%, risultato in grado di dare alla Cina nuovo slancio trainante anche alle economie mondiali.

Un risultato, quello cinese, che quindi sembra non essere indice di salute solo cinese ma anche il segno che la ripresa mondiale è qualcosa di tangibile ed è iniziata.

Una cosa l'export cinese però teme: le crescenti azioni protezionistiche di questi tempi che possono in qualche maniera minare i possibile risultati futuri.

Proprio per questo i cinesi invitano i paese sviluppati ad evitarle, per non aggravare la situazione complessiva e ridurre la speranza di ripresa, soprattutto dei paesi in via di sviluppo, Cina compresa.

Adesso la palla passa all'occidente.

domenica 10 gennaio 2010

2015: A passeggio sul ponte sul mare più lungo al mondo!


Segnatevi questa data: 2015

Se verrete ad Hong Kong potrete per allora andare a Macao utilizzando il più lungo ponte sul mare al mondo.

Il progetto in numeri: 50 chilometri, di cui 35 sospesi sull’acqua e 5,5 immersi in un tunnel sottomarino.

A forma a Y, il ponte con piloni alti fino a 170 metri, che collegherà Zhuhai, Hong Kong e Macao avrà sei corsie e promette di resistere a uragani e terremoti di magnitudo 8 sulla scala Richter.

Costo dell'opera? 7,6 miliardi di euro. (Questo è il progetto)

Le motivazioni dietro questa meraviglia sono soprattutto gli indubbi vantaggi economici connessi e favorire anche nelle regioni orientali una sempre più importante crescita economica.

Come prevedibile, negative sono state le associazioni ambientaliste per gli effetti che potrebbe avere sugli ecosistemi della zona.

In particolare si punta il dito su alcune specie marine e vegetali, tra queste il raro delfino bianco cinese presente nel Delta del Fiume delle Perle, come citato sul britannico Guardian dal Wwf.

Ma la Cina non è nuova a queste opere, visto che solo a maggio era stato aperto il ponte di Hangzhou Bay di ben 36 chilometri che collega Shanghai e Ningbo, secondo ponte marittimo al mondo dopo quello di Lake Pontchartrain Causeway (38,4 km) che si trova a New Orleans e costruito ben nel 1969.

Il record del ponte più lungo al mondo è però il Bang Na Expressway di Bangkok in Thailandia, con i suoi 54 chilometri.

Nella storia, i ponti hanno da sempre rappresentato occasioni di crescite economiche e sociali.

Non è quindi casuale che proprio in Asia, il continente in effervescente crescita che si stia assistendo al proliferare di questi Mega ponti che letteralmente collegano tra loro nazioni e stati.

Anch'essi sono il simbolo, il segno del futuro che avanza.

E il nostro povero Ponte di Messina?? Anche questo il segno dei tempi!

Tutto il mondo è Paese- Microsoft (Cina): "Si abbiamo rubato da Plurk!"

Immagini inequivocabili provano l'aspetto identico, le analisi del codice provano che è in buona parte sottratto. Microsoft confessa, ma scarica il barile su un partner. Plurk è adirata: «l'azione legale è una delle possibilità» Link