martedì 24 marzo 2026

Iran: La via cinese per aprire hourmuz

 


Lo Yuan come nuova valuta dello Stretto di Hormuz (English Version)

Un cambio di paradigma geopolitico

Lo stretto di Hormuz, arteria vitale attraverso cui transita circa un terzo del petrolio mondiale, sta assistendo a una mutazione silenziosa ma di portata storica. Le autorità iraniane hanno infatti dichiarato che faranno passare petroliere che pagheranno in yuan cinese, una decisione che va ben oltre la semplice convenienza commerciale. Questo gesto rappresenta un segnale inequivocabile: Teheran intende sfuggire al controllo americano sui sistemi di pagamento internazionali, contemporaneamente coinvolgendo la Cina come garante diretta delle transazioni.

La strategia del doppio obiettivo

L'Iran con questa azione, appare evidente che persegue due obiettivi strategici interconnessi. Da un lato, eliminare la dipendenza dai sistemi finanziari controllati dagli Stati Uniti, SWIFT in primis, che Washington utilizza come arma di pressione geopolitica. Dall'altro, legare la Cina in modo indissolubile alla propria sopravvivenza economica, trasformando Pechino da partner commerciale in garante de facto della stabilità iraniana. Chiunque sia costretto a transitare per Hormuz, per volontà o per necessità, dovrà ora confrontarsi con la valuta cinese, creando un precedente che potrebbe estendersi ad altri corridoi commerciali strategici.

L'e-Yuan: l'arma del multipolarismo digitale

Questa evoluzione non sorprende chi osserva l'avanzata tecnologica cinese nel campo delle valute digitali. Il e-Yuan rappresenta il progetto più maturo al mondo di Central Bank Digital Currency (CBDC), sviluppato anni prima che Occidente e altre potenze comprendessero l'importanza strategica di questa frontiera.

Pechino ha concepito la propria moneta digitale esplicitamente come alternativa al dollaro nei commerci internazionali, strumento finanziario destinato a materializzare quel "multipolarismo" che costituisce la priorità dichiarata non solo di Cina e Russia, ma di un'ampia coalizione di economie emergenti.

Il vero significato del multipolarismo

Qui è fondamentale correggere un equivoco diffuso. Il multipolarismo del XXI secolo non è la riproposizione della divisione in sfere d'influenza tipica della Guerra Fredda, quando territori fisici venivano assegnati a questa o quella superpotenza. Il digitale ha abolito le frontiere geografiche: non ha più senso gestire il potere territoriale con un sistema finanziario basato su reti bancarie fisiche per il passaggio di valuta, quando le valute digitali consentono di operare sull'intero pianeta senza limiti spaziali.

L'Iran sembra intenzionato ad anticipare i tempi, sfruttando la congiuntura di crisi energetica e tensioni militari per accelerare l'adozione di un modello che permetta di gestire le crisi internazionali al di fuori del totale controllo americano. Washington detiene infatti le "chiavi" che aprono e chiudono le porte del sistema bancario globale, capacità che utilizza per attuare sanzioni e ritorsioni selettive contro paesi considerati ostili.

L'opportunità europea: il binomio Euro/Yuan

A questo punto emerge una prospettiva intrigante. Anche la volontà europea di trovare vie d'uscita dalla crisi energetica potrebbe trovare in questa evoluzione la propria soluzione diplomatica. La creazione di un binomio Euro/Yuan per le transazioni energetiche internazionali rappresenterebbe un'alternativa credibile al dominio del dollaro, con implicazioni potenzialmente destabilizzanti per gli Stati Uniti.

Gli americani, troppo abituati a esercitare il proprio potere in termini "muscolari", rischiano di non cogliere le sottigliezze di questa transizione. La gestione dei rapporti internazionali si fonda sulla fiducia reciproca, e quando si parla di denaro, la fiducia è tutto. Washington ha dilapidato parte di questo capitale attraverso l'uso strumentale delle sanzioni e le tensioni connesse ai dazi, aprendo uno spazio che Pechino e ora Teheran, si affrettano a colmare.

