martedì 28 ottobre 2008

Per evitare “l’Innovazione di Importazione”:

Una frase chiave sembra mettere tutti d’accordo quando si parla del Made in Italy :“bisogna innovare”.

Ma forse sulla parola, innovazione, ci sono ambiguità che la parola stessa contiene.

La mia riflessione sul tema è quotidiana ma in particolare si è materializzata in questo post, leggendo un post del Blog del Direttore del Cefriel Fuggetta, sul tema.

Con acutezza, veniva segnalato che tanti dicono, molti suggeriscono, ma pochi alla fine fanno e io aggiungerei SBAGLIANO.

Infatti le più grandi innovazioni spesso non sono frutto di ricerche pianificate e andate a buon fine, ma sono frutto di errori, spesso grossolani, spesso anche incredibili.

Si va da un formaggio andato a male diventato negli anni un prodotto DOC, per finire con gli SMS “inventati per sbaglio” dagli operatori telefonici. Se qualcuno si ricorda i Business Plan degli operatori di allora, la voce “SMS” non esisteva, in quanto ritenuto SOLO un sistema di backup della rete.

Alla fine di quale “innovazione” si parla??

Di innovazioni ce ne sono tante e di diversi tipi, ma vivendo in diretta l’attuale momento della Cina si nota che tutte hanno in comune un punto fondamentale: cercare di innovare anche a costo di sbagliare.

Sulle Tv Cinesi questo aspetto è tanto chiaro, lo sbagliare, che viene illustrato ogni giorno quando vengono proposti i casi di successo di imprenditori cinesi.

Infatti ogni presentazione non parte dal fondo (il successo), ma parte nell’illustrare le difficoltà, gli insuccessi che l’imprenditore ha avuto.

Il fallimento, spesso anche ripetuto, gli stati d’animo dei momenti dove, ammettono candidamente, pensavano di non farcela a risolvere la questione. La componente di rischio economico, umano e delle pressioni sulle persone attorno.

E questo approccio nel presentare i successi imprenditoriali, i cinesi lo mettono sia nel parlare di high tech che nella innovazione della “coltivazione” dei pesci o del turismo locale.

Insomma per innovare, occorre VOLER innovare. Averne un reale bisogno.

Ma per innovare occorre essere pronti a sbagliare, anche molte volte. A fallire.

Per innovare, occorre avere capitali per sostenere l’innovazione nella sua fase di sviluppo. Ma il sistema finanziario è attualmente strutturato per finanziare chi ha un “track record” vincente. Ma chi sta innovando, difficilmente lo possiede o può possederlo anche per una fatto fondamentale: l’innovazione vincente è unica, irriproducibile.

Quindi anche se hai avuto successo, per il prossimo devi ripartire da capo, senza alcuna memoria dei tuoi successi precedenti, forte solo della tua allenata capacità ad affrontare gli errori e le difficoltà che si incontreranno e dovranno risolvere.

Quindi non esiste nessuno consulente perfetto per innovare, visto che se non è coinvolto esso stesso nel processo, difficilmente riuscirà realmente ad essere innovativo e come diceva Fuggetta, solo chi ha fatto “FORSE” potrà raccontare una storia credibile!.

Detto questo, il livello di innovazione italiano è talmente basso che in certi settori è scomparso, basti pensare all’elettronica, il grande cruccio del mio mentore il Prof. Degli Antoni..

L’impressione è che abbiamo paura di Innovare.

Ma come mai? Semplice. Per paura di sbagliare si sono utilizzati negli anni modelli e tecnologie che già avevano dato un qualche risultato in termini economici.

Questo negli anni, ha atrofizzato la capacità di innovare realmente, visto che le tecnologie e le esperienze erano spesso americane, favorendo l'apparentemente più semplice “Innovazione di Importazione” alla ben più ardua “Proposta di innovazione”.

Quindi uno degli obbiettivi che ci proponiamo con il China Media Lab qua in China, è quello di finalmente provare ad innovare, tutti assieme, osare veramente, unendo gli sforzi delle diverse competenze, per cercare di realizzare, affiancare le imprese e il Made in Italy, in un mercato interno in potente crescita, come quello cinese ma dal quale poi è possibile agire anche a livello internazionale, magari assieme agli stessi cinesi.

Quindi non aspettiamo che le innovazioni ci vengano vendute al prezzo “di saldo”, continuando così ad alimentare la nostra perdurante “pigrizia innovativa”.