La nuova geografia del potere

L'eventuale accettazione dello yuan nello stretto di Hormuz non sarebbe di per se' un episodio isolato, ma l'anticipazione di una riconfigurazione dell'architettura finanziaria globale. In un mondo dove il digitale annulla le distanze, il potere si misura sempre meno in termini di controllo territoriale e sempre più in capacità di garantire flussi commerciali affidabili e incontrollabili da singole potenze.

L'Iran sta scommettendo che questa transizione possa essere accelerata dalla pressione delle crisi contingenti. Se la scommessa riuscirà, lo stretto di Hormuz potrebbe diventare il laboratorio dove si forgia il sistema multipolare del futuro, un sistema dove lo yuan, e forse presto l'euro, concorreranno a definire le regole del gioco, ridimensionando il ruolo del dollaro come unica valuta di riserva globale.

La partita è appena iniziata, ma i segnali sono inequivocabili: follow the money, e il denaro sta scorrendo verso Oriente.

domenica 15 marzo 2026

YibuYibu Future 2006–2026 — Step by Step verso il Futuro

 

Vent’anni fa, nel febbraio del 2006, arrivavo in Cina per viverci, a Shanghai. L'inizio di un viaggio personale e professionale che ancora oggi sa soprendermi profondamente ogni giorno.

Dopo aver vissuto in prima linea negli anni '90 inizio 2000 la New Economy, quella rivoluzione tecnologica che il mondo ha imparato a chiamare Internet, un periodo di pionierismo fatto di azione, intuizioni e sfide quotidiane tra Old Economy e New Economy, la Cina mi ha offerto l’opportunità rara di osservare e vivere dall’interno una trasformazione ancora più profonda.

Una trasformazione che la storia probabilmente ricorderà come il “Miracolo Cinese”: un cambiamento di portata straordinaria, non solo economica ma anche sociale e geopolitica, capace di ridefinire equilibri globali e modelli di sviluppo.

Vivere qui a Shanghai in quella che e' diventata la mia casa, mi ha permesso di vedere da vicino le priorità, le tensioni, i problemi e le ambizioni di questa fase storica unica, un momento che non riguardava solo la Cina, ma il futuro stesso del mondo.

In maniera molto spontanea, iniziai quindi a raccontare in una sorta di diario ciò che osservavo prima sul mio blog yibuyibu.blogspot.com ( yi bu yi bu significa “passo dopo passo”) e poi nelle decine di articoli pubblicati su Affari Italiani.

Erano cronache dirette da un Paese che stava cambiando a una velocità impressionante. Un cambiamento che, "passo dopo passo", non avrebbe trasformato soltanto la Cina, ma anche gli equilibri del mondo.

Oggi, a vent’anni di distanza, quegli articoli riemergono dal grande archivio digitale con una nuova missione: non semplicemente per ricordare il passato, ma per utilizzare quelle emozioni, testimonianze ed immagini quale punto di partenza per leggere il presente e interrogare il futuro.

Nasce così YibuYibu Future 2006–2026.

Il Progetto

YibuYibu Future è un esperimento che unisce memoria, analisi e visione.

Ripubblicherò su Albertofattori.me/it gli articoli originali scritti dal 2006 in poi pubblicati allora sul mio blog YibuYibu e su Affari Italiani, affiancandoli con nuovi contenuti e commenti che ne ricostruiscano il contesto, ne verificano le intuizioni e ne reinterpretano il significato alla luce di ciò che è accaduto nel frattempo.

Ma c’è una differenza fondamentale rispetto ad allora.

La Cina non è più soltanto il soggetto del racconto: diventa la lente attraverso cui osservare il mondo.

Da Shanghai, crocevia tra Oriente e Occidente e laboratorio permanente del futuro globale, assieme continueremo ad osservare, step by step, come la Cina continui a trasformare l’economia, la tecnologia e la cultura globale.