L’Italia e noi italiani, possiamo giocare un ruolo di rilievo in Cina e dalla Cina nel mondo, solo se ci ricordiamo come i vari Fermi, Volta, Meucci e Leonardo lavoravano e …. sbagliavano!

Google


Il Ritorno del Dragone d’oro!

Premessa: "Il significato cinese di Cina è “paese di mezzo” appunto, Zhong Guo -中国."

Mentre il mondo occidentale piange e si dispera cercando di tamponare le “falle” del proprio sistema finanziario, sperando così di non affondare, nello stesso momento, in Cina si definiscono le nuove rotte per continuare a crescere, magari meno, ma continuare a crescere.

Un interessante paradosso di questi tempi.

Per capirci, da queste parti sono preoccupati per un rallentamento della crescita economica, passata dal 10% al 9%, quando noi faremmo salti mortali dalla gioia se riuscissimo a crescere anche solo dello 0,1%!

Comunque sia, dopo quanto sta accadendo in tutto il mondo e i rovinosi effetti causati soprattutto dal crollo del mercato immobiliare USA, i cinesi sono corsi subito ai ripari per arginare eventuali “contaminazioni”.

Mercato cresciuto nell’ultimo decennio in maniera esponenziale, negli ultimi periodi il mercato immobiliare cinese aveva iniziato a manifestare comunque pericolosi rallentamenti.

Da qui l’intervento di queste ore del governo cinese, con una serie di misure che entreranno in vigore dal 1° Novembre e che intendono favorire la stabilità del mercato della casa in Cina, che dopo il commercio estero, rappresenta il maggiore driver della crescita economica del paese.

In particolare le nuove misure introdotte interessano l’imposta di bollo sulla proprietà, passata dal 3-5 percento all’1% per le case più piccole di 90 metri quadri e il minimo da versare per l’acquisto della prima casa, che indipendentemente dalla dimensioni, scenderà al 20% dall’attuale 30%.

Quest’ultima misura autorizza quindi le banche a fornire prestiti garantiti fino all’80% sul valore dell’immobile da comprare.

Ma non solo, nel decreto governativo è stata rimossa anche l’imposta di bollo che era del 0,05% e la tassa sul valore aggiunto dei terreni, limando ulteriormente gli svantaggi fiscali per i proprietari di casa.

A queste misure si sono però aggiunti anche consistenti investimenti (1 trilione di Yuan) per sostenere la costruzioni di case a prezzi più accessibili, in grado quindi di favorire l’accesso alla prima casa anche alle fasce meno abbienti del paese.

La ragione di questo agire è evidente: 2 /3 della popolazione cinese si trova in questo periodo a dover effettuare il proprio “salto di qualità”, favorito dalla continua crescita economica del paese e la casa è il bene fondamentale a cui ogni famiglia cinese aspira.

La leva delle ricchezza dei cinesi sta proprio in questo bene primario e un mercato stabile in grado di favorire un concreto consolidamento per tutte le famiglie cinesi è, in questa fase, strategico per la Cina proiettata nel proprio futuro di potenza economica.

Le manovre di questi giorni sono comunque senza precedenti, di portata simile a quelle introdotte dall’ex primo ministro Zhou Rongji e che diede il via politica della privatizzazione delle case e la riduzione delle imposte per la edilizia abitativa.

Nel contempo, a Shanghai è stata elevata ad un quinto la quota di ipoteca massimale a carico del fondo per gli alloggi, fondo nel quale, impiegati e datori di lavoro, mensilmente versano denaro in cambio di tassi di interesse più bassi.

Questa mossa di Shanghai, intende contribuire l’accesso garantito a prestiti più grandi di quelli attuali.

Se nelle città la leva della casa è quella che ha creato le basi dell’attuale classe media cinese, ora tutto ciò si potrà ripetere anche nelle campagne, alla luce della nuova “riforma nelle campagne” che consentirà anche ai contadini di divenire proprietari dei propri appezzamenti e cedere l’uso dei terreni.

Questo aspetto produrrà un doppio beneficio: da una parte consentirà ai contadini di ottenere un profitto dalla compravendita di suddetti diritti, con il quale potersi trasferire nelle Città, dall’altra i terreni potranno venire acquistati da imprese per essere lavorate su larga scale, così da aumentarne l’attuale produttività.

Ma non solo, di contorno sono stati abbassati i tassi di interesse sui prestiti, in modo da favorire le imprese in un momento difficile come questo e nel contempo sono cresciute le detrazioni fiscali per gli esportatori su 3486 prodotti, per ridurre gli impatti della crisi commerciale nei paesi occidentali.

L’impressione finale che se ne trae è che, mentre i paesi occidentali stanno facendo i conti con il proprio “artificioso” sovradimensionato economico, la Cina abbia invece ampi margini di manovra non solo per continuare a crescere, ma per consolidare la propria attuale crescita, potendo fare da traino e salvagente alle “scoppiate” economie “ occidentali.

E’ la storia che ritorna, di quando 150 anni fa la Cina era la prima potenza economica al mondo.

domenica 26 ottobre 2008

Berlusconi “visto” dalla Cina

Berlusconi è arrivato a Beijing per partecipare ai lavori del 7° ASEM che deve gettare le basi di una cooperazione Est – Ovest, in vista del prossimo vertice del 15 Novembre a Washington D.C.

Ma come lo vedono Berlusconi i Cinesi che lo ospitano in questi giorni?

Per cercare di capirlo, oltre la formalità e le dichiarazioni ufficiali di circostanza dei leaders cinesi, occorre cercare tra le pieghe del Web.

E senza troppi problemi si trova uno spazio news su SINA, il maggior internet provider cinese, intitolata evocativamente “Italy Premier”, con la sintesi del punto di vista “Made in China” su Berlusconi.

Il giudizio è positivo o negativo?

Beh, siamo sicuri che lo stesso Berlusconi sarà sufficientemente sportivo ed apprezzerà lo humour con il quale è stata descritta la sua vita imprenditoriale, sportiva e politica.

Andiamo però con ordine.

Dopo una sintetica, quanto esaustiva biografia, che mette in evidenza le diverse fasi della sua vita, questa termina con un sintetico, quanto pungente, giudizio sul personaggio: “da avanspettacolo”.

Le battute e l’approccio informale che da sempre caratterizza Berlusconi nelle sue dichiarazioni ed apparizioni ufficiali, sembra non piacere un gran che da queste parti, finendo per essere definite pericolose “sparate”, in grado di creare troppo spesso incidenti diplomatici.

Come dire: “il mondo è già complesso di suo, pesiamo con maggiore attenzione alle parole che usiamo!”.

Per sottolineare ciò, riprese dalle principali agenzie di stampa, vengono quindi sciorinate le principali affermazioni di Berlusconi di questi anni che, corredate da fotografie e relativi sotto titoli esilaranti, finiscono per far credere di essersi imbattuti nella presentazione di un Film comico di prossima uscita, piuttosto che negli scritti e i discorsi di un uomo di stato.

Una accanto all’altra, ecco allora alcune delle famose querelle, quale quella del “paventato corteggiamento del primo ministro finlandese”, l’affermazione che “la civiltà occidentale è più avanzata di quella islamica” o che “in Italia dovrebbero venire liberalizzati i bordelli”.

Ma ai cinesi non è sfuggita nemmeno quella di quando, con trasportata enfasi, Berlusconi ha affermato che “Putin è un eroico sopravvissuto della Battaglia di Stalingrado” oltre ad aver avuto un gran numero di famigliari morti nella battaglia.

Peccato, fa notare l’agenzia cinese, “che Putin sia nato nel 1952, dieci anni dopo la suddetta battaglia e che i suoi genitori fossero tutt’altro che morti in questa eroica battaglia”.

Sembrano lasciare senza parole invece le affermazioni riprese dal Guardian relative a Mussolini “non ha ucciso nessuno” o il recente più goliardico “solo Napoleone ha fatto più di me, ma almeno io sono sicuramente più alto!”

Provando a cercare in maniera più approfondita sulla rete cinese altre note su Berlusconi, si scopre che i commenti sono sostanzialmente simili e tutti negativi, tendendo sempre ad esaltare il “grottesco” delle sue affermazioni.

Ma perché tutto ciò?

La spiegazione è semplice: i Cinesi non si sono ancora scordati delle offensive parole di un paio d’anni fa “in Cina i bambini sono stati cotti per essere usati come fertilizzanti”.

Da allora, stanno ancora aspettando da Berlusconi le “scuse ufficiali”, per parole che hanno profondamente offeso la nazione nel profondo.