E soprattutto cercheremo di capire dove si colloca l’Italia dentro questo nuovo scenario globale.

Perché proprio adesso

Nel 2007 nel post "Pensare con i loro occhi", scrivevo che “gli occhi sono lo specchio del cuore e della mente” e che in Cina questo era particolarmente vero.

Gli occhi della fotografia che accompagnava quell’articolo sono diventati, da vent’anni, parte della mia vita quotidiana. Attraverso quegli occhi e attraverso i miei, ho visto passare alcune delle trasformazioni più rapide della storia contemporanea.

La Cina delle Olimpiadi del 2008. La Cina che ha attraversato la crisi finanziaria globale. L'Expo di Shanghai. Il terremoto nello Sichuan. La nascita dei social media ed e-commerce cinesi. Il lancio della New Silk Road globale. La guerra commerciale con gli Stati Uniti. La sfida allo spazio cinese. La pandemia. L’esplosione dell’intelligenza artificiale e tanto altro.

Guardati oggi, quei primi articoli sembrano quasi racconti provenienti da un altro pianeta. Eppure molte delle dinamiche umane, culturali ed emotive che descrivevano restano sorprendentemente attuali.

Non è soltanto storia cinese. È storia globale osservata da Shanghai.

E mentre il nuovo ordine mondiale prende forma, quella prospettiva diventa uno strumento prezioso per comprendere dove stiamo andando.

La timeline come chiave di lettura

Gli articoli seguiranno la loro sequenza temporale originale.

La timeline diventerà così una vera e propria guida narrativa, capace di accompagnare il lettore attraverso le fasi della trasformazione cinese, mostrando come, anno dopo anno, i cambiamenti del Paese abbiano progressivamente contribuito a ridisegnare gli equilibri globali, in un dialogo con ciò che accadeva nello stesso momento nel resto del mondo.

Ogni tappa non rappresenterà quindi soltanto un episodio della storia della Cina, ma anche un frammento della più ampia trasformazione globale, osservata da un punto di vista privilegiato: Shanghai.


La domanda italiana

Dentro questo viaggio che attraversa tre dimensioni temporali, il mondo che era, il mondo che è e il mondo che verrà, emerge una domanda inevitabile per noi italiani.

In un pianeta sempre più influenzato da una logica cinese fatta di scala, velocità, tecnologia e pragmatismo, quale spazio può trovare l’Italia?

Il Made in Italy del passato, da solo, non basta più.

Serve una nuova narrazione. Serve una nuova identità capace di dialogare con questo mondo, senza perdere la propria anima.

Forse la vera sfida è costruire un Secondo Rinascimento Italiano: non nostalgico, ma proiettato nel futuro. Un Rinascimento capace di reinventare il nostro patrimonio culturale attraverso l’incontro con le grandi trasformazioni globali.


Segui il viaggio

Sul sito AlbertoFattori.me, sul canale MyChina.Life e sui socials verranno pubblicati, passo dopo passo, i nuovi tasselli di questo viaggio nel tempo e nelle trasformazioni: un percorso che intreccia memoria, osservazione e confronto tra le diverse visioni sulle priorità del passato, presente e del futuro.

Perché, come scrivevo vent’anni fa, “la Cina va rispettata e capita prima che cambiata.”

Oggi quella riflessione è ancora più attuale. Perché capire la Cina significa, inevitabilmente, capire la direzione in cui sta andando il mondo e con esso tutti noi.


P.s. YibuYibu Futuro vuole essere anche un mio personale contributo alla memoria di Luca Conti che aveva fatto dello scrivere blog una contagiosa missione che a suo modo incentivò proprio su YibuYibu negli auguri di compleanno del 2007: "Auguri Alberto :) Complimenti per l'esperienza. Dovresti raccontarci la tua esperienza con maggiore frequenza!! Un abbraccio".