E gli effetti di questo, non propriamente entusiastico punto di vista su Berlusconi, non si sono tardate a manifestare anche all’ASEM di questi giorni.

E’ apparso infatti evidente sulle Tv Cinesi come la presenza di Berlusconi fosse considerata quasi di secondo piano, da comprimario di seconda, terza fila, tanto che le immagini sono state ridotte al “minimo sindacale”, senza alcuna enfasi e sempre in coda agli altri leaders presenti.

Ben diverso trattamento ha invece ricevuto la Cancelliera Merkel, tanto che l’ASEM è stato l’atto che ha sancito la fine di qualsiasi crisi nei rapporti tra i due paesi, sottolineato con enfasi dal Presidente Hu Jintao con le parole “l’incontro della Cancelliera Merkel con il Dalai Lama è una questione ormai superata”.

Tornando a Berlusconi, sembra essere comunque una questione a parte, totalmente disgiunta dall’Italia, visto che nei commenti cinesi ci si guarda bene nell’estendere agli italiani comportamenti, affermazioni e modi di pensare, che appaiono un’esclusività del “personaggio” Berlusconi, più che del Primo Ministro Italiano.

Comunque una cosa è certa: piaccia o meno, nessun altro leader politico internazionale ha avuto tanto spazio come Berlusconi, ma temo ciò non sarà d’aiuto per supportare ulteriori velleità internazionali, quali il ventilato sogno all’ONU come apparso in queste ore su Affari o per contribuire concretamente per una sempre maggiore credibilità del sistema paese agli occhi dei leaders cinesi, in un futuro denso di incognite come quello che ci attende nei prossimi anni.

Parafrasando il famoso film di fantascienza “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, il messaggio cinese per Berlusconi sembra essere quello che la diplomazia, quella con la D maiuscola, in grado di aiutare i popoli ad una pacifica convivenza tra loro, sia fatta di “armonici” suoni condivisi, piuttosto che da “stridenti” continue provocazioni.

sabato 25 ottobre 2008

ASEM: Full text of statement of the Seventh Asia-Europe Meeting on the Int'l Financial Situation

I lavori dell'ASEM procedono, ecco il link al documento congiunto sulla crisi finanziaria.

Sulla questione, appuntamento a Washington D.C. il prossimo 15 Novembre.

giovedì 23 ottobre 2008

Berlusconi finalmente a Beijing!

Visita delicata e tutt’altro che di circostanza per Berlusconi, arrivato oggi a Beijing per partecipare ai lavori dell’ASEM (Asia – Europa Meeting) il 24 e 25 Ottobre.

Assenti gli Stati Uniti, paese da cui è iniziata l’attuale crisi finanziaria mondiale, 27 leaders europei. Cina, Giappone, India e altri 13 paesi asiatici, stanno discutendo su come cercare di farne fronte.

La parola d’ordine sembra essere una sola: Cooperazione.

Che si sia in una fase molto delicata degli stessi equilibri mondiali, appare evidente dal fatto che la crisi finanziaria, di una gravità senza precedenti, rischia anche di aggravare e complicare ulteriormente la soluzione dell’altra priorità mondiale che mette a repentaglio l’intera umanità: il Cambiamento climatico.

La sensazione che infatti si trae è che, di fronte al malato Usa che rischia di contagiare tutti, la priorità dei paesi asiatici, sia ora solo quella di evitare che la pandemia finanziaria possa diffondersi oltre in tutto il pianeta.
Ma non solo, nella costruzione del futuro mondiale, i paesi asiatici sembrano volere dire la propria e pretendono ora di essere co-protagonisti nella necessaria ridefinizione delle nuove regole per i mercati finanziari.

A prescindere quindi dalle frasi di circostanza che precedono i prossimi lavori dell’ASEM di Beijing, questa appare essere la vera ed unica questione centrale che sta realmente a cuore di tutti i paesi asiatici presenti a questo meeting di Beijing.

Il richiamo ad una “pragmatica collaborazione per assicurare il ritorno all’ordine sui mercati internazionali” fatto ai paesi EU da parte dal Vice Premier Cinese Xi Jiaping alla cerimonia di apertura dell’11° Asia – Europa Business Forum che anticipa l’ASEM, appare quanto mai significativo e un chiaro distinguo tra cause e causatori.

Nessuna delega in bianco sarà quindi data in futuro ai paesi occidentali che dai paesi asiatici sono considerati, direttamente o indirettamente, tutti “corresponsabili” di quanto sta succedendo a livello mondiale.

La situazione causata dal caos finanziario di questi tempi è talmente grave che ha finito per provocare la modifica dell’agenda dei lavori dell’ASEM che doveva essere totalmente concentrata su “cambiamento climatico e sviluppo sostenibile”.

Un netto ribaltamento dell’atteggiamento Europeo di questi giorni, la sintesi del diverso approccio sulle cose tra Ovest ed Est, la fotografia degli attuali equilibri (squilibri) mondiali e dei potenziali contrasti futuri tra paesi sviluppati e in via di sviluppo.

In una battuta è come se gli asiatici, oltre a sentirsi ingiustamente addittati quali inquinatori del mondo, con le fabbriche frutto della selvaggia delocalizzazione dei paesi sviluppati che ha creato rilevanti vantaggi finanziari ad occidente, ora sentano di rischiare gli sforzi e i sacrifici fatti fino ad ora, dall’irresponsabile approccio sociale e finanziario, attuato dai paesi sviluppati negli ultimi decenni.

Detto ciò, appare quindi evidente come Berlusconi, lo stesso che ha posto in queste ore un “freno” all’atteggiamento Europeo di risolvere prima la questione ambientale e poi “incrociare le dita” su quella finanziaria, troverà a Beijing una buona sponda proprio nei paesi asiatici e la Cina in primis, per poter continuare in Europa, nella propria pragmatica azione in risposta alle emergenze mondiali di questi giorni.


martedì 14 ottobre 2008

Lucky - Unlucky alla Cinese!

In Cina molte tradizioni affondano nella notte dei tempi.

Una di queste riguarda i numeri.

Così come nella nostra cabala i numeri possono “predire” il futuro o fornire una chiave di lettura per i nostri sogni, tanto da guidare intere schiere di scommettitori del lotto nostrano, per i cinesi i numeri possiedono da secoli precisi significati e poteri.

Prima di tutto partiamo dai “portatori di fortuna” come il 6, 8 e 9.

Sono loro i “protagonisti” nella scelta quotidiana del numero di Cellulare, della targa dell’auto o del piano migliore per la propria casa in un condominio.

Ma c’è fortuna e fortuna: il 6 potrà aiutarvi a rendere più agevole e gradevole la vostra vita, ma se vorrete una “fortuna sfacciata” meglio avere l’8, il “Jolly” in grado di portarvi ricchezza e benessere materiale.

Non a caso le Olimpiadi in Cina erano all’insegna dell’8 (8/8/2008 alle 8 di sera), proprio per auspicare a tutti i partecipanti e alla Cina stessa, fortuna e ricchezza.

Diverso invece è il discorso per il 9, una sorta di “angelo” che vi aiuterà nelle vostre amicizie e per avere un matrimonio fortunato.

Se però il singolo numero ha proprietà “benefiche”, le diverse combinazioni tra loro possono diventare esplosive.

Per esempio il 168 può aiutarvi a raggiungere la vostra prosperità.

Accade così che in Cina molti dei prefissi telefonici dei servizi aziendali (come l’800 in Italia) iniziano proprio con il 168, quale “simbolo di partnership fortunata” con l’azienda chiamata e quindi possibile protagonista nella creazione della vostra prosperità futura.

Stesso discorso per quanto riguarda il 289 nel sud della Cina ed Hong Kong, il numero della “fortunata porta d’accesso”.

I cinesi per accaparrarsi le migliori combinazioni fortunate non lesinano sul “portafoglio” e il “campione” in questo speciale classifica della fortuna è il 666 nella targa dell’auto.

Stesso discorso quando si devono scegliere i numeri telefonici, tanto che una Sim telefonica può avere un prezzo diverso a seconda del numero a cui è associata.

Detto ciò, attenzione però a dire ad un cinese che il vostro numero fortunato è il 4. La cosa lo lascerà di sasso, visto che nella cultura cinese il 4 è associato alla morte, così come per quasi tutte le combinazione di numeri che lo contengono.

Ma se dopo il 4 ci sarà un 8, allora quasi per magia, tutto cambia, tanto che il 48 è simbolo di prosperità e di vita, grazie alla “forza” positiva del Jolly fortunato (8).

Addentrandoci nel profondo del mondo numerico cinese, va sottolineato come il 5 è associato all’io, dato che la pronuncia è la stessa usata per l’io cinese, mentre il 7 è interpretato come insieme.

Vediamo quindi qualche esempio pratico di questo vero e proprio codice numerico:
58 - “io sono fortunato”.
518 - “sarò fortunato”,
5189 - equivale a “Io sarò fortunato per lungo tempo”.
5918: “la mia prosperità arriverà presto”.
Per finire, 516289 nel vostro numero telefonico, sarà invece il segno di una “strada e vita lunga e prosperosa”.

Usate con “moderazione” il nostro innocente “14”, numero che scatenerebbe una inaspettata reazione, visto che per un cinese equivale ad augurargli di essere “vicino alla morte”.

Addirittura in alcuni condomini, vengono “aboliti” il piano numero 4 e 14, tanto è radicata questa credenza!

Ma sempre nel gioco delle sinergie tra negativo e positivo che caratterizza l’approccio tradizionale cinese, la combinazione 1314 acquisisce una connotazione positiva e fortunata che se associato al 520 diventa simbolo di amore eterno.

Quindi 520 1314 in Cina è un numero romantico, ricercatissimo dalle giovani generazioni per il proprio mobile.

Dato che la fortuna o sfortuna non è associata ad un singolo numero ma spesso al suo suono, qualunque sequenza di numeri, potenzialmente può possedere poteri positivi o negativi per un cinese, attraendo la loro attenzione o diffidenza.

Un esempio negli affari. Da noi nessuno avrebbe alcun problema ad usare, in una negoziazione commerciale, un prezzo quale 250€.

Ma quella che rappresenta per noi “solo” una cifra tonda, per il cinese sarà interpretata come una vera e propria offesa personale, perché senza rendervi conto gli avete dato dell’imbecille, del pazzo, del “cervello non a posto”.

Meglio quindi, prima di inviare o fare qualunque offerta economica, chiedere ad un cinese amico, se questa non possa creare “problemi” e poter realmente continuare serenamente la trattativa in corso e non invece finire per inimicarvi il vostro partner.

88888 a tutti!

sabato 11 ottobre 2008

Pene pesantissime per chi viola la legge alimentare...

In tutto il mondo si parla molto di cibi adulterati dalla Cina.

Bene, una nuova legge cinese nell'ambito alimentare, prescrive pesantissime pene per tutti i possibili addetti della filiera, produttore, distributore e rivenditore finale per qualsiasi sua violazione.
- to be continued -

giovedì 9 ottobre 2008

Metafora Italiana in un antico proverbio CINESE:

Questa è la storia di 4 persone chiamate OGNUNO, QUALCUNO, CIASCUNO E NESSUNO.

C’era un lavoro importante da fare e OGNUNO era sicuro che QUALCUNO l’avrebbe fatto.CIASCUNO avrebbe potuto farlo ma NESSUNO lo fece.QUALCUNO si arrabbiò perché era un lavoro di OGNUNO.OGNUNO pensò che CIASCUNO poteva farlo, ma NESSUNO capì che OGNUNO non l’avrebbe fatto.

Finì che OGNUNO incolpò QUALCUNO perché NESSUNO fece ciò che CIASCUNO avrebbe potuto fare.

Articolo "Questa democrazia in Cina? NO GRAZIE"

mercoledì 1 ottobre 2008

Mercati,Fiducia Sfiduciata!


I mercati finanziari, commerciali e tutte le relazioni d’affari si basano sulla certezza e “trasparenza” delle regole applicate.

Ma la vera ed unica protagonista che ha consentito ai diversi mercati di crescere in questi decenni di capitalismo, è la fiducia.

E’ stata la leva per cui si è finito per barattare tutto con tutto e qualsiasi cosa: semplici pezzi di carta, le intenzioni future, le prospettive future, le speranze future.

La “brochure della fiducia” ha così condiviso a livello planetario, l’idea che il mondo potesse essere proiettato verso una irresistibile continua “crescita”: dei PIL dei paesi, dei consumi interni, del mercato immobiliare, dei mercati finanziari, della ricchezza delle persone che si sono così trovate i portafoglio pieni di “fiducia”.

Ma in questa catena di Sant’Antonio, basata tutta sulla “fiducia”, alla fine si è arrivati a dover fare i conti con una realtà ben diversa: il payback (il saldo) .

In quel preciso momento, il valore del barattato, monetizzato, prestato, rateizzato, si è come “volatilizzato”, non essendo mai realmente esistito, sparito come la nebbia all’arrivo della prima brezza.

Tutto ciò ha scoperchiato e mostrato come aziende, banche, finanziari, imprenditori, realmente finanziassero la propria crescita, vendendo solo vuota “fiducia”, travestita d’affari e finanza: la “Crazy Economy”.

La leva della fiducia, che per molti economisti ed operatori finanziari si è trasformata in vera e propria fede, ha portato quasi tutti a confondere la realtà con un sogno, allontanandosi così definitivamente dal vecchio modo di creare valore, attraverso il baratto di beni primari con altrettanti beni primari.

La finanza ha così finito per condizionare l’economia, trasformando il debito, figlio della fiducia, in uno strumento finanziario fondamentale che ha permesso di acquisire beni basati essi stessi sulla fiducia, in un circolo vizioso che ora si scopre senza fine.

Comunque sia, la trasformazione del ruolo strategico della fiducia nelle economia è databile al 1974, il momento dello scollegamento tra valore del dollaro con quello dell’oro ed argento.

Recentemente poi la rete e la “Moneta elettronica”, dalla fine del ’90 ha dato alla “fiducia” l’infrastruttura necessaria per globalizzarsi e trasformarsi in moneta vera.

Ma ora l’economia si è accorta che di sola ”fiducia” non si mangia e quindi ha chiesto in cambio il controvalore reale, necessario per sostenere questa fase congiunturale.

Il problema è che la fiducia non ha alcun “concambio reale”, per cui ora occorre iniettare alla fonte valuta vera, per cercare di pagare il “castello di fiducia” che ora si scopre con orrore, non ha più alcun valore, essendo ora sfiduciata.

Gli USA stanno cercando di iniettare 700 Miliardi a copertura dell’eccessiva fiducia venduta fino ad ora, così come le banche mondiali continuano ad iniettare miliardi ogni giorno sui mercati finanziari.

Ma il vero problema è che ora si scopre che nessuno sappia realmente quanta “fiducia” sia stata usata nello sviluppo di molte economie occidentali.

E questo è il vero dramma, la consapevolezza di scoprire che tutta questa “economia” sia solo un “disegno finanziario”, una illusione a cui tutti hanno creduto ciecamente, abbagliati come erano da tanta circolante fiducia.

Lo stesso Bush, l’uomo più potente della terra, ha capito solo ora quanta sfiducia lo circonda, dopo aver contribuito a vendere al mondo intero vagonate di “fiducia” per un futuro migliore per tutti.

That’s reality!

Franco Bernabè Broadband Vision...

Di seguito quanto affermato da Franco Bernabè Amministratore Delegato di Telecom Italia alla Commissione Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati...
A questo va aggiunto "....si tratta da un lato di assicurare un adeguato ritorno economico sugli ingenti investimenti necessari per lo sviluppo delle NGN e, dall'altro, i preservare un ambiente competitivo, in quanto lo sviluppo delle nuove tecnologie di rete non deve certo comportare limitazioni o, addirittura, la fine della concorrenza, come talora paventato".
"..... sarebbe a questo punto auspicabile e coerente con quanto sin qui messo in campo un ulteriore intervento, da parte del Governo e del Parlamento, che collochi la realizzazione della nuove reti ultrabroadband e lo sviluppo delle nuove generazioni i servizi nell'ambito delle linee strategiche del Piano industria 2015 per lo sviluppo del sistema produttivo italiano del futuro".

"...è necessario definire un 'New deal' che coinvolga tutti i soggetti interessati finalizzato alla definizione di un piano di interventi pubblici e un quadro di regole europee e nazionali che garantiscano, da un lato, adeguati incentivi agli investimenti privati e, dall'altro, la crescita di una competizione sostenbile", ha detto l'a.d. di Telecom Italia."
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La posizione di Bernabè è condivisibile SOLO se a parlare non fosse l'Amministratore Delegato di Telecom che ovviamente deve gestire gli interessi dei propri azionisti (Privati), tutelare i debiti pregressi (sciagurata privatizzazione e successive M&A sul leverage).
Occorre veramente un NEW DEAL DELLA FIBRA!
(precedenti: